Vasi crepuscolo e coppa autunno gemmato, E. Barovier, Ferro Toso-Barovier, 1935-36, collezione L. H. Holtz; collezione Galleria M. Heiremans, Anversa. Ph. Enrico Fiorese
Vasi crepuscolo e coppa autunno gemmato, E. Barovier, Ferro Toso-Barovier, 1935-36, collezione L. H. Holtz; collezione Galleria M. Heiremans, Anversa. Ph. Enrico Fiorese
In continuità con il secondo capitolo espositivo dedicato all’evoluzione dell’attività e della produzione muranese alla Biennale veneziana nel decennio 1932-1942, il Centro Studi del Vetro organizza il consueto Convegno annuale, focalizzandosi su temi e dinamiche specifici del periodo preso in esame. Il convegno intende approfondire il contesto storico e culturale che, anche grazie all’apertura internazionale offerta dalla kermesse lagunare, ha favorito lo sviluppo sperimentale e progressivo dell’arte vetraria muranese in quella fase.
Il 1932 rappresentò, infatti, una sorta di significativo spartiacque, tenuto conto che da quell’anno e per la prima volta l’Istituzione Internazionale decise di destinare una sezione autonoma al vetro di Murano, dedicandone uno spazio deputato e una considerevole visibilità.
Protagonista di tale svolta concettuale e programmatica l’allora Segretario Generale Antonio Maraini, che coinvolse l’architetto Brenno Del Giudice nel concepire e realizzare il Padiglione Venezia, un’idea architettonica tanto coerente quanto funzionale rispetto agli intenti di valorizzazione delle Arti Decorative, espandendo così anche i Giardini della Biennale stessa.
Un’operazione lungimirante che apre da subito un periodo di notevole creatività e slancio sperimentale, purtroppo bruscamente arrestato nel 1942 dal secondo conflitto bellico mondiale.
E’ proprio grazie a questo straordinario fervore artistico dal respiro nazionale e internazionale, complici le sinergie tra fornaci prestigiose con artisti e designer di grande spessore – come Ercole Barovier, Pietro Chiesa, Flavio Poli, Carlo Scarpa e Vittorio Zecchin -, che esperti del vetro e delle arti decorative approfondiranno in occasione del simposio il contesto e il gusto dell’evoluzione progettuale sviluppatasi sia nelle realtà coeve, come ad esempio quella francese, sia attraverso altre occasioni espositive, tra cui la Triennale di Milano.
Fermento in continua ascesa che segnerà quel decisivo salto qualitativo nel settore dell’arte vetraria, soprattutto per le numerose opportunità di confronto e attraverso l’espansione del mercato collezionista mondiale, sempre aperto a soluzioni tecniche rivisitate e modalità innovative.
Il convegno sarà anticipato, mercoledì 5 novembre, dalla presentazione della collana Quaderni del Vetro, che in questa questa seconda edizione rende omaggio agli artisti internazionali Cristiano Bianchin, Silvano Rubino e Giorgio Vigna. Con l’occasione, i rispettivi archivi digitali verranno pubblicati sul sito della Fondazione Giorgio Cini, mettendo così on line circa 3500 unità, tra fotografie, disegni e schizzi, abbinati alle relative schede catalografiche.
PROGRAMMA
Presentazione collana Quaderni del Vetro
Saluti istituzionali
Luca Massimo Barbero
Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte, Fondazione Giorgio Cini
Paola Cordera
Verre-en-valise: un repertorio per la modernità
Debora Rossi e Lia Durante
Un racconto, attraverso i documenti dell’ASAC, sulla presenza delle arti decorative alla Biennale
Giovanni Bianchi
Il mosaico a Venezia nella prima metà del Novecento, tra produzione e promozione
Carla Sonego
Ricerche e sperimentazioni alla Biennale (1932-1942): Carlo Scarpa ed Ercole Barovier
Rosa Chiesa
Il vetro e Milano
Jean-Luc Olivié
What happened to glass in France between 1932 and 1942?
Lucia Mannini
Dai vetri alle lacche: Pietro Chiesa e le presenze straniere nel Padiglione Venezia alle Biennali 1932-1936
Vasi crepuscolo e coppa autunno gemmato, E. Barovier, Ferro Toso-Barovier, 1935-36, collezione L. H. Holtz; collezione Galleria M. Heiremans, Anversa. Ph. Enrico Fiorese