Digital technologies and physical change - Fondazione Giorgio Cini
arrow_back
EVENTI Formazione aprile 2026 Centro Digitale – ARCHiVe

Digital technologies and physical change

20, 22, 24, 27, 29 aprile 2026 | 5 sessioni, online su Zoom, 15 — 17

Digital Technologies and Physical Change. How technology enables real, tangible innovations in heritage preservation è un corso online di 10 ore a cura di Factum Foundation. Riunendo professionisti, ricercatori e istituzioni di primo piano, le lezioni esplorano come gli strumenti digitali avanzati stiano trasformando i modi in cui il patrimonio culturale viene documentato, compreso e preservato, generando al contempo risultati concreti e materiali. 
 
Attraverso cinque sessioni, il corso si propone di affrontare le principali sfide nella conservazione del patrimonio: il riuso dell’architettura industriale nell’Artico, le questioni relative alla provenienza e alla restituzione, le iniziative inerenti al patrimonio digitale guidate dalle comunità dell’Asia meridionale e i nuovi metodi scientifici per l’analisi del patrimonio culturale. I casi studio includono il Silo Aalto a Oulu, l’Altare di Torcello a Venezia, la ricostruzione digitale di opere frammentate in Nigeria e Lagos e l’uso di tecnologie di imaging avanzate in Spagna e Regno Unito.
 
Moderato da Costanza Blaskovic, il programma offre una panoramica mirata su come i dati ad alta risoluzione stiano guidando nuovi approcci alla conservazione, all’accesso e alla narrazione dei beni culturali.

Il corso si terrà in lingua Inglese.

programma
20 aprile | Cultural strategies and practical solutions for contemporary architectural heritage in the Arctic context
plus

Charlotte Skene Catling, Valentino Tignanelli – Revitalising Industrial Heritage: the Aalto Silo Project

Lo studio Skene Catling de la Peña e la Factum Foundation stanno riqualificando il primo edificio industriale modernista di Alvar e Aino Aalto, l’AaltoSilo, nel quartiere Meri-Toppila di Oulu (Finlandia). Il Silo combina funzionalità e design audace, riflettendo l’influenza architettonica intramontabile di Aalto. Dal 2020, interventi innovativi si sono concentrati sulla conservazione di questo punto di riferimento del patrimonio industriale finlandese, affrontando sia le sfide climatiche che i cambiamenti sociali.

Venanzia Rizzi – Material Continuity in Industrial Heritage

Il riutilizzo adattivo di un altro edificio di Aalto all’interno del complesso industriale di Meri-Toppila pone l’accento sul patrimonio industriale, sulla materialità e sulla rivitalizzazione delle aree urbane nel contesto artico. L’edificio è stato recentemente trasformato in una palestra di arrampicata con strutture a disposizione della comunità locale, preservando la struttura modernista originale e valorizzandone il design.

Eeva Huuhtanen – Aalto’s Rovaniemi: past, present and the creative future

Dopo che la guerra della Lapponia aveva ridotto Rovaniemi in rovina, ad Alvar Aalto fu affidato l’incarico di riprogettare la città. Nel 1945, progettò l’iconico “Piano urbanistico a corna di renna” (Poronsarviasemakaava) e continuò a lavorare su edifici chiave per tutti gli anni ’60. Oggi, Rovaniemi è una Città Creativa dell’UNESCO per l’Architettura, con programmi culturali che celebrano l’eredità di Aalto, la conservazione del suo patrimonio e il contributo costante della città all’architettura contemporanea e al turismo culturale in Lapponia.

22 aprile | Provenance, diaspora and forgotten fragments: Digital technology as a solution for restitution – part 1
plus

Carlos Bayod Lucini – Recomposing Meaning: digital preservation of remnants

La digitalizzazione 2.5D e 3D trasforma i resti storici in modelli in grado di ricreare fisicamente gli oggetti, ricomporre digitalmente i frammenti e svelare nuove narrazioni; tuttavia, per ottenere i migliori risultati è fondamentale scegliere le tecniche e i metodi più adeguati.

Stefania Gerevini – The Torcello Altarpiece: from the photogrammetric recording to its digital reconstruction

Dal XIII secolo fino all’inizio dell’età moderna, gli interni delle chiese veneziane risplendevano di pale d’altare e paramenti d’altare in oro e argento, molti dei quali potevano essere aperti e chiusi orizzontalmente per rivelare e nascondere diversi livelli di immagini. Oggi tendiamo a considerarli come semplici ornamenti statici, ma la loro ricostruzione digitale ne ripristina la funzionalità originaria, arricchendone al contempo lo studio.

Francisco Prado-Vilar – The reconstruction of fragmented heritage: the stone Choir of Santiago de Compostela

Il coro della Cattedrale di Santiago de Compostela, scolpito dal Maestro Mateo all’inizio del XII secolo, fu parzialmente distrutto nel XVII secolo; i pezzi rimasti furono dispersi e trasferiti altrove. Una ricostruzione digitale avanzata – e l’eventuale ricostruzione fisica del coro – consentiranno di riportarlo al suo aspetto originario.

24 aprile | Knowledge transfer to communities for preserving at-risk heritage: recording and educational projects in South-Asia
plus

Javier Ors Ausín – Minnette De Silva. The Online Archive of a Pioneer Modernist Architect in Sri Lanka

Il World Monuments Fund e il Museo di Arte Moderna e Contemporanea dello Sri Lanka stanno sviluppando le competenze locali per formare professionisti nel campo della conservazione digitale, compresa la digitalizzazione 3D di edifici storici, nell’ambito di un progetto dedicato all’opera dell’architetto srilankese Minnette De Silva.

Helen Philon – Restoring Memory: The Tomb of Ahmad Shah and the Preservation of Deccan Heritage

La tomba di Ahmad Shah I (1391-1442) è ospitata all’interno di una moschea medievale, parte di un complesso che comprende altre tombe della famiglia reale ad Ahmedabad, in India. La conservazione della moschea e delle sue ricche decorazioni murali è fondamentale per comprendere il contesto storico, socio-religioso ed economico, soprattutto data la scarsità di fonti testuali risalenti a quel periodo. Recenti registrazioni 3D consentiranno un restauro digitale sia della struttura che delle sue pareti dipinte.

Imran Khan – Educational initiatives in South-Asia and the world

Oltre a sviluppare nuove tecnologie e strategie per la conservazione digitale, la Factum Foundation mira a diffondere le migliori pratiche attraverso workshop pratici e campagne di documentazione.

La fotogrammetria, spesso abbinata ad altre tecniche, costituisce una parte fondamentale dei programmi di formazione offerti alle istituzioni dell’Asia meridionale e di tutto il mondo.

27 aprile | Provenance, diaspora and forgotten fragments: Digital technology as a solution for restitution – part 2
plus

Mari Lending, Erik Langdalen – Provenance in architecture: the “Provenance Projected” project

Mentre la provenienza tradizionalmente traccia la storia cronologica degli oggetti in circolazione (opere d’arte, documenti, reperti archeologici, esemplari naturali, ecc.), Provenance Projected estende questo concetto all’architettura. Il progetto ridefinisce la provenienza architettonica come un fenomeno dinamico – anzi, uno strumento creativo e lungimirante di cambiamento – utilizzato per interpretare il passato, il presente e il potenziale futuro degli edifici.

Adam Lowe, Ferdinand Saumarez Smith – Repatriation issues and complex objects: the Bakor Monoliths, the Igbo Ukwu and Benin bronzes

Grazie ai cataloghi online e alle collezioni digitali, oggi è più facile ricostruire la provenienza di oggetti dispersi in tutto il mondo, identificare i frammenti conservati nei musei e determinare la loro ubicazione originaria. Tuttavia, quando si affronta il tema del rimpatrio e della restituzione, è fondamentale ripensare i concetti di proprietà e conservazione e sviluppare soluzioni pratiche, che spesso comportano la creazione di copie sia digitali che fisiche.

 

29 aprile | New methodologies for the digital analysis of cultural heritage
plus

John Barrett, William Owen – The portable Selene Photometric Stereo System and its role in research strategies

Il sistema stereo-fotometrico Selene ha rivoluzionato il modo in cui studiosi, curatori, conservatori e restauratori affrontano la digitalizzazione di documenti, opere d’arte, collezioni di storia naturale e beni culturali. Quali nuove possibilità si aprono quando questa tecnologia diventa portatile, in grado di registrare immagini con una risoluzione di un miliardo di pixel per pollice quadrato?

Santiago del Bosque Arias, Lucía Pereira-Pardo – Combining photometric stereo data with hyperspectral imaging (RIS): a pilot scientific investigation

Per la prima volta, i dati 3D ad alta risoluzione provenienti dal Selene Photometric Stereo System sono stati combinati con immagini iperspettrali. Grazie all’identificazione dei pigmenti attraverso le loro “impronte digitali” spettrali uniche, questa integrazione apre nuove possibilità per lo studio del patrimonio culturale, senza mai toccare gli oggetti.

Centro Digitale – ARCHiVe

RESPONSABILE
Chiara Casarin