Presente Storico Archives - Fondazione Giorgio Cini

Presente Storico

La collana “Presente Storico” raccoglie saggi e studi di autorevoli studiosi su temi storici, letterari e filosofici. I volumi nascono come esito di convegni, seminari e incontri scientifici promossi dalla Fondazione Giorgio Cini, nell’ambito dei suoi programmi culturali: dai Corsi di Alta Cultura alle attività dei diversi Istituti di ricerca.

Avviata nel 1996 con il volume Giustizia “contaminata” di Gaetano Cozzi, la collana riflette la vocazione alla pluralità di sguardi e il rigore scientifico che caratterizzano da sempre l’impegno della Fondazione nel campo delle scienze umane.

Nel 2025 la collana “Presente Storico” riprende con la pubblicazione di un nuovo volume dedicato al tema “Venezia e le epidemie”.

Questo nuovo numero segna la riattivazione di una serie prestigiosa, che negli anni ha ospitato contributi di importanti studiosi, testimoniando l’impegno della Fondazione nella diffusione del sapere umanistico e nella promozione della ricerca multidisciplinare.

Elenco completo
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Giustizia “contaminata”.Vicende di nobili ed ebrei nella Venezia del Seicento

La situazione era conosciuta, si sapeva, a Venezia e fuori, che dei giudici della Quarantìa, massimo organo della giustizia veneta spratutto in materia civile, si lasciavano corrompere, ed erano concussionari. Lo scandalo, e il conseguente processo, verranno fuori quando degli anonimi – ma neppur tanto anonimi…- lanceranno l’accusa
che a corrompere quei giudici erano degli ebrei, e non già per cause che li riguardassero personalmente, bensì per conto di litiganti che si rivolgevano a loro come mediatori ben introdotti nel mondo nobiliare.
Si profila sullo sfondo la Venezia del terzo decennio del Seicento. Una Venezia appena uscita dalla pestilenza del 1629-1630, colpita dalla crisi economica e da una crisi politica che aveva profondamente diviso il suo patriziato, messo i ricchi contro i poveri, e organismi giudiziari di cui facevanno parte i più ricchi contro quelli dove
entravanno i meno ricchi. Una Venezia dove stava crescendo e consolidandosi la comunità ebraica, che sembrava vicina a integrarsi – lo sperava il grande rabbi Leon Modena – con quella cristiana. Una speranza che sembrerà vanificata dal processo sulla Giustizia “contaminata”.

INDICE

Prefazione

Giustizia “Contaminata”

Corruzione tra i guidici dell Quarantia?

Si avvi il processo sulla “contaminazione” della giustizia

Uno sguardo sul mondo dei protagonisti
Nobili, “mezzani” e poveri
Gli ebrei
Il problema giudizario della corruzione nobiliare

Lo svolgersi e il concludersi del processo sulla “contaminazione” della giustizia

Conclusione.Stracichi del processo sulla “contaminazione” della giustizia

Indice dei nomi

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I gesti del principe. La festa politica a Firenze e Venezia in età rinascimentale,

Occupandosi delle più importanti e suggestive feste di Stato a Firenze e Venezia nel Rinascimento, il libro intende offrire una nuova riflessione metodologica su come lo studio della festa possa servire a comprendere le conseguenze molteplici dei dinamismi temporali.
In particolare, si cerca di valutare l’importanza delle connessioni e frizioni che riti e cerimonie hanno con l’incidere del tempo – cioè l’azione del procedere storico sull’espressione di comportarrtenti e simboli della ritualità del potere -, cercando di intuire come l’elaborazione e il controllo di tale ritualità siano stati applicati,
e quali risultati abbiano ottenuto, in contingenze storiche diverse.

INDICE

Prefazione
Richard C. Trexler

Ringraziamenti

Abbreviazioni

Introduzione

Parte prima. Morte e intronizzazione del Principe

Un principe repubblicano
Il modello toscano

Parte seconda. Fra quattro e cinquecento
Firenze, la celebrazione e la crisi
– La repubblica in corteo
– Il bel San Giovanni

I riti dei veneziani
– Serenissime processioni
– L’Ascensione
– Fine del medio evo

Triumphi
– Stranieri a Firenze nel Rinascimento
– Le molte Venezie

Parte terza. L’ autunno del Rinascimento

Una famiglia, un duca, l’urbs
– Un nuovo culto
– Riti d’ingresso e architetture effimere
– Feste di popolo

Venezia e gli ultimi trionfi
– Crisi politiche e tenuta delle forme
– I rituali d’accoglienza nel Cinquecento
– Ancora sulla Sensa

Conclusione

Fonti manoscritte

Fonti a stampa

Bibliografia

Indice delle illustrazioni

Indice dei nomi

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Il libro dei monti e dei mari (Shanhai Jing)

Complessi sistemi montuosi e intrichi di fiumi e acque, percorsi e costellati da animali e vegetali portentosi con propietà terapeutiche, magiche e augurali; tradizioni popolari e osservazioni naturalistiche; eventi mitologici e prescrizioni rituali; fantasiose liste di bizzarre etnie di terra e mare; genealogie leggendarie e gesta di antichi eroi
civilizzatori. Questo e altro offre lo Shanhai jing, opera tra le più note misteriose di tutta la letteratura cinese, che raccoglie i resti spesso frammentari di testi assai diversi tra di loro per provenienza e contenuti, probabilmente composti a partire dal IV seccolo a.C. Giunta a noi attraverso millenarie e tormentare vicissitudini che restano in gran parte sconosciute , questa affascinante ed enciclopedica cosmografia estremo-orientale viene oggi sottoposta all’attenzione die lettori nella sua prima tradizione
italiana, corredata da un ampio e rigoroso commento filosofico condotto su tutte le principali edizioni antiche moderne.

INDICE

Tavola delle abbreviazioni

Introduzione

– Descrizione dell’opera
– Il problema della classificazione
– Provenienza e datazione
– La trasmissione in forma manoscritta
– Le edizioni a stampa
– Tabelle

Libro dei morti e dei Mari. Traduzione annotata

Premessa

PARTE PRIMA. Monti delle Cinque Regioni Centrali
(Wuzang shanjing)

– Libro dei Monti Meridionali
– Libro dei Monti Occidentali
– Libro dei Monti Settentrionali
– Libro dei Monti Orientali
– Libro dei Monti Centrali

– Piepilogo geografico

PARTE SECONDA. Le Regioni Marittime
(Haijing)

– Libro dei Paesi oltre il Mare Meridionale
– Libro dei Paesi oltre il Mare Occidentale
– Libro dei Paesi oltre il Mare Settentrionale
– Libro dei Paesi oltre il Mare Orientale
– Libro dei Paesi meridionali all’interno del mare
– Libro dei Paesi occidentali all’interno del mare
– Libro dei Paesi settentrionali all’interno del mare
– Libro dei Paesi orientali all’interno del mare

PARTE TERZA. Le Grandi Distese d’ Oltremare
(Dahuang jing)

– Libro delle Grandi Distese Orientali
– Libro delle Grandi Distese Meridionali
– Libro delle Grandi Distese Occidentali
– Libro delle Grandi Distese Settentrionali

PARTE QUARTA.Appendice sulle Regioni Marittime
(Hainei jing)

– Libro dei territori all’interno del mare

Glossario

Bibliografia

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Ambiente veneziano, ambiente veneto

Il libro tratta degli uomini che reggevano la Repubblica di Venezia, degli ordinamenti che essi si erano dati, dell’azione di governo che svolgevano, delle idee che ne erano alla base, dei fini che essa si proponeva: ma in particolare si sofferma sulla loro politica culturale.
Politica culturale che è fatta di scelte di moduli architettonici e urbanistici; dei messaggi storici, politici, religiosi affidati alla pittura ufficiale, delle interpretazioni del passato e del presente contenute nella storiografia, specie in quella «pubblica». Politica culturale che si esprimeva inoltre nella proiezione sulle terre del Dominio veneto della propria cultura di governo, della sua prassi, dei suoi modi di istituire i rapporti con i sudditi, di coinvolgerli psicologicamente mediante i simboli, le immagini, la coreografia, la suggestione che la Serenissima Signoria poteva esercitare ostentando il proprio splendore e la propria grandezza. Quanto era avvenuto nei confronti della terraferma dall’inizio del Quattrocento in poi: in altre parole, il tema di Ambiente veneziano, ambiente veneto.

INDICE

Prefazione

Venezia regina

Cultura, politica e religione nella «pubblica storiografia» veneziana del ‘500

Marin Sanudo il giovane: dalla cronaca alla storia

Domenico Morosini, Niccolò Machiavelli e la società veneziana

La società veneziana del Binascimento in un’opera di Paolo Paruta:
Della perfettione della vita politica

La donna, l’amore e Tiziano

Intorno al cardinale Ottavio Paravicino, a monsignor Paolo Gualdo
e a Michelangelo da Caravaggio

Politica, cultura e religione a Venezia tra manierismo e barocco

La politica culturale della Repubblica di Venezia
nell’età di Giovan Battista Benedetti e di Andrea Palladio

Ambiente veneziano, ambiente veneto. Governanti e governati
nel Dominio di qua del Mincio nei secoli XV – XVIII

Indice dei nomi

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Paradosso del farmacista. Il Metastasio nella morsa del tranquillante

In ultima istanza, il «paradosso» che dà titolo a questo libro è il pluridecennale shock che stringe in una sola, unica, le due biografie – l’umana e – l’intellettuale – del Metastasio. Da una parte quella dell’ipocondriaco più tipico – malato inutilmente di tutto e di niente – e dall’altra quella di colui che «dopo essersi inutilmente affannato
ad accordare nel canto il raziocinio umano ai decreti della Provvidenza» si trova a dovere auto-effigiarsi da vecchio in una stele immaginaria che spiega come «nel secolo Settecento sia vissuto un abate – tal Metastasio – poeta soffribile fra i cattivi, non brutto e non bello ecc. fedele ma inutile, provveduto di voglia di far bene e nudo
ne’ mezzi per farlo, che perdé tutta la sua vita per istruir dilettando il genere umano».
Protagonista dello srotolarsi delle pagine di questo libro, è anche la vicenda del Farmaco, la cui peripezia si snoda dalla realizzazione del sacrificio umano, a quella del narcotico e, infine, a quella del tranquillante.

INDICE

Pars Prima: Tre farmaci. “Attesa”

Policrite soffocata dagli scialli
Ad omnem lippitudinem
Trasportata in colle aprìco mai non scordi il bosco antico

Altera Pars: Né Re né Pastore, altri canti d’ aminta
«Peripezia e Parafrasi»

Gli innocenti cancheretti
Homo homini agnus (1751)
Una gran brutta botta (primo novembre 1755)
Transizioni di fase: «Rousseau uno-due-tre» poi «Mozart» (1762 -1775)
Sogno d’un ecosistema regressivo complicato dalla semplicità (1765 -1980)

Pars Extrema: Svanire è dunque la ventura delle venture
«Catastrofe»

Gutbube Bürstenbinder e il recupero mancato dei quattro ritratti scomparsi del principe Galitzine
Morire di placebo

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Le complessità dell’ordine. Il processo penale veneziano e le ragioni del principe tra diritto, società e destino

Diritto e destino. Diritto, società e destino. Queste le pietre angolari attorno alle quali questo libro si interroga nel tentativo di ricostruire la storia del rapporto tra le istituzioni politiche veneziane e il processo penale d’antico regime inteso come problema. […]
Una giustizia che è parte di un sistema che non si fa illusioni né sull’uomo né sul mondo né su se stesso, senza smanie progettuali, attese o redenzioni. Una giustizia che infligge destino. Facendo così affiorare il suo risvolto ardente: l’eco della voce degli ultimi (le cui vicende sono qui narrate con indulgente dolcezza) della storia e
della vita nella loro immensa e triste tradizione, in quell’emergenzialità quotidiana che è necessità, che è regola, la loro.
Un libro di dubbi dunque, dove le chiavi interpretative della sovranità, dell’ordine conflittuale veneziano, sono ricercate nella cifra della complessità e dell’ambiguità sistemica, della necessità e del paradosso, e nel rapporto tra disincanto e pietas.

INDICE

Presentazione
Gaetano Cozzi

Ringraziamenti

Verso il Cinquecento. Una introduzione d’ambito medievale veneziano

Pax apparens
Definizione e assestamento di un sistema di giudizio
Gli Statati. Una tradizione ambigua
Il nodo trecentesco e le nuove urgenze

Tra inquisitorio e accusatorio. Il processo penale cinque-seicentesco e l’ordine conflittuale veneziano

Le ragioni del principe e i modi del giudicare: due sistemi per una giustizia

«Nonostante le rigorose leggi in tal proposito», Un incipit dal Dominio

Le forme della complessità. Riti, competenze, garanzie e conflitti: l’accusatorio veneziano tra diritto e società

Le forme della necessità. «Sirte strepitu»: l’inquisitorio veneziano e le
voci della gente tra disincanto e pietas

Esecutori contro la Bestemmia ed altre novità. Primi decisi passi verso la degenerazione del sistema

La «pronta espeditione» dei processi. Le preoccupazioni del legislatore
e le logiche dell’emergenza

Fonti archivistiche e manoscritti

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Venezia e l’Austria

Due le iniziative realizzate dalla Fondazione Giorgio Cini, grazie al sostegno finanziario della Regione Veneto, nel 1997 in occasione del bicentenario della caduta della Serenissima: la mostra Venezia da stato a mito e il convegno, del 28-31 ottobre, appunto, 1997 su Venezia e l’Austria. Lo si noterà: il 1797 è implicito, sottinteso più che esplicito oggetto di riflessione. E ciò a ragion veduta, di proposito.
Proprio perché, lungo il 1997, il 1797 è stato protagonista in varie manifestazioni – a Padova, a Verona, a Brescia, a Venezia e altrove – è parso eccessivo insisterci direttamente. E d’altronde, col 1797, la Fondazione aveva, in certo qual modo, assolto il suo debito, giocando d’anticipo, col XXXVIII Corso d’Alta Cultura del 2-14 settembre 1996 il quale, intitolato Il 1797 e le metamorfosi di Venezia, aveva avuto agio di trattare degli atteggiamenti della società veneta nel dissolversi della Repubblica, di Napoleone, dell’apertura del ghetto, della municipalità provvisoria e di quant’altro nel 1797 e paraggi risultava conficcabile o dal 1797 e paraggi era parso evincibile. Altra cosa, invece, il successivo corso d’alta cultura, il XXXIX, quello svoltosi dall’1 al 13 settembre del 1997 all’insegna del titolo Precipitare la fine anticipare l’inizio: «succisa virescit», che un po’ vien da estendere al volume qui presentato. Nettamente recisa, in effetti, la Venezia capitale, ma pur sempre respirante e viva anche poi, anche
sotto l’Austria, e via via con più lena e con più determinazione, sempre meno in gramaglie, sempre meno a lutto. Non solo rimpianto di grandezza perduta, di glorie passate la Venezia sotto Vienna. Ma anche operativa, fattiva, volitiva, con impegno nel presente, con l’occhio all’avvenire. Connotabile, in effetti, pure la Venezia ottocento, anche
se non più dominante, anche se sotto l’Austria.
Donde la messa a fuoco del convegno Venezia e l’Austria i cui atti questo volume raccoglie. Naturalmente – come capita agli atti dei convegni in genere – il passaggio dall’oralità alla scrittura comporta delle perdite. In altre parole mancano in questi atti due relazioni che pur hanno giocato un ruolo importante nell’impianto meditato del
convegno. In quella sede Paul Ginsborg aveva parlato del biennio rivoluzionario, ossia del 1848-49, e Giandomenico Romanelli era intervenuto sull’arte di governo e sul governo dell’arte. Spiace non abbiano consegnato un testo per la stampa. E peccato, soprattutto, manchi quello di Romanelli: ancor viva, in quanti hanno avuto modo di
sentirlo, l’impressione del suo intervento di largo e slargante respiro. Ampio il ventaglio tematico proposto dal volume: via via trapassa dalla vicenda letteraria, figurativa e musicale all’aspetto istituziona1e e da questo alla costituzione delle fonti della memoria mirata a ricostruenti esiti storiografici sino a concludersi coll’insorgenza quarantottesca. E da segnalare – tra gli autori dei contributi – la presenza di studiosi austriaci i quali hanno fornito il loro testo in italiano. Evidentemente lo padroneggiano. Per intendere quel che ha detto la Venezia austriaca si sono sforzati in tal senso. E gliene va dato atto.

INDICE

L’Austria e Venezia di Brigitte Mazohl- Wallnig

La promozione delle arti da Leopoldo Cicognara a Pietro Selvatico

La vita musicale a Venezia dal 1815 al 1866

Il letterato e la storia. Ippolito Nievo

Da Tommaseo a Nievo

Il trapasso

La Chiesa

Il diritto austriaco e la società veneta

Il matrimonio fra obbligo e privilegio (Veneto e Bassa Austria, sec. XIX)

Vecchi poveri e nuovi borghesi. La società veneziana nell’Ottocento asburgico

Cenni sulla presenza ebraica a Venezia durante la dominazione austriaca

La politica linguistica nella Monarchia asburgica
Nobili veneziani al servizio dell’Austria

La gestione del patrimonio librario

Gli archivi della Serenissima. Concentrazioni e ordinamenti

La Chiesa

Intorno alla leggenda nera di Venezia nella prima metà dell’Ottocento

«Venezia e le sue lagune» e la politica del diritto di Daniele Manin

Dal rimpianto alla ricostruzione storiografica

La storia scolpita: il «Panteon Veneto»

Il Veneto nel Risorgimento fino al 1848

Per una storia della Guardia civica a Venezia nel 1848-49

Tra sabaudismo e mazzinianesimo

La pubblicistica veneziana nel 1848-49

Il potere delle immagini. Gli inni patriottici, i canti popolari e le stampe della rivoluzione del 1848

Venezia da Patria a Nazione: un percorso

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Il paesaggio. Dalla percezione alla descrizione

Paesaggio, décor, fondali, «lontani», esterni, vedute, atmosfere, notturni: ogni modo di definire ciò che ci circonda implica anche un giudizio sul nostro modo
di essere, ci situa nello spazio come relazione. Carte, tutte le arti, così come la riflessione filosofica, il senso della condizione esistenziale, e il configurarsi e mutare di segno della particolare presenza umana in esso, hanno, da sempre, sentito e dovuto affrontare il problema: la nascita, o la lenta scoperta, del paesaggio, il suo collocarsi e trasmutare, il suo dominare la scena dell’espressività, fino alla fuga nell’esotismo, forse al suo dissolversi, e al possibile ricostituirsi.
Il farsi e il disfarsi del paesaggio viene illustrato in questo volume da importanti studiosi italiani e stranieri, con più approfonditi sondaggi, nell’evoluzione delle arti e nel loro intreccio, in quelle figurative e plastiche, nella letteratura, nella musica, nella storia delle mentalità e delle idee, nei processi consci ed inconsci, dalla
percezione alla descrizione, al simbolo, alla metafora, in una vicenda che ha accompagnato lo svolgersi del rapporto dell’uomo con la realtà di cui è parte.

INDICE

Renzo Zorzi
Nota

Roberto Tassi
Tempo e natura. Sull’Epistolario di Claude Monet

Piero Camporesi
Dal paese al paesaggio

Max Milner
L’anamorphose fantastique, ou la transfiguration de la vision par les instruments d’optique

Jean Staronbinski
Paysages orientés

Salomon Resnik
Estetica del paesaggio

Lea Ritter Santini
Il paesaggio addomesticato

Ruggero Pierantoni
Diffusione e riflessione nei materiali architettonici

Karlheinz Stierle
Paesaggi poetici del Petrarca

Vittore Branca
Il paesaggio nel Boccaccio: descrittivismo, calligrafismo, allusivismo, espressivismo

Cesare de Seta
Il «ritratto» della città: Napoli tra XV e XVII secolo nella pittura europea

Vincenzo Fontana
Modelli per la laguna di Venezia nel Cinquecento. Alvise Comaro e Girolamo Fracastoro

Raniei Varese
Dal paesaggio simbolico alla pittura di paesaggio

Tilman Seebass
Il concetto dell’armonia arcadica e la realtà arcadica. Osservazioni su alcuni testi e dipinti del primo Ottocento

Ottani Cavina
Roma 1784: la città reale e la città geometrica nelle vedute urbane di David e della cerchia

Jean-Jacquei Eigeldinger
Promenade et paysage dans la musique de J.J. Rousseau à Liszt et Wagner

Francoise Cachin
Paysage et identité nationale en France au XIX siècle

Vittorio Strada
L’orizzonte perduto: spazio naturale e spazio artiiciale nella letteratura russa

Gian Piero Brunetta
Ma scoperta delle Mule e una Italia

Andrea Zanzotto
Temi di paesaggi

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Da Palazzo Ducale. Studi sul Quattro-Settecento veneto

Un Friuli terrorizzato dall’irrompere di orde inturbantate; il veneziano rilancio del messaggio dell’antica Ellade, e, insieme, il marciano dominio su sudditi greci; il turbante fenomeno del rinnegamento di chi si fa «turco»; la carica metaforica dell’acquea materialità tra Venezia e Polesine; l’Europa riferita dalla diplomazia veneziana nel presupposto sia la città dogale il culmine della civiltà europea; le adunanze accademiche come connotato della vita intellettuale urbana; la città fortezza di Palma come scudo antiasburgico; la rovente contesa giurisdizionale veneto-pontificia del primo Seicento e i suoi velenosi strascichi; nobiltà di terraferma e classe dirigente marciana. Questo il ventaglio tematico proposto privilegiando come punto di vista l’osservatorio di Palazzo Ducale, la sede del comando della Serenissima e, pure, del suo autogiustificarsi in termini d’autorispecchiamento, nel confronto con gli altri, gratificante.
I nove scritti qui raccolti sono già comparsi in varie sedi, nell’arco d’oltre un venticinquennio, tra il 1970 e il 1996. Disponendoli con scansione, grosso modo, cronologica, li ripubblico, con pochissime modifiche (eliminazione degli errori di stampa, rinvii interni, indicazione dell’avvenuta stampa di quanto dato di prossima pubblicazione), tali e quali – conservando, quindi, in tre di essi la dedica – all’insegna d’un titolo che ne evidenzi la riconducibilità ad un unico punto di vista, quello del governo marciano. In certo qual modo, ecco che – ancorché già usciti in ordine sparso e ognuno per conto proprio – i nove saggi qui riproposti si trasformano in articolazione d’una riflessione che da Palazzo Ducale parte e a Palazzo Ducale torna. Così, almeno, nell’autogiustificarmi non senza, ovviamente, autoindulgenza.

INDICE

Presentazione

Il Friuli occidentale visto da Venezia nell’ultimo Quattrocento

Venezia e la Grecia

Il «farsi turco», ossia l’ombra del rinnegato

A proposito di acque: accostamenti possibili

Flash sull’Europa: le relazioni dei diplomatici veneziani

Aspetti della cultura urbana nella società veneta del Cinque-Seicento. Le accademie

Venezia e il Turco; Venezia e gli Asburgo

I «teologi» minori dell’Interdetto

A proposito di cultura nobiliare (e non dirigenziale)

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