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Collezioni
Le collezioni d’arte

La nascita nel 1954 dell’Istituto di Storia dell’Arte recava in sé la necessità di dotare la Fondazione Giorgio Cini di collezioni a sostegno, completamento e valorizzazione delle attività di ricerca.

Le prime acquisizioni sono legate alla figura del fondatore Vittorio Cini, annoverato tra i grandi collezionisti del Novecento e celebrato per la ricchissima raccolta d’arte distribuita nelle diverse dimore storiche, dal palazzo sul Canal Grande al castello di Monselice. I lasciti dei primi anni Sessanta riguardano la serie degli arazzi fiamminghi e francesi, il corpus di maioliche rinascimentali veneziane, i mobili e gli arredi cinquecenteschi e seicenteschi, la serie di miniature e iniziali ritagliate, appartenute al libraio ed editore Ulrico Hoepli, i libri antichi illustrati e alcuni dipinti di grande formato, che potevano essere facilmente esposti negli spazi del monastero, come la grande pala d’altare con l’Annunciazione di Lorenzo Costa un tempo a Mantova e la tela di Carletto Caliari proveniente dalla chiesa di San Nicolò del Lido e acquistata da Cini presso un antiquario newyorchese.

Se i primi anni di vita dell’istituzione furono caratterizzati, oltre che dalle donazioni di Vittorio Cini alla Fondazione, da acquisti di dipinti, sculture e mobili antichi sul mercato antiquario, perlopiù finalizzati ad arredare la rinnovata e prestigiosa sede del monastero benedettino, si devono attendere gli anni Sessanta per vedere originarsi una politica di acquisizioni di largo respiro, determinata dagli interessi di ricerca scientifica. L’incipit di una politica rivolta alla costituzione di un patrimonio artistico organico – e collegato agli studi – si ebbe nell’ambito del disegno antico, soprattutto di scuola veneta ed emiliana, al quale furono dedicate importanti esposizioni. Data fondamentale resta il 1962, anno nel quale si entrò in possesso delle raccolte appartenute a Giuseppe Fiocco, Antonio Certani, Elfo Pozzi e Daniele Donghi, nuclei costitutivi del neonato Gabinetto dei Disegni e delle Stampe, arricchito nel corso dei decenni successivi da ulteriori acquisizioni: l’album di caricature di Antonio Maria Zanetti il Vecchio, il corpus delle incisioni di Giambattista e Francesco Piranesi in edizione Firmin Didot, le serie incisorie di Hogarth e Bartolozzi, per quel che riguarda l’antico; la donazione Neri Pozza, i disegni di Renzo Biasion e di Felice Carena, l’ampia raccolta di acquerelli e tempere di Carlo Dalla Zorza, per il Novecento.

A una delle figlie del conte, Yana Cini Alliata di Montereale, spetta uno degli ampliamenti  più importanti e prestigiosi delle raccolte d’arte della Fondazione: con atto rogato nel 1981 l’erede dona un’ala del palazzo Cini, già Grimani, e un nucleo sceltissimo di opere d’arte provenienti dalla collezione del padre, consistente in una serie di tavole dipinte dal XIII secolo al XVI secolo (tra le quali si contano autentici capolavori di Giunta Pisano, Lorenzo di Nicolò, Filippo Lippi, Beato Angelico, Sandro Botticelli, Piero di Cosimo, Jacopo Pontormo), sculture lignee medievali di pregio e raffinati oggetti d’arte decorativa, dai rami smaltati veneziani agli avori francesi, dai cassoni intarsiati alle porcellane settecentesche, dai tappeti persiani ai lampadari in vetro di Murano. La donazione Cini Alliata rese possibile la creazione nel 1984 della Galleria di Palazzo Cini a San Vio, casa-museo che si qualifica come esempio storicizzato e testimonianza organica e suggestiva del gusto e degli interessi collezionistici di Vittorio Cini.

Tra le acquisizioni recenti, si segnalano la grande tela La ventata di Alberto Gianquinto, donata dalla famiglia del pittore e rappresentativa del Novecento veneziano, e una serie di fotografie con vedute urbane dedicate a Roma e a Paestum, realizzate dal celebre fotografo milanese Gabriele Basilico.

 

Le collezioni d’arte:

Galleria di Palazzo Cini
Dipinti antichi
Disegni e Stampe
Libri Antichi
Miniature e Manoscritti
Sculture
Arte Contemporanea
Arazzi
Maioliche e porcellane
Mobili e Arredi
Strumenti Musicali