La mostra “Whispers – A Julian Lennon Retrospective” presenta a Venezia una raccolta inedita di fotografie di Julian Lennon, esplorando con uno sguardo intenso l’intimo legame tra natura, responsabilità e umanità.
Dal 28 agosto al 24 novembre 2024 al primo piano delle Stanze della Fotografia la mostra, curata da Julian Lennon e Sandrina Bonetti Rubelli, propone un’ampia selezione di opere che ripercorrono il percorso artistico dell’autore, dai primi passi nella musica all’intera produzione fotografica. Attraverso questa retrospettiva, è possibile seguire l’evoluzione artistica di Lennon, caratterizzata da una forte impronta umanitaria e ispirata alle iniziative filantropiche realizzate per la sua fondazione no-profit, The White Feather Foundation.
Il 28 marzo apre a Le Stanze della Fotografia la retrospettiva Helmut Newton. Legacy, curata da Matthias Harder, direttore della Helmut Newton Foundation di Berlino e Denis Curti, direttore artistico del progetto de Le
Stanze della Fotografia. Attraverso duecentocinquanta fotografie, riviste, documenti e video, la mostra ripercorrerà l’intera carriera di uno dei fotografi più amati e discussi di tutti i tempi. Accanto alle immagini più iconiche, un corpus di fotografie inedite, presentate per la prima volta in Italia, sveleranno molti aspetti meno noti dell’opera di Newton (Berlino, 1920 – Los Angeles, 2004), con un focus specifico sugli scatti di moda più anticonvenzionali.
Polaroid e contact sheet forniranno inoltre informazioni sul processo creativo di alcuni dei motivi iconici presenti, mentre pubblicazioni speciali, materiali d’archivio e dichiarazioni del fotografo contribuiranno a
far comprendere al visitatore il contesto nel quale è nata l’ispirazione di questo straordinario artista.
La mostra di Patrick Mimran dal titolo Out of focus, presso le Stanze della Fotografia, presenta gli ultimi dieci anni di ricerca dell’artista, attraverso una serie di opere mai esposte in Italia.
In questa nuova serie di fotografie di grande formato, l’artista ha lavorato principalmente sulla mancanza di nitidezza, non solo dei contorni ma dell’intera immagine. Ben lontano dall’essere indeciso sulla definizione
del soggetto, Patrick Mimran, sembra voler far emergere la realtà nel suo divenire: se a un primo sguardo l’immagine sembra astratta, man mano che si osserva diventa sempre più realistica.
Nel corso degli anni, infatti, attraverso le sue ricerche e le differenti serie di lavori, Mimran si è convinto che il miglior modo per catturare un soggetto, sia esso un vivente o un oggetto inanimato, non fosse quello di rappresentarlo il più fedelmente possibile ma al contrario di allontanarsi il più possibile, fino quasi all’astrazione.