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L’archivio del compositore Egisto Macchi all’Istituto per la Musica
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La Fondazione Giorgio Cini riceve dagli eredi i documenti appartenuti all’artista.

 Attivo sul fronte della composizione strumentale, vocale, teatrale, per il cinema e la televisione, Macchi è una delle figure più rappresentative dell’avanguardia musicale italiana del secondo Novecento.

L’Istituto per la Musica della Fondazione Giorgio Cini annuncia una nuova importante acquisizione: quella dell’archivio personale del compositore Egisto Macchi (1928-1992), una delle figure più rappresentative dell’avanguardia musicale italiana del secondo Novecento. Grazie alle donazioni di Sylvaine Couquet Macchi, con le figlie Ombretta e Séverine Macchi, e di Lamberto Macchi un considerevole corpus di documenti verrà a costituire un nuovo fondo dell’Istituto per la Musica. I materiali, una volta catalogati, saranno messi a disposizione di quanti vorranno approfondire lo studio dell’opera e del pensiero dell’artista.

Le attività di Macchi e le fasi del suo processo creativo sono documentate dai numerosi materiali che costituiscono il suo archivio: oltre 13.000 fogli di musica manoscritti tra schizzi, abbozzi, stesure e parti staccate, circa 1.500 tra appunti e testi manoscritti e dattiloscritti, incluse le sceneggiature, 3.500 tra fotocopie, copie eliografiche, lucidi e veline. Il lascito comprende inoltre brochure e locandine di concerti e manifestazioni culturali, lettere, audiocassette, ritagli di giornale, cui si aggiungono le partiture e i volumi di argomento teorico studiati da Macchi. Le due parti dell’archivio personale del compositore, finora separate, confluiranno in un nuovo fondo dell’Archivio della Fondazione Cini intitolato a Egisto Macchi. I documenti troveranno collocazione sull’Isola di San Giorgio Maggiore in custodia all’Istituto per la Musica. Si tratta di una rilevante acquisizione, che arricchisce, insieme a quelle dei fondi di Giacomo Manzoni (marzo 2013), Roman Vlad (luglio 2013) e Giovanni Salviucci (novembre 2013), il corpus archivistico della Fondazione.

«Con l’acquisizione dell’archivio Macchi – sostiene il direttore dell’Istituto per la Musica, Gianmario Borio l’Istituto amplia il raggio dei propri interessi nella prospettiva di una ricostruzione articolata e plurale della vita musicale italiana del Novecento; Macchi è stato uno dei protagonisti dell’avanguardia romana, sperimentando in diversi ambiti della composizione e dell’improvvisazione; un ramo significativo della sua produzione, la musica per film e documentario, si inserisce nel filone inaugurato con gli studi legati all’archivio Nino Rota e offre ulteriori stimoli per la ricerca nel campo della creazione audiovisiva».

Sylvaine Couquet Macchi ha commentato la donazione con le seguenti parole: «Mi sarebbe piaciuto poter creare a Roma un Archivio Macchi, nel contesto dei compositori dell’Avanguardia romana. Questo non è stato possibile e ho quindi accolto con entusiasmo la proposta della Fondazione Cini, che conoscevo per il suo grande prestigio. D’altra parte, Egisto ha sempre avuto un rapporto speciale con Venezia, dove la sua musica è stata eseguita più volte. Devo ringraziare in modo particolare il direttore dell’Istituto per la Musica, Gianmario Borio, il cui slancio e il cui impegno nel progetto sono stati determinanti ai fini della nostra decisione.»

Il figlio del compositore Lamberto Macchi ha dichiarato: «Ho accolto con molto interesse la proposta dell’Istituto per la Musica della Fondazione Cini di acquisire l’intero corpus delle composizioni di mio padre. Credo che l’Istituto svolga una funzione importantissima e rara nel panorama musicale italiano e non solo. Sono certo che l’opera di mio padre sarà valorizzata e promossa nel miglior modo possibile. Ho avuto la possibilità di visitare i locali che ospitano i vari fondi donati ed ho notato la grande cura nell’organizzazione dei materiali. Sono certo che mio padre sarebbe felice di sapere la sua intera produzione ospitata in una sede così prestigiosa. Ringrazio di cuore Gianmario Borio e tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione di questa iniziativa

Attivo sul fronte della composizione strumentale, vocale, teatrale, per il cinema e la televisione, Egisto Macchi si è formato sotto la guida di Hermann Scherchen e Roman Vlad. La sua personalità poliedrica si è espressa tanto in brani per organici tradizionali (ad esempio i sette pezzi intitolati Composizione, nati tra il 1958 e il 1968 e variamente destinati a orchestra, ensemble strumentali, coro di bambini), quanto in lavori caratterizzati da una forte carica sperimentale, come A(lter) A(ction) per il teatro (1966). Ha firmato le musiche di celebri filmL’assassinio di Trotzky e Mr. Klein di Joseph Losey (1972 e 1976), Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato e Il delitto Matteotti di Florestano Vancini, (1972 e 1973); Padre padrone dei fratelli Taviani (1977, vincitore della Palma d’Oro). Dal 1978 è stato membro della Commissione italiana per la musica dell’UNICEF insieme a Luis Bacalov, Franco Evangelisti, Ennio Morricone e Nino Rota. Sin dagli anni sessanta Macchi ha fornito un importante contributo all’arricchimento della vita musicale italiana. Ciò si è esplicato in diverse iniziative, tra le quali la co-fondazione dell’associazione Nuova Consonanza (1960) – del cui omonimo Gruppo di Improvvisazione Macchi è stato membro attivo a partire dal 1967 –, quella dello Studio R7 - Laboratorio elettronico per la musica sperimentale (1967) e l’ideazione, con Domenico Guaccero, dell’Istituto della voce (1982).


Egisto Macchi (Grosseto 1928 – Montpellier 1992) ha vissuto a Roma fin dalla prima infanzia, studiando il pianoforte, il violino e il canto. Ha frequentato la Facoltà di Medicina e Chirurgia (1945-1949) e in seguito Lettere all’Università di Roma La Sapienza, laureandosi all’Università di Palermo (1955). Nel 1949 inizia lo studio della composizione presso Roman Vlad per poi proseguire con Hermann Scherchen, che lo mette in contatto con Luigi Nono. Nel 1954 incontra Antonino Titone a Palermo, stabilendo un rapporto di amicizia che è durato negli anni. Nel 1959 fonda e dirige, insieme a Franco Evangelisti, Domenico Guaccero e Antonino Titone, la rivista Ordini. Studi sulla Nuova Musica, dove vengono gettate le basi dell’associazione Nuova Consonanza per la diffusione della musica contemporanea, fondata nel 1960 da Macchi, Guaccero ed Evangelisti insieme a Mario Bertoncini, Mauro Bortolotti, Aldo Clementi, Antonio De Blasio, Daniele Paris e Francesco Pennisi. Dal 1960 al 1968 contribuisce allo sviluppo delle Settimane internazionali Nuova Musica di Palermo. Nel 1965 fonda, con Guaccero e Sylvano Bussotti, la Compagnia del Teatro musicale di Roma. Nel 1967, sempre a Roma, Macchi è tra i fondatori – insieme a Evangelisti, Guaccero, Walter Branchi, Guido Guiducci, Gino Marinuzzi junior e Paolo Ketoff – dello Studio R7 - Laboratorio elettronico per la musica sperimentale. Nello stesso anno entra nel Gruppo di Improvvisazione Nuova Consonanza, costituito qualche anno prima. Macchi è l’autore di opere chiave del teatro musicale di avanguardia in Italia: Anno Domini (1962) e A(lter) A(ction) (1966), quest’ultima ripresa nella trasposizione cinematografica di Gregory Markopoulos (1968). La musica per il cinema ha rappresentato un campo rilevante dell’attività compositiva di Macchi. Dal 1958 ha firmato le colonne sonore di numerosissime produzioni cinematografiche e televisive. Oltre a celebri film – The Assassination of Trotsky (1972) e Mr. Klein (1976) di Joseph Losey; Bronte: cronaca di un massacro che i libri di storia non hanno raccontato (1972) e Il delitto Matteotti (1973) di Florestano Vancini; Padre padrone (1977) di Paolo e Vittorio Taviani – Macchi ha musicato oltre un migliaio di documentari, tra i quali La via del petrolio (1967), diretto da Bernardo Bertolucci. Negli anni ottanta, oltre all’insegnamento di Storia e tecniche della musica applicata al cinema presso l’Università di Palermo, Macchi ha fondato, con Guaccero, l’Istituto della voce, contribuendo altresì all’istituzione dell’Archivio sonoro della musica contemporanea, all’interno dell’Istituto di ricerca per il teatro musicale da lui fondato insieme a Carlo Marinelli, Ennio Morricone e Paola Bernardi.


L’Istituto per la Musica promuove la ricerca scientifica e la diffusione del sapere su diversi ambiti della cultura musicale dell’Occidente. Le attività sono rivolte in modo particolare a tre aree: processi compositivi, teoria e pratica dell’interpretazione musicale ed esperienza audiovisiva. Esse si esplicano attraverso la conservazione e la valorizzazione di rilevanti  fondi di persona, la pubblicazione di letteratura musicologica, l’organizzazione di convegni, seminari e manifestazioni musicali, favorendo le necessarie sinergie fra enti pubblici e privati nazionali e internazionali. L’Istituto per la musica opera per l’acquisizione, la conservazione, la tutela, e la valorizzazione di archivi del XX e del XXI secolo, con particolare attenzione a quelli prodotti da personalità di rilievo del mondo musicale, coreutico e audiovisivo (Gian Francesco MalipieroAlfredo CasellaNino RotaCamillo TogniOttorino RespighiAlberto Bruni TedeschiAurél MillossOlga RudgeEgida Sartori, Gino Gorini, Giacomo Manzoni, Roman Vlad, Giovanni Salviucci). Collabora a tal fine con altri istituti della Fondazione Giorgio Cini, con la Direzione Generale per gli Archivi,la Soprintendenza Archivistica per il Veneto, la Direzione Beni Culturali della Regione del Veneto e con enti privati italiani e stranieri, partecipando agli Archivi della musica del Sistema Archivistico Nazionale , al Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze e al progetto Novecento Veneto Musica.

 

Informazioni:
Istituto per la Musica
tel. 041 2710220
e-mail: musica@cini.it