Guide all'ascolto delle musiche del mondo - Fondazione Giorgio Cini Onlus

Guide all’ascolto delle musiche del mondo

Le Guide all’ascolto delle musiche del mondo: Percorsi di didattica musicale interculturale mirano a fornire strumenti critici per la comprensione della diversità musicale. Analizzando le caratteristiche coreutico-musicali di brani appartenenti a diverse tradizioni musicali del mondo, le Guide approfondiscono lo stretto legame che esiste tra musica, cultura, società, integrando descrizioni testuali, immagini ed animazioni multimediali realizzati a partire dai documenti audiovisivi presenti nell’Archivio dell’IISMC. A partire da un brano significativo di una particolare tradizione musicale, le Guide esplorano gli aspetti generali della performance, quali il contesto culturale, le modalità di esecuzione, l’organico strumentale, i testi dei canti, gli elementi simbolici della performance. Inoltre, le Guide offrono elementi analitici utili alla comprensione delle procedure formali e sintattiche peculiari di ciascuna musica: strutture metrico-ritmiche, processi di variazione delle melodie strumentali e vocali, relazione tra musica e verso cantato, sistemi di intonazione, procedimenti di
combinazione delle parti, relazione tra musica e movimenti di danza. Organizzati secondo progressivi livelli di complessità, i materiali didattici presentati nelle diverse guide intendono fornire un valido supporto per la didattica musicale interculturale a studenti e docenti, rivolgendosi così a diverse tipologie di pubblico, incluso quello dei non ancora esperti.


 

Musica per i culti di possessione in Birmania (Myanmar)
a cura di Lorenzo Chiarofonte

 

Nat pwe, cerimonie per gli spiriti

In Birmania, la forma locale del Buddhismo di tradizione Theravada include il culto di spiriti locali, i nat, figure mitiche di esseri umani spesso dalle capacità eccezionali, morti violentemente e trasformatisi in spiriti. Dall’inizio della monarchia Birmana (XI secolo), alcuni di questi spiriti sono divenuti oggetto di un culto di stato che li ha organizzati secondo un pantheon di 37 figure: i Trentasette Signori, in Birmano Thounze-hkunna Min. Oggi, i devoti si rivolgono ai nat per ottenere aiuto e consigli: in cambio, viene organizzata una celebrazione, il nat pwe.

 

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Canto a lo poeta cileno

 

In alcune località rurali del Cile centrale, talvolta a pochissimi chilometri dalla metropoli di Santiago, si mantiene vigente una tradizione di poesia popolare cantata che affonda le sue radici negli strati profondi della cultura coloniale spagnola, pur avendo assorbito elementi sincretici autoctoni.

I cantori a lo poeta affrontano nei loro testi (versos) – in parte appresi per trasmissione orale e in parte da loro stessi creati o improvvisati – tanto temi di argomento biblico e parabiblico (che formano il canto a lo divino) come di carattere profano (il canto a lo humano). Questi ultimi comprendono versi “per la Storia, per l’Astronomia, per l’Aritmetica” e così via, nei quali si riflette un sapere arcaico di ascendenza medievale, mentre altri canti sono legati alla socialità: matrimoni, funerali, ecc.

I poeti-cantori si accompagnano con chitarre, dalle specifiche accordature “trasposte”, e soprattutto con il guitarrón cileno, una singolare derivazione locale della chitarra barocca spagnola. Tanto le intonazioni modali, come pure le forme metriche della poesia e la tradizione del “contrappunto poetico”, rimandano ad un fondo ispanico coloniale che accomuna diverse aree dell’America Latina.

 


 

Musiche della santeria cubana

 

La Regla de Ocha o Santería è la più nota tra le religioni sincretiche afrocubane. Esito dell’incontro tra il cattolicesimo dei conquistadores spagnoli e i culti degli schiavi yoruba deportati nell’isola caraibica, conta decine di migliaia di praticanti a Cuba e in vari altri paesi del mondo.

Il pantheon della Santería è popolato dagli orichas, a cui i fedeli riconoscono caratteri comuni alle divinità yoruba (Changó, Yemayá, ecc.) e ai santi cattolici (Santa Barbara, San Lazaro).

In onore degli orichas i fedeli organizzano diversi tipi di cerimonie in cui è presente la musica. La più importante è detta Toque de santo, e prevede l’impiego dei tamburi sacri batá, il cui scopo è richiamare gli orichas sulla terra attraverso ritmi che contribuiscono al raggiungimento di stati modificati di coscienza.