Il corpus di incisioni di Francesco Novelli - Fondazione Giorgio Cini Onlus

Il corpus di incisioni di Francesco Novelli

 

Appartenuto allo storico dell’arte e dell’architettura Peter Oluf Krückmann e acquisito nel 2007, il corpus conta cinquantotto incisioni, acqueforti a vernice tenera con ritocchi a bulino e puntasecca, realizzate per la gran parte dall’incisore veneziano Francesco Novelli (Venezia, 1767-1836).

Gli esemplari si riferiscono agli esordi di Novelli come acquafortista, versato nel campo della stampa di traduzione, collocabile nell’arco temporale che si apre con il 1789, data di inizio della collaborazione con Dominique Vivant Denon, del quale il veneziano incide alcune composizioni come il Ritratto di Isabella Teotochi Albrizzi. Accanto alle traduzioni delle invenzioni del maître graveur, sotto il cui magistero si colloca la formazione di Novelli e dei compagni incisori Costantino Cumano e Giuseppe Sardi, si trovano acqueforti tratte dalle composizioni del padre Pietro Antonio (come la splendida Casa del Tempo) – cui si deve la maggior parte di notizie per la ricostruzione dell’attività incisoria del figlio – di Stefano della Bella, Jacques Callot, Parmigianino, Domenichino, Carracci, Bartolozzi.

Rilievo speciale occupa il nucleo d’après Rembrandt, al quale Novelli dedica gran parte della sua opera di traduzione, con opere che giungono sino alla soglia del 1792 e spaziano nella ricca produzione del maestro olandese, dagli anni Trenta agli anni Cinquanta del Seicento; del resto proprio tra 1789 e 1790 Vivant Denon acquista i volumi della collezione di incisioni appartenute ad Antonio Maria Zanetti il Vecchio, nella quale erano custoditi i tre tomi con le stampe di Rembrandt, cimento al quale Novelli dovette arrivare proprio grazie alla mediazione del maestro francese. Tra le opere rembrandtiane incise dal veneziano vi sono Il Cristo della Moneta, Il ritratto di Arnout Tholinx, La Deposizione dalla Croce al lume di una torcia, Medea, La piccola Presentazione al Tempio, La Fortuna avversa, La ‘petite tombe’, Il maiale legato, La cacciata di Agar.

Accanto alle incisioni di Francesco Novelli sono presenti alcuni esemplari attribuibili ad altri maestri come Pietro Antonio Novelli, Dominique Vivant Denon, Costanino Cumano.

 

Il corpus è stato studiato e catalogato da Gioia Nicoletti (I primi anni dell’attività incisoria di Francesco Novelli (1786-1793). Il corpus della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, tesi di Laurea Magistrale in Storia dell’Arte, Università degli Studi di Padova, rel. Andrea Tomezzoli, A.A. 2015/2016)