Istituto di Storia dell'Arte Archives - Pagina 29 di 31 - Fondazione Giorgio Cini

Gli arazzi della Fondazione Giorgio Cini

Secondo il progetto iniziale, questo libro avrebbe dovuto contenere unicamente la catalogazione della raccolta di arazzi antichi di proprietà della Fondazione Giorgio Cini di Venezia.
Si tratta di una varia, interessante, sontuosa collezione di arazzi, poco nota agli studiosi e al grande pubblico, solo in parte riprodotta e mai organicamente studiata, formata da opere franco fiamminghe, fiamminghe e francesi databili tra il XV e il XVIII secolo, per lo più ospitate ed esposte nella sede della Fondazione.

È però anche apparso chiaro, in corso d’opera, che il volume avrebbe conseguito un più durevole valore e avrebbe meglio assolto a un intento anche commemorativo nei confronti della Fondazione e del suo istitutore, se avesse potuto dare testimonianza dell’intera raccolta di antichi arazzi a suo tempo formata da Vittorio Cini.

Alle schede degli arazzi conservati presso la Fondazione Cini a San Giorgio Maggiore, già di Vittorio Cini (nn. 3-7, 9-18) e di Leonardo Vitetti (nn. 1-2, 8), segue perciò, in questo volume, la descrizione e lo studio degli arazzi (nn. 19-25) che Vittorio Cini acquisì in un breve giro di anni, entro il 1940, per collocarli nel castello di Monselice.

 

INDICE

Giuseppe Pavanello, Presentazione

Vittorio Cini, Nino Barbantini e gli arazzi antichi

Catalogo degli arazzi

I. Gli arazzi della Fondazione Giorgio Cini
II. Gli arazzi già di Vittorio Cini nel Castello di Monselice

Appendice

Bibliografia
Indice dei nomi

Arte Veneta 61

INDICE

  • Serena Bagnarol, Due tavole veneziane del primo trecento in San Giusto a Trieste
  • Emanuela Daffra, Matteo Ceriana, Il polittico di San Bartolomeo di Cima da Conegliano
    1. Note ed approfondimenti 2. La cornice e le statue lignee
  • Gianluca Tormen, Dipinti di Andrea Schiavone da palazzo Savorgnan
  • Renzo Fontana, Jacopo Bassano a Vicenza. La pala di Sant’Eleuterio: questioni iconografiche e cronologiche
  • Daniele D’Anza, Pittori e mecenati. Joseph Heinz il Giovane artista dei Corner tra Venezia e Roma
  • Denis Ton, Tiepolo e Vico: il ‘Trionfo dell’Eloquenza’ in palazzo Sandi
  • Andrea Tomezzoli, Una nota discorde nel giardino di Armida: la raffigurazione dei “Nani” nella statuaria veneta da giardino del Sei e Settecento 

Segnalazioni

  • Elisabetta Francescutti, Un’aggiunta al “corpus” di Johannes Teutonichus
  • Maria Walcher Casotti, Un episodio controverso di Dürer a Venezia: il viaggio a Bologna
  • Enrico Maria Dal Pozzolo, Aggiornamenti su Giovanni Bonconsiglio
  • Diana Gisolfi, Paolo Veronese e i Benedettini della congregazione castinese: un caso di committenza del Cinquecento
  • G. Koester, Una portantina da processione di Sebastiano Serlio per la Scuola Grande di San Rocco
  • Luca Trevisan, Un dipinto di Parrasio Micheli a Vicenza e la scoperta di inediti documenti d’archivio
  • Denis Ton, Un nuovo quadro mitologico di Antonio Molinari a Bratislava
  • Janet Seiz, George Knox, Un soffitto attribuito a Gaspare Diziani e ai Valeriani: da Ca’ Dandolo al Butterworth Center di Moline
  • Ismaele Chignola, Gli affreschi di Tiepolo a palazzo Valle Marchesini: nuovi elementi per una datazione

Restauri

  • Manuela Villani, Il Battistero di San Marco a Venezia: la campagna ottocentesca di restauro del manto musivo
  • Luca Caburlotto, Donata Samadelli, Il restauro della Pala di Castelfranco di Giorgione
  • Amalia Donatella Basso, Claudio Spagnol, La chiesa dei Santi Cosma e Damiano alla Giudecca

Cronache

Fabrizio Magani, Gaspare Vanvitelli e le origini del vedutismo: le mostre di Roma e Venezia

Bibliografia dell’arte veneta: 2003
edito da Denis Ton

Arte Veneta 60

INDICE

  • Enzo De Franceschi, I mosaici della cappella di Sant’Isidoro nella basilica di San Marco a Venezia
  • Sergio Marinelli, Paris Bordon: il “Cristo al Limbo” di Ca’ Foscari
  • Paola Rossi, La decorazione scultorea dell’altare di Sant’Antonio ai Frari: per un profilo di Bernardo Falconi
  • Giuseppe Pavanello, I dipinti di palazzo Carminati
  • Bert W.Meijer, Disegni di Antonio Balestra
  • Paola Betti, Nuovi ritrovamenti per la Galleria Conti di Lucca
  • Paolo Mariuz, Antonio Canova: la “Memoria onoraria del principe Prosper von Sinzendorf”, ovvero “Stele di Ottavio Trento”

Segnalazioni

  • Tobias Leuker, Orgoglio e devozione. Iconografia e funzioni della pala Cassotti di Andrea Previtali
  • Chiara Rigoni, Proposta per Paris Bordon a Vicenza
  • Irina Artemieva, La “Sommersione del faraone” di Lambert Sustris
  • Vincenzo Mancini, Per Lambert Sustris disegnatore
  • Stefano Pierguidi, Sull’iconografia dell’apparato dei “Sempiterni” di Giorgio Vasari
  • Annalisa Scarpa, Due Amigoni ritrovati
  • Alberto Craievich, “Avendo l’arte sua per fine principalissimo il diletto”: note su alcuni disegni di Francesco Algarotti
  • Catherine Whistler, L’aspetto mutevole della “Veduta di Dolo sul Brenta” di Oxford
  • Denis Ton, Affreschi di Giuseppe Angeli nel santuario del Cristo di Arzerello

Carte d’archivio

  • Liliana Leopardi, Carlo Crivelli e Tarsia: un nuovo documento
  • Andrew Hopkins, Longhena proto e architetto: disegni e documenti per le aree attorno alla Piazza

Restauri

Alberto Craievich, Antonio Pellegrini nella chiesa veneziana delle Eremite

Cronache

W.R. Rearick, Le mostre di Tiziano del 2003

Letture

  • Matteo Ceriana, Un volume sulla cappella Badoer-Giustinian in San Francesco della Vigna
  • Lorenzo Finocchi Ghersi, Un volume sul camino veneto del Cinquecento
  • William Barcham, Lettere artistiche del Settecento veneziano

Acquisizioni

Anna Maria Spiazzi, Un affresco di Paolo Veronese dalla Soranza

In memoriam
Adriano Mariuz

Bibliografia dell’arte veneta: 2002 a cura di Denis Ton

Arte Veneta 62

INDICE

  • Natacha Piano, I mosaici della cattedrale di Torcello: l’interazione fra architettura e iconografia attraverso il tema della porta
  • Marta Minazzato, Polittici nelle miniature venete del Tre e Quattrocento
  • Anne Markham Schulz, L’altar maggiore della chiesa veneziana della Misericordia e le sculture di Giovanni e Bartolomeo Bon per la Scuola Vecchia della Misericordia
  • Sergio Marinelli, Gregorio Lazzarini e Simone Brentana
  • Monica De Vincenti, Bozzetti e modelli del “Bernini Adriatico” Giusto Le Court e del suo “miglior allievo” Enrico Merengo

Segnalazioni

  • Antonio Diano, Le riproduzioni del Santo Sepolcro e le Venezie medievali. Paradigmi di un’assenza
  • Antonio Boscardin, Padova nella “Tempesta”
  • Vittoria Markova, Una nuova versione della “Venere giacente” di Bernardino Licinio
  • Vincenzo Mancini, Per l’iconografia di Andrea Gritti
  • Nicola Locatelli, Ancora sul tabernacolo della chiesa dell’Umiltà a Venezia
  • Irina Artemieva, Un fregio del Padovanino all’Ermitage
  • Mario di Giampaolo, Fra Semplice da Verona: ancora un disegno per la pala del Redentore
  • Ugo Ruggeri, Un dipinto di Antonio Arrigoni a Palazzo Ducale
  • Federica Millozzi, Un dipinto inedito giovanile di Girolamo Brusaferro
  • Francesca Flores d’Arcais, Sebastiano Ricci in palazzo Fulcis
  • Debora Tosato, Precisazioni su un dipinto di Balestra in collezione Sanvitale a Parma
  • Enrico Lucchese, Per la grafica di Rosalba Carriera: i ritratti di Edward Walpole ed Henry Hyde Cornbury
  • Alberto Craievich, Per Giambattista Crosato: un bozzetto e alcuni dipinti profani
  • Massimo De Grassi, Lorenzo Mattielli e Orazio Marinali: nuove acquisizioni

Carte d’archivio

  • Elisabetta Barile, Una lettera autografa di Bartolomeo Sanvito a Marco Antonio Morosini
  • Maria Teresa De Lotto, Per la biografia di Camillo Mariani: nuove fonti sul periodo romano
  • Andrew Hopkins, Nel nome del padre: due lettere giovanili di Longhena
  • Andrea Tomezzoli, Lettere di Giambettino Cignaroli, Gaetano Cignaroli e Antonio Canova
  • Giuseppe Pavanello, La villa Pisani di Stra in età napoleonica: nuovi documenti

Restauri

  • Fabio Coden, Santa Sofia a Padova: l’interpretazione di un monumento medievale nei restauri dell’Otto e del Novecento
  • Roberta Battaglia, I dipinti di Gaspare Diziani per la Scuola dei Mercanti da vin a San Silvestro

Ricerche

Per un Atlante della statuaria veneta da giardino I
a cura di Monica De Vincenti, Simone Guerriero

In memoriam

  • Alessandro Bettagno
  • W.R. Rearick
  • Terisio Pignatti

Bibliografia dell’arte veneta: 2004
a cura di Denis Ton

Venezia da Stato a Mito

La mostra, che la Fondazione Giorgio Cini, realizzando una iniziativa della Regione del Veneto per l’anno bicentenario della caduta della Repubblica di Venezia, ha tenuto dal 31 agosto al 30 novembre 1997, ha presentato in centocinquanta opere, tra le più suggestive della storia della pittura, le immagini che i maggiori artisti “veneziani” hanno dedicato all’illustrazione dei grandi eventi, ai simboli del potere, ai protagonisti e alla vita pubblica, della società e dello stato. Vi sono opere che da Carpaccio, Tiziano, Paolo Veronese, Batoni, Palma, passando per alcuni più significativi capolavori della scultura, arrivano fino a Canaletto, Tiepolo e Guardi, su cui quella millenaria vicenda si chiude. Ma nello stesso tempo si allarga e si rinnova per il grande fascino – il “mito” di Venezia – che dal tramonto del neoclassicismo e fino al presente la città ha continuato ad esercitare. Da Turner a Bonington a Ruskin a Whistler, dai Romantici tedeschi agli Impressionisti francesi, alla attiva scuola americana di cui si espongono numerose, rare evocazioni dei “luoghi” della città, agli italiani da Hayez fino a Boccioni e via via lungo i decenni del Novecento, presenta una scelta essenziale di “momenti” di eccezionale qualità.
La mostra – con prestiti provenienti dai grandi musei di quei paesi che hanno voluto partecipare a questo evento: non una celebrazione, ma la riaffermazione dei valori che Venezia continua a testimoniare e di cui è simbolo perenne – è stata curata da Alessandro Bettagno con la collaborazione dei nomi più autorevoli, italiani e stranieri, in questo campo di studi.

Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore
31 agosto – 30 novembre 1997

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Archivi della pittura veneziana. Ettore Tito (1859-1941)

La mostra percorre, attraverso un centinaio di opere (oltre settanta dipinti, la maggior parte dei quali di grandi dimensioni e una folta scelta di disegni) l’intera carriera artistica di un maestro della pittura veneziana che, vissuto in un periodo di frontali contrapposizioni tra tradizione e avanguardia, dopo anni di successi e riconoscimenti internazionali, ha forse subìto il pregiudizio, quando non la dimenticanza di un tempo di permanenti mutamenti.

Artista di grande sensibilità coloristica, che si manifesta soprattutto nelle vedute e paesaggi lagunari e nelle scene di animazione popolare (come nella festa in Piazza San Marco per l’inaugurazione del nuovo campanile), ma anche pittore di figure e ritrattista di forte impianto e penetrazione (come in ritratti famosi, non solo di veneziani, da Albertini a Volpi, e in quelli femminili, di particolare suggestione ed eleganza), o nei nudi tra verismo e simbolismo, Ettore Tito è stato non soltanto la vedette di molte Biennali veneziane (1909, ’12, ’14, ’22), ma l’artista scelto – forse il solo possibile – per ricreare il soffitto tiepolesco della chiesa degli Scalzi, distrutto durante la prima guerra mondiale, di cui in mostra è presente il grande modello.

Con questa esposizione la Fondazione Giorgio Cini, dopo un cinquantennio di mostre dedicate soprattutto allo studio dell’arte veneta dei grandi secoli, affronta, con gli strumenti di una critica più consapevole e aperta, un capitolo spesso ignorato o frainteso dell’evoluzione artistica veneziana, a partire dall’unità nazionale, meritevole di una analisi storica spassionata e senza pregiudizi.
La mostra a cura di Alessandro Bettagno, si è valsa della collaborazione specialistica di Fernando Mazzocca, degli studi recenti di Anna Mazzanti, e delle ricerche di archivio di Giorgio Fossaluzza autori del catalogo edito da Electa.

 

Venezia, Isola di San Giorgio Maggiore
5 settembre – 29 novembre 1998

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Da Paolo Veneziano a Canova

Nelle sale della Fondazione Giorgio Cini sono esposte 72 opere, provenienti dai maggiori Musei del Veneto, scelte tra le molte restaurate con finanziamenti regionali negli ultimi venti anni; soprattutto dipinti e affreschi, ma anche sculture, arazzi e tessuti che consentono di tracciare un articolato itinerario dell’arte veneta nelle sue fondamentali stagioni, dal Trecento al primo Ottocento. Un’occasione per ritrovare gli indiscussi protagonisti della civiltà artistica di Venezia e del Veneto, e per avvicinarsi ad altre personalità, che testimoniano la vivacità della ricerca stilistica in cui si perpetua, nei secoli, una dinamica di rapporti tra Venezia e le altre città del territorio. Alcuni centri possono così vantare, in determinate fasi, manifestazioni artistiche che assumono caratteri peculiari e di vera e propria scuola o che si distinguono per un’alta tradizione di botteghe.

Negli anni dell’immediato dopoguerra si sono svolti indimenticabili eventi espositivi che hanno avuto per protagonisti le maggiori espressioni dell’arte veneta, e la stessa Fondazione Cini si è fatta promotrice della pubblicazione di molti cataloghi dei Musei del Veneto. Seguendo questo percorso, la Fondazione ha colto l’occasione offertale ora dalla Regione, per un viaggio pittorico che, partendo da Venezia, si allarga al territorio per scoprire una ricchezza non ancora pienamente conosciuta e il restauro diventi momento di studio e di analisi per nuovi contributi scientifici alla ricerca.

Le civiltà  del libro e la stampa a Venezia

La mostra – che la Fondazione Giorgio Cini e la Biblioteca Nazionale Marciana presentano congiuntamente – nasce nell’ambito dell’Incontro Intenazionale di Studi “Which God for Which Humanity? Religions question themselves“, tenutosi dal 23 al 28 maggio nella sede della Fondazione Cini, a Venezia, nell’isola di S. Giorgio Maggiore. Una mostra dedicata al libro veneziano a stampa di argomento sacro è apparsa iniziativa particolarmente adatta a sottolineare le ragioni e il significato della scelta di Venezia a sede di un convegno interreligioso.

Venezia, emporio mediterraneo aperto al mondo, per secoli punto di convergenza di genti di ogni stirpe, cultura e fede, celebra nel campo specifico della stampa la sua vocazione cosmopolita. Dal 1469, anno in cui vi fu introdotta la nuova arte della stampa, sino alla metà del Cinquecento, Venezia fu il maggior centro di produzione libraria del mondo. Un continuo affluire, da ogni paese dell’Europa, di capitali, di imprese, di capacità tecniche e commerciali, un convergere di scrittori, traduttori, filologi, miniatori, incisori, ideatori di testi, di immagini, di tecniche e di caratteri tipografici, in un clima di intensa creatività, faceva di Venezia la vera capitale del libro. La benevola tolleranza del governo patrizio favoriva lo straordinario sviluppo dell’industria tipografica che, vivacissima sino al secondo Cinquecento, dopo un periodo di stasi riprese forza e prestigio nel tardo Seicento, mantenendo un alto livello fino alla caduta della Repubblica (maggio 1797).

Oggetto principale della produzione libraria veneziana era il libro religioso: i testi sacri nelle varie lingue e quelli destinati al culto. Nella mostra si espongono libri, stampati a Venezia, in ebraico, greco, latino, italiano, armeno, ceco, croato, serbo, turco, arabo. Si possono vedere libri a stampa destinati agli islamici, agli ebrei di varie comunità della diaspora, ai cristiani delle più varie nazioni e dei più diversi riti. I caratteri tipografici sono i più vari, romano, gotico, greco, armeno, glagolitico, cirillico, arabo.

I volumi esposti appartengono alle raccolte della Fondazione Giorgio Cini e della Biblioteca Marciana, integrate da alcuni preziosissimi pezzi gentilmente prestati dai conventi veneziani di S. Michele in Isola e di S. Francesco della Vigna, dal monastero mechitarista di S. Lazzaro degli Armeni, dalla Biblioteca Estense di Modena e da due collezionisti privati. Molti libri esposti sono di grande rarità; di alcuni è nota soltanto la copia in mostra.

 

Venezia, Libreria Sansoviniana
27 maggio – 29 luglio 2000

 

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Capolavori dalle collezioni della Fondazione Giorgio Cini

Dopo alcuni decenni – memorabili le esposizioni di miniature e disegni a Tokyo, Teheran e in varie città della Germania alla fine degli anni ’60 – importanti nuclei delle più preziose collezioni donate da Vittorio Cini alla Fondazione tornano a essere presentati nei maggiori musei europei e mondiali.

70 disegni scelti dal corpus di quasi 7.000 posseduti dalla Fondazione (tra gli altri i Carracci, il Guercino, Guido Reni, Giambattista e Giandomenico Tiepolo, i Bibiena, il Domenichino), 14 grandi fogli miniati del XV secolo dei 350 posseduti, il manoscritto miniato del Martirologio dei Battuti Neri di Ferrara, 6 libri a stampa figurati del Rinascimento tra gli oltre 2000 incunaboli e cinquecentine delle collezioni, un volume di incisioni di Vincenzo Coronelli “Singolarità di Venezia”, nonché i due capolavori su tavola di Dosso Dossi Scena allegorica e di Pontormo Doppio ritratto di amici sono esposti all’Israel Museum di Gerusalemme, per celebrare la riapertura delle rinnovate gallerie dei dipinti antichi del museo.

Assieme ai capolavori della Fondazione Cini è esposta una importante collezione di bronzi del Rinascimento del collezionista newyorkese Alexis Gregory. Questa collezione, recentemente donata al Fogg Art Museum dell’Harvard University, comprende capolavori di Riccio, Aspetti, Roccatagliata, Sansovino, Algardi e della Porta.

 

Gerusalemme, Israel Museum
4 giugno – 9 settembre 2000

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Capolavori dalle collezioni della Fondazione Giorgio Cini

14 grandi fogli miniati del XV secolo e i 6 libri a stampa figurati del Rinascimento provenienti dall’esposizione all’Israel Museum di Gerusalemme, a cui si aggiungono altri 15 disegni dei maggiori maestri, sono esposti al Museum of Cycladic Art – Goulandris Foundation di Atene.

Assieme ai capolavori della Fondazione Cini è esposta una importante collezione di bronzi del Rinascimento del collezionista newyorkese Alexis Gregory. Questa collezione, recentemente donata al Fogg Art Museum dell’Harvard University, comprende capolavori di Riccio, Aspetti, Roccatagliata, Sansovino, Algardi e della Porta.

Atene, Goulandris Foundation
4 ottobre 2000 – 19 marzo 2001

Contatti:
Goulandris Foundation,
4 Neophytou Douka Str., GR-106 74 Athens
(New Wing – The Stathatos House: Vassilissis Sophias & 1 Herodotou Str.)
tel. +30 210 72 28 321 3
e-mail: [email protected]
Museum of Cycladic Art: http//www.cycladic-m.gr