Musica Antica Archives - Fondazione Giorgio Cini

Bando Seminari di Musica Antica | L’aura di Willaert Madrigali petrarcheschi nella “Musica nova”

Della vasta opera di Willaert il Seminario esaminerà un gruppo di madrigali pubblicati nella sua raccolta Musica nova (Venezia: Gardano, 1559), che intonano sonetti del Canzoniere petrarchesco, per confrontarli a due esempi di polifonia liturgica dello stesso compositore: i rispettivi Kyrie delle messe Mente tota (1512-17) e Mittit ad Virginem (ca. 1560), composti agli estremi cronologici della sua produzione. Questo confronto permetterà, da una parte, di osservare la longevità della fortuna petrarchesca presso i madrigalisti del Cinquecento padano e veneziano, e valutare il rapporto tra la loro opera e le nuove teorie zarliniane sull’espressività degli intervalli melodici. Dall’altra, permetterà di apprezzare le trasformazioni stilistiche avvenute durante la straordinariamente lunga carriera di Willaert, non a caso associata dal comico e commediografo veneziano Andrea Calmo – forse non senza ironia – all’aurum potabile, leggendario elisir della longevità.

Docente principale sarà il baritono svizzero-argentino Lisandro Abadie (docente presso la Schola Cantorum di Basilea), assistito dalla musicologa Katelijne Schiltz e dal filologo Corrado Bologna.

Le master-classes e conferenze si rivolgeranno a giovani cantanti e strumentisti, professionisti o semi-professionisti e specializzati in repertori rinascimentali, solo se vincitori di una borsa di studio.

Per partecipare, inviare alla segreteria [email protected] in allegato i seguenti materiali entro il 15 settembre 2026.

Concerto | Trionfi Musica, poesia e longevità tra Machaut e Petrarca

A conclusione del seminario di Musica Antica, la sala dei Cipressi ospita un concerto che vede protagonisti giovani cantanti e musicisti specializzati in repertori medievali, selezionati tramite un
concorso internazionale.

Principali materiali di studio, nonché repertorio del concerto, sono le liriche poetico-musicali incluse nel romanzo (forse autobiografico) Remède de Fortune di Machaut – scritto poco prima della grande peste trecentesca – e altre intonazioni, sue o forse a lui ispirate, circolanti nell’Europa centrale o nell’Italia degli ultimi decenni del Trecento e i primi del Quattrocento. A queste si affiancanoo alcuni brani petrarcheschi – tratti dai Trionfi, dal De remediis o dal Canzoniere – citati in intonazioni dello stesso periodo

Insegnante principale è Marc Mauillon, noto tenore-interprete di repertori machautiani.

Interpreti:
Laia Blasco Lopéz, soprano
Clémence Niclas, soprano
Cyril Escoffier, tenore
Nóra Szabó, organetto

Accompagnatore:
Pau Marcos Vicens, viella

Dirigono gli insegnanti: Marc Mauillon e Pedro Memelsdorff

Il seminario e il concerto si inseriscono nel quadro dell’importante rassegna tematica dedicata alla longevità.

Tra i molti testi dell’oceano petrarchesco che alludono o problematizzano la longevità, i Trionfi sono emblematici non solo quanto alla loro intensità poetica, ma anche per la messa in atto di nuovi
interessi storico-filologici, poetologici e morali. Scritti nel 1351 sulla scia del viaggio italiano per il giubileo del 1350 e dell’incontro con Boccaccio e la cultura greca nella Firenze coeva, i Trionfi
incapsulano problemi storico-culturali destinati a segnare le arti, le lettere e la musica d’Europa nei secoli successivi.

Contemporaneo, ma attivo solo in Francia, il poeta e compositore Guillaume de Machaut (ca 1300-1377) fu anch’egli, come Petrarca, modello emulato nell’Europa del suo tempo, ma i suoi influssi
extra moenia sono tuttora oggetto di discussione tra letterati e musicologi. Questa edizione dei Seminari di Musica Antica si propone di osservare una selezione di testi petrarcheschi e machautiani alla ricerca di possibili influenze reciproche, ma soprattutto dei tipi d’influsso che entrambi gli autori ebbero, in modo esplicito ma più spesso implicito, sulla musica loro coeva o di poco posteriore.

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Ingresso libero fino ad esaurimento posti
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Concerto Le Concert des Amateurs. Joseph Bologne Chevalier de St. George, Concerti e sinfonie, 1770-1780

In concomitanza con il seminario di Musica Antica, la sala degli Arazzi ospiterà un concerto speciale che vedrà protagonisti giovani violinisti professionali o semi-professionali specializzati in repertori barocchi.

Il seminario si inserisce nel quadro dell’importante rassegna tematica dedicata a Giacomo Casanova, attraverso la ricerca e lo studio di partiture o altro materiale musicale che evochi le possibili comuni frequentazioni parigine di Giacomo Casanova e Joseph Boulogne. Di vent’anni più giovane, Boulogne condivise con il celebre veneziano diversi tratti biografici: habitué nelle altre sfere nobiliari, leggendario seduttore, violinista, in seguito, anche agente politico e massone. L’opera di Boulogne verrà infatti messa in prospettiva con le sue attività politiche.

Docente principale sarà Théotime Langlois de Swarte, giovane stella del violinismo barocco europeo e mondiale; ad assisterlo nel repertorio delle sinfonie, invece, sarà lo stesso Direttore dei Seminari, Pedro Memelsdorff.

Le Concert des Amateurs
Joseph Bologne Chevalier de St. George, Concerti e sinfonie, 1770-1780

Interpreti borsisti:
Akdzha Dzhanykova, violino
Laurène Patard-Moreau, violino
Simone Pirri, violino

Accompagnatori:
Hyngun Cho Choi, violoncello
Nicola Lamon, organo e cembalo
Géraldine Roux, viola

Dirigono gli insegnanti: Théotime Langlois de Swarte e Pedro Memelsdorff

Evento realizzato con il contributo di:
Regione del Veneto; fondazioni Concordance; Irma Merk e L.+ Th. La Roche

Joseph Bologne, Chevalier de St. Georges, nato in Guadalupa nel 1745 dal colono Georges Bologne e dall’afrodiscendente schiavizzata Nanon, visse in Francia dal 1753, dove sviluppò una doppia carriera di esperto in arti marziali – soprattutto in scherma – e di compositore e violinista. Forse allievo di François-Joseph Gossec e Antonio Lolli, divenne prima membro e poi direttore dell’orchestra di Gossec Concert des Amateurs – più tardi una delle più rinomate in Europa –, debuttando nel 1772 con i propri concerti per violino. Da allora compose un importante corpus di musica strumentale che comprende due collezioni di quartetti d’archi (tra i primi composti a Parigi), una dozzina di straordinari concerti per violino e altrettante sinfonie concertanti – oltre ad almeno sei opere e arie sparse. Infatti, nel 1776 fu proposto quale direttore dell’Opera di Parigi, ma la sua nomina fu bloccata da alcune delle dame della Direzione, che chiesero Maria Antonietta di non “degradare il loro onore mettendole agli ordini di un mulatto” – scandalo che convinse Luigi XVI a nazionalizzare l’Opera. È sulla musica strumentale di Bologne che si concentra questa edizione dei seminari, in particolare sui concerti per violino ed alcune delle sue sinfonie concertanti.

Questo sarà anche il repertorio del concerto finale ad opera dei borsisti selezionati tramite bando internazionale.

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Ingresso libero fino ad esaurimento posti
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Venetiae, mundi splendor – Johannes Ciconia tra Roma e il Veneto, 1390-1412

Venetiae, mundi splendor – Johannes Ciconia tra Roma e il Veneto, 1390-1412, l’evento formativo fa parte dei Seminari di Musica Antica Egida Sartori e Laura Alvini e rappresenta un’occasione di riflessione scientifica sulla relazione tra musica e malattie sociali, tra musica e discriminazioni sociali a seguito di eventi pandemici come la grande peste del 1348 in Europa.
Il seminario, rientra nel programma tematico annuale Democrazia e Pandemie, cui è dedicata la mostra Venezia e le epidemie allestita presso la Biblioteca del Longhena a partire dal 20 giugno.

I cinque giorni di seminario si concentrano sulla vita di Johannes Ciconia (Liegi, ca. 1370-Padova, 1412) che ha dato luogo a svariate biografie, le prime delle quali confondevano la sua figura con quella dell’omonimo padre. Giovane cantore al servizio del cardinale Philippe d’Alençon ai primi anni 1390 a Roma, Ciconia figlio assorbì lo stile polifonico della Cappella Papale – non ultimo quello dello scriptor apostolicus e prolifico compositore Antonio Zacara da Teramo. Ma in seguito, morto d’Alençon nel 1397, usò i contatti politici di quest’ultimo per trovare nuovi impieghi nel Nord Italia: prima forse a Lucca e Milano, poi sicuramente a Padova dal 1402, dove fu al servizio del giurista e religioso Francesco Zabarella e della Cattedrale di Padova fino alla precoce morte nel 1412.
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[accordion_entry title=”Johannes Ciconia: tra amore cortese e medicina”]
A uno dei suoi mottetti verrà dedicata particolare attenzione: Ut te per omnes celitus / Ingens alumnus Padue. Composto a Padova e esplicitamente dedicato a Zabarella, il brano al contempo descrive l’onnipotenza divina e allude a uno scenario apocalittico attraverso le parole omnipater qui cuncta nutu concutit. Ebbene, che questo scenario possa alludere alla peste è suggerito dalla recrudescenza della malattia occorsa a Padova nel 1404, che costrinse Zabarella a ritirarsi, forse con parte dei suoi familiares, a Cittadella. L’ipotesi verrà esaminata assieme ai rapporti che legano la peste non solo alla vicenda biografica di Ciconia e dei suoi protettori, ma anche a repertori musicali a lui coevi. Tra essi si pensa soprattutto a quello delle laudi del tardo Trecento o primo Quattrocento toscano – talune delle quali venivano cantate su melodie o polifonie di Ciconia –, ma anche a quello francese e in particolare alle opere di Guillaume de Machaut composte negli anni attorno al suo fortunato scampo dalla peste del 1348, in parte ancora circolanti in Italia alla fine del secolo.

Una di queste opere, il boeziano Remède de Fortune, contiene un virelai monofonico rielaborato da una ballade polifonica circolante nel nord Italia ai primi del Quattrocento: Amour m’a le cuer mis en tel martire; il suo testo tematizza esplicitamente il rapporto tra amore cortese e medicina. Un’altra, Le Jugement dou Roy de Navarre, offre lo spunto per una riflessione – ancora più generale – sul vincolo tra la musica e le discriminazioni sociali, culturali e religiose scaturite dal diffondersi della grande peste del 1348 in Europa. Si ricorderà in proposito che nel Jugement dou Roy de Navarre Machaut dedica un’estesa sezione all’accusa contro gli ebrei quali avvelenatori di fiumi e fontane, ritenuto all’origine della pandemia – la stessa stigmatizzazione che, com’è noto, ricorre con grande frequenza nella letteratura tre-quattrocentesca italiana ed europea.
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Docenti del seminario saranno Barbara Zanichelli, cantante e docente specializzata nel repertorio tardo medievale, e Pedro Memelsdorff, direttore dei Seminari di Musica Antica dal 2006. Ad affiancarli i musicologi Francesco Zimei – esperto in repertori laudistici – e Anna Zayaruznaya – specialista nell’Ars Nova francese, docente a Yale.

L’evento è organizzato in collaborazione con Fondation Concordance (Basilea), Alamire Foundation (Lovanio), Irma Merk Stiftung e L.+Th. La Roche Stiftung (Basilea), contributori delle borse di studio vincitrici del bando.

Il 26 giugno, come parte del seminario, si terrà un concerto a cura dei borsisti vincitori del bando.
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[accordion_entry title=”Modalità d’accesso”]
I borsisti vincitori sono stati selezionati tramite bando.
Il Seminario è aperto e gratuito anche ad ascoltatori, su richiesta e approvazione della segreteria.
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Concerto Venetiae, mundi splendor – Johannes Ciconia tra Roma e il Veneto, 1390-1412

Concerto Venetiae, mundi splendor – Johannes Ciconia tra Roma e il Veneto, 1390-1412

In concomitanza con il seminario di Musica Antica, l’Auditorium “Lo Squero” ospiterà un concerto speciale che vedrà protagonisti sette cantanti e strumentisti selezionati tramite bando e specializzati nel repertorio tardo medievale.
Sotto la guida di Barbara Zanichelli e Pedro Memelsdorff, i borsisti approfondiranno la vita e l’opera di Johannes Ciconia, considerato uno dei compositori più originali e influenti del suo tempo. L’evento rappresenta un’occasione preziosa per ascoltare dal vivo alcune tra le più raffinate composizioni del compositore fiammingo, in un dialogo tra passato e presente che restituisce voce e luce a una figura centrale della musica europea di inizio quattrocento.

Ensemble (borsisti del seminario):
Beatrice Pellegrino, soprano
Irina Olshvskaia, soprano
Marcel Jorquera Vinyals, tenore
Angelo Testori, tenore
Jaume Guri Battle, viella
Giorgio Leonida Tosi, viella
Gabriel Smallwood, tastiere

L’evento è organizzato in collaborazione con Fondation Concordance (Basilea), Alamire Foundation (Lovanio), Irma Merk Stiftung e L.+Th. La Roche Stiftung (Basilea), contributori delle borse di studio vincitrici del bando.

Il concerto è a ingresso libero.

Seminari di Musica Antica “Egida Sartori e Laura Alvini”

    Seminari di Musica Antica Egida Sartori e Laura Alvini

    Attraverso lo studio e la pratica del repertorio musicale medievale, rinascimentale e barocco, i Seminari di Musica Antica offrono ai partecipanti l’opportunità di esplorare prassi musicali storiche tramite residenze artistiche e studi interdisciplinari.

    Nati nel 1976, per i primi vent’anni sono diretti dalla clavicembalista Egida Sartori. Successivamente, la direzione passa a Laura Alvini, anche lei clavicembalista, oltre che forte-pianista, fino al 2004, anno della sua prematura scomparsa. Dal 2007, dopo due anni di interruzione i Seminari riprendono con un programma che fa tesoro del lavoro avviato da Sartori e Alvini, introducendo importanti innovazioni. Tappa importante è l’attivazione, nel 2016, di un accordo-quadro tra la Fondazione Giorgio Cini e la Fondation Concordance, con sede a Basilea, Svizzera, che sostiene ricerche e produzioni nel campo della musica antica e supporto a emergenti e promettenti complessi musicali. Grazie all’importante sostegno della Fondation Concordance, i Seminari assumono una cadenza biennale. Inoltre, già dal 2015 sono attive collaborazioni con altre istituzioni svizzere, tra cui le fondazioni Irma Merk, L. & Th. La Roche e Saly Frommer, tutte con sede a Basilea, che da allora mettono a disposizione borse di studio per la partecipazione di solisti e complessi di musica antica ai Seminari che si tengono nell’Isola di San Giorgio Maggiore.

    Nel corso degli ultimi anni si sono intensificate le partnership con diverse istituzioni accademiche, come Schola Cantorum Basiliensis, Villa I Tatti, The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies, Università di Tours, Harvard e Guadeloupe, il Centro Studi Santa Giacinta Marescotti nel Castello Ruspoli-Marescotti di Vignanello. Intenso è il programma di iniziative e collaborazioni con istituzioni presenti in città, impegnate a preservare e promuovere la cultura musicale.

    A partire dal 2024, i Seminari di Musica Antica ricevono il sostegno per le borse di studio da Alamire Foundation di Leuven, Belgio.

    Dal 2006 la direzione dei Seminari è di Pedro Memelsdorff

    Seminario di Musica Antica 2024 © Fondazione Giorgio Cini

    Una serie di eventi a cadenza semestrale dall’ampio respiro storico-culturale: ogni Seminario è strutturato in vari appuntamenti progettati per fornire ai partecipanti competenze pratiche e teoriche.

    SEMINARI

    Un bando di concorso internazionale seleziona i partecipanti ai seminari, offrendogli una residenza musicale sull’Isola di San Giorgio Maggiore. Alla fine delle attività di formazione, i Seminari si concludono con un concerto finale aperto al pubblico ed eventuali spin-off in sedi di istituzioni partner.

    Sessioni interdisciplinari
    plus

    Ogni Seminario include sessioni di studio musicologico e interdisciplinare, con l’obiettivo di creare un ambiente di ricerca condiviso che coinvolga giovani interpreti e incoraggi i ricercatori a esplorare le pratiche performative della musica del passato, seguendo lo spirito di Laura Alvini.

    Il repertorio
    plus

    Dal 2007, l’ampliamento del repertorio dei Seminari include la musica medievale e rinascimentale (monofonia e polifonia dei secoli XIV-XV) insieme alla polifonia dei secoli XVI-XIX, arricchendo così l’offerta formativa nei programmi didattico-musicali italiani a tutti i livelli.

    Venezia: “transiti e situazioni” nella cultura musicale
    plus

    I Seminari si caratterizzano per un profilo comune che integra le tematiche della Fondazione, come i legami tra scienze e arti e i flussi culturali tra Est e Ovest, riflettendo il ruolo di Venezia nella storia musicale europea e mediterranea. Alternando repertori ante e post-seicenteschi, esplorano le tradizioni di passaggio e le influenze reciproche che hanno plasmato la città nel tempo.

    Seminari di Musica Antica “Egida Sartori e Laura Alvini”

    DIRETTORE
    Pedro Memelsdorff

    Johann Adolf Hasse all’Ospedale degli Incurabili

    Sanctus Petrus et Sancta Maddalena

    Johann Adolf Hasse all’Ospedale degli Incurabili (1758)

     

    Seminari di Musica Antica Egida Sartori e Laura Alvini
    Direzione: Pedro Memelsdorff

     

    Master-class e lezioni con Vivica Genaux e Raffaele Mellace: 25-29 novembre 2024

    Sala Arazzi, Fondazione Giorgio Cini | Per assistere al seminario scrivere a [email protected]


    Concerto finale
    : 28 novembre ore 18

    Auditorium “Lo Squero” | Ingresso libero fino ad esaurimento posti

     

    Si esibiscono:

    Jin Sophia, soprano
    Ott Polly, soprano
    Yuneeva Sofya, mezzoprano
    Danta Maximiliano, controtenore
    Cravino Raquel, violino
    Gérard Stefano, violino
    Cho Choi Hyngun, violoncello
    Dijoux Jean-Christophe, organo e clavicembalo

     

     

     

    Come anche negli altri grandi ospedali veneziani – dei Derelitti, dei Mendicanti e della Pietà – anche in quello degli Incurabili l’estrema importanza data all’educazione musicale nel Sei e Settecento è commisurata alla fama dei compositori impegnati ad insegnare e dirigere le rappresentazioni pubbliche. Tra loro si annoverano grandi nomi quali Pallavicino, Porpora, Jomelli, Galuppi e – forse il più noto tra tutti loro – Johann Adolf Hasse.
    Per le pute degli Incurabili Hasse compose due grandi mottetti sul cinquantesimo salmo Miserere mei Deus (uno in do e uno in re minore), da essere eseguiti durante le celebrazioni della Settimana Santa nella chiesa dell’ospedale, consacrata al Santissimo Salvatore. E a modo d’introduzione per ognuno di essi, compose anche due oratori: Serpentes in deserto (introduzione del Miserere in do) e Sanctus Petrus et Sancta Maria Magdalena (introduzione del Miserere in re). La loro funzione era didattico-morale: esortare le ragazze e il loro uditorio alla compassione e cioè l’immedesimazione con il massimo dolore, preludio del de profundis espresso dal susseguente salmo penitenziale.
    Il seminario si concentrerà su uno di quegli oratori, Sanctus Petrus et Sancta Magdalena, composto nel 1758 per le pute degli Incurabili. Il suo interesse poetico risiede soprattutto nella prospettiva della narrazione: la Passione di Gesù vista non solo da Pietro e Maddalena, ma anche da tre personaggi ‘minori’ dei Vangeli, Maria madre di Giacomo, Salomé, e Giuseppe di Arimatea. E l’interesse musicale, infine, consiste nella varietà e intensità delle strutture e figure retoriche con cui Hasse arricchisce ed anzi esaspera quella narrazione.
    Docente principale del seminario sarà il mezzosoprano Vivica Genaux, rinomata specialista nel repertorio hassiano, che verrà assistita da Raffaele Mellace, uno dei massimi esperti del settore. Come sempre il seminario si concluderà con un concerto pubblico.
    L’evento è organizzato con il contributo di Regione del Veneto e delle fondazioni svizzere Concordance, Irma Merk e L.+Th. La Roche, e con l’auspicio della Fondazione Johann Adolf Hasse di Amburgo.

    Borse di studio disponibili per cantanti e strumentisti (violini e continuo)

    Scadenza bando posticipata all’8 ottobre 2024

    Scarica il bando

    Lo Chansonnier di Lovanio

    Seminari di Musica Antica Egida Sartori e Laura Alvini
    Direzione: Pedro Memelsdorff

     

    Master-class e lezioni: 17-21 giugno 

    Sala Arazzi, Fondazione Giorgio Cini | Per assistere al seminario scrivere a [email protected]

    Concerto finale: 20 giugno ore 18

    Auditorium “Lo Squero” | Ingresso libero fino ad esaurimento posti

     

     

    Scoperto solo nel 2015, il canzoniere di Lovanio è un’importante nuova fonte per la conoscenza del repertorio di chansons franco-fiamminghe del secondo Quattrocento. Oltre a un mottetto latino, contiene quarantanove chansons adespote (tutte tranne una a tre voci e per la maggior parte dei rondeaux) tra cui dodici unica, cioè brani che senza questo nuovo canzoniere sarebbero totalmente sconosciuti.
    Di dimensioni minute (ca. 12 x 8 cm), lo chansonnier è il più piccolo del suo genere e consiste in novantotto bifogli pergamenacei molto accuratamente compilati ma modestamente decorati da iniziali colorate, caratteristiche che hanno fatto ipotizzare si tratti di un manuale ad uso di un musicista esperto. Nulla si sa ancora di preciso sul suo luogo di produzione e fruizione, ma concordanze musicali hanno fatto supporre, anche se non unanimemente, la sua appartenenza a un gruppo di codici originari della valle della Loira, prodotti nei dintorni di Tours negli anni 1460-70. In base ad alcuni indizi repertoriali, infine, è stata provvisoriamente tentata una datazione agli anni 1470-75.
    Il seminario si concentrerà sugli unica, brani che richiedono ancora particolare attenzione quanto alla loro possibile attribuzione e analisi stilistica. Alcuni di questi (come il virelai Si vous voullez que je vous aime) fanno uso di sofisticate tecniche di citazione poetica e musicale di brani altrui, suffragando l’ipotesi si tratti di un repertorio ad uso delle élites culturali del tempo.
    Non ultimo, nove dei brani del chansonnier (tra cui due degli unica) danno voce ad un io poetico al femminile, caratteristica che ha fondato la recente ipotesi che la destinataria del manoscritto fosse una donna.
    Docente principale del seminario sarà Anna Danilevskaia, esperta medievista. che con il suo celebre ensemble Sollazzo, ha recentemente inciso l’intero contenuto del chansonnier. Ad assisterla Ryan O’Sullivan e Adam Gilbert.

     

     

    Il Seminario è organizzato grazie al contributo di Regione del Veneto; Fondation Concordance; Alamire Foundation; Irma Merk Stiftung e L.+Th. La Roche Stiftung.

     

     

    Il seminario è diretto a giovani cantanti e strumentisti, professionisti o semi-professionisti, specializzati nel repertorio tardo medievale o rinascimentale, selezionati tramite bando di concorso internazionale.

     

    Concerto finale
    20 giugno ore 18

    Auditorium “Lo Squero”
    Ingresso libero fino ad esaurimento posti

     

    Interpreti:

    Roberta Diamond, soprano

    Karin Weston, soprano

    Marcel Jorquera Vinyals, controtenore

    Ailen Monti Valdes, liuto

    Holly Scarabough, flauto e pipa

    Niccolo Seligmann, viola da gamba 

     

    Pulcinella musico e filosofo. Arie e cantate comiche napoletane nel Settecento

    Pulcinella musico e filosofo. Arie e cantate comiche napoletane nel Settecento (1650-1750)

     

    Seminario 

    9-13 ottobre 2023, Fondazione Giorgio Cini, Venezia

    Per partecipare in qualità di uditori è necessario contattare la segreteria a: [email protected]

     

    Concerto conclusivo

    12 ottobre 2023, ore 18, Auditorium “Lo Squero”, Venezia

     

     

    «Pino De Vittorio è con Peppe Barra l’ultimo erede dell’antica tradizione dei cantanti-attori che per secoli hanno rappresentato sulle scene l’utopica unione tra colto e popolare, caratteristica che ha reso unica la storia del teatro napoletano. Come Peppe e Concetta Barra, De Vittorio fu scoperto da Roberto De Simone per la prima edizione della sua “Gatta Cenerentola” e da allora ha continuato il doppio percorso della ricerca etnomusicologica e dell’interpretazione barocca con un successo planetario» (Repubblica, 24.11.2017). Non occorre aggiungere altro a queste parole di Dinko Fabris, uno dei musicologi italiani più conosciuti a livello internazionale e Responsabile scientifico del Teatro San Carlo di Napoli. 

     

    I Seminari di Musica Antica, in questa particolare edizione, vogliono a un tempo rendere omaggio al grande cantante-attore e diffondere il prezioso repertorio di cantate comiche napoletane da lui magistralmente interpretato. Corrado Bologna, insigne filologo e accademico che lo affiancherà, commenterà l’ambivalente tradizione – e soprattutto la dimensione sacrificale – dei caratteri comici napoletani e italiani del Sei e Settecento.  E’ prevista inoltre la partecipazione del musicologo Dinko Fabris

     

    Il seminario, in collaborazione con la Regione del Veneto, prevede la partecipazione di un gruppo di borsisti, selezionati tramite bando di concorso internazionale, nello specifico cantanti e attori che si esibiranno nel consueto saggio-concerto finale.

    Da Alessandro Scarlatti a Giovanni Paisiello, e dalle melodie tradizionali delle strade alle grandi arie d’opera e cantate comiche della Napoli settecentesca, la serata del 12 ottobre promette portare allo Squero di San Giorgio un momento di quell’acume unico, ma anche della malinconia e della saggezza degli antichi personaggi della Commedia dell’Arte.

     

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    Concerto conclusivo

    Giovedì 12 ottobre, ore 18.00, Auditorium “Lo Squero”

    Ingresso libero fino ad esaurimento posti

     

     

    Cantanti:

    Martina Barreca, soprano 

    Roberta Lidia De Stefano, attrice e cantante 

    Hector dos Santos, baritono 

    Niccolò Porcedda, baritono 

    Angelo Testori, tenore 

     

    Accompagnatori:

    Nicola Lamon, clavicembalo

    Hyngun Cho Choi, violoncello

     

    Diretti da Pino De Vittorio e Pedro Memelsdorff.

     

    L’evento è organizzato con il contributo delle fondazioni svizzere Concordance, Irma Merk e L.+Th. La Roche.

     

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