Palazzo Cini. La Galleria, Venezia Archives - Pagina 2 di 5 - Fondazione Giorgio Cini

Ospite a Palazzo | “Cleopatra” di Artemisia Gentileschi

L’iniziativa Ospite a Palazzo, promossa dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini è nata dalla collaborazione con alcune tra le più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali. Ideata per arricchire temporaneamente il fondo museale della Galleria di Palazzo Cini, il progetto prevede l’esposizione di opere di particolare pregio concesse in prestito straordinario e ospitate per alcuni mesi nella storica dimora di Vittorio Cini, che custodisce i capolavori della sua straordinaria collezione d’arte. 

Dall’11 maggio al 16 luglio verrà ospitato il dipinto di Artemisia Gentileschi (Roma 1593 – Napoli 1652/1653) raffigurante Cleopatra, della Collezione Cavallini Sgarbi: l’opera della celebre pittrice, la cui attività è documentata a Venezia dal 1626 al 1630, sarà esposta nelle sale della Galleria in occasione del prestito di un nucleo di dipinti ferraresi della raccolta di Palazzo Cini alla mostra Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa che si terrà a Ferrara nei primi mesi del 2023.

Cleopatra
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L’opera Cleopatra di Artemisia Gentileschi – figura tra le più affascinanti dell’antichità – incarna il tema dell’exemplum virtutis dell’eroina che scelse la morte attraverso il morso letale dell’aspide piuttosto che subire la pubblica umiliazione.

 

Ritratta di tre quarti, con il braccio destro proteso in avanti, la protagonista ostenta melodrammaticamente le sue turgide nudità, cosicché all’interno di questa raffigurazione di grande impatto visivo al sentimento di dolore e all’eroismo si sovrappone una irrefrenabile carica erotica.

 

La vigorosa e carnale Cleopatra – nel cui volto si è pensato di poter riconoscere le sembianze della stessa Artemisia – è seduta sopra un drappo rosso che, come è stato osservato, è felicemente accordato con il chiarore eburneo delle carni e la scura penombra del ventre, lasciato audacemente scoperto.

 

Il tragico epilogo della regina egiziana è fissato sulla tela con gesto teatrale: in un misto di sofferenza e languore, la donna avvicina la serpe al petto, dischiudendo le labbra e alzando gli occhi al cielo mentre la bellezza del volto cede alla smorfia.

Orari e modalità d’accesso
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Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19, chiuso il martedì.

Tutte le edizioni
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24 maggio — 21 luglio 2014

Il Ritratto di giovane con liuto di Agnolo Bronzino

 

05 settembre — 02 novembre 2014

Adorazione dei pastori di Lorenzo Lotto

 

17 giugno — 28 settembre 2015

La Madonna di Pontassieve di Beato Angelico

 

19 settembre – 15 novembre 2015

Il capriccio con campiello di Francesco Guardi

 

08 aprile — 06 giugno 2016

San Marco di Andrea Mantegna  

 

28 maggio — 01 novembre 2021

San Giorgio e il drago di Paolo Uccello

 

15 luglio – 15 ottobre 2023

Varsavia, chiesa di Santa Croce di Bernardo Bellotto 

 

11 maggio — 16 luglio 2023

Cleopatra di Artemisia Gentileschi  

 

14 maggio — 08 settembre 2025

Il Cristo crocifisso di Antoon van Dyck

 

18 giugno — 27 settembre 2026

Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo di Pompeo Batoni

Joseph Beuys. Finamente Articolato

La Galleria di Palazzo Cini, straordinaria casa-museo che custodisce i capolavori della collezione personale del grande mecenate Vittorio Cini, riapre al pubblico con una straordinaria mostra dossier: Joseph Beuys. Finamente Articolato, dedicata a uno dei più importanti artisti del XX secolo.

Joseph Beuys, pittore, scultore, performer e teorico, è stato un artista po- liedrico tra i più influenti ed emblematici della seconda metà del Novecento e tra i pochi realmente capaci di far coincidere arte e vita. Beuys considerava l’arte la cura ai mali della società: una forza positiva e curativa in grado di risvegliare la creatività individuale, attivare la consapevolezza politica e stimolare il cambiamento sociale.

 

La mostra che prende il nome dall’opera principale esposta Supporto per la schiena di un essere umano finamente articolato (tipo lepre) del XX secolo d.C. (Backrest for a fine-limbed person (hare-type) of the 20th Century AD) presenterà una selezione di circa 40 opere del maestro dell’arte concettuale del quale nel 2021 si sono celebrati i cento anni dalla nascita. A cura di Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini e realizzata in collaborazione con galleria Thaddaeus Ropac, l’esposizione sarà aperta al pubblico dal 20 aprile al 2 ottobre 2022 tutti i giorni della settimana (escluso il martedì), garantendo al pubblico di am- mirare le rare opere esposte. La Galleria, con le sue collezioni permanenti, rimarrà aperta fino al 21 novembre 2022  (www.palazzocini.it).

Arturo Martini, Giorgio Morandi, Filippo De Pisis. Il Lascito Franca Fenga Malabotta

Nel 2020 le collezioni d’arte della Fondazione Giorgio Cini si sono arricchite grazie ad un ingente lascito testamentario disposto da Franca Fenga Malabotta, vedova del noto critico d’arte, poeta, collezionista triestino Manlio Malabotta (1907-1975), la cui fama è legata alla celebre e ricchissima raccolta di dipinti e di grafica di Filippo de Pisis, oggi conservata presso la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara.

Il lascito annovera un poderoso corpus di opere grafiche e di libri illustrati dei più importanti artisti italiani e giuliani del Novecento, tra le quali un acquerello e due acqueforti di Giorgio Morandi; e di un pregevole nucleo di opere di Arturo Martini, tra cui la splendida terracotta con l’Ofelia del 1932, il bronzo Donna al mare dello stesso anno, il gesso La sete, bozzetto preparatorio per l’omonima scultura in pietra di Finale del 1934, e la Natura morta, olio su cartone, del 1945. Il Lascito alla Fondazione Cini, atto conclusivo di un lungimirante percorso di istituzionalizzazione della significativa collezione malabottiana, che ha visto nel 2015 la donazione del nucleo di opere triestine e giuliane al Museo Revoltella di Trieste, si qualifica come
una delle più importanti acquisizioni degli ultimi anni da parte dell’Istituto di Storia dell’Arte, che vede così incrementare in modo considerevole le proprie raccolte di grafica novecentesca.

La mostra, appositamente pensata per il piano nobile della Galleria di Palazzo Cini e concepita come esposizione delle opere dei tre artisti tra i più rappresentativi del gusto e delle predilezioni collezionistiche di Malabotta, vuole essere un omaggio a Franca Fenga Malabotta, recentemente scomparsa, e alla sua intensa, lucida e appassionata opera di testimonianza e valorizzazione dell’eredità culturale del marito Manlio, «una delle più affascinanti personalità culturali del Novecento giuliano».

Ospite a Palazzo | “San Giorgio e il drago” di Paolo Uccello

L’iniziativa Ospite a Palazzo, promossa dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini è nata dalla collaborazione con alcune tra le più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali. Ideata per arricchire temporaneamente il fondo museale della Galleria di Palazzo Cini, il progetto prevede l’esposizione di opere di particolare pregio concesse in prestito straordinario e ospitate per alcuni mesi nella storica dimora di Vittorio Cini, che custodisce i capolavori della sua straordinaria collezione d’arte. 

Dal 28 maggio al 01 novembre 2021, per il settantennale della Fondazione Giorgio Cini (1951-2021), si espone una delle opere più singolari del celebre artista del Rinascimento fiorentino Paolo Uccello: la tavola con San Giorgio e il drago, generosamente concessa dal Musée Jacquemart-André di Parigi in occasione del prestito del Giudizio di Paride di Botticelli della collezione Cini per la mostra Botticelli. Un laboratoire de la Renaissance (11 settembre 2020 – 25 gennaio 2021). Una presenza, quella del capolavoro parigino ospitato, che arricchisce il nucleo del Quattrocento fiorentino della collezione permanente, generando inedite risonanze; e che evoca simbolicamente il miles christianus che campeggia nel logo dell’istituzione sorta sull’isola di San Giorgio Maggiore nel 1951, per volere di Vittorio Cini in memoria del figlio Giorgio.

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[accordion_entry title=”San Giorgio e il drago di Paolo Uccello”]

La tavola di San Giorgio e il drago fu acquistata da Nélie Jacquemart alla vendita londinese Stevens del 1899, già nella collezione dell’antiquario fiorentino Stefano Bardini.

 

Il quadro si lascia cogliere nell’elegante formula araldico-cavalleresca che sospende il momento apicale dell’azione: San Giorgio, lancia in resta, ha appena trafitto le fauci del mostro, trapassandogli la lingua triforcuta; la sopraveste con il vessillo crociato (la croce di San Giorgio) si solleva sopra l’armatura nell’impeto dell’assalto, mentre il cavallo s’impenna; a bilanciare il dinamismo della lotta è la silhouette della principessa, ammantata dalla preziosa veste a fiorami in velluto operato.

 

Il paesaggio campestre non è ricondotto ad un unitario punto di fuga, ma si compone di due brani concepiti con differenti angoli di visione: i campi arati si squadernano in avanti, con il sentiero che s’anima di comparse e conduce dritto alle bianche mura turrite, a destra lo scorcio a volo d’uccello, tra i dolci declivi, slarga e ci obbliga a sollevare lo sguardo.

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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso”]

Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19, chiuso il martedì.

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[accordion_entry title=”Tutte le edizioni”]

24 maggio — 21 luglio 2014

Il Ritratto di giovane con liuto di Agnolo Bronzino

 

05 settembre — 02 novembre 2014

Adorazione dei pastori di Lorenzo Lotto

 

17 giugno — 28 settembre 2015

La Madonna di Pontassieve di Beato Angelico

 

19 settembre – 15 novembre 2015

Il capriccio con campiello di Francesco Guardi

 

08 aprile — 06 giugno 2016

San Marco di Andrea Mantegna  

 

28 maggio — 01 novembre 2021

San Giorgio e il drago di Paolo Uccello

 

15 luglio – 15 ottobre 2023

Varsavia, chiesa di Santa Croce di Bernardo Bellotto 

 

11 maggio — 16 luglio 2023

Cleopatra di Artemisia Gentileschi  

 

14 maggio — 08 settembre 2025

Il Cristo crocifisso di Antoon van Dyck

 

18 giugno — 27 settembre 2026

Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo di Pompeo Batoni

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I musei fanno sistema: riparte il Dorsoduro Museum Mile

I musei fanno sistema: riparte il Dorsoduro Museum Mile

Gallerie dell’Accademia, Galleria di Palazzo Cini, Collezione Peggy Guggenheim e Palazzo Grassi – Punta della Dogana rilanciano il Dorsoduro Museum Mile, uno straordinario percorso culturale attraverso otto secoli di arte

 

Itinerari integrati, comunicazione condivisa e sconti sui biglietti d’ingresso ai musei. Il Dorsoduro Museum Mile riparte e rilancia, su basi più solide e concrete, la collaborazione tra le istituzioni culturali che hanno sede nel Sestiere veneziano di Dorsoduro.

 

Il Dorsoduro Museum Mile, ideato nel 2015, accoglie il visitatore in un circuito lungo poco più di un miglio che attraversa il sestiere di Dorsoduro, tra il Canal Grande e il canale della Giudecca, facendolo viaggiare lungo otto secoli di storia dell’arte mondiale: dai capolavori della pittura veneziana medievale e rinascimentale delle Gallerie dell’Accademia, ai protagonisti della scena dell’arte contemporanea esposti a Punta della Dogana, passando per le storiche case-museo di Vittorio Cini e di Peggy Guggenheim, che ospitano le collezioni di questi grandi mecenati.

 

La prima iniziativa riguarda l’attivazione di una speciale scontistica a beneficio dei visitatori di ognuno dei musei del circuito.

 

Dal 18 settembre, sarà infatti sufficiente esibire un biglietto a pagamento di una delle istituzioni coinvolte nel progetto per avere accesso alle altre a tariffe esclusive. Nella fattispecie, chi compra il biglietto in uno dei Musei di Dorsoduro o possiede la Membership Card di una delle Istituzioni partner godrà di una speciale riduzione sull’acquisto del titolo di accesso: 

 

L’importo del biglietto ridotto è:
13,00 € Peggy Guggenheim Collection
12,00 € Palazzo Grassi – Punta della Dogana

7,00 €  Galleria di Palazzo Cini a San Vio

9,00 € Gallerie dell’Accademia

 

 

Per godere della tariffa agevolata è necessario esibire in biglietteria un titolo di accesso valido. L’accesso e la modalità di prenotazione possono subire delle modifiche in base alla normativa anticontagio da Covid-19 (per aggiornamenti controllare il sito web di ogni istituzione).

 


Il rilancio del Dorsoduro Museum Mile, oggi, si fonda su forme di collaborazione tra culturali di natura così diversa ma attive nello stesso contesto e unite nel comune intento di venire incontro alle nuove esigenze e alla sensibilità del pubblico” – spiega Giulio Manieri Elia, direttore delle Gallerie dell’Accademia di Venezia. “Il continuo aggiornamento delle strategie di comunicazione e di promozione e la sempre rinnovata attenzione al visitatore – insieme alla qualità della proposta culturale – soprattutto in questi tempi mutevoli e complessi costituiscono una priorità nella nostra offerta culturale”.

 

“La pluralità di orizzonti compresi nel percorso del Dorsoduro Museum Mile – sottolinea il direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini Luca Massimo Barbero è stata sin dall’inizio il motivo della sua ideazione. Pensare di attraversare il “tempo della storia dell’arte” in modo cosi completo, dal Medioevo alla più viva contemporaneità, fa di questo percorso ricchissimo e distribuito su un segmento di Dorsoduro cosi denso, un’occasione irripetibile in altre città. Viaggiare attraverso l’arte è una forma straordinaria per arricchire il pensiero e tornare a vedere le opere finalmente “dal vivo”.

 

“Oggi più che mai la città ha bisogno di progetti corali come il Dorsoduro Museum Mile, che nasce dall’unione sinergica tra istituzioni veneziane che, come noi, credono del potere lenitivo dell’arte e della bellezza – dichiara Karole P. B. Vail, direttrice della Collezione Peggy Guggenheim – In questo nostro rapportarci a un nuovo presente, in cui la fruizione dell’arte, non più solo da remoto, ha un ruolo terapeutico fondamentale, siamo felici di poter guidare il nostro pubblico in un ideale viaggio che unisce i tesori dell’antico ai capolavori del contemporaneo, passando per i grandi maestri dell’arte moderna”.

 

“Rilanciare oggi un’iniziativa tanto ambiziosa come Dorsoduro Museum Mile – dichiara Bruno Racine, Direttore e Amministratore Delegato di Palazzo Grassi – Punta della Dogana – e arricchirla di nuove opportunità per i visitatori, è il segno della necessità di pensare in modo collettivo, una risposta sinergica alla crisi che stiamo vivendo. Offrire al pubblico la possibilità di ripercorrere la storia dell’arte attraverso le collezioni di istituzioni pubbliche e private che, insieme, rappresentano una proposta culturale di alto livello in una delle aree più suggestive della città di Venezia”.

 


 

GALLERIE DELL’ACCADEMIA

 

Le Gallerie dell’Accademia di Venezia, istituite per decreto napoleonico nel 1807 con finalità didattiche per la formazione dei giovani artisti, sono una delle più importanti istituzioni museali d’Italia e presentano la più completa raccolta di arte veneta del mondo dal ’300 all’ ’800. Il museo è situato nel complesso comprendente l’ex chiesa e Scuola di Santa Maria della Carità e il convento dei Canonici Lateranensi, progettato da Palladio. Vi si conservano capolavori di Bellini, Piero della Francesca, Mantegna, Bosch, Giorgione, Tiziano, Tintoretto, Veronese, Tiepolo e Canova. Nel 2015 le Gallerie hanno rinnovato gli spazi espositivi, ed è ora ammirabile un’ulteriore selezione di opere con il sussidio dei più aggiornati strumenti tecnologici.

 

Campo della Carità

Dorsoduro 1050 – 30123 Venezia

www.gallerieaccademia.it

Lunedì ore 8.15 – 14

Da martedì a domenica 8.15 – 19.15

 

PALAZZO CINI. LA GALLERIA

 

Raffinata casa-museo sorta nel 1984, custodisce un prezioso nucleo della raccolta d’arte antica di uno dei più importanti collezionisti del novecento italiano: l’imprenditore e filantropo Vittorio Cini. I suoi ambienti si sviluppano su due piani: il primo ospita mirabili testimonianze dell’arte italiana: Beato Angelico, Filippo Lippi, Sandro Botticelli, Piero di Cosimo e Pontormo sono tra i maestri toscani rappresentati, mentre un raro nucleo di dipinti del Rinascimento ferrarese, con capolavori di Ercole de’ Roberti, Cosmè Tura e Dosso Dossi, rende il museo ancora più unico nel paesaggio veneziano. E’ possibile visitare le suggestive sale di questo scrigno d’arte, insieme a quelle del secondo piano che ospitano mostre e iniziative culturali.

 

Campo San Vio

Dorsoduro 864 – 30123 Venezia

www.palazzocini.it

Dal venerdì alla domenica 

ore 12 – 20

20 giugno – 23 novembre 2020

 

PEGGY GUGGENHEIM COLLECTION

 

La Collezione Peggy Guggenheim è il museo più importante in Italia per l’arte europea e americana del XX secolo. Palazzo Venier dei Leoni, un palazzo “non finito” in pietra d’Istria affacciato sul Canal Grande, un tempo abitazione della collezionista Peggy Guggenheim, ospita oggi la collezione personale d’arte della mecenate americana. Il museo annovera opere delle principali avanguardie del ’900 di artisti del calibro di Picasso, Kandinsky, Magritte, Pollock, Miro, Calder, Chagall, de Chirico, nonché i capolavori della Collezione Hannelore B. e Rudolph B. Schulhof e il Giardino delle Sculture Nasher. La Collezione Peggy Guggenheim organizza periodicamente mostre temporanee di rilevanza internazionale.

 

Palazzo Venier dei Leoni

Dorsoduro 701 – 30123 Venezia

www.guggenheim-venice.it

Dal mercoledì al lunedì

ore 10 – 18. 

Chiuso il martedì

 

PALAZZO GRASSI – PUNTA DELLA DOGANA

 

Da oltre 40 anni François Pinault è un appassionato collezionista d’arte, animato da un impegno profondo e duraturo verso molti protagonisti della scena artistica contemporanea e dalla ferma volontà di esplorare senza sosta nuovi territori della creatività. A Punta della Dogana, luogo emblematico di Venezia, città simbolo del viaggio, della scoperta, dello scambio e della diversità, François Pinault ha deciso di condividere con il pubblico parte della sua collezione, attraverso allestimenti espositivi che si rinnovano periodicamente. La programmazione di Punta della Dogana e Palazzo Grassi – prima sede espositiva della Pinault Collection – si articola secondo un principio di alternanza tra esposizioni tematiche di opere della collezione e mostre personali di grandi artisti del presente. 

 

Fondamenta Salute

Dorsoduro 2 – 30123 Venezia

www.palazzograssi.it

ore 10 – 19

Chiuso il martedì

 

 

Piranesi Roma Basilico

Il 20 giugno 2020 apre al pubblico Piranesi Roma Basilico, la mostra che  celebra il fascino di Roma, mettendo a confronto la città antica delle incisioni di Piranesi e la città contemporanea ritratta nelle fotografie di Gabriele Basilico.

In occasione delle celebrazioni per i 300 anni dalla nascita di Giambattista Piranesi (Venezia, 1720 – Roma, 1778) la Fondazione Giorgio Cini rende omaggio al grande artista veneziano con la mostra Piranesi Roma Basilico, a cura di Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte, con la collaborazione dell’Archivio Gabriele Basilico.

Dal 20 giugno al 22 novembre il secondo piano della Galleria di Palazzo Cini a San Vio ospiterà un dialogo sulla poesia urbana di Roma tra l’opera incisoria antica di Giambattista Piranesi e la fotografia di Gabriele Basilico, svelando al pubblico una selezione inedita del lavoro del grande fotografo paesaggista, commissionatogli dalla Fondazione Cini nel 2010.

Grazie ad Assicurazioni Generali, main partner della Galleria fin dalla sua riapertura nel 2014 e da molti anni sostenitore istituzionale della Fondazione Cini, la stagione espositiva aprirà dal 20 giugno 2020.

Piranesi Roma Basilico riprende la figura di Piranesi vedutista proposta dalla mostra Le arti di Piranesi, ideata dalla Fondazione Cini nel 2010, con una lettura originale delle sue vedute di Roma, messe a confronto col lavoro di un grande fotografo paesaggista contemporaneo come Gabriele Basilico.

Il visitatore potrà ammirare alcuni dei luoghi più simbolici della città eterna rappresentati dalle 26 stampe originali realizzate nel ’700 dall’incisore veneziano – selezionate dal corpus integrale conservato nelle collezioni grafiche della Fondazione Giorgio Cini – e dalle 26 vedute di Roma del fotografo milanese, realizzate con le stesse angolazioni delle incisioni piranesiane di cui 12 inedite rispetto alla mostra Le Arti di Piranesi. Architetto, incisore, antiquario, vedutista, designer realizzata nel 2010 alla Fondazione Cini.

Basilico, ispirato dalle celebri pagine che la scrittrice Marguerite Yourcenar dedicò a Giambattista Piranesi agli inizi degli anni Sessanta del secolo scorso, ha ripercorso con la macchina fotografica tutti i luoghi delle vedute piranesiane restituendone la straordinaria modernità.

Il corpus Piranesi costituisce uno dei fondi di grafica più rilevanti conservati da un’istituzione privata. La sua conservazione è stata garantita dalla lungimirante e generosa decisione di Vittorio Cini, che negli anni settanta del secolo scorso lo acquistò e lo destinò integralmente all’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione, dove ancora oggi è oggetto di studio.

Piranesi Roma Basilico vuole essere un nuovo appuntamento per il grande pubblico, un’occasione per visitare Palazzo Cini e conoscere al contempo un aspetto finora in parte sconosciuto delle grandi collezioni della Fondazione Cini, di cui la casa museo costituisce una vitale e affascinante cornice.

Il catalogo, edito da Contrasto nel 2019, a cura dell’Istituto di Storia dell’Arte e concepito come omaggio della Fondazione Cini al grande fotografo scomparso nel 2013, raccoglie tutti gli scatti realizzati da Basilico per il progetto Le Arti di Piranesi e propone i testi di Luca Massimo BarberoMario BevilacquaMichele De LucchiPasquale GagliardiAlessandro MartoniRoberta Valtorta, oltre a una conversazione di Gabriele Basilico con il regista Amos Gitai.

Inoltre, la Fondazione Giorgio Cini e il suo Istituto di Storia dell’Arte prendono parte alle celebrazioni piranesiane attraverso l’importante prestito delle 16 preziose tavole delle Carceri d’Invenzione di Piranesi, parte integrante delle collezioni grafiche della Fondazione. Le stampe saranno esposte fino al 27 luglio 2020 a Palazzo Sturm a Bassano del Grappa in occasione della mostra Giambattista Piranesi. Visioni di un architetto senza tempo, a cura di Chiara Casarin e Pierluigi Panza.

The Battle between Carnival and Feast

In occasione dell’apertura della Galleria di Palazzo Cini, nel 2019 verrà proposta al pubblico una mostra di arte contemporanea dedicata all’artista Adrian Ghenie. Realizzata in collaborazione con Galerie Thaddaeus Ropac, la mostra vedrà esposte al secondo piano della casa – museo di Campo San Vio circa dieci tele pensate e realizzate appositamente per questo progetto, il cui titolo, in virtù del riferimento al carnevale, suggerisce un legame con la città di Venezia. Il titolo suggerisce l’attenzione prestata dall’artista alla tradizione, senza rinunciare tuttavia ad uno sguardo all’attualità. Nelle sue opere, caratterizzate da un uso sperimentale del colore e da una forte connotazione materica, Ghenie è infatti solito rappresentare personalità le cui azioni hanno influenzato e continuano ad influenzare il corso della storia del mondo in cui viviamo. Nato nel 1977 a Baia Mare, Romania, l’artista attualmente vive e lavora a Berlino. La sua partecipazione alla LVI Biennale di Venezia in rappresentanza del padiglione romeno lo ha consacrato a fama internazionale e le sue opere si trovano attualmente esposte presso prestigiose istituzioni museali quali il Centre Pompidou di Parigi, la Tate Modern di Londra e il Metropolitan Museum of Art di New York. La mostra sarà accompagnata da un catalogo bilingue (italiano-inglese) introdotto da un un testo critico del Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte Luca Massimo Barbero.

Léon Bakst. Simbolo dei Balletti Russi

La mostra Léon Bakst. Simbolo dei Balletti Russi a cura di Natalia Metelitsa e Maria Ida Biggi, ripercorre la carriera del noto artista, scenografo e costumista russo, reso celebre dalle sue innovative creazioni per i Balletti Russi di Sergej Djagilev.
La mostra,risultato di un lavoro congiunto dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma e dello State Museum of Theatre and Music di San Pietroburgo, che conserva la più grande collezione di bozzetti e figurini bakstiani, è realizzata in collaborazione con lo CSAR – Centro Studi sulle Arti della Russia dell’Università Ca’ Foscari e avrà luogo nell’ambito della Russian Season in Italy, organizzata dal Ministero della Cultura russo.

Il percorso espositivo documenta un ampio arco della produzione artistica di Léon Bakst: partendo dai primi e poco conosciuti lavori, quali Le Coeur de la Marquise di Marius Petipa (1902) e le tragedie Ippolito di Euripide, Edipo a Colono e Antigone di Sofocle (1902-1904), si giunge alle acclamate creazioni realizzate per i Balletti Russi, tra cui Cléopâtre (1909), L’oiseau de feu (1910), Carnaval (1910), Narcisse (1911), Le Dieu bleu (1912), Daphnis et Chloé (1912), che costituiscono il cuore  dell’esposizione. Oltre ai materiali relativi a questi spettacoli, si espongono anche i figurini di opere realizzate principalmente tra il 1910 e il 1911, quali Thaïs, La Traviata, Faust, Martyre de St. Sébastien, Manon Lescaut. A completare il percorso espositivo, una ricca serie di fotografie e costumi originali, che costituiranno un supporto fondamentale per la ricostruzione della poliedrica attività dell’acclamato artista.

Léon Bakst (1866-1924) si forma tra San Pietroburgo e Parigi. Con Sergej Djagilev e Alexandre Benois è tra i fondatori della rivista Mir iskusstva, sulla quale pubblica i suoi primi lavori grafici. Nel 1902 inizia a lavorare come scenografo e costumista per i teatri imperiali di San Pietroburgo.
Tra rotture e riconciliazioni, la sua collaborazione con i Balletti Russi, che nasce nel 1909, si estende per quasi tutto l’arco della sua carriera.

 

Conversazioni D’arte

Il ciclo primaverile delle Conversazioni d’arte a Palazzo Cini vedrà protagonisti i disegni di architettura della raccolta Certani, esposti al secondo piano della casa-museo di Vittorio Cini in occasione della mostra Architettura immaginata. Sulla scia delle sezioni in cui la mostra si stessa si articola, esperti e storici dell’arte tracceranno un percorso tipologico, a partire dai disegni di quadratura di ambito bolognese e passando attraverso la tradizione scenografica, fino alle tavole acquarellate di Giacomo Quarenghi, offrendo un’occasione di approfondimento di un nucleo di disegni, in parte mai esposti, appartenenti alle collezioni della Fondazione Giorgio Cini.

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[accordion_entry title=”23 MAGGIO | ORE 17:30″]

Inganni barocchi. Il disegno di quadratura a Bologna da Angelo Michele Colonna a Stefano Orlandi
Maria Ludovica Piazzi
Storica dell’arte

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[accordion][/accordion]
[accordion_entry title=”30 MAGGIO | ORE 17:30″]

La scenografia bolognese dai Bibiena ad Antonio Basoli: i disegni della raccolta Certani
Maria Ida Biggi
Fondazione Giorgio Cini

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[accordion][/accordion]
[accordion_entry title=”6 GIUGNO | ORE 17:30″]

Celebrazioni effimere: disegni per cerimonie funebri e festose
Marinella Pigozzi
Alma Mater Studiorum Università degli Studi di Bologna

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[accordion][/accordion]
[accordion][/accordion]
[accordion_entry title=”13 GIUGNO | ORE 17:30″]

Francesco Algarotti a Bologna: i disegni di quadratura di Tesi, Jarmorini e Minozzi
Alessandro Martoni
Fondazione Giorgio Cini

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[accordion][/accordion]
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[accordion_entry title=”20 GIUGNO | ORE 17:30″]

Modernità e bizzarria nei disegni per la Manifattura Aldrovandi del fondo Certani
Silvia Massari
Storica dell’arte

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[accordion][/accordion]
[accordion][/accordion]
[accordion_entry title=”27 GIUGNO | ORE 17:30″]

Giacomo Quarenghi e i disegni di architettura
Elisabetta Molteni
Università Ca’ Foscari Venezia

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[accordion][/accordion]
[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso“]

La partecipazione all’incontro è compresa nel prezzo del biglietto di ingresso alla Galleria.
È consigliata la prenotazione. È possibile acquistare un biglietto cumulativo a 12€, valido per la partecipazione a tutti
gli incontri previsti dalla rassegna.

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Architettura immaginata. Disegni dalle raccolte della Fondazione Giorgio Cini

Dal 20 aprile al 17 settembre la Galleria di Palazzo Cini a San Vio inaugura la stagione espositiva 2018 con una mostra che unisce in maniera originale la bellezza del disegno alle catturanti architetture dell’inganno: Architettura Immaginata è un’esposizione che mette in risalto, attraverso l’esposizione di un centinaio di disegni, la ricchezza della raccolta Antonio Certani della Fondazione Giorgio Cini, eccezionale collezione di oltre 5.000 disegni acquisita da Vittorio Cini nel 1962, che raccoglie molti generi e numerosi esponenti della celebre scuola bolognese dal Cinque all’Ottocento. Grazie ad Assicurazioni Generali, main partner della Galleria fin dalla sua riapertura nel 2014 e da molti anni sostenitore istituzionale della Fondazione Cini, la stagione espositiva sarà aperta al pubblico fino al 19 novembre 2018.

Curata da Luca Massimo Barbero, Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, e dagli studiosi dell’Istituto stesso, la mostra condurrà il visitatore in un viaggio affascinante tra disegni legati all’architettura illusiva e di ornato: quadrature, sfondati, prospettive, scenografie e campionari di oggetti come cartouches, vasi ornamentali ed elementi decorativi che spesso ornano le architetture dipinte, talmente visionari e curiosi da rappresentare quasi le radici del design.

“Questa mostra segna un nuovo capitolo del percorso di valorizzazione delle collezioni intrapreso dall’Istituto di Storia dell’Arte, nel quale rientrano gli studi sfociati nelle importanti pubblicazioni relative alla raccolta di arte antica conservata nella Galleria di Palazzo Cini e alla collezione di miniature, ma anche la digitalizzazione e la catalogazione dei fondi documentali e fotografici e le attività del Centro Studi Vetro. – afferma Barbero – Con Architettura Immaginata vogliamo mostrare al grande pubblico capolavori in parte mai esposti, opere rare e affascinanti che rappresentano al meglio un’epoca effervescente in cui l’architettura come inganno, cioè l’architettura disegnata e dipinta, rappresentava il cuore dell’espressione artistica”. Ma non mancherà in mostra una sezione dedicata a quei repertori di ornato in cui la potenza dell’immaginazione e la maestria tecnica si esprimono con forza sorprendente in forme zoomorfe e antropomorfe e in un florilegio di dettagli.

La raccolta Certani, costituita nella prima metà del secolo scorso dal violoncellista e compositore emiliano Antonio Certani (Vedrana di Budrio, 1879 – Bologna, 1952), è uno dei fondi di grafica più rilevanti conservati da un’istituzione privata e dedicati principalmente al disegno bolognese ed emiliano. Acquistata dal bibliofilo e antiquario Tammaro De Marinis, rischiò di essere smembrata e poi dispersa; a garantirne la preservazione intervenne la decisione di Vittorio Cini di acquistarla e destinarla come fondo integro all’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione, consentendone così la conservazione e lo studio.

Architettura Immaginata vuole essere un nuovo appuntamento per il grande pubblico, un’occasione per visitare Palazzo Cini e conoscere al contempo un aspetto finora in parte sconosciuto delle grandi collezioni della Fondazione Giorgio Cini, di cui la casa museo costituisce una vitale e affascinante cornice.