Teatro Verde
Il Teatro Verde è oggetto di un restauro iniziato nel 2021 e tuttora in corso, realizzato grazie al contributo di Cartier.
La storia
Il Teatro Verde, inaugurato l’11 luglio 1954, rappresenta un eccezionale esempio di architettura contemporanea nel contesto lagunare. Assieme al parco che lo circonda, è nato da un’estensione di due ettari dell’Isola, creati a seguito del vasto piano di lavori di recupero realizzato dalla Fondazione.
Progettato da Luigi Vietti con Angelo Scattolin, può ospitare fino a 1500 spettatori e si rifà alla tradizione dei “teatri di verzura”, in cui paesaggio, arte e architettura si sovrappongono.
Lunga e prestigiosa la storia di spettacoli dal vivo. Nel 1954 è stato inaugurato con la messa in scena di un sacro testo, Resurrezione e vita, su musiche veneziane rinascimentali, cui sono seguiti Arianna di Benedetto Marcello e due concerti sinfonici diretti da Dimitri Mitropoulos, le Baruffe Chiozzotte di Goldoni e una serie di «Nô» giapponesi. Nel corso degli anni, il Teatro Verde ha ospitato – tra gli altri – il Teatro di Atene, il Théàtre populaire de France, la Compagnia di Annie Ducaux e quella dell’Oxford Playhous. Particolarmente importante anche la programmazione musicale: l’ultima rassegna, tra il 2013 e il 2014, ha visto esibirsi, tra gli altri, Patti Smith, Kings Of Convenience e Ludovico Einaudi con Paolo Fresu.
Risale al 1999, grazie a La Biennale di Venezia, l’acclamata creazione Parabola di Carolyn Carlson. In quell’occasione, la celebre coreografa e danzatrice statunitense ha dichiarato di essersi sentita «ispirata fin da subito. Quando sono arrivata in questo teatro c’era una grande vibrazione: il giardino, l’acqua, il bosco tutt’attorno». San Giorgio era diventata l’isola della danza.
Nel 2023 al Teatro Verde l’artista Mattia Casalegno, assieme al compositore Martux_M, ha ambientato il lavoro video e digitale La Maschera del Tempo, su commissione del Centro Digitale – ARCHiVe della Fondazione.
Il restauro
L’anfiteatro è da sempre esposto all’aggressività dell’ambiente lagunare e alle acque alte. La parte del Teatro che si trova sotto il palcoscenico infatti è collocata a una quota inferiore di 0,82 m rispetto al medio mare.
Il Teatro è stato sottoposto a un lungo e complesso ciclo di restauro.
In una prima fase i lavori hanno interessato le sedute in pietra delle gradinate e la sostituzione delle piante che costituiscono gli schienali, con nuovi esemplari di ligustro, dotandoli anche di irrigazione automatica. A questo si è aggiunto un complessivo intervento di manutenzione della vegetazione circostante, permettendo al manufatto di emergere dentro al parco e verso la laguna.
Un secondo importante intervento di tipo conservativo ha riguardato la pavimentazione di 1350 mq in pietra grigia e bianca: ogni elemento è stato accuratamente smontato, rilevato e numerato, per rendere possibile, dopo il restauro, la ricollocazione fino a comporre il grande mosaico del palcoscenico. Fondamentale è stata l’opera di impermeabilizzazione di tutto il piano, mantenendo l’inclinazione progettata per essere una splendida piattaforma d’arte scenica.
Il cantiere ha rappresentato, tra l’altro, un’ottima occasione formativa per i futuri tecnici del restauro, coinvolgendo gli allievi di UIA – Università Internazionale dell’Arte di Venezia negli interventi sui marmi nell’intera cavea della platea.
Recentemente sono stati smontati e rimossi i grandi tralicci metallici collocati in passato, liberando completamente la vista verso i lati e la laguna. Attualmente sono in corso delle attività propedeutiche sui due edifici a destra e a sinistra, che ospitano biglietterie e servizi e che hanno un ruolo fondamentale nel collegare il piano del teatro al grande interrato, destinato in passato a custodire attrezzeria, camerini, laboratori di preparazione delle scene.
Tutti i lavori, autorizzati dalla Soprintendenza, sono seguiti dall’architetto Renata Codello e dall’ Ufficio Tecnico della Fondazione.

Teatro Verde, 2025.