Cataloghi Archives - Pagina 14 di 17 - Fondazione Giorgio Cini

Disegni veneti dell’ecole des beaux-arts di Parigi

“Faire
lea Beaux-arts” come si dice comunemente in Francia, per decenni è
stato – ed è tuttora – un titolo di alta distinzione. E veramente
l’Ecole di Parigi, fin dalla sua fondazione risalente al 1648 ma in
particolare nel secolo scorso e nel periodo a cavallo del nostro, ha
assolto a un compito fondamentale ed è stat alrettanto fondamentale
punto di riferimento non soltanto per la Francia ma anche per l’Europa;
e per l’America soprattutto per ciò che riguarda l’architettura e la
decorazione: vale a dire per il gusto di un intera “epoca”. Fondata,
come Accademia, nei primi anni del regno di Luigi XIV su suggerimento
del pittore Le Brun, che all’inizio ne fu anche direttore, e protetta
dal cardinale Mazzarino, l’istituzione ha svolto – sotto varia forma e
con denomunazioni diverse (quella attuale risale al 1795)- un compito
primario di grande importanza: la formazione dei giovani nelle tra arti
cosìdette “maggiori”: pittura, scultura e architettura e in ogni altra
forma di istruzione artistica e del disegno.

INDICE

Presentazione
Bruno Visentini

Premessa
François Wehrlin

Le Beaux-Arts e la raccolta dei disegni veneti
Alessandro Bettagno

Catalogo: schede nn. 1-94br>
Emmanuelle Brugerolles e David Guillet

Bibliografia

Illustrazioni

Indice

Per informazioni
e-mail: [email protected]

William Hogarth

William Hogarth fu il più grande artista inglese del suo tempo. Fu
anche il primo a conquistare da vivo fama e successo in tutta Europa
grazie alla sua produzione grafica, ed è ancora oggi universalmente
riconosciuto come la maggiore personalità delle arti britanniche. Ma la
sua arte e la sua stessa vita furono non di rado in aperta polemica con
i tempi, e presentano aspetti non facili da comprendere per il pubblico
italiano, cresciuto in una tradizione che attribuisce da sempre alla
pittura un ruolo fondamentale. Mi sia quindi concesso di premettere
qualche breve cenno all’ambiente culturale e sociale in cui Hogarth
visse e operò, ma contro il quale sentì tanto spesso il bisogno di
lottare. Tra tutti gli artisti egli fu forse in assoluto il più
impegnato, il più deciso ad affrontare ogni tipo di problema di ordine
morale, civile e professionale: per lui anche un ritratto poteva
diventare un efficace mezzo di propaganda.[…]

INDICE

Albo dei prestatori

Bruno Visentini
Presentazione

D.Ricks-H.Meyric Hughes
Premessa

Alessandro Bettagno
Una mostra dedicata a William Hogarth

Mary Webster
Hogarth «pittore dell’umanità»

François Fossier
Hogarth al Cabinet des estampes della Bibliothèque Nationale di Parigi

Regesto

Mary Webster
Catalogo dei disegni e delle incisioni: schede nn. 1-124

Mary Webster
Catalogo dei dipinti: schede nn. 125-157

Mary Webster
Nota bibliografica

Tessie Vecchi
Bibliografia

Illustrazioni

Per informazioni
e-mail: [email protected]

Mondrian e De Stijl

INDICE

Introduzione
Thomas Krens

Da Platone al plasticismo: Mondrian e la rappresentazione dell’ideale moderno
Michael Govan

Il dialogo di Mondrian con il cubismo, 1912-1917

Lisa Dennison

De Stijl e le vetrate colorate
Evert van Straaten

Mondrian: De Stijl e oltre
Kermit S. Champa

Arte per una nuova era: due decenni di pittura non-oggettiva, 1913-1933
Susan B. Hirschfeld

Mondrian e l’architettura
Carel Blotkamp

Il colore dello stile. Note sulla neocromoplastica architettonica di De Stijl
Sergio Polano

Catalogo

Mondrian e De Stijl

Protagonisti dell’ideale moderno

Apparati

Gli artisti

Mondrian e De Stijl: cronologia

Bibliografia essenziale

Per informazioni
e-mail: [email protected]

Dipinti ferraresi. Dalla collezione di Vittorio Cini

Il gruppo di antichi quadri qui catalogati è stato raccolto da Vittorio Cini a partire dal 1941 sino a verso il 1970. Sono tutte opere della Scuola Ferrarese del Rinascimento, e costituiscono il maggior nucleo dei dipinti dovuti ad artisti di Ferrara da lui collezionati con grande oculatezza e molto amore, acquistandoli presso varie fonti, in Italia e all’estero.
Il suggerimento a formare una raccolta di tavole degli artisti di Ferrara venna a Vittorio Cini (che era nato nel 1885 in quella città) dal suo grande amico e consigliere culturale, Nino Barabantini, lo stesso che nel 1933 aveva allestito, nel Palazzo dei Diamanti di Ferrara, la memorabile Mostra dei pittori del Rinascimento locale, dalla quale hanno avuto inizio i moderni studi su quel periodo in quel settore. La proposta del Barabantini cominciò a concretizzarsi nel 1941, quando fu possibile ottenere, da Alessandro Contini Bonacossi, i due piccoli e preziosi pannelli di Ercole de’ Roberti, raffiguranti Santa Caterina d’Alessandria e San Girolamo provenienti dalle cornici della Pala Griffoni in San Petronio a Bologna.
A parte taluni acquisti sporadici (tra i quali una grande Conversione di Saul del Garofalo, poi passata, per le sue dimensioni, a Palazzo Grassi e infine ceduta con l’immobile) Vittorio Cini riprese sistematicamente la ricerca di cose ferraresi a partire dal 1950 circa: in tale esplorazione venne aiutato da vari mercanti, tra i quali il fiorentino Gualtiero Volterra, che gli procurò due pezzi eccezionali, il San Giorgio di Cosmé Tura e l’altro San Giorgio del Roberti, parte dalla medesima serie Griffoni degli altri due pannelli già in collezione. Altre opere furono portate all’attenzione di Cini ga Giovanni Salocchi di Firenze, altre ancora dai fratelli Carlo e Marcello Sestieri di Roma (cui spetta l’acquisto del pannello romboidale di Dosso Dossi, già nel Castello di Ferrara), mentre dipinti anche di rilievo (tra cui Sacra Famiglia di Battista Dossi) venivano reperiti occasionalmente sul mercato italiano.[…]

INDICE

Bruno Visentini
Presentazione

Federico Zeri
Introduzione

Andrea Bacchi
Catalogo

Cosmé Tura, n. 1
Ercole Roberti, nn. 2-4
Marco Zoppo, n. 5
Giovan Francesco Maineri (?), n. 6
Baldassarre d’Este, n.7
Lorenzo Costa, n. 8
Ludovico Mazzolino, nn. 9-11
Dosso Dossi, n.12
Ortolano (copia da), n.14

Andrea Bacchi
Bibliografia

I dipinti qui catalogati sono esposti nella Galleria di Palazzo Cini a San Vio, Dorsoduro 864 – Venezia, quale “Omaggio a Vittorio Cini collezionista”.

La collezione del Console Smith

La
Royal Collection si è andata formando nel corso dei secoli ad opera di
molti sovrani. Alcuni hanno contribuito a incrementarla più di altri,
ma l’apporto di Giorgio III è stato dei più generosi e va in particolar
modo ricordato per la ricca e importante raccolta d’arte già
appartenuta Joseph Smith (1674-1770), un inglese vissuto quasi tutta la
vita a Venezia, dove ricoprì la carica di console britannico dal 1774
al 1760.
Nel 1762, quando acquistò la collezione, Giorgio III regnava da solo
due anni e non ne aveva che ventiquattro. Grazie alla varietà degli
interessi collezionistici di Smith, il sovrano entrò in possesso di una
vasta gamma di opere: splendidi disegni, pitture, gemme, monete,
cammei, libri e manoscritti.
La grande raccolta grafica costituisce un’affascinante rassegna
dell’attività disegnativa di molti artisti operanti a Venezia ai tempi
di Smith. Non solo il celeberrimo Canaletto – cui il console faceva al
tempo stesso da mecenate e da mercante -, ma anche Marco e Sebastiano
Ricci, Giambattista Piazzetta e Antonio Visentini
Ma Smith possedeva inoltre importanti disegni di maestri più antichi,
come Raffaello, i Carracci, Guidi Reni e Giovanni Benedetto Castiglione.
Esponendo un’antologia di queste opere, la mostra si prefigge di
presentare la collezione di Joseph Smith in tuttal la sua bellezza e
varietà. Per l’occasione si è provveduto a staccare dalle loro legature
originali veneziane del Settecento molti dei preziosi fogli che il
pubblico avrà modo di ammirare.

Oliver Everett (Royal Librarian Windsor Castle)

INDICE

Presentazioni
Bruno Visentini, Oliver Everett, Frances Vivian

Introduzione

Vita e carriera di Joseph Smith

Le collezioni vendute da Joseph Smith a Giorgio III

Altre collezioni d’arte a Venezia

La vendita delle collezioni di Smith a Giorgio III

Le ultime collezioni di Joseph Smith

Note

Fonti citate

Regesto

Catalogo

Per informazioni
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Da Gaudì a Picasso

Gli
ultimi decenni dell’Ottocento e i primi del Novecento rappresentarono
per la Catalogna una delle epoche culturalmente più importanti e
intense. E’ in questo periodo che si delineano nuove correnti
estetiche, artistiche e letterarie che per originalità e portata
reggono il paragone con movimenti quali il romanticismo e il
naturalismo ottocenteschi, o il novecentismo del nostro secolo. Nasce
allora il “modernismo”, la cui vena creativa si esplica negli ambiti
più svariati, dalla letteratura all’architettura, dalla pittura alla
scultura, dall’oreficeria alla ceramica, alle arti grafiche, alla
lavorazione dei metalli fino alle più diverse arti decorative. Lo
caratterizza la capacità di coniugare spirito moderno e tradizione, che
gli consente anche di superare la fase colta ed eleitaria per
convertirsi in fenomeno popolare. Nel suo nome vengono realizzate opere
nobili ma anche umili; nel suo influsso sono permeati i processi
produttivi più industrializzati e seriali.

INDICE

La pittura del modernismo
Francesc Fontbona

Una scultura per concludere il secolo
Teresa Camps i Mirò

L’architettura modernista
Mireia Freixa

Verso l’integrazione delle arti
Pilar Vélez

Catalogo

Pittura

Scultura

Architettura

Arti Applicate

Apparati

Biografie

Il modernismo catalano, la Spagna e l’Europa: una cronologia comparata

Bibliografia

Per informazioni
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Michelangelo

INDICE

Introduzione

La Cappella Sistina. Storia, volta, pareti, plastici

Studi per la Sistina. Volta, Giudizio

Tecnica. Tecnica e organizzazione del lavoro, ponteggio, esecuzione pittorica

Restauro. Storia dell’intervento, Stato di conservazione, Ricerche tecnico-scientifiche

Mito. La Sistina tra le copie e incisioni. Disegni, e incisioni da Michelangelo

Appendice documentaria
Documenti sulla Sistina dal Quattrocento al Settecento

Bibliografia citata

Per informazioni
e-mail: [email protected]

Da Pisanello a Tiepolo

Il
disegno è un punto di passaggio obbligato nella storia dell’arte: sia
quello “preparatorio” per un’opera di pittura o di scultura, che spesso
mette in condizione di cogliere il nascere e il sucessivo prender
forma, modificarsi e precisarsi di un progetto creativo che troverà poi
altrove il suo compimento, sia, forse più vicino a noi, quello
“autonomo” opera finalizzata e autosufficiente, quasi sempre presente
nella produzione dei maggiori artisti ma che a partire in particolare
dall’ultimo Settecento e fino ai nostri giorni ha avuto continui
sviluppi, e da Goya ed Ingres fino a Picasso e Matisse è diventato una
delle manifestazioni espressive più frequenti ed alte della loro
personalità. Così il disegno ha conosciuto, fin dai tempi di Vasari,
che, come egli stesso più volte ricorda, ne fu uno dei primi
raccoglitori, una crescente fortuna.

INDICE

Presentazione
Bruno Visentini

Premessa
Simon Jervis

Per Philip Pouncey
Alessandro Bettagno

Il Fitzwilliam Museum a Venezia
David Scrase

Ringraziamenti

Catalogo

Bibliografia

Indice delle collezioni di provenienza dei disegni esposti

Indice degli artisti

Per informazioni
e-mail: [email protected]

Il Simbolismo russo

INDICE

Vera e falsa decadenza
Vittorio Strada

Il giovane Djagilev
Olga Strada

Djagilev e i Balletti Russi
Alberto Testa

Il Simbolismo nella pittura russa
Dmitrij Vladimirovic Sarab’janov

La “Mostra dell’arte russa a Parigi” di Djagilev e la pittura dell’Età d’argento
Valerij Aleksandrovic Dudakov

La mostra “Il Simbolismo russo. Sergej Djagilev e l’età d’argento
nell’arte”: alcuni problemi dell’arte russa tra la fine del XIX e
l’inizio del XX secolo

Valerij Aleksandrovic Dudakov

Catalogo delle opere

Regesto delle opere

Apparati

Gli artisti

Cronobiografia di Sergej Djagilev

I musei e i collezionisti

Cronologia degli avvenimenti della vita culturale russa nel periodo 1885-1930

Bibliografia

Per informazioni
e-mail: [email protected]

Guardi. Quadri turcheschi

Nel
mondo, notevolmente vasto e vario, dell’arte dei Guardi (Antonio,
Francesco, Nicolò, Giacomo), occupa una nicchia a se stante una
tematica molto ben definita e precisa, quella dei dipinti di “soggetto
turchesco”: quei “quadri turchi” che solo negli ultimi quarant’anni
sono entrati a far parte delle conoscenze e di una bibliografia –
quella guardesca – che conta peraltro più di un secolo di vita
(intesificatasi negli ultimi decenni), con una molteplicità di
interventi di grande interesse e spesso di ammirevole penetrazione
critica.

INDICE

Premessa

“C’étaient-là de vraies personnes…”. De Venice, de ses amoreux et de quelques collectionneurs
Edmonde Charles-Roux

Guardi. Quadri turcheschi
Alessandro Bettagno

Catalogo delle opere

Le grandi “turcherie” di Ankara
Mary Beal

Jean-Baptiste Van Mour, “peintre du Roi” in Levante
Catherine Vigne-Boppe

La raccolta delle cento stampe dell’ambasciatore de Ferriol
Seth A. Gopin

Apparati

Bibliografia
a cura di Elisabetta Rossi Antoniazzi

Esposizioni

Per informazioni
e-mail: [email protected]