Palazzo Cini. La Galleria, Venezia Archives - Fondazione Giorgio Cini

Ospite a Palazzo | “Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo” di Pompeo Batoni

In occasione della stagione di apertura della Galleria di Palazzo Cini a San Vio, il nuovo “Ospite a Palazzo” è il dipinto con Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo di Pompeo Girolamo Batoni (Lucca, 1708 – Roma, 1787), risalente agli anni compresi tra il 1740 e il 1743. L’opera, che affronta il tema della genesi della vita attraverso un soggetto mai trattato precedentemente in pittura, interpretato a partire dall’iconografia classica di un gruppo di sarcofagi di epoca romana evocanti il mito di Prometeo, si deve alla mano di uno dei più famosi artisti del Settecento italiano, di cui però a Venezia esistono soltanto rare prove, e costituisce una testimonianza importante della sua passione per i temi mitologici, oltre che un esito notevole della prima maturità.

L’evento espositivo, promosso dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e dalla Fondazione Centro delle Arti Lucca, rappresenta anche l’occasione per annunciare la nascita del futuro spazio museale del Centro delle Arti Lucca – nato dalla collaborazione tra la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e la Fondazione Centro Studi sull’Arte Licia e Carlo Ludovico Ragghianti – dove il dipinto di Batoni sarà esposto a partire dal 2029.

Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo
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Il grandioso dipinto di Pompeo Batoni, uno dei più noti artisti del Settecento italiano, costituisce una testimonianza importante della sua passione per i temi mitologici, oltre che un esito notevole della prima maturità, affronta il tema della genesi della vita attraverso un soggetto mai trattato precedentemente in pittura e interpretato a partire dall’iconografia classica di un gruppo di sarcofagi di epoca romana evocanti il mito di Prometeo.

Il soggetto del dipinto è tratto dalle Metamorfosi di Ovidio (I, 76-88) e, insieme alla tela Atalanta piange Meleagro morente, appartenente alla stessa Fondazione, fu eseguito per il marchese Lodovico Sardini nel periodo in cui l’artista viveva tra Roma e la sua città natale, alla quale rimase sempre profondamente legato.

Il titano Prometeo è raffigurato mentre porta a compimento la sua più grande creazione: un giovane uomo modellato in creta che incarna l’ideale classico della bellezza, con ogni probabilità ispirato al celebre Ermes Pio-Clementino, allora noto come l’Antinoo del Belvedere. Accanto a lui, la dea Minerva – ispirata alla Minerva Giustiniani, addolcita secondo il canone della grazia – avanza per infondere la vita nella figura, porgendole una farfalla, tradizionale simbolo dell’anima.

La tela è prova dell’altissima qualità raggiunta da Batoni nella prima metà degli anni quaranta del Settecento. Definito come un “nuovo Raffaello”, egli lavorò per personalità illustri, dai papi Benedetto XIV, Clemente XIII e Pio VI a Maria Teresa d’Austria, Federico II di Prussia e Caterina II di Russia. Fu noto soprattutto per le opere di soggetto religioso, mitologico e storico, nonché per i ritratti, destinati anche a facoltosi viaggiatori di passaggio a Roma.

Orari e modalità d’accesso
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Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19, chiuso il martedì.

Tutte le edizioni
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24 maggio — 21 luglio 2014

Il Ritratto di giovane con liuto di Agnolo Bronzino 

 

05 settembre — 02 novembre 2014

Adorazione dei pastori di Lorenzo Lotto 

 

17 giugno — 28 settembre 2015

La Madonna di Pontassieve di Beato Angelico 

 

19 settembre – 15 novembre 2015

Il capriccio con campiello di Francesco Guardi 

 

08 aprile — 06 giugno 2016

San Marco di Andrea Mantegna  

 

28 maggio — 01 novembre 2021

San Giorgio e il drago di Paolo Uccello

 

15 luglio – 15 ottobre 2023

Varsavia, chiesa di Santa Croce di Bernardo Bellotto 

 

11 maggio — 16 luglio 2023

Cleopatra di Artemisia Gentileschi  

 

14 maggio — 08 settembre 2025

Il Cristo crocifisso di Antoon van Dyck

 

18 giugno — 27 settembre 2026

Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo di Pompeo Batoni

Painting in the Present Tense

Alla Galleria di Palazzo Cini, David Salle presenta un progetto che mette in dialogo pittura, storia dell’arte e nuove tecnologie. Al centro dell’esposizione vi è un modello di intelligenza artificiale sviluppato su misura a partire da una serie di opere realizzate dall’artista all’inizio degli anni Novanta, i Tapestry Paintings (1990–1992). Questo dispositivo concettuale permette a Salle di riflettere su una qualità fondamentale della pittura: la sua capacità di far convergere tempi diversi su un unico piano visivo. Come afferma l’artista, “tutto nella pittura esiste al tempo presente”.

Tapestry Paintings originali prendono spunto da arazzi russi del XVIII secolo, a loro volta ispirati a dipinti italiani del XVI e XVII secolo. Questa complessa stratificazione di riferimenti storici entra ora in relazione con il modello di intelligenza artificiale ideato da Salle, creando un ulteriore livello di interpretazione e trasformazione delle immagini.

Nel corso della sua carriera, Salle ha spesso integrato nuove tecnologie nella pratica pittorica, coerentemente con la sua convinzione che “il modo migliore per sovvertire il dominio della tecnologia è cooptarla per fini diversi”. Nelle sale di Palazzo Cini, questa ricerca si sviluppa sullo sfondo della storia stessa dell’artista, offrendo al pubblico un’occasione per osservare come pittura, memoria e innovazione possano intrecciarsi in un unico spazio visivo.

La mostra è realizzata in partnership con la Galleria Thaddaeus Ropac.

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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso”]
Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19, chiuso il martedì.

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Casanova e Venezia

In occasione dei 300 anni dalla nascita di Giacomo Casanova, figura emblematica del Settecento europeo, la Fondazione Giorgio Cini dedica un grande progetto espositivo e culturale al celebre veneziano. Il primo capitolo della doppia mostra si apre a Palazzo Cini a San Vio, dal 27 settembre 2025 al 2 marzo 2026.

Curata dall’Istituto di Storia dell’Arte, con la partecipazione dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma, la mostra ripercorre la figura poliedrica di Casanova – letterato, memorialista, filosofo, alchimista, viaggiatore e diplomatico – lungo il secolo inquieto del Settecento che si chiude con la caduta della Serenissima. 

Attraverso quasi cento opere tra dipinti, incisioni, libri, oggetti d’arte e documenti, provenienti dalle raccolte della Fondazione e da prestigiose istituzioni italiane ed europee, l’esposizione racconta il mondo raffinato, colto e contraddittorio del Settecento veneziano — il secolo di Casanova.

La mostra si inserisce in un più ampio programma culturale che coinvolge tutti gli istituti della Fondazione Giorgio Cini, con convegni, concerti e seminari dedicati al legame tra Casanova, Venezia e l’Europa. Questi sono anche i due temi portanti della doppia esposizione, articolata in due sedi:

Casanova e Venezia a Palazzo Cini a San Vio (27 settembre 2025 – 2 marzo 2026) con focus su Venezia, la città natale e il primo palcoscenico della vita di Casanova.

Casanova e l’Europa. Opera in più atti  sull’Isola di San Giorgio Maggiore (17 ottobre 2025 – 2 marzo 2026): uno sguardo sull’Europa e sulla rete di viaggi, relazioni e avventure che resero Casanova una figura europea ante litteram. La mostra Casanova e l’Europa. Opera in più atti è realizzata in collaborazione per la realizzazione degli allestimenti con  la Fondazione Teatro La Fenice.

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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso”]
È aperta tutti i giorni, (tranne il martedì) dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17.15).

 

Chiusure straordinarie

La mostra resterà chiusa il 25 e 26 dicembre 2025 e il 1 gennaio 2026.

 

Ingressi gratuiti

Il 28 settembre, in occasione della Giornata Europea del Patrimonio.
Il 21 novembre, per la festività della Madonna della Salute.


Per i gruppi scolastici di ogni ordine e grado, la mostra è visitabile gratuitamente, previa prenotazione all’indirizzo e-mail: [email protected]  e [email protected]

Per gruppi non scolastici di massimo 20 persone – solo su prenotazione a [email protected].

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Ospite a Palazzo | “Il Cristo crocifisso” di Antoon van Dyck

L’iniziativa Ospite a Palazzo, promossa dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini è nata dalla collaborazione con alcune tra le più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali. Ideata per arricchire temporaneamente il fondo museale della Galleria di Palazzo Cini, il progetto prevede l’esposizione di opere di particolare pregio concesse in prestito straordinario e ospitate per alcuni mesi nella storica dimora di Vittorio Cini, che custodisce i capolavori della sua straordinaria collezione d’arte. 

Ritorna la rassegna presso la Galleria di Palazzo Cini con un nuovo ospite illustre: il Cristo Crocifisso di Antoon Van Dyck (Anversa, 22 marzo 1599 – Londra, 9 dicembre 1641), capolavoro della prima maturità del celebre maestro di Anversa che sarà visibile al pubblico della Galleria, l’elegante residenza sul Canal Grande che espone il meglio della collezione d’arte di Vittorio Cini, dal 14 maggio all’8 settembre 2025.

L’opera, concessa in occasione del prestito di una coppia di dipinti ferraresi della raccolta di Palazzo Cini alla mostra Genova e san Giorgio che si terrà al Palazzo Reale di Genova nell’autunno del 2025, potrà porsi in relazione visiva e idealmente dialogica con gli altri magnifici pezzi della Galleria, quali ad esempio le suggestive Croci dei maestri primitivi, nella pregiata sezione dei fondi oro.

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[accordion_entry title=” Il Cristo crocifisso”]

Capolavoro di straordinaria intensità lirica, il Cristo crocifisso del pittore fiammingo Antoon van Dyck spicca fra le opere della pregiata collezione del Palazzo Reale dei Musei Nazionali di Genova. Opera di sublime grandezza, è stata riconosciuta dalla critica come fra le più prestigiose testimonianze della produzione italiana del celebre maestro anversano.

Al centro della tela appare il vigoroso corpo di Cristo inchiodato sulla croce, che si staglia contro un cielo cupo addensato di nubi livide, appena frante da guizzi di luce abbacinante, addolciti da venature delicatamente rosate. Un voluminoso, quasi ingombrante, drappo bianco di netta memoria rubensiana copre la vita, accartocciandosi sinuosamente al vento ed esaltando la figura ancora viva del Cristo che volge lo sguardo, intenso e dolente, verso il cielo. Egli è già glorioso, nonostante il sangue copioso che scende dai polsi e dalla testa coronata di aguzze spine, macchiando lievemente il candore del panno: sopra la testa appena reclinata spunta infatti una chiostra di raggi luminosi, a fare quasi da contraltare al cenno di eclissi di sole dipinta in alto a sinistra, come riportato nella fonte testuale della Scrittura.

Il paesaggio scabro del Golgota attorno alla croce sembra amplificare la dimensione tragica della rappresentazione, potenziata dalla presenza del teschio di Adamo ai piedi della croce, epitome dell’umana fragilitas.

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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso”]

Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19 (ultimo ingresso ore 18:15). Chiuso il martedì.

Mercoledì 14 maggio alle ore 17.00 l’opera sarà inoltre protagonista di uno speciale appuntamento delle Conversazioni d’Arte in cui verrà presentata da Mari Pietrogiovanna, specialista di arte fiamminga e olandese e docente presso l’Università degli Studi di Padova.
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[accordion_entry title=”Tutte le edizioni”]

24 maggio — 21 luglio 2014

Il Ritratto di giovane con liuto di Agnolo Bronzino

 

05 settembre — 02 novembre 2014

Adorazione dei pastori di Lorenzo Lotto

 

17 giugno — 28 settembre 2015

La Madonna di Pontassieve di Beato Angelico

 

19 settembre – 15 novembre 2015

Il capriccio con campiello di Francesco Guardi

 

08 aprile — 06 giugno 2016

San Marco di Andrea Mantegna  

 

28 maggio — 01 novembre 2021

San Giorgio e il drago di Paolo Uccello

 

15 luglio – 15 ottobre 2023

Varsavia, chiesa di Santa Croce di Bernardo Bellotto 

 

11 maggio — 16 luglio 2023

Cleopatra di Artemisia Gentileschi  

 

14 maggio — 08 settembre 2025

Il Cristo crocifisso di Antoon van Dyck

 

18 giugno — 27 settembre 2026

Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo di Pompeo Batoni

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Conversazioni d’Arte

Ritornano le Conversazioni d’Arte a Palazzo Cini.

Nella rassegna di questa stagione, storici dell’arte ed esperti guideranno il pubblico alla scoperta dei tesori d’arte della collezione di Vittorio Cini. Capolavori medievali e rinascimentali saranno raccontati e illustrati, approfondendo le tematiche e le peculiarità che ogni opera racchiude.Uno speciale incontro è riservato a “Ospite a Palazzo”: Il Cristo crocifisso di Antoon Van Dyck, straordinario prestito del Palazzo Reale di Genova.

La partecipazione è gratuita e aperta a tutti, previa prenotazione tramite mail: [email protected].

 

30 aprile | h 17:00
Tesori d’arte nella collezione dei fondi oro di Vittorio Cini
Cristina Guarnieri
Università degli Studi di Padova

14 maggio | h 17:00
Ospite a Palazzo. Il Cristo Crocifisso di Antoon van Dyck del Palazzo Reale di Genova
Mari Pietrogiovanna
Università degli Studi di Padova

28 maggio | h 17:00
L’Officina ferrarese sul Canal Grande. Tesori estensi della Collezione Cini
Roberto Cara, Valentina Lapierre
Storici dell’arte, Ferrara

5 giugno | h 17:00
Le ‘forme simboliche’ nei capolavori rinascimentali del palazzo di San Vio
Loredana Luisa Pavanello
Fondazione Giorgio Cini, Venezia

Ljubodrag Andric. Spazi, soglie, luci

Artista nato a Belgrado nel 1965 e residente a Toronto, Ljubodrag Andric debutta a Venezia nel 2016 alla Fondazione Querini Stampalia.

La mostra, in partnership tra Fondazione Giorgio Cini e la Galleria BUILDING di Milano, presenta un dialogo fra le opere fotografiche realizzate durante i soggiorni dell’artista in Italia e quelle nate dall’incontro con gli edifici storici di Jaipur, Lucknow e altri luoghi nel cuore dell’India. Particolarmente interessante è lo sguardo riservato da Andric alle architetture palladiane del complesso monumentale dell’Isola di San Giorgio Maggiore.

Nelle immagini emergono le relazioni tra le forme, le atmosfere, le luci e le ombre dei luoghi, in un percorso che trasforma l’oggetto architettonico in metafora.
In particolare, Andric ha indagato in questi anni quelle architetture che rivelano qualità organiche, percorsi imprevedibili e labirintici, materie emozionali. La mostra mette al centro, al di là delle peculiarità dei luoghi fotografati, proprio l’originalità del linguaggio elaborato da Andric. La mostra sarà ospitata a Venezia nelle sale del secondo piano di Palazzo Cini tra aprile e settembre, per proseguire poi negli spazi di BUILDING a Milano dal 9 settembre all’11 ottobre 2025.
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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso”]
Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19 (ultimo ingresso ore 18:15).
Chiuso il martedì.

 

Ingresso a pagamento. Per prenotazioni, tariffe e modalità d’acquisto visita palazzocini.it
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Eleonora Duse mito contemporaneo

In occasione dei cento anni dalla scomparsa di Eleonora Duse (Vigevano 1858 – Pittsburgh 1924), l’Istituto per il Teatro e il Melodramma apre al pubblico una mostra temporanea che racconta la straordinaria storia di questa artista.

 

L’esposizione, pensata per gli spazi di Palazzo Cini a San Vio, si pone l’obiettivo di ritrarre la celebre attrice a partire dai documenti e dagli oggetti che le sono appartenuti, conservati presso l’Archivio dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma. Si tratta di oggetti unici, capaci di testimoniare la particolarità di questa artista rivoluzionaria, punto di riferimento non solo per la scena teatrale del tempo, ma anche per la cultura europea dei decenni tra Otto e Novecento. Tra questi, avranno una particolare rilevanza gli abiti che le sono appartenuti e che afferiscono al suo guardaroba privato. Si tratta di modelli di alta sartoria, perfettamente conservati, che restituiscono il fascino di anni lontani e particolarmente suggestivi. Oltre all’abito realizzato dalla sartoria Magugliani, saranno esibiti modelli creati dall’atelier Jean Philippe Worth, una delle prime case di moda attiva tra Londra e Parigi a cavallo tra i due secoli, creazioni di Paul Poiret, l’artista che agli inizi del XX secolo realizzò la prima forma di pantalone al femminile, e alcuni capi realizzati da Mariano Fortuny. Inoltre, in mostra saranno esposti altri preziosi materiali: lettere autografe di vari corrispondenti, rare fotografie che mostrano Eleonora Duse in attimi di vita privata e in costume di scena e oggetti pregiati, a lei appartenuti che restituiscono uno spaccato del suo gusto raffinato e originale.

La mostra intende offrire al visitatore un’istantanea della grande artista simbolo del teatro italiano nel mondo, attraverso significativi e straordinari pezzi dell’Archivio, che l’Istituto per il Teatro della Fondazione Giorgio Cini conserva, per volontà della nipote dell’attrice e altri donatori, da molti anni.

Martha Jungwirth – Herz der Finsternis

La Galleria di Palazzo Cini, straordinaria casa-museo che custodisce i capolavori della collezione di Vittorio Cini, riapre al pubblico con una mostra dedicata all’artista austriaca Martha Jungwirth (Vienna 1940). Unica donna tra i membri fondatori del gruppo di artisti “Wirklichkeiten” (“Realtà”), le sue opere furono esposte nella mostra alla Secessione di Vienna del 1968, curata da Otto Breicha. Da allora Martha Jungwirth ha continuato a sviluppare un linguaggio visivo innovativo, caratterizzato dall’esplorazione del colore e da linee incisive. Nel 2018 ha ricevuto il prestigioso Premio Oskar Kokoschka assegnato dallo Stato austriaco, accompagnato da un’ampia mostra personale all’Albertina di Vienna; nel 2020 una retrospettiva al Museum Liaunig di Neuhaus ha celebrato l’ottantesimo compleanno dell’artista mentre due anni dopo la Kunsthalle di Düsseldorf ha presentato un’ampia mostra personale a lei dedicata. Le sue opere sono ammirate da diverse generazioni di artisti e sono oggi esposte nelle collezioni di importanti istituzioni come il museo Albertina di Vienna e il Centre Pompidou di Parigi.

 

Il lavoro di Martha Jungwirth attinge a varie fonti (il corpo umano, i viaggi, la storia dell’arte, la mitologia, i contesti storici, sociali e politici) catturando impulsi interni e fugaci che vengono registrati nella pittura.
Le sue composizioni sono in bilico tra astrazione e figurazione, tra l’inconscio e l’intenzionale, slegate e libere, impegnate solo nella loro verità. Come per tutti i suoi soggetti, le forme rimangono al di là del facilmente identificabile, spostandosi tra i regni del reale e dell’immaginario, dell’incarnato e del trascendente e le composizioni si rivelano all’artista durante il processo pittorico. L’ispirazione dell’artista all’arte antica è esemplificata da lavori come In Ohne Titel, aus der Serie “Nicht mehr und nicht weniger” (2021), in cui Jungwirth cita Francisco Goya (1746-1828) intitolando la sua serie con il titolo dell’opera dell’artista spagnolo Ni mas ni menos (1797-1798). All’interno del percorso della mostra, saranno presenti anche dipinti inediti dell’artista viennese ispirati alle stesse opere della Galleria a rimarcare il rapporto tra la sua pittura e la storia dell’arte.

 

A cura di Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini e realizzata con il supporto della galleria Thaddaeus Ropac, l’esposizione sarà aperta al pubblico dal 17 aprile al 29 settembre, tutti i giorni della settimana (escluso il martedì), mentre la Galleria di Palazzo Cini, con le sue collezioni permanenti, rimarrà aperta fino al 13 ottobre 2024 (www.palazzocini.it).

Ospite a Palazzo | “Varsavia, chiesa di Santa Croce” di Bernardo Bellotto

L’iniziativa Ospite a Palazzo, promossa dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini è nata dalla collaborazione con alcune tra le più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali. Ideata per arricchire temporaneamente il fondo museale della Galleria di Palazzo Cini, il progetto prevede l’esposizione di opere di particolare pregio concesse in prestito straordinario e ospitate per alcuni mesi nella storica dimora di Vittorio Cini, che custodisce i capolavori della sua straordinaria collezione d’arte. 

Prosegue la stagione della Galleria di Palazzo Cini a San Vio con l’arrivo di un nuovo ospite d’eccezione. È il singolare dipinto di Bernardo Bellotto (Venezia, 30 gennaio 1721 – Varsavia, 17 ottobre 1780) Varsavia, chiesa di Santa Croce databile 1778, prestito dal Museo del Castello Reale di Varsavia, che entra nelle sale della Galleria nell’ambito della rassegna dal 15 luglio al 15 ottobre 2023.

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[accordion_entry title=”Varsavia, chiesa di Santa Croce”]

Il dipinto Varsavia, Chiesa di Santa Croce di Bernardo Bellotto rappresenta la potente facciata barocca della chiesa di Santa Croce – una delle più importanti di Varsavia, scenario di celebrazioni di Stato – che domina la via Krakowskie Przedmiescie (il Sobborgo di Cracovia) animata arteria di comunicazione, ultimo tratto della strada che congiunge le due residenze reali, il palazzo di Wilanòw e il castello nella Città Vecchia.

La chiesa era stata innalzata nel 1725-1737 su progetto dell’architetto ticinese Giuseppe Fontana e fu gravemente danneggiata durante l’insurrezione del 1944 e ricostruita nel 1945 – 1953, in parte proprio grazie a questo dipinto di Bellotto. 

Una fitta schiera di palazzi nobiliari fiancheggia la via con, a destra, il prospetto dell’ospedale di San Rocco, fondato nel 1707. Tra i palazzi in luce dirimpetto alla chiesa si distingue la porta d’ingresso al cortile del Palazzo Kazimierz, dal 1816, con alterne vicende, sede dell’Università di Varsavia. Il palazzo vicino, con balcone, apparteneva al padre del re Poniatowski, più in fondo, dove la via si restringe, il muro di cinta del palazzo Lubomirski e le impalcature sulla facciata della chiesa dei Carmelitani, allora in costruzione.

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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso”]

Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19, chiuso il martedì.

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[accordion_entry title=”Tutte le edizioni”]

24 maggio — 21 luglio 2014

Il Ritratto di giovane con liuto di Agnolo Bronzino

 

05 settembre — 02 novembre 2014

Adorazione dei pastori di Lorenzo Lotto

 

17 giugno — 28 settembre 2015

La Madonna di Pontassieve di Beato Angelico

 

19 settembre – 15 novembre 2015

Il capriccio con campiello di Francesco Guardi

 

08 aprile — 06 giugno 2016

San Marco di Andrea Mantegna

 

28 maggio — 01 novembre 2021

San Giorgio e il drago di Paolo Uccello

 

15 luglio – 15 ottobre 2023

Varsavia, chiesa di Santa Croce di Bernardo Bellotto

 

11 maggio — 16 luglio 2023

Cleopatra di Artemisia Gentileschi

 

14 maggio — 08 settembre 2025

Il Cristo crocifisso di Antoon van Dyck

 

18 giugno — 27 settembre 2026

Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo di Pompeo Batoni

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Dorsoduro Museum Mile – Le guide del Miglio

Dorsoduro Museum Mile, lo straordinario percorso culturale attraverso otto secoli di storia dell’arte lungo il sestiere di Dorsoduro, che vede riunite Gallerie dell’Accademia, Galleria di Palazzo Cini, Collezione Peggy Guggenheim e Punta della Dogana, presenta un inedito ciclo di visite guidate, condotte dai rispettivi direttori e curatori e dedicate ad alcune tematiche trasversali all’arte di ogni tempo, dall’antico al contemporaneo, attraverso le collezioni e le esposizioni in corso.

 

Un suggestivo viaggio a tappe lungo il miglio dell’arte del sestiere veneziano di Dorsoduro, scandito da due temi chiave, la luce e il colore che, come un fil rouge, accompagneranno il pubblico a scoprire o ri-scoprire, sotto un nuovo e singolare punto di vista, alcuni tra i più grandi capolavori dell’arte internazionale.

 

L’iniziativa “Le guide del Miglio” propone otto visite gratuite tutti i lunedì di giugno e settembre, alle ore 12, nelle quattro istituzioni del Dorsoduro Museum Mile. La partecipazione alle visite è gratuita, fino a esaurimento posti disponibili. Il visitatore che acquista un biglietto a pagamento in uno dei musei del Dorsoduro Museum Mile o è titolare della Membership Card di una delle istituzioni, ha diritto a un ingresso ridotto nelle altre sedi partner.

 

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[accordion_entry title=”Giugno “]

Il mese di giugno sarà dedicato al tema della luce, con il primo appuntamento fissato il 5 giugno alle Gallerie dell’Accademia, il 12 giugno alla Collezione Peggy Guggenheim, il 19 giugno a Punta della Dogana e il 26 giugno alla Galleria di Palazzo Cini.

 

Dalla luce livida della straordinaria “Tempesta” di Giorgione alle Gallerie dell’Accademia, si passerà alla luce surreale che illumina il capolavoro di René Magritte “L’impero della luce”; dal fulgore dei fili d’oro dell’opera “Ttéia” di Lygia Pape che, come raggi, squarciano il buio nella mostra “Icônes” a Punta della Dogana, si arriverà al bagliore caravaggesco della “Cleopatra” di Artemisia Gentileschi alla Galleria di Palazzo Cini.

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[accordion_entry title=”Settembre”]

 

4 settembre 2023, ore 12 – Gallerie dell’Accademia, “Rinaldo e Armida” di Francesco Hayez, 

con Michele Tavola

11 settembre 2023, ore 12 – Punta della Dogana-Pinault Collection, mostra Icônes

con Bruno Racine

18 settembre 2023, ore 12 – Collezione Peggy Guggenheim, mostra “Edmondo Bacci. L’energia della luce”

con Chiara Bertola

25 settembre 2023, ore 12 – Galleria di Palazzo Cini, impreziosita da un ospite d’eccezione: una luminosa veduta del Bellotto proveniente dal Museo del Castello Reale di Varsavia.

con Luca Massimo Barbero

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