Collana «Cultura popolare veneta» Archives - Fondazione Giorgio Cini

La fienagione nelle Dolomiti venete

Dopo l’uscita nello scorso anno de Il Veneto dei contadini 1921 – 1932 di Paul Scheuermeier, ecco, di Giuseppe Grava e Giovanni Tomasi, La fienagione nelle Dolomiti venete, con la quale i due autori estendono geograficamente la loro pluriennale ricerca – i cui frutti antecedenti hanno visto la luce ne La fienagione nelle Prealpi venete (1999) – alla parte settentrionale della provincia di Belluno, fino al Cadore e all’isola germanofona di Sappada. Una nuova pubblicazione sempre legata alla tematica della fienagione che appare tanto più preziosa quanto più rari e difficili da reperire sono diventati i materiali dialettologici alla base dell’indagine, patrimonio di un numero sempre più esiguo di informatori, e che attesta anche nel 2012 la vitalità della «Collana di Studi e Ricerche sulle Culture Popolari Venete», patrocinata dalla Regione del Veneto e impegnata sistematicamente nella memorizzazione di vicende dalla lunga durata.
Il volume comprende anche un ricco corredo di fotografie e di tavole, che contribuiscono in maniera determinante a restituirci nel loro insieme le tecniche della fienagione e le sue parole, riconfermando ancora una volta l’indissolubile rapporto che da sempre lega cultura materiale e lingua: da un lato il lavoro, dall’altro un ambiente, un paesaggio geoantropico in cui natura e presenza umana interagiscono.

La gloria del Mais e altri scritti sull’alimentazione veneta

Luigi Messedaglia (1874-1956), medico, deputato, senatore del regno nel 1929, storico pionieristico del mais – cereale perseguito lungo un cinquantennio d’indagini pazienti e di scavo sistematico – ne delinea l’evoluzione dal suo arrivo come curiosità botanica al suo successivo imporsi quale elemento base dell’alimentazione contadina. Da un lato placa la fame agghiacciante del villico ruzantesco; dall’altro l’effetto di ricaduta dell’avitaminosi e della pellagra. Gloria, quindi, del mais, giusto il titolo assegnato a questa mirata antologicizzazione degli scritti di Messedaglia, ma anche dramma, nella misura in cui l’alimentazione monomaidica, laddove non integrata, diventa un pericolo per il corpo e per lo stesso equilibrio mentale. L’alimentazione dovrebbe sempre essere diversificata. Una diversificazione inclusiva di apparentamenti. Polenta e baccalà ad esempio. E anche quest’ultimo s’affaccia da questa silloge di scritti del medico e storico veronese ora stampata.