Fondo Cipriani - Fondazione Giorgio Cini Onlus

Fondo Cipriani

Il fondo è un archivio di materiali fotografici e documentari costituita da Nicolò Cipriani (Ravenna, 1892/ Firenze, 1968), fotografo ed archivista, collaboratore per oltre trent’anni del Gabinetto Fotografico della Soprintendenza di Firenze.

 

Appassionato collezionista di fotografie, cultore del paesaggio italiano, in particolar modo di quello toscano, appassionato d’arte, durante la sua attività a Firenze Cipriani realizza numerose campagne fotografiche per studiosi quali Aby Warburg, Raimond Van Marle, Giuseppe Fiocco, Ugo Ojetti, Adolfo Venturi, Roberto Longhi, Luigi Coletti, Bernard Berenson e molti altri. Collabora con numerose case editrici come il Touring Club, Rizzoli e Mondadori; documenta alcune tra le maggiori mostre d’arte allestite in città, come la mostra sulla Pittura italiana del 600 e 700 tenutasi a palazzo Pitti nel 1922, oppure la Mostra storica del Libro Illustrato del 1927, come attestato dai registri inventariali.

 

Oltre all’attività presso il Gabinetto Fotografico, Cipriani esegue numerosi scatti per committenti privati e diversi reportage della campagna toscana. Le sue creazioni spaziano dalle riprese in studio di opere d’arte di collezionisti fiorentini e non solo, alle emozionanti panoramiche che immortalano il paesaggio toscano nella sua interezza, contrastato da chiaro-scuri d’effetto, come le istantanee della spiaggia di Viareggio esposte alla II Mostra Fotografica del Paesaggio Toscano del 1927. Tra le immagini troviamo anche alcune istantanee realizzate durante la sua permanenza nelle fila del Regio Esercito durante la Grande Guerra: positivi monocromi di piccolo formato che documentano la vita dei soldati al fronte.

 

La raccolta acquistata dall’Istituto di Storia dell’Arte comprende 151.147 fotografie, realizzate in diversi formati e con tecniche di stampa differenti, che ritraggono opere d’arte di varia tipologia (dipinti, sculture, ma anche oggetti di oreficeria, ceramica, merletti, armi, ecc.), secondo il progetto originale di Cipriani di realizzare una mappatura completa dell’arte italiana da lui stesso denominato ‘Fototeca Italiana’. Accanto alle fotografie Cipriani raccolse appunti, ritagli di giornale ed elenchi dattiloscritti riferiti agli oggetti e alle collezioni immortalate.

 

L’acquisizione della raccolta avvenne in due fasi. Alla prima, risalente al 1958, appartengono cartelle di carta all’interno delle quali si trovano fotografie e relativi appunti, ritagli di giornale, cartoline e notizie sull’autore o sulla tecnica utilizzata. Alla seconda fase, successiva al 1960, appartiene il materiale fotografico giunto a San Giorgio stipato in alcune casse e non organizzato, a causa di una grave malattia che colpì Cipriani alla fine della sua carriera.

 

A seguito del riordino, la raccolta fotografica si trova oggi suddivisa in tre parti.

Una parte della raccolta (circa 5.000 fotografie), è stata incollata su schede cartacee (formato cm. 24 x 30) tra gli anni cinquanta e i primi anni novanta del secolo scorso, ed è disponibile alla consultazione nelle sezioni Monografica e Topografica della Fototeca.

Il nucleo della collezione è costituito dai materiali fotografici e documentari relativi alle Arti, contenuti in fascicoli e suddivisi nelle serie costituite dallo stesso Cipriani: Architetti e scultori, Disegni, Incisori, Pittori, e un’ampia sequenza di Arti minori. Ciascuna serie è ordinata per secolo, autore o scuola.

La terza parte della raccolta, costituita da oltre 300 scatole, documenta le singole località in ordine alfabetico; la parte più ricca di documentazione fotografica e cartacea (articoli, ritagli di giornali, guide, ecc.) riguarda la Toscana ma non mancano incursioni nelle regioni limitrofe come l’Umbria e le Marche.

 

Bibliografia:

Paesaggi toscani nelle immagini della Fototeca Italiana, a cura di M. Tamassia, Firenze 2009

Tamassia, La documentazione delle sculture di Michelangelo Buonarroti nel Gabinetto Fotografico della Soprintendenza Fiorentina, in Ri-conoscere Michelangelo, a cura di M. Maffioli e S. Bietoletti, Firenze 2014, pp. 78-89