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Fondo Sandberg Vavalà

Il fondo è costituito da 257 scatole che raccolgono materiali eterogenei (fotografie, ritagli di giornale, riproduzioni a stampa, appunti, schede bibliografiche), ordinati secondo un criterio monografico e tipologico e riguardanti prevalentemente le ricerche della studiosa inglese Evelyn Sandberg Vavalà sulla pittura italiana tra XIII e XVI secolo. La raccolta comprende inoltre anche una cospicua documentazione su mosaici e affreschi medievali, sulla scultura romanica e su importanti segmenti delle arti applicate come cassoni, avori, oreficerie. Della raccolta di fotografie (Brogi, Alinari, Anderson), che alla morte della studiosa risultava ancora indivisa, fu scorporata una sezione confluita nella collezione fotografica di Federico Zeri.
La storia del fondo presso la Fondazione Girogio Cini si può ricostruire a partire dalla lettera datata 11 luglio 1961 e inviata dalla sua casa fiorentina, nella quale la studiosa, dopo poche laconiche battute sul suo malfermo stato di salute, comunica le sue ultime volontà di vendere l’archivio privato e le raccolte fotografiche all’Istituto di Storia dell’Arte, dal quale la Vavalà aveva ricevuto l’incarico di redigere le schede per l’Indice della pittura veneta, lavoro interrottosi dopo la sua morte, avvenuta l’8 settembre 1961. Il 7 ottobre dello stesso anno approdano all’Isola di San Giorgio le tredici casse contenenti il ricco fondo di appunti, ritagli, fotografie, raccolti per lo studio e la ricerca e con rigore ordinati in fascicoli monografici e tematici: come mediatore per le procedure burocratiche e legali ed esecutore dei pagamenti da corrispondere al figlio della Sandberg Vavalà, John Kendrew, fu inviato a Venezia il prof. Ulrich Middeldorf.

Biografia e Bibliografia
Inventario fotografico
Inventario appunti

Il fondo è consultabile solo su appuntamento


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