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I Dialoghi di San Giorgio. What’s the body of the Body Politic? Sovereignty, Identity, Ecology

Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore

I Dialoghi di San Giorgio. What’s the body of the Body Politic? Sovereignty, Identity, Ecology

Vi ricordate la favola di Esopo Le membra e lo stomaco o la lettera di S. Paolo ai Corinzi sul Corpo e la Chiesa, o la Favola delle api di Mandeville, o qualsivoglia associazione pericolosa tra parassiti e stranieri, o i più recenti tentativi di pensare alla terra come a un organismo gigante? Nessuna di queste storie smette di trasporre le metafore da una sfera – quella del corpo – a un’altra – quella della politica. Il risultato è la nascita di questo importantissimo concetto di filosofia occidentale, il corpus politicum, Corpo Politico. Un aspetto interessante di questo celebre argomento è che ogni sfera adotta vicendevolmente la certezza associata all’autorità dell’altra, così che la scienza politica finisce con l’attingere dalla biologia ciò che i biologi attingono dalla teoria politica. Questo incessante commercio di concetti e metafore purtroppo non ha mai garantito la qualità di ciò che è stato ininterrottamente trasposto da una sfera all’altra. Il risultato è la mancanza di una definizione condivisa di corpi collettivi. Da qui l’idea di tentare di riaprire la questione attraverso questo Dialogo, mettendo insieme le diverse sfere ed esaminando ciò che ciascuna ha realmente da offrire alle altre che è veramente adatto ai fenomeni che studia.

Proprio nel momento in cui l’idea di sovranità è divenuta obsoleta attraverso l’intensificazione di globalizzazione e cambiamenti planetari, il nuovo atteggiamento politico è quello di ritirarsi dietro ai confini che gli Stati nazionali hanno inventato nei secoli precedenti. Nonostante le notevoli trasformazioni imposte dal nuovo regime climatico, oggi esiste una politica di identità, nazionalismo e confini che agli occhi dei votanti sembra la più attraente. Dovunque, la scelta è quella di prolungare l’estensione della globalizzazione o, altrimenti, ritornare alle vecchie concezioni di sovranità rigorosamente applicata. Sembra non esistere altra alternativa. Durante questo Dialogo vogliamo aprire la strada a un altro orientamento politico che non si basa né sull’idea di globalizzazione né sui concetti di sovranità, identità e individualità. La nostra ipotesi è che la maggior parte delle idee sul Corpo politico derivi da concezioni sul corpo biologico, e vice versa.

Sebbene parleremo di organismi totalmente diversi – batteri, cellule, formiche, società, clan o gruppi –, quando formuleremo il problema di cosa è un collettivo nelle nostre discipline ci obbligheremo a concentrarci unicamente su origine, natura, qualità, impatto, accenni di metafore e concetti adottati da altre discipline. È rischioso, ma ciascuno di noi ha dovuto sviluppare qualche aspetto di tale impresa in conflitto con i potenti paradigmi che abbiamo dovuto mettere in discussione. Dal momento che l’ecologia politica è chiaramente e pressantemente paralizzata dall’inabilità di sviluppare una concezione chiara di ciò che potrebbe comporre un Corpo politico, sarebbe rincuorante sentire che non siamo soli, ma – ancora più importante – potremmo inventarci un modo migliore per esprimere il problema.

L’appartata Isola di San Giorgio Maggiore è la sede ideale per il dialogo, in quanto differisce da altre utopie. Invece di pensare dogmaticamente che la risposta sia già stata trovata, la Fondazione Cini offre la possibilità di una ricerca collaborativa per formulare risposte migliori.

Gli oratori di questa edizione dei Dialoghi di San Giorgio sono Deborah Gordon, Shirley Strum, Scott Gilbert, Isabelle Stengers, Didier Debaise, Mike Lynch, Kyle McGee, Timothy Mitchell, Tim Lenton, David Western, Bruno Latour e Simon Schaffer.