Spettacolo di marionette a filo | Riti, miti e musiche della Cina Orientale
L’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati mette in scena la tradizione del teatro di marionette a filo, forma d’arte profondamente radicata nella cultura della provincia del Zhejiang e riconosciuta come patrimonio culturale immateriale della Repubblica Popolare Cinese. Lo spettacolo, a cura della Compagnia Shuangfeng (doppia fenice) Rui’An, Municipalità di Wenzhou, Cinache, prevede quattro parti, pensate per far emergere le molteplici possibilità artistiche e sonore del teatro delle marionette della Cina orientale.
Questo tipo di rappresentazioni rientra nel complesso sistema del teatro cinese che unisce pratiche rituali, espressioni drammaturgiche e tradizioni popolari ed è particolarmente legato alla tradizione Daoista. Il teatro di marionette a filo nella Cina Orientale rappresenta una forma performativa di alto valore tecnico, in cui l’abilità del marionettista è centrale per creare un’interazione fluida tra l’oggetto inanimato, l’espressione narrativa e quella musicale. La complessità esecutiva si riflette nella stretta sincronizzazione tra movimenti e dialoghi, dove i marionettisti operano in sinergia con i musicisti i quali eseguono brani con strumenti tradizionali cinesi, come il suona (oboe cinese), il pipa (liuto a quattro corde), il flauto dizi, e una varietà di strumenti a percussione che includono gong e tamburi, conosciuti collettivamente come luogu.
Il progetto, a cura di Francesco Serratore (Zhejiang Conservatory of Music), prevede anche un incontro il 4 novembre tra gli artisti cinesi e gli studenti di Ca’ Foscari, dal titolo Il teatro di figura nella Cina orientale: analisi culturale e delle pratiche performative. Un’importante occasione di approfondimento e ricerca sul teatro di figura nella Cina Orientale, con implicazioni rilevanti per gli studi sul patrimonio culturale immateriale, la musica tradizionale e la conservazione linguistica.
Evento realizzato con il contributo dell’Ufficio della Cultura, Radio, Televisione, Turismo e Sport della Citta di Wenzhou, il Dipartimento della Comunicazione del Comitato Municipale di Wenzhou, l’Ufficio della Cultura, Radio, Televisione, Turismo e Sport di Rui’An e l’Associazione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale di Rui’An. Con la collaborazione dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Dipartimento di Studi sull’Asia e Africa mediterranea, il Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino e l’A.N.G.I. Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese.
Lo spettacolo, ha inizio con un brano strumentale eseguito dalla formazione chuida (fiati e percussioni), tradizionalmente utilizzato per annunciare l’inizio della performance. Subito dopo, le marionette evocano gli Otto Immortali taoisti, ciascuno con i propri simboli e poteri, in un momento di grande valore scenico e spirituale, accompagnato da versi propiziatori e ritmi di gong e tamburi. La terza parte propone scene ispirate all’opera locale di Wenzhou, l’Ouju, dove le melodie eterofoniche di strumenti a corda e flauto di bambù si intrecciano al canto maschile e femminile, mostrando le possibilità espressive del teatro delle marionette anche nella narrazione operistica. Il finale conquista il pubblico con le acrobazie del vero e del falso Sun Wukong, il Re delle Scimmie, che, seguendo il ritmo incalzante delle percussioni, culminano in un’esplosione di energia e spettacolarità, chiudendo la performance con grande impatto visivo e sonoro.
- «五更头通» Toutong dei Cinque Geng
Un brano di apertura festoso e propiziatorio, esclusivamente strumentale per oboe suona e luogu (gong e tamburi). Il suono squillante del suona insieme agli incalzanti ritmi dei gong e dei tamburi simboleggia il passaggio dalla notte all’alba, portando con sé un augurio di rinascita e prosperità. Il brano viene sempre utilizzato in apertura degli spettacoli e ha di norma la funzione di avvisare il pubblico dell’imminente inizio dello spettacolo.
- «三星八仙庆贺» I Tre Astri e gli Otto
Immortali celebrano L’invocazione degli Otto Immortali Taoisti è parte essenziale del repertorio per gli spettacoli rituali. Si tratta di una scena augurale in cui le divinità taoiste e gli spiriti benevoli dei tre astri (fortuna, longevità e ricchezza) invocano diversi spiriti e divinità facendo offerte per poi inchinarsi uniti in armonia al cielo e alla terra affinché vi sia un futuro di condizioni climatiche favorevoli, pace nazionale e prosperità. Un inno all’armonia e alla prosperità, attraverso un linguaggio poetico tradizionale, accompagnato dalla formazione musicale chuida (fiati e percussioni).
- «杨正明封官起程» Yang Zhengming riceve la nomina e parte per l’incarico
Yang Zhengming era un figlio devoto alla famiglia, e un giovane talentuoso che era riuscito ad ottenere il terzo posto all’esame imperiale. La storia narra alcuni dei momenti principali della sua vita, fino al quando, nel finale riceve l’incarico di Governatore di Yanghe. La storia è rappresentata nello stile dell’opera di Wenzhou Ouju, nella quale possiamo apprezzare una tipologia di canto graffiato che contrasta con le delicate e suggestive eterofonie dell’accompagnamento musicale sizhou (seta e bambù). La scena esprime i valori centrali del confucianesimo — virtù, onore e armonia familiare.
- «真假美猴王» Il vero e il falso Re delle Scimmie
Ispirata a un episodio celebre del Viaggio in Occidente, racconto epico-mitologico, spesso utilizzato nelle rappresentazioni teatrali, in cui si narra delle peripezie che il re delle scimmie deve affrontare quando si reca in India per diffondere in Cina le scritture buddhiste, questa scena mette in scena il conflitto tra il vero Sun Wukong (il Re delle Scimmie) e il suo doppio ingannatore. Con ritmo incalzante, acrobazie e dialoghi spiritosi, la performance esplora i temi della verità e dell’illusione, della lealtà e del discernimento. Un classico del teatro tradizionale cinese che unisce abilità attoriale, virtuosismo tecnico e simbolismo morale, concludendo lo spettacolo in un trionfo di energia e colore.
La compagnia Shuangfeng è stata fondata nel 1989 da Wu Yanyao, oggi rappresentante della quarta generazione di marionettisti della famiglia Wu.
Compagnia Shuangfeng (doppia fenice) (Rui’An, Municipalità di Wenzhou, Cina)
Wu Yanyao direttore, marionettista principale, voce maschile
Liu Huazheng oboe suona, flauto dizi, viella banhu
Wu Yanbiao direttore musicale, tamburi dagu e biangu
Yang Suifang seconda marionettista, voce femminile, piccolo gong
Lai Sangai viella banhu, viella erhu, oboe suona
Ingresso libero fino a esaurimento posti