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Concerti e spettacoli
Performance “Cantastorie e contastorie in Cina”

Sabato 18 ottobre, ore 20

Auditorium Santa Margherita, Dorsoduro 3689, Venezia

Ingresso libero

Programma

Stile Yangzhou

Ma Xiaolong, contastorie

Ren Dekun, contastorie

Shen Zhifeng, cantastorie e sanxian (liuto a tre corde)

 

Stile Tanci

Gao Bowen, cantastorie e sanxian

Lu Jinhua, cantastorie e pipa (liuto a manico corto a quattro corde)

Dai Xiaolian, guqin (cetra a sette corde)

 

Stile Nanguan

Cai Yayi, cantastorie e pipa

 

Abbi Patrix, contastorie (La Maison du Conte)

 

Scarica la locandina

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L’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati organizza, in collaborazione con il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari Venezia, l’Istituto Confucio Venezia e Chime (Leida), nell’ambito del convegno internazionale “Cantastorie e contastorie in Cina”, una serata dedicata ai cantastorie cinesi. Durante la performance si esibiranno artisti provenienti da diverse località cinesi, rappresentanti di svariati generi e stili narrativi. A questi si aggiungerà Abbi Patrix, famoso contastorie francese de La Maison du Conte.

Fin dall’antichità, in Cina, le case del tè, i teatri tradizionali, i mercati pubblici, i giardini signorili e altri spazi sia all’aperto che all’interno di edifici costituiscono il palcoscenico per i contastorie e i cantastorie.  Essi si esibiscono con strumenti a corde pizzicate e tamburi, oppure anche senza alcuno strumento, talvolta utilizzando semplicemente un ventaglio oppure un blocchetto di legno per sottolineare i colpi di scena e i momenti salienti delle loro storie. Gli stili interpretativi possono spaziare dall’opera al rap, da esecuzioni delicate dai toni sommessi a quelle più chiassose e vivaci, da spettacoli in stile country-western a quelli meditativi e raffinati, in stile classico.

Generi quali Suzhou tanci (cantastorie), Yangzhou pinghua (contastorie) e Nanyin (ballate d’amore tipiche della Cina meridionale) rappresentano alcuni ricercati esempi di arte narrativa. Nella Cina settentrionale si possono ascoltare canzoni straordinarie appartenenti a svariati generi, con l’accompagnamento di un tamburo piatto, come le canzoni eseguite con il grande tamburo, provenienti dalla capitale (Jingyun dagu), ma vi sono anche innumerevoli forme di arte narrativa meno conosciute: rurali o urbane, professionali o amatoriali, con o senza accompagnamento musicale, più o meno raffinate, in versi o in prosa.

Taluni generi sono interamente cantati, mentre altri alternano il cantato con il parlato, oppure si basano esclusivamente sul parlato. Gli strumenti musicali maggiormente utilizzati sono liuti, violini, tamburi, crotali, gong e cimbali.  I contenuti narrativi attingono alle aree tematiche di tipo storico, religioso e spirituale, spaziando dai classici racconti d’amore, tradimenti e gesta eroiche alle storie di fantasmi, fatti di cronaca, attualità, politica e alla pubblicità.

Un certo numero di generi narrativi risalgono ai tempi delle dinastie Tang, Song e Yuan e parte dei loro contenuti deriva dalla letteratura dell’epoca (X-XIV secolo). Altri generi sono più recenti, oppure, essendo stati principalmente trasmessi oralmente, è impossibile stabilirne l’età effettiva. Esiste una vera e propria cornucopia di tipologie e stili esecutivi, dai nomi intriganti come “Il bambù parlante”, “I pettegolezzi dei crotali” e molti altri.

Gli artisti sono altrettanto diversi tra loro. Alcuni hanno imparato i trucchi del mestiere dai loro genitori. Accade frequentemente che i cantastorie tramandino la professione di padre in figlio, o di madre in figlia, e si guadagnino da vivere come artisti itineranti alle fiere e alle feste presso i templi, nei mercati oppure come dipendenti di case del tè e teatri. Alcuni hanno fama di essere dei veri e propri maestri nella loro arte e capita di sentirli alla radio e alla televisione o di trovarli in internet. Storicamente, molti artisti facevano parte di corporazioni locali volte a tutelare i loro interessi professionali e commerciali.