Fondazione Giorgio Cini Archives - Pagina 2 di 2 - Fondazione Giorgio Cini

“Multa renascentur”. Tammaro De Marinis studioso, bibliofilo, antiquario, collezionista.

Il volume rende conto degli esiti del convegno tenuto presso la Fondazione Giorgio Cini e organizzato dall’Istituto di Storia dell’Arte nell’occasione dei 50 anni dalla morte di Tammaro De Marinis (1878-1969), napoletano di nascita e fiorentino d’adozione.

 

La pubblicazione raccoglie i contributi di oltre venti relatori che hanno approfondito la figura di De Marinis, precoce e instancabile studioso di legature, manoscritti e libri illustrati, bibliofilo e collezionista di gusto raffinato, attivissimo e colto antiquario. Sia a seguito dei suoi lavori di ricerca, sia per la propria attività antiquaria, si riscontrano testimonianze del suo passaggio nelle più importanti istituzioni culturali italiane ed europee, con qualche traccia lasciata anche oltreoceano.

 

Gli stretti legami con la Fondazione Giorgio Cini, dati dalla presenza a San Giorgio della sua biblioteca di lavoro, di una rilevante porzione 78 LETTERA DA SAN GIORGIO ANNO XXV N° 48 della sua collezione libraria antica e di numerosi documenti archivistici e di studio, sono alla base delle nuove ricerche di cui la Fondazione si è fatta promotrice.

ARCHiPub 01/001

Collana interdisciplinare curata dal Centro Digitale – ARCHiVe della Fondazione Giorgio Cini, dedicata alla ricerca contemporanea nelle Digital Humanities.

Nel primo contributo di questa nuova collana editoriale, Chiara Casarin rende omaggio agli illustri precedenti di ricerca, alle condizioni, alle esigenze e alle urgenze che hanno portato alla nascita di ARCHiPub. On Cultural and Digital Matters nell’ambito di ARCHiVe presso la Fondazione Giorgio Cini.

Rivisitazioni e innovazioni

Verso la metà del XX secolo si registra un significativo cambiamento di prospettiva nei compositori italiani che rivolgono attenzione alla produzione di Claudio Monteverdi. La fase precedente, dominata dalla figura di Gian Francesco Malipiero, era stata caratterizzata da un graduale avvicinamento alla musica monteverdiana mediante trascrizioni e messe in scena delle opere che perseguivano a vari gradi l’ideale di ricostruzione dell’originale, con una spiccata inclinazione filologica, ma che tuttavia non trascuravano maneggiamenti a livello strumentale. Dagli anni Cinquanta in poi la ricezione diventa marcatamente ‘creativa’ e si concretizza in forme di reinterpretazione strutturale di alcuni capolavori del Cremonese e di attualizzazione della strumentazione originale. Monteverdi è fatto rivivere non più con il prevalente intento nazionalistico delle generazioni immediatamente precedenti, che vedevano in lui il padre dell’opera in musica italiana, ma per la modernità del suo pensiero e della sua tecnica compositiva.

 

I contributi del presente volume, incentrati su composizioni ad oggi non indagate dalla letteratura musicologica o su brani di repertorio ora affrontati da una prospettiva nuova, dimostrano come a partire dalla trascrizione del Ritorno di Ulisse in patria di Luigi Dallapiccola (1942) e fino agli albori del nuovo millennio si assista a un variegato processo sia di integrazione e trascrizione di lavori monteverdiani con strumenti tradizionali (Luciano Berio, Fausto Razzi), sia di riscrittura che non tralascia l’ausilio delle nuove tecnologie (Bruno Maderna, Giorgio Battistelli, Ivan Fedele). In tutti i casi il lavoro di ‘riadattamento’ sonoro è sorretto da una attenta analisi della produzione di Monteverdi, anche al fine di trasferire tratti del suo artigianato in lavori da essa del tutto indipendenti sul piano del contenuto e della poetica (Luigi Nono). Altrettanto variegati sono stati gli esiti dei compositori che hanno firmato le regie di opere monteverdiane (Sylvano Bussotti, Egisto Macchi) o hanno arricchito il modello originario con antefatti e sequel (Domenico Guaccero, Claudio Ambrosini).

 

I sette saggi sono firmati da Rodolfo Baroncini, Angela Carone, Michele Chiappini, Paolo Dal Molin, Mila De Santis, Alessandro Maras, Federica Marsico.

 

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Music of the Twenty-First Century Diasporas: Research and Methods

Il volume Music of the Twenty-First Century Diasporas: Research and Methods è il terzo di una serie di pubblicazioni on-line che l’IISMC promuove a partire dai propri seminari internazionali di etnomusicologia. Si tratta di una serie che affronta temi di ricerca attuali e originali contribuendo ad un dibattito internazionale sulla disciplina e allo stesso tempo costituendo un importante strumento didattico, soprattutto a livello universitario. Curato da Serena Facci e Giovanni Giuriati, il volume prende le mosse da un Seminario organizzato a San Giorgio nel 2020, appena prima dello scoppio della pandemia e, attraverso il contributo di diversi autori, in prevalenza italiani, intende fornire uno sguardo e una riflessione a più voci sulla vita musicale delle molte realtà migratorie che popolano l’Italia. Dai contributi emerge un quadro molto variegato sia per le particolarità delle culture musicali chiamate in gioco sia per le tematiche, che spaziano dall’interazione con gli italiani, alla trasmissione del sapere musicale tra le seconde generazioni, al ruolo dei musicisti e alla loro relazione dinamica con la “madrepatria”, al transnazionalismo delle musiche sacre, all’utilizzo delle tecnologie sempre più complice nella costruzione di sentimenti di appartenenza diluiti negli ampi confini diasporici. Una ampia introduzione di Serena Facci e due importanti saggi di Adelaida Reyes e Francesco Remotti contribuiscono lucidamente ad affrontare i nodi teorici che sottendono al volume. A questa parte teorica iniziale segue la presentazione di ricerche originali condotte da giovani studiosi riguardanti le pratiche musicali di diverse comunità diasporiche insediatesi in Italia in tempi recenti o da lungo tempo tra cui armeni, cinesi, ucraini, eritrei, sikh. Nell’ultima parte del volume vengono riprese, alla luce delle ricerche presentate, questioni di metodo riguardanti questo peculiare oggetto di ricerca intrinsecamente transnazionale. Come è naturale che sia, in una pubblicazione on-line sono presenti diversi link che rinviano ad esempi audio e video che illustrano attraverso la documentazione audiovisiva le ricerche rendendo questo volume pienamente multimediale.

 

 

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Religiographies

Rivista open-access e peer-reviewed, curata dal Centro Studi di Civiltà e Spiritualità Comparate della Fondazione Giorgio Cini.

Religiographies si dedica allo studio dei fenomeni religiosi, promuovendo un dialogo interdisciplinare tra storici, sociologi, antropologi, filosofi e psicologi. Misticismo, esoterismo e spiritualità sono i tre temi principali della rivista, che vengono esplorati nel loro contesto storico e culturale, mettendo in discussione le categorie tradizionali della religione. La sezione heterographie, dedicata a opere artistiche e visive, amplia la comprensione dei fenomeni trattati.

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[accordion_entry title=”Obiettivi e ambito”]
Religiographies è una rivista open-access e peer-reviewed dedicata allo studio dei fenomeni religiosi e pubblicata sotto il patrocinio del Centro Studi di Civiltà e Spiritualità Comparate della Fondazione Giorgio Cini. Dal 2025 è stata riconosciuta dall’ANVUR (agenzia del ministero dell’istruzione) come rivista scientifica per l’Area 11 (scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche), Religiographies mira a promuovere un approccio interdisciplinare, promuovendo il dialogo tra storici, sociologi, antropologi, studiosi letterari, filosofi e psicologi.
Inoltre, puntiamo a discutere quei temi che sono spesso trascurati dalle scienze sociali e umane – come il misticismo, l’esoterismo, la spiritualità – che, secondo le parole di Michel de Certeau, “perseguitano l’epistemologia scientifica”. Il nostro obiettivo non è quello di creare un’altra rivista sulle spiritualità alternative, ma di riportare questi temi al centro del dibattito sui fenomeni religiosi e culturali.
Incoraggiamo a decostruire e contestare le categorie – inclusa la parola stessa “religione” – non come un esercizio di stile, ma come pratica, mostrando con i dati raccolti sul campo, la porosità, permeabilità e la fragilità delle nostre categorie. Inoltre, miriamo a promuovere una storia antropologica e allo stesso tempo una socio-antropologia con una forte enfasi storica, con l’intenzione di evitare sia il presentismo socio-antropologico che una storia focalizzata solo su idee e istituzioni, ignorando la materialità, le emozioni, la vita quotidiana.
Infine, con il concetto di “etero-grafie” – rappresentazioni diverse – intendiamo dare spazio ad altre forme di rappresentazioni, come la fotografia, l’illustrazione, i video e le opere d’arte. Questi altri linguaggi permetteranno ai nostri autori – studiosi e artisti – di esplorare dimensioni al di là del quadro dell’oggettività e della coerenza proprie delle scienze sociali. Questa sezione, chiamata heterographies, non è strettamente scientifica: non sarà peer-reviewed, ma riceverà dei suggerimenti dagli editori e da altri autori.

 

Invitiamo la presentazione di articoli su tutti i fenomeni religiosi, con particolare attenzione a:

  • Approcci comparativi;
  • trasferimenti culturali: acculturazione, appropriazione, immaginazione;
  • continuità e discontinuità tra discorsi religiosi e pratiche di vita quotidiana;
  • prospettiva trans-storica, sottolineando le connessioni tra vecchie e nuove tendenze;
  • fenomeni liminali tra il “secolare” e il “religioso”;
  • il rapporto con l’alterità, inteso non solo come religioso, ma anche in termini di genere,
    orientamento sessuale ed etnia;
  • fenomenologia del corpo religioso: percezioni, emozioni, sensazioni e costruzione del corpo;
  • dibattiti epistemologici e metodologici sulla trasferibilità e traducibilità delle categorie
    di studi religiosi.

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[accordion_entry title=”Comitato Editoriale”]
Editor
Francesco Piraino, Fondazione Giorgio Cini / Harvard Divinity School

 

Editors
Mark Sedgwick , University of Aarhus
Dionigi Albera, CNRS-IDEMEC

 

Assistant editors
Elena Bernardinello, Fondazione Giorgio Cini
Eva Salviato, Fondazione Giorgio Cini

 

Copy editor and proofreader
Anna Fitzgerald

 

Book Reviews
Valentina Gaddi, Université de Montréal

 

Editorial board
Stefano Allievi, University of Padua
Egil Asprem, University of Stockholm
Katell Berthelot, CNRS–Aix-Marseille University
Francesco Cerchiaro, Radboud University
Andrea De Antoni, University of Kyoto
John Eade, University of Roehampton
Diana Espírito Santo, Universidad Catholica de Chile
Fabrizio Ferrari, University of Padua
Mattia Fumanti , University of St. Andrews
Giuseppe Giordan, University of Padua
Alberta Giorgi, University of Bergamo
Boaz Huss, Ben Gurion University
Salvatore La Mendola, University of Padua
Marco Pasi, University of Amsterdam
Enzo Pace, University of Padua
Stefania Palmisano, University of Turin
Vadim Putzu, Missouri State University
Khalid Razzhali, University of Padua
Antonio Rigopoulos, University of Ca’ Foscari
Armando Salvatore, University of McGill
Chiara Tommasi, University of Pisa
Fabio Vicini, University of Verona
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[accordion_entry title=”Religiographies vol.5″]
Religiographies vol.5 n.1 (2026)

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[accordion_entry title=”Religiographies vol.4″]
Religiographies vol.4 n.2 (2025)

Religiographies vol.4 n.1 (2025)
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[accordion_entry title=”Religiographies vol.3″]
Religiographies vol.3 n.2 (2024)
Religiographies vol.3 n.1 (2024)
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[accordion_entry title=”Religiographies vol.2″]
Religiographies vol.2 n.2 (2023)
Religiographies vol.2 n.1 (2023)
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[accordion_entry title=”Religiographies vol.1″]
Religiographies vol.1 n.1 (2022)
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Andrea Schiavone. Pittura, incisione, disegno nella Venezia del Cinquecento

Il volume, ospitato nella Collana riservata agli Atti dei convegni, presenta le relazioni discusse in occasione del Convegno internazionale di studi dedicato ad Andrea Schiavone. Pittura, incisione, disegno nella Venezia del Cinquecento, tenutosi nella primavera del 2016 presso la Fondazione Giorgio Cini e le Sale  monumentali della Biblioteca Nazionale Marciana.
Le giornate di studio, svoltesi in concomitanza con la mostra Splendori del Rinascimento a Venezia. Schiavone tra Parmigianino, Tintoretto e Tiziano (Venezia, Museo Correr), hanno permesso di mettere in luce aspetti inediti della produzione del grande maestro dalmata, restituendone sotto il profilo critico la complessità intellettuale ed artistica, nonché il singolare ruolo catalizzatore nell’articolato panorama artistico di pieno Cinquecento.

La giovinezza di Tintoretto

In occasione del quinto centenario della nascita di Jacopo Tintoretto, l’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini presenta gli atti del convegno dedicato al grande artista veneziano, annoverato fra i più originali interpreti della stagione manierista.
In armonia con una proficua tradizione di studi dedicati all’arte veneta, e in ideale continuità con le fondamentali ricerche di Rodolfo Pallucchini, si è voluto contribuire alla celebrazione del maestro – in opportuno anticipo rispetto al momento più specificamente commemorativo – con una riflessione critica capace di restituire la complessità culturale ed artistica del suo periodo giovanile.
È sembrato importante dare un segno di concreta presenza istituzionale nel panorama degli studi storico-artistici, ospitando un convegno di respiro internazionale (28 – 29 maggio 2015) e dando seguito alla pubblicazione degli interventi, qui raccolti secondo le linee tematiche definite nel corso delle giornate di studio. Si possono così ripercorrere i tratti salienti che hanno animato il confronto fra studiosi: la ridefinizione di stile giovanile, l’articolata indagine dei contesti storico- documentari, nonché la proposta di nuove letture iconografiche ed iconologiche. Dopo il volume dedicato a Paolo Veronese, è questo il secondo tassello di un progetto editoriale che, ponendosi nel solco di una storia prestigiosa, ha trovato configurazione nella collana riservata agli atti dei convegni, presentata nel 2016 con una nuova veste grafica ed estetica, curata da Lineadacqua Edizioni.

Il Teatro di Pierluigi Samaritani

Il Teatro di Pierluigi Samaritani. Catalogo dell’Archivio conservato alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia

In seguito alla donazione ricevuta da Simona Marchini e al lavoro d’inventariazione del materiale oggi afferente al Fondo Samaritani, il Centro Studi Teatro pubblica un volume monografico che indaga l’attività artistica dello scenografo piemontese.

Samaritani è stato l’ultimo esponente della scenografia pittorica italiana e attraverso il suo lavoro si offre uno spaccato della storia del teatro nel secondo Novecento. Oltre ai suoi allestimenti nei principali teatri e festival italiani, Samaritani ha lavorato infatti per prestigiose istituzioni musicali internazionali e il suo stile ha conquistato i maggiori teatri in Europa, Nord e Sud America.

Il fondo d’archivio comprende una grande quantità e varietà di documenti: oltre 400 bozzetti, figurini teatrali, un corposo archivio fotografico, la biblioteca, un vasto catalogo di disegni tecnici e documenti di studio di varia natura.

La Fondazione Giorgio Cini. Cinquant’anni di storia

La Fondazione Giorgio Cini ricorda i cinquant’anni della sua nascita con un volume dedicato alla sua storia e alla sua intensa attività culturale. Istituita nel 1951 dal Conte Vittorio Cini, in ricordo del figlio Giorgio, la Fondazione nasce con lo scopo di restaurare l’isola di San Giorgio Maggiore gravemente degradata da quasi centocinquant’anni di occupazione militare, di reinserirla nella vita di Venezia e farne un centro internazionale di attività culturali e di incontri di grande rilievo. Da allora la Fondazione si distingue per l’impegno costante nella cura dell’intero complesso ma soprattutto per le numerose iniziative culturali sia in campo artistico che in campo economico.

Nel fecondo connubio tra ricerca scientifica, conservazione e tutela, corsi e convegni, ospitalità di eventi, pubblicazioni, concerti e mostre di altissimo profilo, la Fondazione Giorgio Cini ha trovato un suo modo originale, creativo e costruttivo di essere presente nel panorama culturale nazionale e internazionale.

Il volume presenta un testo a più voci perché questa polifonia, imposta anche dalle diverse competenze specialistiche chiamate in causa, rende la sensazione della molteplicità e della ricchezza dell’attività svolta a San Giorgio.

INDICE

Il fondatore e l’Istituzione

  • Vittore Branca, Vittorio Cini e l’idea della Fondazione: continuità di una tradizione
  • Maurizio Reberschak, Vittorio Cini; un uomo , un secolo
  • Ulrico Agnati, I Presidenti della Fondazione Cini

L’Isola di San Giorgio. Tesori e documenti della Fondazione

  • Giorgio Fossaluzza, San Giorgio Maggiore , vicende storiche e artistiche
  • Pierluigi Silvan, Restauri e interventi conservativi
  • Chiara Ceschi, Vittorio Cini collezionista
  • Simone Guerriero, La collezione di disegni e stampe
  • Marina Magrini, La Galleria di Palazzo Cini a San Vio: dipinti toscani e ferraresi
  • Giorgio Fossaluzza, La raccolta di miniature
  • Cristina Cortese, Le maioliche
  • Giorgio Fossaluzza, Gli arazzi
  • Marino Zorzi, Biblioteche e libri di San Giorgio
  • Fernando Bandini, I Fondi letterari
  • Gino Benzoni, La documentazione storico-archivistica
  • Giovanni Morelli, I Fondi inerenti la musica: Malipiero, Boito, Casella, Milloss, Rota, Rudge, Sartori, Togni
  • Anna Laura Bellina, La collezione Rolandi dei libretti d’opera
  • Maria Ida Biggi, L’Archivio Iconografico Teatrale
  • Gaetano Berruto, Il progetto dell’Atlante Linguistico Mediterraneo
  • Le donazioni di arte contemporanea

Gli Istituti e le altre attività della Fondazione

  • Alessandro Bettagno, L’Istituto di Storia dell’Arte
  • Gino Benzoni, L’Istituto per la Storia della Società e dello Stato Veneziano
  • Fernando Bandini, L’Istituto per le Lettere, il Teatro e il Melodramma
  • Giovanni Morelli, L’Istituto per la Musica
  • Francesco Fanna, L’Istituto Italiano Antonio Vivaldi
  • Alfredo Cadonna, Lionello Lanciotti, L’Istituto Venezia e L’Oriente
  • Francesco Giannattasio, L’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati
  • Domenico Stanzial, La Fondazione Scuola di San Giorgio
  • Pierangelo Conte, L’Accademia Musicale di San Giorgio
  • Eugenio Bagnoli, Il Fondo Respighi
  • Ulderico Bernardi, Cultura Popolare veneta
  • Il Teatro Verde
  • I Corsi di Italianistica , Alta Cultura, Musica Antica
  • Francesco Bruni, Francesca Malagnini, Il Corso per Italianisti
  • Carlo Ossola, I Corsi di Alta Cultura: “L’ame de cette liberté”
  • Marina Gallo, I Corsi di Musica Antica

La Fondazione, crocevia di cultura e luogo di dialogo

  • La Fondazione Cini e le istituzioni culturali internazionali
  • Grandi eventi promossi o ospitati
  • Gherardo Ortalli, La Fondazione Cini e la città di Venezia
  • Fabio Finotti, La Fondazione Cini e la letteratura
  • Bozena Anna Kowalczyk, Di alcune mostre d’arte dagli anni Cinquanta a Canaletto
  • Ellen Rosand, Musica e Musicologia a San Giorgio
  • Laura Alvini, La Musica Antica insegnata a San Giorgio
  • Ivan Vandor, Ricordo di Alain Daniélou
  • Sante Graciotti, La Fondazione Cini e L’Europa orientale
  • Carmelo Alberti, Gli spettacoli del Teatro Verde
  • Gino Benzoni, La Fondazione Cini e la Storia di Venezia
  • Gherardo Ortalli, Gli studi sulle origini di Venezia
  • Dennis E. Rhodes, Di Libri, di cataloghi e di collezionisti
  • La Scuola per Librai “Umberto e Elisabetta Mauri”
  • Renzo Zorzi, Verso il secondo cinquantennio

Apparati, Editoria ed Eventi

Catalogo delle pubblicazioni edite o promosse dalla Fondazione Giorgio Cini a cura di Gilberto Pizzamiglio

Cronologia di alcuni dei principali eventi e avvenimenti.

Giacomo Casanova tra Venezia e l’Europa

Dedicato all’analisi dettagliata della specifica individualità di Giacomo Casanova, della sua cultura e dei suoi scritti, questo volume raccoglie le relazioni di un convegno che – tra le disparate iniziative promosse per ricordare il secondo centenario della morte del Veneziano – è stato forse il solo simposio scientifico a lui dedicato tenutosi in Italia.
Quello che ne è risultato è appunto un Casanova sottratto all’usurato e monolitico cliché del frenetico seduttore, al quale è stata così restituita, all’interno di contorni storici che una vera miriade di
appassionate ricerche ha ormai ridefinito in termini veritieri, la fisionomia che più gli compete: quella di un letterato, nel senso settecentesco della parola, inquieto e intelligente, un esploratore del
suo tempo curioso e spregiudicato nelle idee, che cerca di affermare, al di là di una nascita modesta, la propria personalità nell’élite.

INDICE

Gilberto Pizzamiglio, Premessa

Feliciano Benvenuti, Casanova ‘politico’
Franco Fido, Casanova lettore dei philosophes a dux
Gino Benzoni, In viaggio per l’Europa
Helmut Watzlawick, Les tristesses de dux: critique d’un mythe
Bruno Capaci, L’art royal di un libertino. esperienze massoniche di GiacomoCasanova
Massimo Ciavolella, Casanova e i giardini di Adone
Federico di Trocchio, La filosofia dell’avventuriero: Giacomo Casanova oltre libertinismo e illuminismo
Marga Cottino Jones, Strategia del discorso autobiografico nell’ Histoire de ma vie
Piero Pieri, Il racconto e la faccia dell’eroe
Giorgio Ficara, Mal di Venezia
Fabrizio Magni, Giacomo e i suoi fratelli. Franceso e Giovanni Casanova, una famiglia di artisti
Piero Del Negro, Gli anni padovani di Giacomo Casanova
Giampaolo Dossena,Casanova gioco e jeu
Luigi Pepe, Giacomo Casanova e le scienze matematiche
Andrea Fabiano, L’abbraccio del Casanova al mondo musicale del suo tempo
Piermario Vescovo, Ruffiano e messaggero di talìa: Giacomo Casanova teatrante
Paolo Cattelan, La casa di Don Giovanni a Venezia

Appendice

Giacomo Casanova (a cura di Gilberto Pizzamiglio), Pensieri sopra la bellezza, e sopra il gusto nella pittura
Bruno Capaci, Geometria, entusiasmo e pittura in Giacomo Casanova

Indice dei nomi