Concert turc donnè au palais d’Angleterre à Constantinople le 22 février 1779, dipinto dal maggiore d’Otée. Collezione del re Stanislav II August Poniatowski, Università di Varsavia
Concert turc donnè au palais d’Angleterre à Constantinople le 22 février 1779, dipinto dal maggiore d’Otée. Collezione del re Stanislav II August Poniatowski, Università di Varsavia
Il concerto organizzato dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati mette in rilievo il profilo cosmopolita di Giacomo Casanova, attraverso l’esecuzione di musiche in voga al tempo dei suoi viaggi nell’Est.
Il concerto evoca il profilo cosmopolita di Giacomo Casanova, europeo e Costantinopoli, sia di derivazione veneziana che ottomana, con strumenti appartenenti alle due tradizioni musicali. Tra gli scritti lasciati da alcuni ambasciatori del tempo, infatti, ritroviamo alcune musiche trascritte secondo i criteri occidentali, composizioni strumentali e vocali che si potrebbero definire turchesche. Anche gli strumenti musicali utilizzati creano un connubio tra importazione della cultura orientale e una “orientalizzazione” della tradizione strumentale occidentale. È il caso della vio la d’amore, adottata poi nel mondo ottomano col nome di sine keman, Si esibiscono: Stefano Albarello (direzione, qanûn, chitarra barocca), Peppe Frana (liuti lavta e tanbur), Giovanni De Zorzi (flauto ney) e Gianfranco Rus so (viola d’amore).
Le composizioni scelte sono più o meno coeve al suo viaggio e sono proposte seguendo il percorso della sua avventura.
Si alternano musiche recuperate dai resoconti dei viaggiatori occidentali con quelle tramandate da fonti più aderenti alla cultura ottomana. Ad esempio le composizioni raccolte dal principe moldavo Dimitrie Cantemir che studiò, in cattività, l’arte musicale ottomana, trascrivendo e in parte componendo secondo quel gusto culturale. Tra le
varie fonti vi sono inoltre alcuni nomi autorevoli della musica occidentale quali Padre Giovanni Battista Martini, di cui si conserva un cartiglio di variazioni del “ballo turco” che potrebbero essere state composte di sua mano su un modello preesistente. Si ritrovano anche melodie che mescolano sonorità dell’Est Europa a quelle dell’Anatolia, come quelle presenti nella raccolta Melodiarium di Anny Szirmay Keczer.
Antonio Vivaldi (1678-1741)
Largo
da: Concerto in re minore per viola
d’amore, archi e basso continuo, RV 394
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Anonimo
Air de Cantemir
da: Charles Fonton (1725-1793)
Essay sur la musique orientale compareé
a la musique Europeéne*
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Dimitrie Cantemir (1673-1723)
Peşrev Makâm Buselik – usuleş
devr-i revan
da: Kitâbu ‘Ilmi’l-Mûsiki ‘ala
Vech’ al-Hurufât
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Anonimo
Danse Greque
da: Charles Fonton (1725-1793)
Essay sur la musique orientale compareé
a la musique Europeéne*
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Anny Szirmay Keczer (1615-1695)
Tänze
da: Melodiarum
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Aga Rida (XVII)
Peşrev Makâm Hüseyni – usuleş sakil
da: Dimitrie Cantemir (1673-1723)
Kitâbu ‘Ilmi’l-Mûsiki ‘ala Vech’ al-Hurufât
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Anonimo
Marche Jannissaire
da: Charles – Henri de Blainville (1711-1769)
Historie générale et philologique
de la musique – Paris 1767
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Anonimo
Chançon Turque
da: Charles Fonton (1725-1793)
Essay sur la musique orientale compareé
a la musique Europeéne*
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Giovanni Battista Martini (1706-1784)
Variazioni sul ballo turco
da: Civico Museo Bibliografico Musicale
di Bologna HH 35
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Dimitrie Cantemir (1673-1723)
Der Makâm Rast – usuleş berefşan
da: Kitâbu ‘Ilmi’l-Mûsiki ‘ala
Vech’ al-Hurufât
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Anonimo
Concerto turco nominato izia samaisi
da: Giambatista Toderini
Letteratura turchesca, 1787
Anonimo, circa XVIII
Hicaz Son Yürük Semâ‘î
Stefano Albarello cetra qānūn,
chitarra barocca e direzione musicale
Giovanni De Zorzi flauto ney
Gianfranco Russo viola d’amore (sine keman)
Peppe Frana liuti a manico lungo tanbūr
Ingresso libero fino a esaurimento posti
Concert turc donnè au palais d’Angleterre à Constantinople le 22 février 1779, dipinto dal maggiore d’Otée. Collezione del re Stanislav II August Poniatowski, Università di Varsavia