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Disegni e Stampe
Corpus Piranesi

La collezione piranesiana della Fondazione Giorgio Cini

Il corpus incisorio di Giambattista Piranesi (Venezia 1720 – Roma 1778) entrò a far parte delle raccolte grafiche della Fondazione Giorgio Cini negli anni Sessanta del secolo scorso,

Il cospicuo numero di acqueforti, circa 400, scelte per la mostra che nel 1978 fu dedicata a Piranesi incisore, in occasione del bicentenario della morte, si deve a questa fortunata acquisizione, consistente in un lotto di 22 volumi in folio, comprendenti la raccolta pressoché integrale delle incisioni dell’artista, oltre alle numerose tavole incise dal figlio Francesco sino al 1809. Di questi 22 esemplari, parzialmente smembrati per consentire l’esposizione dei singoli fogli, 20 compongono la serie dell’opera francese edita da Firmin Didot, edizione completa dell’opera dei Piranesi, stampata dal 1835 al 1839. La presenza sul contropiatto anteriore dei volumi di un’etichetta recante la dicitura «Rue de la Harpe, vis-à-vis celle des Deux-Portes, n. 26, à Paris. TESSIER. RELIEUR ET DOREUR. De la Trésorerie nationale, du Bureau de la Guerre» e l’assenza dell’indicazione relativa alla Calcografia Piranesi Frères confermano l’identificazione della serie con l’edizione Firmin Didot. Infatti, l’attività del Jean-Joseph Tessier, rilegatore ufficiale della Trésorerie nazionale, è strettamente intrecciata allo stampatore ed editore francese, inventore dello stereotipo, scalandosi tra il 1820 e il 1843. Una nota di collezione è presente sul contropiatto anteriore di tutti gli esemplari: un ex libris del Commendatore Giorgio Fumach, recante il motto Anchora Imparo.

Completano la raccolta dei volumi una copia in edizione Salomoni, edita nel 1764, della  Raccolta di alcuni disegni del Barbieri da Cento detto il Guercino, cui si aggiunge un altro esemplare di medesima edizione, con un numero inferiore di incisioni e con uso di inchiostri di tinte diverse; e una copia in unico volume delle opere Peinture de la ville Lante á Roma de l’invention de Jules Romain e Peinture de la Sala Borgia au Vatican de l’invention de Raphael: edizione francese, per i torchi della Calcografia Piranesi Frères e Leblanc, delle incisioni di Tommaso Piroli che riproducono gli affreschi perduti, su invenzione di Giulio Romano, un tempo nel casino di villa Turini Lante sul Gianicolo e le decorazioni raffaellesche delle logge nel Palazzo Vaticano. Il contropiatto di quest’ ultimo volume reca un ex libris che dichiara un passaggio dell’opera nella biblioteca di Alexandre Dufour (1760-1835), architetto regio responsabile, insieme a Pierre-François-Léonard fontane, delle ristrutturazioni  del castello di Versailles.

Nel 2011 la Fondazione Giorgio Cini ha promosso e organizzato un’esposizione itinerante dell’opera incisoria piranesiana, attraverso una selezione di circa 300 stampe, tra le più significative nel rappresentare la variegata e poliedrica attività dell’artista settecentesco; a queste sono state affiancate alcune creazioni tridimensionali di progetti tratti dalle Diverse maniere di adornare i cammini, realizzate dall’atelier madrileno Factum Arte e una videoinstallazione dedicata alle visionarie invenzioni delle Carceri, opera in bilico tra la scenografia barocca e il capriccio di fantasia.