Digital technologies and physical change
20, 22, 24, 27, 29 aprile 2026 | 5 sessioni, online su Zoom, 15 — 17
Il corso si terrà in lingua Inglese.
programma
Charlotte Skene Catling, Valentino Tignanelli – Revitalising Industrial Heritage: the Aalto Silo Project
Lo studio Skene Catling de la Peña e la Factum Foundation stanno riqualificando il primo edificio industriale modernista di Alvar e Aino Aalto, l’AaltoSilo, nel quartiere Meri-Toppila di Oulu (Finlandia). Il Silo combina funzionalità e design audace, riflettendo l’influenza architettonica intramontabile di Aalto. Dal 2020, interventi innovativi si sono concentrati sulla conservazione di questo punto di riferimento del patrimonio industriale finlandese, affrontando sia le sfide climatiche che i cambiamenti sociali.
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Venanzia Rizzi – Material Continuity in Industrial Heritage
Il riutilizzo adattivo di un altro edificio di Aalto all’interno del complesso industriale di Meri-Toppila pone l’accento sul patrimonio industriale, sulla materialità e sulla rivitalizzazione delle aree urbane nel contesto artico. L’edificio è stato recentemente trasformato in una palestra di arrampicata con strutture a disposizione della comunità locale, preservando la struttura modernista originale e valorizzandone il design.
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Eeva Huuhtanen – Aalto’s Rovaniemi: past, present and the creative future
Dopo che la guerra della Lapponia aveva ridotto Rovaniemi in rovina, ad Alvar Aalto fu affidato l’incarico di riprogettare la città. Nel 1945, progettò l’iconico “Piano urbanistico a corna di renna” (Poronsarviasemakaava) e continuò a lavorare su edifici chiave per tutti gli anni ’60. Oggi, Rovaniemi è una Città Creativa dell’UNESCO per l’Architettura, con programmi culturali che celebrano l’eredità di Aalto, la conservazione del suo patrimonio e il contributo costante della città all’architettura contemporanea e al turismo culturale in Lapponia.
Carlos Bayod Lucini – Recomposing Meaning: digital preservation of remnants
La digitalizzazione 2.5D e 3D trasforma i resti storici in modelli in grado di ricreare fisicamente gli oggetti, ricomporre digitalmente i frammenti e svelare nuove narrazioni; tuttavia, per ottenere i migliori risultati è fondamentale scegliere le tecniche e i metodi più adeguati.
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Stefania Gerevini – The Torcello Altarpiece: from the photogrammetric recording to its digital reconstruction
Dal XIII secolo fino all’inizio dell’età moderna, gli interni delle chiese veneziane risplendevano di pale d’altare e paramenti d’altare in oro e argento, molti dei quali potevano essere aperti e chiusi orizzontalmente per rivelare e nascondere diversi livelli di immagini. Oggi tendiamo a considerarli come semplici ornamenti statici, ma la loro ricostruzione digitale ne ripristina la funzionalità originaria, arricchendone al contempo lo studio.
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Francisco Prado-Vilar – The reconstruction of fragmented heritage: the stone Choir of Santiago de Compostela
Il coro della Cattedrale di Santiago de Compostela, scolpito dal Maestro Mateo all’inizio del XII secolo, fu parzialmente distrutto nel XVII secolo; i pezzi rimasti furono dispersi e trasferiti altrove. Una ricostruzione digitale avanzata – e l’eventuale ricostruzione fisica del coro – consentiranno di riportarlo al suo aspetto originario.
Javier Ors Ausín – Minnette De Silva. The Online Archive of a Pioneer Modernist Architect in Sri Lanka
Il World Monuments Fund e il Museo di Arte Moderna e Contemporanea dello Sri Lanka stanno sviluppando le competenze locali per formare professionisti nel campo della conservazione digitale, compresa la digitalizzazione 3D di edifici storici, nell’ambito di un progetto dedicato all’opera dell’architetto srilankese Minnette De Silva.
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Helen Philon – Restoring Memory: The Tomb of Ahmad Shah and the Preservation of Deccan Heritage
La tomba di Ahmad Shah I (1391-1442) è ospitata all’interno di una moschea medievale, parte di un complesso che comprende altre tombe della famiglia reale ad Ahmedabad, in India. La conservazione della moschea e delle sue ricche decorazioni murali è fondamentale per comprendere il contesto storico, socio-religioso ed economico, soprattutto data la scarsità di fonti testuali risalenti a quel periodo. Recenti registrazioni 3D consentiranno un restauro digitale sia della struttura che delle sue pareti dipinte.
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Imran Khan – Educational initiatives in South-Asia and the world
Oltre a sviluppare nuove tecnologie e strategie per la conservazione digitale, la Factum Foundation mira a diffondere le migliori pratiche attraverso workshop pratici e campagne di documentazione.
La fotogrammetria, spesso abbinata ad altre tecniche, costituisce una parte fondamentale dei programmi di formazione offerti alle istituzioni dell’Asia meridionale e di tutto il mondo.
Mari Lending, Erik Langdalen – Provenance in architecture: the “Provenance Projected” project
Mentre la provenienza tradizionalmente traccia la storia cronologica degli oggetti in circolazione (opere d’arte, documenti, reperti archeologici, esemplari naturali, ecc.), Provenance Projected estende questo concetto all’architettura. Il progetto ridefinisce la provenienza architettonica come un fenomeno dinamico – anzi, uno strumento creativo e lungimirante di cambiamento – utilizzato per interpretare il passato, il presente e il potenziale futuro degli edifici.
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Adam Lowe, Ferdinand Saumarez Smith – Repatriation issues and complex objects: the Bakor Monoliths, the Igbo Ukwu and Benin bronzes
Grazie ai cataloghi online e alle collezioni digitali, oggi è più facile ricostruire la provenienza di oggetti dispersi in tutto il mondo, identificare i frammenti conservati nei musei e determinare la loro ubicazione originaria. Tuttavia, quando si affronta il tema del rimpatrio e della restituzione, è fondamentale ripensare i concetti di proprietà e conservazione e sviluppare soluzioni pratiche, che spesso comportano la creazione di copie sia digitali che fisiche.
John Barrett, William Owen – The portable Selene Photometric Stereo System and its role in research strategies
Il sistema stereo-fotometrico Selene ha rivoluzionato il modo in cui studiosi, curatori, conservatori e restauratori affrontano la digitalizzazione di documenti, opere d’arte, collezioni di storia naturale e beni culturali. Quali nuove possibilità si aprono quando questa tecnologia diventa portatile, in grado di registrare immagini con una risoluzione di un miliardo di pixel per pollice quadrato?
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Santiago del Bosque Arias, Lucía Pereira-Pardo – Combining photometric stereo data with hyperspectral imaging (RIS): a pilot scientific investigation
Per la prima volta, i dati 3D ad alta risoluzione provenienti dal Selene Photometric Stereo System sono stati combinati con immagini iperspettrali. Grazie all’identificazione dei pigmenti attraverso le loro “impronte digitali” spettrali uniche, questa integrazione apre nuove possibilità per lo studio del patrimonio culturale, senza mai toccare gli oggetti.