Invicible Truth di Marianna Kennedy

Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia
plus 0122 set 2019

Invincible Truth è una mostra, a cura di Lars Rachen e Paolo Vincenzi, dell’artista e designer londinese Marianna Kennedy, appositamente concepito per gli spazi della Sala Borges della Fondazione Giorgio Cini, sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia. L’esposizione sarà aperta gratuitamente al pubblico da domenica 1 a domenica 22 settembre 2019.

 

Il progetto nasce e si esplicita come un dialogo creativo con i luoghi dedicati a Jorge Luis Borges della Fondazione Giorgio Cini e con la città di Venezia, che insieme fondano l’ambientazione ideale per la presentazione di una serie di opere, storiche e recenti, dell’artista, tra cui due creazioni inedite molto speciali che danno il titolo alla mostra. Si tratta di due libri d’artista di grande formato, realizzati secondo tecniche tradizionali di lavorazione, che attraverso l’esplorazione di temi e immagini dell’emblematica e dell’alchimia, rappresentano un catalogo contemporaneo dell’immaginario di Marianna Kennedy. “Guardando al passato, Marianna Kennedy crea opere che parlano del presente e vivranno nel futuro”, afferma Rupert Thomas nel testo introduttivo al catalogo della mostra.

 

Il titolo della mostra, “Invincible Truth” rimanda a un emblema raffigurante la “Veritas Invicta” contenuto in Choice of Emblemes di Geffrey Whitney. Pubblicato nel 1586, il testo ha portato in terra inglese la grande tradizione emblematica continentale, incarnata da Andrea Alciato, autore dell’Emblematum Liber (1531). L’opera presentava una galleria di situazioni umane trasfigurate in metafore, che doveva trasmettere un patrimonio di saggezza e moralità, facendo ricorso anche all’efficacia del mezzo iconografico.

 

I due libri d’artista sono stati creati da Marianna Kennedy combinando stampa tipografica, disegni originali riprodotti in lastre tipografiche e magnifiche legature contemporanee che riprendono lo stile classico veneziano e saranno esposti su due grandi tavoli in lacca e bronzo che volutamente ricordano quelli della splendida Biblioteca del Longhena della Fondazione Cini, da cui l’artista ha tratto ispirazione.

 

Cuore del progetto espositivo, i due volumi trovano una naturale eco nel celebre Labirinto Borges, su cui si affaccia la sala espositiva: progettato da Randoll Coate, ispirandosi al racconto “Il giardino dei sentieri che si biforcano”, il labirinto si presenta come un libro aperto, cosparso della simbologia presente nelle opere dello scrittore argentino, così come “Invincible Truth” schiude la visuale sull’immaginario creativo di Marianna Kennedy.

 

L’allestimento si sviluppa poi come una scenografia di oggetti prodotti dall’artista: il visitatore potrà ammirare vasi in gesso con inserti in vetro di Murano policromo; specchiere intagliate con specchi di mercurio infusi di colore; guéridons in bronzo e lacca cinese; candelabri in bronzo, dorati a fuoco, e monumentali lampade in resina.

 

Marianna Kennedy, da oltre venticinque anni, lavora nella parte orientale di Londra, creando nella sua casa-studio di Spitalfields un limitatissimo numero di pezzi di design artistico, ognuno dei quali è il risultato di mesi di collaborazione con alcuni dei migliori artigiani britannici. Conosciuta e apprezzata a livello internazionale, i suoi lavori sono entrati a far parte di importanti collezioni private di tutto il mondo. Nell’opera dell’artista, l’impiego di tecniche tradizionali convive da sempre con una visione estetica estremamente contemporanea. “Richiamandosi al passato, Kennedy cerca – come nella visione di Carlo Scarpa – di dare nuovo vigore a modelli storici creando opere che possano vivere oggi e domani” – affermano Lars Rachen e Paolo Vincenzi, curatori dell’esposizione.

 

Come è caratteristico della sua pratica creativa, anche per l’esposizione alla Fondazione Cini, Marianna Kennedy ha attivato collaborazioni con significative realtà delle arti minori locali, in particolare con alcuni maestri vetrai di Murano e con l’Officina fabbrile Zanon. Molte delle opere in mostra saranno collocate su supporti realizzati dai fratelli Zanon, alcuni disegnati dall’artista e altri frutto di storici progetti di Carlo Scarpa, originariamente pensati per le Gallerie dell’Accademia e per la Gipsoteca di Possagno.

La profonda fascinazione per Venezia che si riflette nell’opera dell’artista trae origine anche dal suo quotidiano contatto con una delle principali testimonianze dello stile palladiano nell’Inghilterra di inizio Settecento, la Christ Church di Spitalfields, opera di Nicholas Hawksmoor che sorge accanto al suo studio.

 

L’esposizione sarà documentata da un catalogo con testo introduttivo firmato da Rupert Thomas.

Presso il bookshop della Fondazione sarà disponibile una collezione speciale di candelabri in resina, realizzati in colorazioni appositamente studiate per questa occasione veneziana ispirandosi alle tinte dei vetri di Murano.