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Istituti e Centri
Istituto per la Storia di Venezia

L’Istituto per la Storia della società e dello Stato Veneziano è nato nel 1955 al fine di promuovere lo studio più avvertito e consapevole della società e dello stato veneziano nei vari aspetti. È preso quindi in considerazione un arco di tempo che dall’esordio d’una Venezia ancora embrionale in ambito bizantino si spinge sino alla sua pienezza sovrana di Dominante per proseguire sino alla dissolvenza, nel 1797, della Serenissima. E ciò non senza considerare gli svolgimenti ulteriori otto – novecenteschi della città non più capitale.

Preliminare caratterizzazione dell’Istituto è la raccolta della documentazione microfilmata relativa a Venezia esistente nelle biblioteche e, più ancora, negli archivi, fuori Venezia, italiani e esteri. Ciò da un lato a misurare l’incidenza veneziana nella storia europea e dall’altro a valutare le stesse vicende europee e pure extraeuropee dalla specola lagunare, che costituisce – in termini di ricezione ed elaborazione – un singolare punto di vista.

Due itinerari di riflessione, disponibili dall’intreccio costituito dal rapportarsi della città stato col contesto e del rapportarsi di questo colla città stato. S’aggiunga la focalizzazione di temi peculiarmente veneziani – le origini, la forma stato – affrontati con aggiornata problematica che, innovativa rispetto alle trattazioni antecedenti, ripropone il già trattato con novità di metodo e di informazione e si affaccia su ulteriori campi d’indagine.

La storia

L’Istituto è stato diretto dal 1955 al 1963 da Gian Piero Bognetti, lo storico del diritto italiano cattedratico alla Statale di Milano, quindi sino al 1979 da Agostino Pertusi ordinario di filologia bizantina alla Cattolica di Milano, poi, per un ventennio, da Gaetano Cozzi docente di storia moderna e di storia delle istituzioni politiche e sociali all’università Ca’ Foscari di Venezia. Dal 1999 suo direttore è Gino Benzoni docente anch’egli presso l’ateneo veneziano, antecedentemente, dal 1963, dell’istituto segretario.
Degna di rilievo l’impostazione data dall’Istituto alle ricerche sulle vicende altomedievali della Laguna Veneta, tutte da ripercorrere se si vogliono comprendere la nascita e lo sviluppo di Venezia.
In tale direzione si collocano i rilievi aereofotogrammetrici – indispensabili a far risaltare la sedimententazione storica nell’area relativa a Venezia prima di Venezia – eseguiti nella zona di Torcello, Mazzorbo, Altino, Cittanova Eracleana, Jesolo, parte della laguna di Grado, che hanno anche permesso l’individuazione, tramite lo scavo, nei pressi di Altino, di una installazione romana, forse ricollegabile all’ultima fase della lavorazione del sale. Quindi due campagne di scavi a Torcello del 1961 e del 1962 (con indagini paleobotaniche e analisi di reperti vetrari) da cui deriva nuova luce al tormentato e arduo problema delle origini di Venezia: Torcello aveva una sviluppata orticoltura, era stabilmente abitata nell’età romana e legata ad Altino da un rapporto analogo a quello configurabile tra Grado e Aquileia. Di conseguenza i fuggiaschi del VI secolo dalle incursioni longobarde si insediarono in una zona già civilizzata, non già in una saltuaria sede di pescatori e cacciatori.

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Le attività di ricerca

La cultura popolare in Istria, Quarnero e Dalmazia

Questa ricerca si propone di valutare la persistenza delle tradizioni venete in diversi ambiti: linguistico, architettonico, paesaggistico, musicale, gastronomico, letterario, associazionistico e di ritualità popolare, così da disporre di un corretto insieme di valutazioni, anche ai fini di un’ulteriore salvaguardia di queste comunità di cultura adriatiche.

contatti storia@cini.it

L’influenza degli eventi atmosferici e climatici nella storia della cultura veneziana

“Creature, cossa diseu de sto tempo?”. La percezione del clima nell’Italia medievale e moderna

La citazione virgolettata è goldoniana: le Baruffe chiozzotte iniziano così, con un gruppo di donne sferuzzanti e chiaccheranti in una calle che – in attesa del rientro dei pescherecci – si chiedono, appunto, da che parte va a parare il tempo. Naturalmente si augurano il vento assecondante, “in poppe”. Questa fulminea riga di Goldoni, con un sol tratto di penna, immette nel pieno d’una situazione – quella degli uomini in mare per pescare attesi, con apprensione, da mogli, madri, sorelle, fidanzate – condizionata dal clima. Da questa premessa prende avvio un progetto di ricerca nel quale si trascorrerà dalla bora nella letteratura triestina allo scirocco in laguna, dai grandi freddi ai grandi caldi, dalle gelate alla siccità, dalle reazioni alle vicende climatiche più istintive e intuitive ai primi tentativi di comprensione delle medesime con la sistematica raccolta dei dati dai quali procedere ad una relativa interpretazione.