Introduzione
di Giovanni Giuriati
Fin dal 1995 l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini organizza ogni anno nel mese di gennaio, un Seminario Internazionale di Etnomusicologia. Un piccolo numero di esperti viene invitato a svolgere delle ampie relazioni su un tema scelto,ogni anno diverso, che si ritiene rilevante nel dibattito attuale dell’etnomusicologia.
Nel 2002 il tema scelto è stato ‘Etnomusicologia applicata: prospettive e problemi’ , un tema che investe tanto gli aspetti teorici e metodologici della ricerca etnomusicologica, quanto la pratica quotidiana del mestiere di etnomusicologo.
Anche se nata con intenti prettamente scientifici e di ricerca, l’etnomusicologia ha avuto, fin dai suoni inizi, una componente che si può definire “applicata”.
Allestimento di musei, consulenze nell’ambito degli imperi coloniali, organizzazione di concerti, divulgazione attraverso la pubblicazione di incisioni discografiche, facevano già parte del bagaglio professionale dei musicologi comparati all’inizio del XX secolo. La figura dell’etnomusicologo come mediatore di cultura ha poi assunto un ruolo sempre più ampio nella nostra disciplina.
Negli ultimi anni, tuttavia, la questione delle diverse applicazioni del nostro lavoro sul campo ha avuto uno sviluppo esponenziale ponendo alla figura del ricercatore di musiche tradizionali problemi e questioni inedite, di grande delicatezza. Questioni che investono lo statuto della disciplina ed anche le posizioni metodologiche ed etiche di chiunque oggi faccia ricerca. Si può fare qui un elenco sommario – e in ordine sparso - dei risvolti applicativi della professione dell’etnomusicologo così come si vanno configurando in tempi recenti e recentissimi. Oltre alla attività di ricerca e documentazione, l’etnomusicologo è infatti sempre più spesso chiamato in causa come:
- consulente di governi, enti locali e associazioni,
- promotore della musica tradizionale in festival rassegne e concerti,
- divulgatore delle musiche del mondo con prodotti audiovisivi e mutimediali,
- operatore interculturale nella scuola e nell’associazionismo,
- difensore dei diritti delle culture più deboli rispetto alle leggi del mercato e del copyright,
- custode di tradizioni in via di sparizione o fortemente minacciate,
- gestore di archivi sonori, fonoteche e centri di documentazione.
Come si può rilevare anche da questo elenco sommario, le questioni sono numerose e delicate ponendo addirittura la questione se possa esistere una etnomusicologia che possa non dirsi “applicata”. Nel corso dei tre giorni il seminario ne ha affrontate alcune, a partire dalla esperienza diretta di esperti, confrontando punti di vista e posizioni di metodo.
In particolare, la riflessione si è concentrata sui seguenti punti e campi di interesse:
- la questione di un’educazione interculturale e del ruolo che in essa può rivestire la musica;
- musica e diaspora, musica e immigrazione, musica e rifugiati. Quale ruolo di sostegno, riflessione e informazione può svolgere l’etnomusicologia;
- la spettacolarizzazione delle musiche tradizionali: festival, rassegne, concerti;
- i progetti di cooperazione in campo culturale, il rapporto con gli Enti Locali nel mondo occidentale;
Su questi temi hanno presentato delle relazioni studiosi che rivestono più ruoli: etnomusicologi, antropologi, organizzatori di cultura, esperti di didattica, promotori di progetti di cooperazione, con vaste e profonde conoscenze dei temi in discussione per esperienza professionale diretta e prolungata. Le relazioni sono raccolte in questi Atti del Seminario. Si è scelta la forma on-line per diversi motivi. Innanzi tutto la facile accessibilità dei materiali a chiunque possa consultare internet, accessibilità preziosa in un momento come questo nel quale la diffusione editoriale scientifica trova difficoltà ad aprirsi delle strade nella grande distribuzione. Vi è poi anche un altro vantaggio derivante dal fatto di poter proporre gli interventi anche in forme multimediali, consentendo al lettore di poter fruire con immediatezza anche di esempi sonori e audiovisivi, rendendo così più fedele il rapporto tra questa pubblicazione e lo svolgimento effettivo dei lavori del Seminario
