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L’archivio del compositore Niccolò Castiglioni alla Fondazione Cini

L’archivio del compositore Niccolò Castiglioni alla Fondazione Cini

Un nuovo corpus documentario si aggiunge al ricco patrimonio musicale dell’Istituto per la Musica, che conferma il suo ruolo di uno dei più importanti archivi musicali dei secoli ventesimo e ventunesimo

L’Istituto per la Musica della Fondazione Giorgio Cini annuncia una nuova importante acquisizione: l’archivio personale del pianista e compositore Niccolò Castiglioni (1932-1996), una delle voci più originali della musica italiana del secondo Novecento. Grazie alla generosa donazione di Luigi Mandelli, ex allievo e curatore del lascito del compositore, il fondo di documenti si aggiunge al ricco patrimonio musicale conservato sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. Una volta condizionati e catalogati, i materiali saranno progressivamente messi a disposizione di quanti vorranno approfondirne lo studio.

La parte più consistente dell’archivio è costituita dal corpus di manoscritti musicali: circa 2.500 carte di schizzi, abbozzi e stesure che rappresentano una testimonianza fondamentale dei metodi di lavoro e dell’itinerario artistico di Castiglioni. Vi sono conservate numerose opere giovanili, dagli esordi precoci del 1940 al diploma in composizione, ottenuto nel 1953 con un Mistero della resurrezione per voci e orchestra da camera. Oltre a documentare in modo pressoché esaustivo la produzione degli anni Cinquanta, la raccolta comprende diversi schizzi e stesure delle opere mature del compositore. Menzione particolare merita il manoscritto inedito di Uomini e no (1954-55), opera in un atto tratta dal romanzo omonimo di Elio Vittorini. Di notevole interesse anche la corrispondenza con case editrici, compositori e organizzatori musicali, tra cui Luciano Berio, Pierre Boulez, Luigi Nono, Wolfgang Steinecke, Henrich Strobel. A questi materiali si aggiungono, infine, diversi testi manoscritti di Castiglioni e note di presentazione delle sue opere, un’importante raccolta di programmi di concerti e ritagli di stampa relativi alla sua attività come pianista e compositore, contratti e rendiconti editoriali.

 

Niccolò Castiglioni nasce a Milano il 17 luglio 1932. Parallelamente agli studi di pianoforte con Lidia Zambelli Kirpitscheff, compie studi di composizione nel Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Milano sotto la guida di Giorgio Federico Ghedini e Franco Margola. Una “imperterrita fede strawinskyana” – secondo le sue parole – caratterizza i primi lavori degli anni Cinquanta, di stampo prevalentemente neoclassico, cui segue uno spostamento di interesse verso la dodecafonia e il serialismo post-weberniano, spesso venato di reminiscenze tardoromantiche o espressionistiche. Nel 1958 partecipa ai Ferienkurse für Neue Musik di Darmstadt, dove tornerà negli anni successivi. La ricerca di una tecnica compositiva rigorosa, che si manifesta nelle opere di questo primo periodo, lascia il passo a una concezione sempre più libera e personale del linguaggio musicale, aperta al recupero della tonalità e al gioco delle citazioni. Autore di un importante numero di musiche teatrali, sinfoniche e da camera, Castiglioni è rimasto sempre fedele a un ideale di limpidità e pulizia di scrittura, ricca di idee timbriche e animata da un profondo sentimento della natura. Tra le sue opere più rappresentative si contano gli Impromptus 1-4 per orchestra da camera (1957-58); Cangianti per pianoforte (1959), Tropi per ensemble (1959); Inverno In-ver per piccola orchestra (1973, rivisto nel 1978), Le favole di Esopo per coro e orchestra (1979), Morçeaux Lyriques per oboe e orchestra (1982); Cantus planus per 2 soprani e 7 strumenti (1990-91). Abbandonata la carriera pianistica, dagli anni Sessanta Castiglioni si dedica interamente alla composizione e la didattica. Tra il 1966 e il 1970 insegna in diverse Università negli Stati Uniti, per poi fare ritorno in Italia, dove insegna presso i conservatori di Trento, Como e Milano. Si spegne prematuramente a Milano il 7 settembre 1996, all’età di 64 anni.