3. La canzone “Shwe Byone Maung” - Fondazione Giorgio Cini Onlus

3. La canzone “Shwe Byone Maung”

La canzone “Shwe Byone Maung” del Maestro Sein Moot Tar

 

Nel corso della sua lunga e prolifica carriera musicale, il grande maestro (hsaing saya) Sein Moot Tar di Mandalay è stato anche autore di diverse canzoni per gli spiriti (nat chin). Molte di queste canzoni, composte perlopiù negli anni ‘70 del secolo scorso, hanno raggiunto un successo nazionale e vengono eseguite regolarmente nel corso delle cerimonie del culto degli spiriti (nat pwe). Nel corso degli anni, alcune delle sue canzoni sono andate sostituendosi alle più tradizionali canzoni dei nat (yoya nat chin), di fatto imponendosi come un nuovo standard. Nel creare queste nuove composizioni, Sein Moot Tar ha preso numerosi spunti dalle canzoni di stampo più tradizionale: il risultato è la creazione di una canzone caratterizzata da una commistione tra vecchio e nuovo, di innovazione nel segno della tradizione.

 

Nell’esempio video qui presentato compare una di queste canzoni, “Shwe Byone Maung”, che celebra i due nat fratelli musulmani di Taungbyone. Il titolo del brano richiama immediatamente alla mente l’importanza del villaggio di Taungbyone e del culto dei due nat: Taungbyone è infatti definito “dorato”, (“shwe”), un attributo di regalità ed importanza che fa riferimento ai numerosi riferimenti al potere monarchico ancora oggi evidenti nella celebrazione dell’annuale festival per i due spiriti. I riferimenti alla grandezza e alla potenza dei due nat continuano nei testi che vengono cantati:

 

A:

Sfolgoranti e rilucenti [come] diamanti e oro

Sono meglio di chiunque altro

[Come] monta la marea, [così] le tue ricchezze aumenteranno di migliaia di milioni

I due Fratelli che ti solleveranno / I colori [della tua] gloria, potere [e] orgoglio aumenteranno

 

B:

I [due] Fratelli [del] dorato [villaggio di] Byone che donano fortuna e ricchezze

I [due] Fratelli [del] dorato [villaggio di] Byone che realizzano ogni tuo desiderio

Tutti i tuoi desideri sono stati esauditi, i Fratelli se ne prendono cura…

I [due della] dorata Taungbyone, I due dorati Fratelli Byone!

 

Il linguaggio usato per la creazione del testo di questa nuova canzone si caratterizza per l’utilizzo di formule poetiche (“Sfolgoranti e rilucenti [come] diamanti e oro”) che sottolineano l’estrazione reale dei due spiriti e del loro villaggio, e di figure retoriche che rimarcano più direttamente i benefici ottenibili tramite il supporto dei due nat (“[Come] monta la marea, [così] le tue ricchezze aumenteranno di migliaia di milioni / I due Fratelli che ti solleveranno”). Il testo eseguito durante i rituali, tuttavia, difficilmente corrisponde a quello composto da Sein Moot Tar: durante la cerimonia, infatti, i cantanti interpretano i versi delle canzoni eseguendo sul momento variazioni più o meno aderenti alla versione originale, seguendo l’ispirazione del momento o la loro memoria.

 

Analisi della forma musicale

Come altri brani della cultura musicale birmana, il brano “Shwe Byone Maung” si costruisce sull’alternanza tra sezioni cantate e strumentali: il cantante esegue una o più sezioni del brano, sempre con il supporto dell’ensemble; successivamente, gli strumenti eseguono nuovamente le medesime sezioni in assenza del cantante, elaborando la melodia secondo l’idioma del loro strumento. Tale organizzazione dei materiali musicali si riscontra anche nei repertori più antichi legati alla corte birmana.

 

Al di là di questi aspetti più “tradizionali”, la modernità di “Shwe Byone Maung” diventa immediatamente chiara osservando in particolare le caratteristiche estetiche e dell’organizzazione formale del brano.

 

In primo luogo, i testi della canzone “Shwe Byone Maung” si iscrivono su di una linea melodica semplice ma molto efficace: questa caratteristica si riscontra anche in altre moderne canzoni per gli spiriti composte da Sein Moot Tar, e deriva probabilmente da una maggiore influenza della forma-canzone pop di stampo occidentale su queste composizioni moderne. Canzoni più tradizionali, infatti, presentano spesso linee melodiche più elaborate, esteticamente più vicine alla cultura musicale birmana di corte.

 

Questa vicinanza con la forma-canzone diventa ancora più evidente nell’organizzazione formale. Il materiale melodico corrispondente alle delle due sezioni di testo A e B risulta infatti corrispondere all’alternanza tra strofa e ritornello tipica della forma-canzone. Il susseguirsi e il ripetersi delle sezioni A (strofa) e B (ritornello), prima cantate e poi eseguite solo dagli strumenti dell’ensemble hsaing waing, non è presente nelle tradizionali canzoni degli spiriti (yoya nat chin), solitamente organizzate secondo il continuo susseguirsi alternato di sezioni cantate e strumentali, prive del carattere di un moderno “ritornello”. Sebbene tale struttura possa venire in parte sovvertita durante l’esecuzione del brano nel corso della cerimonia, risulta in questo caso chiaramente delineata, come mostrato nell’animazione.