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Istituti e Centri
Teatro e Melodramma

Il Centro Studi per la Ricerca Documentale sul Teatro e il Melodramma Europeo ha come scopo primario lo studio della storia dello spettacolo, in alcuni ambiti specifici come quello della storia dell’attore, del melodramma, della danza, della scenografia e dell’iconografia teatrale e musicale.

Dal 2007, sotto la direzione di Maria Ida Biggi, il Cen­tro sostiene la ricerca e la divulgazione del suo ambito scientifico attraverso diverse iniziative: da un lato la conservazione e promozione dei propri archivi documentali, lo sviluppo di un ricco archivio iconografico tematico e l’organizzazione di seminari e convegni di importanza internazionale, in collaborazione con enti culturali italiani ed esteri.

L’impegno scientifico del Centro si svolge soprattutto nella conservazione dei preziosi fondi archivistici  e la valorizzazione degli stessi, promuovendo studi approfonditi, pubblicazioni, iniziativa culturali e, attraverso l’allestimento di mostre tematiche, sostiene la fruizione, per un pubblico anche non specialistico, delle tematiche legate ai materiali presenti.

Negli ultimi anni il Centro ha inoltre aggiunto alla sua vocazione conservativa, alcuni felici sforzi creativi, organizzando piccoli spettacoli teatrali con artisti di estrema rilevanza, ottenendo al contempo un notevole successo di pubblico.

Storia

STORIA

Il Centro prosegue l’attività iniziata nel 1957 dall’Istituto per le Lettere, il Teatro e la Musica, fondato da Pietro Nardi e Vittore Branca allora Segretario Generale della Fon­dazione. Nei primi anni, la direzione del prof. Giuseppe Ortolani, insigne studioso di Carlo Goldoni e noto curatore della ripubblicazione completa delle opere del grande drammaturgo, ha favorito, all’interno dell’Istituto, l’ampliamento degli studi in una direzione più marcatamente teatrale, con la segreteria scientifica di Nero Vianello.

Dal 1970, la presenza del prof. Gianfranco Folena, insigne italianista, alla direzione dell’Istituto, dopo Ortolani, ha introdotto lo studio delle discipline teatrali e musicali come fatto linguistico. Con la segreteria scvientifica di Maria Teresa Muraro

Dal 1985, l’Istituto cambia nome e diviene l’Istituto per le Lettere, il Teatro eil Melodramma, poiché da questa data viene fondato dal prof. Giovanni Morelli l’Istituto della Musica ed è diretto dal prof. Fernando Bandini (1993-2001) e dal prof. Francesco Zambon (2002-2007).

Nel corso del 2008, si cambia ancora il nome, nell’intento di sottolineare maggiormente la componente spettacolare e separare quella linguistico letteraria: su suggerimento del prof. Morelli il nome diviene Centro Studi per la Ricerca Documentale sul Teatro e il Melodramma Europeo.

Dal 9 maggio 1957, ad accresce l’interesse per il Melodramma è l’acquisto della ricchissima collezione del medico romano Ulderico Rolandi, costituita da libretti d’opera e accompagnata da una ricchissima biblioteca sull’argomento, da una grande quantità di spartiti e da una raccolta di ritratti, locandine, estratti e ritagli di giornali. I libretti d’opera conservati e ordinati secondo il nome del musicista, dal 1500 al 1900, si collocano negli spazi dell’Istituto.

Nel campo del Melodramma, infatti, le ricerche da lui stimolate hanno riguardato soprattutto il rapporto Musica-Parola. Dal 1972 al 2000, si sono svolti ben 23 convegni, promossi da Folena e poi da Maria Teresa Muraro e Giovanni Morelli, dedicati a una ricognizione storica delle varie epoche del melodramma e ad alcuni dei suoi massimi protagonisti dal Seicento ai giorni nostri. I convegni annuali sul melodramma hanno ospitano studiosi di tutto il mondo e queste presenze hanno contribuito a rivalutare il libretto d’opera quando sottolinearne l’importanza sembrava una novità assoluta. Il libretto infatti è un documento, prodotto e stampato per essere consegnato agli spettatori, in vista della messa in scena. Il suo studio permette di ricostruire la microstoria dell’opera, dal punto di vista artistico ed economico, conservandone documentazione, notizie e varianti per ogni esecuzione.

Grazie alla possibilità di consultazione del Fondo librettistico si è creata una comunità internazionale di studiosi di poesia per musica e musicologi che ha identificato la Fondazione Giorgio Cini come luogo eletto per il proprio lavoro. I programmi degli incontri possono dare un’idea della varietà e ricchezza dei temi trattati, pur essendo tutti incentrati su melodramma, ad iniziare dal 1972 con Venezia e il Melodramma nel Seicento. Basta dare un’occhiata alla lista dei partecipanti e all’indice dei contributi per vedere come l’organizzazione volesse sviluppare nuove interpretazioni e creare un confronto fra studiosi di nuova generazione con i seniores dello stesso campo di studi: Claudio Gallico, Wolfgang Osthoff, Nino Pirrotta, Helmuth Christian Wolff, Harold Powers, con Lorenzo Bianconi, Thomas Walker, PierLuigi Petrobelli, David Rosen, Ellen Rosand, Mercedes Viale Ferrero, Elena Povoledo, per citarne solo alcuni.

Anche l’arrivo dell’importante donazione dell’Archivio di Eleonora Duse è stato motivo di orientare approfondimenti sulla figura del primo attore e capocomico nella tradizione teatrale italiana e internazionale oltre, ovviamente, a iniziative legate alla figura artistica della grande attrice italiana. La presenza di questo materiale ha portato alla successiva donazione di altri materiali in qualche modo riferibili alla Duse come quelli donati da Olga Resnevic Signorelli o da Albertini.

Un altro filone che appartiene alla storia del Centro è quello scenografico e iconografico, il cui studio è stato, sin dalla creazione dell’Istituto, materia di indagine all’avanguardia rispetto alla stora del teatro sviluppata con strumenti più tradizionali.

Alla fine degli anni ’80 del Novecento è arrivato il dono di Aurel Milloss che contiene, oltre al grande archivio di documenti e fotografie, la prestigiosa ed unica nel suo genere, biblioteca del grande coreografo ungherese, romano d’adozione, che ha donato oltre 3.000 volumi dedicati alla danza e alla sua storia, in diverse lingue, contenente anche trattati del ‘600 e del ‘700, monografie rare e riviste specializzate.

Negli spazi del Centro si trovano, anche raccolte librarie di grande interesse, tra cui è l’intera biblioteca appartenuta al musicista Gian Francesco Malipiero, che comprende preziosi libri antichi e rari, alcuni dei quali si possono fonti dei sui libretti musicali arricchite da sue note autografe.

Inoltre, dagli ultimi anni ‘90 è presente la Biblioteca di Cesare Gallia, con 1200 volumi di soggetto wagneriano.

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