Restauro Labirinto Borges - Fondazione Giorgio Cini
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NEWS Notizie dalla Fondazione luglio 2026

Restauro Labirinto Borges

Il Labirinto dedicato allo scrittore argentino Jorge Luis Borges (1899 – 1986) della Fondazione Giorgio Cini riapre al pubblico grazie al restauro sostenuto da PwC Italia. Sarà possibile ammirarlo tramite le visite guidate organizzate da VisitCini. Ideato dall’architetto inglese Randoll Coate in uno spazio di 2300 m², il labirinto Borges è composto da oltre tremila piante di bosso ed è considerato tra i più belli e suggestivi d’Italia.

Nel corso dei secoli questo spazio ha cambiato più volte destinazione: da antico cimitero portoghese e giardino officinale dei benedettini a deposito di munizioni napoleoniche e truppe unitarie nel XIX secolo. Nel 2004, dopo un periodo di abbandono, il musicologo e direttore dei Seminari di Musica Antica della Fondazione Giorgio Cini, Pedro Memelsdorff propose a María Kodama Borges di presentare il progetto alla Fondazione, che accolse con entusiasmo la proposta.

Le attività di restauro sono iniziate con la rimozione di 165 piante di bosso compromesse e con una verifica completa dell’impianto di irrigazione. Gli interventi al suolo hanno previsto la concimazione e l’apporto di circa due metri cubi di nuovo terreno idoneo per favorire il corretto attecchimento delle piantumazioni. Successivamente sono state messe a dimora nuove piante di bosso della stessa specie e sottoposte a potatura per armonizzarle con la sagoma esistente del labirinto. La seconda tranche di lavori ha previsto anche due importanti interventi per ampliare l’accessibilità al labirinto: la rimozione della ghiaia in eccesso dal vialetto d’ingresso, il tracciamento e la realizzazione di percorsi accessibili anche a persone con disabilità motoria.

Il progetto del giardino labirinto nasce da un’idea dell’architetto Coate, ispirata a un racconto di Jorge Luis Borges: Il giardino di sentieri che si biforcano. Nello scritto il labirinto diventa un archetipo, un modo di rappresentare la natura dell’universo e la perplessità umana nei confronti dell’universo stesso e dell’esistenza, una proiezione delle paure dell’uomo in quanto ‘perso’ ma allo stesso tempo una immagine della speranza, poiché ogni labirinto ha un piano, un’architettura, una logica che consenta di entrare, perdersi e infine trovare la via d’uscita.
Il Labirinto di Coate si presenta come un libro aperto, cosparso di oggetti che alludono a simboli cari a Borges – un bastone, gli specchi, la clessidra, la tigre e un enorme punto di domanda.

Il labirinto sarà visitabile da metà luglio.