Istituto di Storia dell'Arte Archives - Pagina 12 di 31 - Fondazione Giorgio Cini

Arte Veneta 74 Bibliografa dell’arte veneta (2016)

SOMMARIO

  • Chiara Ponchia, L’esempio dei padri. Un Cassiano miniato per San Giorgio Maggiore a Venezia
  • Elena Cera, Nuove proposte per la formazione di Bartolomeo Buon scultore
  • Roberta Battaglia, Il San Crisogono di Michele Giambono. Considerazioni in margine al restauro
  • Luca Annibali, Jacopo Fantoni a Bologna. L’altare della Madonna di Galliera e il Monumento Bottrigari in San Francesco
  • Andrea Bacchi, Jacopo Fantoni a Bologna. Il monumento a Giovanni dei duchi di Baviera in San Petronio
  • Raffaele Niccoli Vallesi, Prima delle Sorti: tracce di Peruzzi e Salviati tra i libri veneziani
  • Fernando Rigon Forte, Prima o dopo? La successione temporale nel cosiddetto Venere che benda Amore di Tiziano
  • Olga Piccolo, Le ricognizioni di Giovanni Battista Cavalcaselle sui dipinti veneti della collezione Lochis e dell’Accademia Carrara

Segnalazioni

  • Anna Tüskes, Three Castles – Ten Venetian Well-Heads
  • Anna Sgarrella, Sculture erratiche medievali di area bizantina, altoadriatica e veneziana nella collezione Mozzi-Bardini a Firenze
  • Federica Toniolo, Un leone di San Marco miniato da Belbello da Pavia proveniente dall’Antifonario M di San Giorgio Maggiore a Venezia
  • Stefania Mason, Ritratto di un giovane e di una villa veneta scomparsa: un Soranzo alla Soranza?
  • Mattia Biffis, Un cantiere difficile. Contratti e disegni per il soffitto della Libreria Marciana a Venezia
  • Lorenzo Giffi, La bottega dei Ligozzi: proposte per Jacopo, Francesco, Giovanni Ermanno
  • Stefano L’Occaso, Opere inedite di Alessandro Varotari e una di Pietro della Vecchia nel Bresciano
  • Damir Tulić, Gli Angeli di Clemente Molli, Pietro Baratta e Giovanni Marchiori a Venezia, Vicenza e Conselve
  • Andrea Bacchi, L’autore delle Storie del martirio di san Daniele del Metropolitan Museum: Michelangelo Venier
  • Sara Grinzato, Sulle pale tiepolesche di Piove di Sacco

Carte d’archivio

  • Chiara Busin, “Ioannes Vincentinus a mosayco”: Giovanni Demio e il mosaico dell’Albero di Jesse
  • Chiara Lo Giudice, Il testamento di Giuseppe Nogari

Ebook Bibliografia dell’arte veneta (2016)
Paolo Delorenzi (periodici)

Meri Sclosa (monografie)

 

Bibliografia dell’arte veneta (2016)
Appendice della rivista omonima, la Bibliografa dell’arte veneta, a cura di Paolo De Lorenzi (monografie) e Meri Sclosa (periodici), costituisce un repertorio di pubblicazioni, edite nell’arco di un anno (2016), dedicate ad argomenti di interesse storico-artistico veneto al quale gli studiosi possono fare riferimento come strumento di aggiornamento e orientamento. Un modo per facilitare l’accesso a un ausilio fondamentale per gli studi.

Conversazioni D’arte

Il ciclo primaverile delle Conversazioni d’arte a Palazzo Cini vedrà protagonisti i disegni di architettura della raccolta Certani, esposti al secondo piano della casa-museo di Vittorio Cini in occasione della mostra Architettura immaginata. Sulla scia delle sezioni in cui la mostra si stessa si articola, esperti e storici dell’arte tracceranno un percorso tipologico, a partire dai disegni di quadratura di ambito bolognese e passando attraverso la tradizione scenografica, fino alle tavole acquarellate di Giacomo Quarenghi, offrendo un’occasione di approfondimento di un nucleo di disegni, in parte mai esposti, appartenenti alle collezioni della Fondazione Giorgio Cini.

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[accordion_entry title=”23 MAGGIO | ORE 17:30″]

Inganni barocchi. Il disegno di quadratura a Bologna da Angelo Michele Colonna a Stefano Orlandi
Maria Ludovica Piazzi
Storica dell’arte

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[accordion_entry title=”30 MAGGIO | ORE 17:30″]

La scenografia bolognese dai Bibiena ad Antonio Basoli: i disegni della raccolta Certani
Maria Ida Biggi
Fondazione Giorgio Cini

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[accordion_entry title=”6 GIUGNO | ORE 17:30″]

Celebrazioni effimere: disegni per cerimonie funebri e festose
Marinella Pigozzi
Alma Mater Studiorum Università degli Studi di Bologna

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[accordion_entry title=”13 GIUGNO | ORE 17:30″]

Francesco Algarotti a Bologna: i disegni di quadratura di Tesi, Jarmorini e Minozzi
Alessandro Martoni
Fondazione Giorgio Cini

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[accordion_entry title=”20 GIUGNO | ORE 17:30″]

Modernità e bizzarria nei disegni per la Manifattura Aldrovandi del fondo Certani
Silvia Massari
Storica dell’arte

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[accordion_entry title=”27 GIUGNO | ORE 17:30″]

Giacomo Quarenghi e i disegni di architettura
Elisabetta Molteni
Università Ca’ Foscari Venezia

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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso“]

La partecipazione all’incontro è compresa nel prezzo del biglietto di ingresso alla Galleria.
È consigliata la prenotazione. È possibile acquistare un biglietto cumulativo a 12€, valido per la partecipazione a tutti
gli incontri previsti dalla rassegna.

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Per un archivio fotografico dell’arte italiana. Vittorio Cini, la Fondazione Giorgio Cini e la Fratelli Alinari

Grazie al lavoro di riordino, studio e catalogazione della ricchissima documentazione fotografica conservata presso la Fototeca – attività che già da diversi anni impegna lo staff dell’Istituto di Storia dell’Arte e che ha ricevuto un nuovo impulso con l’avvio del progetto Replica, condotto dal laboratorio di Digital Humanities dell’École polytechnique fédérale de Lausanne in collaborazione con la Fondazione Cini –  è oggi finalmente possibile meglio indagare e conoscere il valore e l’esatta natura di quest’immenso patrimonio documentario. Esso è costituito, da un lato, dalle raccolte fotografiche pervenute nel tempo all’Istituto e appartenute a importanti storici dell’arte, fotografi, antiquari ecc., dall’altro, dall’altrettanto cospicuo numero di fotografie che sono il prodotto di specifiche campagne, delle relazioni di scambio con musei,  soprintendenze e altre istituzioni culturali, di acquisti presso ditte fotografiche, nonché, in modo assai rilevante per numero e importanza delle immagini, dei rapporti intercorsi per alcuni decenni tra Vittorio Cini, e la stessa Fondazione Giorgio Cini poi, e la società Alinari. Tale relazione con Alinari ha offerto l’occasione, fino al 1970, di arricchire in modo assai significativo il già considerevole patrimonio documentario della Fototeca, grazie all’arrivo non solo delle foto Alinari ma anche delle immagini realizzate dalle ditte acquisite nel corso degli anni dalla società Alinari stessa, come Brogi, Anderson, Chaufourier e Fiorentini. La giornata di studi organizzata dell’Istituto di Storia dell’Arte, con la collaborazione della Fondazione Alinari (Fratelli Alinari. Fondazione per la storia della Fotografia), intende proprio indagare e porre l’attenzione su questo stretto legame che ha inizio nel 1934 quando Vittorio Cini, detenendo personalmente e attraverso le società collegate la quasi totalità delle azioni della ditta fiorentina, diventa proprietario e ‘dominus’ di Alinari, e che trova poi naturale sviluppo negli anni sessanta con il passaggio della società alla Fondazione Giorgio Cini, la quale, attraverso il proprio Istituto di Storia dell’Arte, detterà per un decennio gli indirizzi delle nuove campagne fotografiche. Elemento quest’ultimo di non secondaria importanza, che sarà approfondito anche ripercorrendo la storia della Fototeca, dalle sue origini all’acquisizione delle importanti raccolte fotografiche che ne hanno fin da subito determinato la specifica fisionomia (si pensi alle fototeche personali di Raymond Van Marle, Giuseppe Fiocco, Rodolfo Pallucchini o a quella del fotografo fiorentino Nicolò Cipriani).

Scarica il programma


 

L’attività è riconosciuta dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, in seguito alla stipula del protocollo d’intesa (articolo 4), datato 8 marzo 2017.

Architettura immaginata. Disegni dalle raccolte della Fondazione Giorgio Cini

Dal 20 aprile al 17 settembre la Galleria di Palazzo Cini a San Vio inaugura la stagione espositiva 2018 con una mostra che unisce in maniera originale la bellezza del disegno alle catturanti architetture dell’inganno: Architettura Immaginata è un’esposizione che mette in risalto, attraverso l’esposizione di un centinaio di disegni, la ricchezza della raccolta Antonio Certani della Fondazione Giorgio Cini, eccezionale collezione di oltre 5.000 disegni acquisita da Vittorio Cini nel 1962, che raccoglie molti generi e numerosi esponenti della celebre scuola bolognese dal Cinque all’Ottocento. Grazie ad Assicurazioni Generali, main partner della Galleria fin dalla sua riapertura nel 2014 e da molti anni sostenitore istituzionale della Fondazione Cini, la stagione espositiva sarà aperta al pubblico fino al 19 novembre 2018.

Curata da Luca Massimo Barbero, Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, e dagli studiosi dell’Istituto stesso, la mostra condurrà il visitatore in un viaggio affascinante tra disegni legati all’architettura illusiva e di ornato: quadrature, sfondati, prospettive, scenografie e campionari di oggetti come cartouches, vasi ornamentali ed elementi decorativi che spesso ornano le architetture dipinte, talmente visionari e curiosi da rappresentare quasi le radici del design.

“Questa mostra segna un nuovo capitolo del percorso di valorizzazione delle collezioni intrapreso dall’Istituto di Storia dell’Arte, nel quale rientrano gli studi sfociati nelle importanti pubblicazioni relative alla raccolta di arte antica conservata nella Galleria di Palazzo Cini e alla collezione di miniature, ma anche la digitalizzazione e la catalogazione dei fondi documentali e fotografici e le attività del Centro Studi Vetro. – afferma Barbero – Con Architettura Immaginata vogliamo mostrare al grande pubblico capolavori in parte mai esposti, opere rare e affascinanti che rappresentano al meglio un’epoca effervescente in cui l’architettura come inganno, cioè l’architettura disegnata e dipinta, rappresentava il cuore dell’espressione artistica”. Ma non mancherà in mostra una sezione dedicata a quei repertori di ornato in cui la potenza dell’immaginazione e la maestria tecnica si esprimono con forza sorprendente in forme zoomorfe e antropomorfe e in un florilegio di dettagli.

La raccolta Certani, costituita nella prima metà del secolo scorso dal violoncellista e compositore emiliano Antonio Certani (Vedrana di Budrio, 1879 – Bologna, 1952), è uno dei fondi di grafica più rilevanti conservati da un’istituzione privata e dedicati principalmente al disegno bolognese ed emiliano. Acquistata dal bibliofilo e antiquario Tammaro De Marinis, rischiò di essere smembrata e poi dispersa; a garantirne la preservazione intervenne la decisione di Vittorio Cini di acquistarla e destinarla come fondo integro all’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione, consentendone così la conservazione e lo studio.

Architettura Immaginata vuole essere un nuovo appuntamento per il grande pubblico, un’occasione per visitare Palazzo Cini e conoscere al contempo un aspetto finora in parte sconosciuto delle grandi collezioni della Fondazione Giorgio Cini, di cui la casa museo costituisce una vitale e affascinante cornice.

La vetreria Cappellin

In correlazione tematica con la prossima mostra autunnale La vetreria Cappellin e il giovane Carlo Scarpa, il Centro Studi del Vetro coordinerà il Convegno internazionale che in tale circostanza non vede direttamente protagonista la Venini ma, come naturale passaggio del testimone rispetto all’evento espositivo chiusosi a gennaio presso Le Stanze del Vetro, approfondirà la storia della vetreria Maestri Vetrai Muranesi Cappellin & C. che Giacomo Cappellin fondò dopo la chiusura del rapporto con Paolo Venini e con la V.S.M. Cappellin Venini & C.

Questa giornata di studi verterà sull’intera produzione della vetreria Cappellin (attiva dal 1925 al 1931), mettendo in particolare evidenza il contributo artistico di Carlo Scarpa, relativamente alla sua attività durante gli anni Venti e al suo rapporto con le arti, alla produzione e all’attività espositiva della Cappellin a Parigi e negli Stati Uniti, nonché ai rapporti instaurati dall’azienda con gli artisti del contesto torinese, con un approfondimento sulla sua singolare produzione di vetrate.

SCARICA IL PROGRAMMA

«Saggi e memorie di storia dell’arte» 40

SOMMARIO

  • Laura Aldovini, David Landau, Silvia Urbini, Rinascimento di carta e di legno. Artisti, forme e funzioni della xilografia italiana fra Quattrocento e Cinquecento
  • Marsel Grosso, Su alcuni aspetti della biografia vasariana di Battista Franco “pittore viniziano”
  • Paolo Delorenzi, Una divinità nella bottega dello scrittore. Cronache d’arte tra Sei e Settecento dalla “Pallade Veneta”
  • Massimo Favilla, Ruggero Rugolo, Le “deliranti fantasie” barocche di Giovanni Comin, Enrico Merengo, Antonio Molinari, Giacomo Piazzetta e Domenico Rossi
  • Francesca Marcellan, L’opera di Francesco Bertos e Giambattista Tiepolo in Villa Pisani a Stra. Una lettura iconologica
  • Ileana Della Puppa, Il restauro come salvaguardia della storia dell’opera. Alcune osservazioni di metodo
  • Gianluca Tormen, Il viaggio di Tommaso degli Obizzi nel 1797-98. Storia, arte e collezionismo nelle memorie di un inedito taccuino
  • Alessandro Del Puppo, Vittore Carpaccio. La fortuna moderna di un maestro antico (parte prima)
  • Roberto De Feo, Intrecci letterari, sociali e artistici intorno a Sei statuette d’illustri italiani fatte da Bartolomeo Ferrari al nob. Papadopoli
  • Sara Filippin, La Pala d’oro nella Basilica di San Marco tra incisione e fotografia
  • Timo Keinanen, Experimenting with Glass Design. Glass Objects by Aili Salli Ahde and Salme Setälä from the 1920s
  • Luca Vianello, De Toffoli, Viani, Salvatore: Venezia 1948-1958. Fonti per una linea della scultura italiana 

«Arte Veneta» 73 (2016)

INDICE

  • Cristina Guarnieri, Una pala ribaltabile per l’esposizione delle reliquie: le Storie di Santa Lucia di Jacobello del Fiore a Fermo
  • Massimo Negri, Rileggendo la scultura vicentina di primo Quattrocento. Novità per Nicolò da Venezia, Antonio da Mestre e il Maestro dei Boccalotti
  • Paolo Delorenzi, Ex fumo lucens. Giorgio Fossati, Francesco Fontebasso e una raccolta di modelli per camini

Segnalazioni

  • Alessandro Simbeni, Un palinsesto di primo Trecento in San Francesco a Mantova: due immagini a servizio della predicazione e la prima ricezione del giottismo padovano
  • Zuleika Murat, Un’aggiunta al catalogo di Guariento: il Cristo passo già Seligman
  • Matteo Procaccini, Il polittico involato dalla chiesa di Santa Susanna in Villagrande di Mombaroccio
  • Roberto Cobianchi, Un inedito ricamo del cosiddetto piviale di Gregorio XII riutilizzato in un piviale a Santa Sabina all’Aventino
  • Margaret Bordonaro, Desirae Peters, An Attribution: Villa La Pietra’s Madonna della Misericordia by Pietro da Vicenza
  • Andrea Di Lorenzo, Cristoforo Caselli nel Museo Poldi Pezzoli
  • Peter Humfrey, Pietro degli Ingannati as a Painter of Mythologies
  • Ettore Napione, Considerazioni a margine della monografia sui De Levis di Charles Avery: lo scultore Angelo Rossi nella Verona di fine Cinquecento
  • Amalia Pacia, Agostino, Bartolomeo Litterini e Andrea Fantoni: un cantiere artistico tra Venezia e Bergamo
  • Enrico Lucchese, Addenda alla prima attività viennese di Antonio Bellucci
  • Pietro C. Marani, Suggestioni leonardesche nella cultura e nelle caricature di Anton Maria Zanetti dell’Album Cini
  • William Barcham, A New Study on ‘Venezia altrove’, Venetian Painters Working in German Lands in the Eighteenth Century
  • Massimo Favilla, Ruggero Rugolo, Un disegno di Carpoforo Mazzetti Tencalla dalle raccolte del Museo Correr
  • Renzo Mangili, Hayez occasionale copista

Carte d’archivio

  • Nathaniel Silver, Two New Documents for Nicoletto Semitecolo
  • Giuseppe Sava, “Francesco Terilli intagliador in Venetia”: la società con Jacopo Zane a Robegano e una lettura degli esordi
  • Marina Magrini, Anton Maria Zanetti il vecchio a Francesco Algarotti, due veneziani “cittadini” europei

ebook Bibliografia dell’arte veneta (2015)
a cura di Paolo Delorenzi (periodici) e Meri Sclosa (monografie)

Virgilio Guidi. I disegni della Fondazione Giorgio Cini

Il volume presenta il catalogo dei cento disegni di Virgilio Guidi (Roma 1891 – Venezia 1984) donati dal critico Enzo Di Martino all’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini. Questo nucleo grafico, perlopiù  inedito, costituisce una significativa testimonianza del multiforme e longevo percorso artistico di uno dei maestri del Novecento italiano. Da alcune prime prove databili agli anni Dieci fino a quelle dell’ultimo periodo di attività, il corpus permette di rileggere i grandi temi dell’arte guidiana – dagli Incontri alle Figure nello spazio, dalle Marine ai Grandi alberi – rivelando l’aspetto più intimo e “segreto” del suo creare.

In linea con la vocazione per lo studio del disegno che caratterizza l’attività dell’Istituto di Storia dell’Arte, il volume costituisce una prima ricostruzione critica dell’opera su carta di Guidi, ancora oggi poco nota e indagata, su cui si soffermano i saggi di Enzo Di Martino, Luca Massimo Barbero e Chiara Mari. A partire dall’analisi dei singoli fogli, riproposti in una sequenza cronologica e tematica, il volume intende restituire un contesto ampio di riferimenti e aprire strade di indagine per ulteriori approfondimenti, leggendo l’opera grafica in parallelo alla produzione pittorica e indagandone la fortuna critica ed espositiva.

La giovinezza di Tintoretto

In occasione del quinto centenario della nascita di Jacopo Tintoretto, l’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini presenta gli atti del convegno dedicato al grande artista veneziano, annoverato fra i più originali interpreti della stagione manierista.
In armonia con una proficua tradizione di studi dedicati all’arte veneta, e in ideale continuità con le fondamentali ricerche di Rodolfo Pallucchini, si è voluto contribuire alla celebrazione del maestro – in opportuno anticipo rispetto al momento più specificamente commemorativo – con una riflessione critica capace di restituire la complessità culturale ed artistica del suo periodo giovanile.
È sembrato importante dare un segno di concreta presenza istituzionale nel panorama degli studi storico-artistici, ospitando un convegno di respiro internazionale (28 – 29 maggio 2015) e dando seguito alla pubblicazione degli interventi, qui raccolti secondo le linee tematiche definite nel corso delle giornate di studio. Si possono così ripercorrere i tratti salienti che hanno animato il confronto fra studiosi: la ridefinizione di stile giovanile, l’articolata indagine dei contesti storico- documentari, nonché la proposta di nuove letture iconografiche ed iconologiche. Dopo il volume dedicato a Paolo Veronese, è questo il secondo tassello di un progetto editoriale che, ponendosi nel solco di una storia prestigiosa, ha trovato configurazione nella collana riservata agli atti dei convegni, presentata nel 2016 con una nuova veste grafica ed estetica, curata da Lineadacqua Edizioni.

Lo specchio del gusto. Vittorio Cini e il collezionismo d’arte antica nel Novecento

«La collezione Cini è la più importante collezione fatta in Italia negli ultimi cinquant’anni. […]». Così esordiva il grande storico dell’arte Federico Zeri – già consulente del conte Cini – nel 1984, celebrando uno dei maggiori collezionisti italiani della prima metà del Novecento. Nello stesso anno veniva allestita, in quella che era stata la dimora veneziana di Vittorio Cini, l’esposizione permanente di un nucleo di pregio della sua raccolta, donato nel 1981 dalla figlia Yana Cini Alliata di Montereale. Il monumento al suo mecenatismo restava comunque il castello di Monselice, dove una parte delle sue collezioni, come la celebre armeria, era stata ordinata dalla geniale personalità di Nino Barbantini.
A quarant’anni dalla scomparsa, la Fondazione Giorgio Cini intende celebrare il suo Fondatore proprio per l’intensa attività d’illuminato collezionista di opere d’arte antiche, tra i maggiori del secolo scorso. Le celebrazioni comprenderanno una giornata di studio, il 14 novembre, incentrata sulla figura di quello che Zeri definì ‘l’ultimo doge’ di Venezia.

L’incontro prevede nella mattinata interventi che toccheranno vari aspetti della sua personalità di collezionista, concentrandosi in particolare sulle figure di storici dell’arte e antiquari che gli furono amichevoli collaboratori e consulenti, come Nino Barbantini, Federico Zeri, Bernard Berenson. Nel pomeriggio altre relazioni illustreranno invece gli elementi di contiguità e le differenze di Vittorio Cini rispetto ad altri collezionisti a lui contemporanei del calibro di Angelo Costa, Riccardo Gualino, Guido Cagnola e Aldo Crespi.

L’attività è riconosciuta dall’Ufficio Scolastico Regionale per il Veneto, in seguito alla stipula del protocollo d’intesa (articolo 4), datato 8 marzo 2017.