San Giorgio e il drago 1440 ca. Tempera, lacche e resinati su tavola; 62 × 102 cm. Parigi, Musée Jacquemart-André.
San Giorgio e il drago 1440 ca. Tempera, lacche e resinati su tavola; 62 × 102 cm. Parigi, Musée Jacquemart-André.
L’iniziativa Ospite a Palazzo, promossa dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini è nata dalla collaborazione con alcune tra le più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali. Ideata per arricchire temporaneamente il fondo museale della Galleria di Palazzo Cini, il progetto prevede l’esposizione di opere di particolare pregio concesse in prestito straordinario e ospitate per alcuni mesi nella storica dimora di Vittorio Cini, che custodisce i capolavori della sua straordinaria collezione d’arte.
Dal 28 maggio al 01 novembre 2021, per il settantennale della Fondazione Giorgio Cini (1951-2021), si espone una delle opere più singolari del celebre artista del Rinascimento fiorentino Paolo Uccello: la tavola con San Giorgio e il drago, generosamente concessa dal Musée Jacquemart-André di Parigi in occasione del prestito del Giudizio di Paride di Botticelli della collezione Cini per la mostra Botticelli. Un laboratoire de la Renaissance (11 settembre 2020 – 25 gennaio 2021). Una presenza, quella del capolavoro parigino ospitato, che arricchisce il nucleo del Quattrocento fiorentino della collezione permanente, generando inedite risonanze; e che evoca simbolicamente il miles christianus che campeggia nel logo dell’istituzione sorta sull’isola di San Giorgio Maggiore nel 1951, per volere di Vittorio Cini in memoria del figlio Giorgio.
La tavola di San Giorgio e il drago fu acquistata da Nélie Jacquemart alla vendita londinese Stevens del 1899, già nella collezione dell’antiquario fiorentino Stefano Bardini.
Il quadro si lascia cogliere nell’elegante formula araldico-cavalleresca che sospende il momento apicale dell’azione: San Giorgio, lancia in resta, ha appena trafitto le fauci del mostro, trapassandogli la lingua triforcuta; la sopraveste con il vessillo crociato (la croce di San Giorgio) si solleva sopra l’armatura nell’impeto dell’assalto, mentre il cavallo s’impenna; a bilanciare il dinamismo della lotta è la silhouette della principessa, ammantata dalla preziosa veste a fiorami in velluto operato.
Il paesaggio campestre non è ricondotto ad un unitario punto di fuga, ma si compone di due brani concepiti con differenti angoli di visione: i campi arati si squadernano in avanti, con il sentiero che s’anima di comparse e conduce dritto alle bianche mura turrite, a destra lo scorcio a volo d’uccello, tra i dolci declivi, slarga e ci obbliga a sollevare lo sguardo.
Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19, chiuso il martedì.
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San Giorgio e il drago 1440 ca. Tempera, lacche e resinati su tavola; 62 × 102 cm. Parigi, Musée Jacquemart-André.