Marsilio Editori, Venezia Archives - Fondazione Giorgio Cini

Robert Mapplethorpe

È il catalogo Robert Mapplethorpe che accompagna la trilogia di mostre dedicate all’artista nelle città di Venezia, Milano e Roma.


Genio ribelle che ha saputo riscrivere i codici della fotografia di ritratto e di nudo; sciamano contemporaneo di una New York segreta e scabrosa; raffinato, sintetico ed elegante cantore di un’idea di bellezza assoluta. Robert Mapplethorpe è stato anche e soprattutto un artista profondamente consapevole della storia dell’arte, un conoscitore sofisticato che ha costantemente cercato di dialogare con il passato per generare immagini innovative e contemporanee. La sua visione è stata influenzata dal classicismo, che Mapplethorpe ha non solo studiato, ma anche copiato, rinnovato e interpretato, traducendo in fotografia quei principi di armonia, proporzione e perfezione formale che caratterizzano la scultura antica.


Il volume che accompagna il progetto espositivo, articolato in tre tappe, pone in dialogo diretto le più celebri fotografie di Mapplethorpe che hanno come soggetto le sculture classiche, perfette ed eterne, accanto a immagini con protagonisti maschili e femminili, fugaci e sensuali, che riprendono pose o angolature delle precedenti, creando un confronto visivo tra la rappresentazione scultorea del corpo umano e quella fotografica.


Con l’obiettivo di tracciare le varie tappe della carriera e della ricerca artistica di Mapplethorpe, prende vita una monografia completa e aggiornata che racconta le fasi cruciali della sua produzione, dalle prime esplorazioni con i collage agli ultimi lavori, passando per le sue iconiche fotografie di nudi, ritratti e composizioni floreale.

1932-1942 Il vetro di Murano e la Biennale di Venezia

Il volume, a cura di Marino Barovier e Carla Sonego, prende in esame le esposizioni che si susseguirono nel decennio 1932-42, dall’inaugurazione del padiglione Venezia fino alla XXIII Biennale, l’ultima prima della sua interruzione dovuta alla Seconda guerra mondiale. Furono anni di grande creatività e di sperimentazioni sulla materia e sui colori sia attraverso la rivisitazione di antiche tecniche, sia attraverso la messa a punto di nuove lavorazioni.


Numerose furono le fornaci e le ditte che parteciparono in questi anni alla manifestazione veneziana, tra cui: AVEM, Barovier (poi Ferro Toso-Barovier e Barovier-Toso & C.), Barovier Seguso & Ferro (poi Seguso Vetri d’Arte), Cirillo Maschio, Moretti Ulderico & C., S.A.I.A.R. Ferro Toso & C., S.A.L.I.R., Salviati & C., Successori Andrea Rioda S.A., Aureliano Toso, Fratelli Toso, V.A.M.S.A., Venini S.A., Zecchin Martinuzzi. Tra i protagonisti attivi nelle varie fornaci di questa fertile stagione muranese vanno ricordati tra l’altro: Carlo Scarpa, Guido Bin (Mario De Luigi), Ercole Barovier, Flavio Poli, Dino Martens, Vittorio Zecchin, Franz Pelzel ecc.


Frutto di un’approfondita ricerca bibliografica e documentaria nell’Archivio Storico della Biennale e in archivi pubblici e privati, il catalogo documenta con foto d’epoca, disegni e documenti, spesso inediti, quanto venne esposto nelle sei edizioni della Biennale tra il 1932 e il 1942. Un’accurata selezione di 160 opere, illustrate da tavole fotografiche, testimonia la notevole qualità della straordinaria produzione muranese.

Casanova Venezia e l’Europa

Una rilettura originale della figura di Giacomo Casanova, che ci spinge a osservare il passato come testimone del presente.

In occasione dei trecento anni dalla nascita di Giacomo Casanova (2 aprile 1725 – 4 giugno 1798), la Fondazione Giorgio Cini partecipa alle celebrazioni cittadine con la grande mostra Casanova, Venezia e l’Europa. L’obiettivo del catalogo è quello di far emergere un ritratto complesso e multidisciplinare di una delle figure più iconiche della storia di Venezia, che ha attraversato da protagonista l’ultimo secolo di vita della Serenissima.

Una lettura di Casanova che va oltre l’immaginario usuale, il “mito” consolidato nella tradizione interpretativa che lo avvolge. Personaggio complesso, Casanova si sposta e viaggia da Venezia attraverso l’Europa, in un periodo storico di rapidi cambiamenti culturali e politici in cui si prefigura una visione della società europea pervasa da incertezze, da tensioni e da un dibattito culturale via via più libero e stratificato.

Negli scritti di Casanova possiamo ritrovare tante delle contraddizioni e delle spinte al cambiamento che oggi l’Europa si trova a vivere.

Venezia e le epidemie

Nella storia della sanità e delle emergenze epidemiche l’esperienza della Serenissima rimane estremamente significativa e paradigmatica. Venezia fu all’avanguardia nella gestione della crisi, come si è visto durante le pestilenze del 1576-1577 e del 1630-1631, e fu efficace sia nell’attuare strategie di profilassi sia nel realizzare una vera e propria politica di difesa sanitaria, soprattutto nell’ambito dei domini marittimi che confinavano con l’impero ottomano – la cosiddetta Turchia in Europa –, un’area dove la peste era quasi endemica e spaventava quanto una guerra.
Il volume affronta il tema di Venezia e delle epidemie considerando la collocazione della Serenissima tra l’Europa e il Mediterraneo, ai confini delle aree infettive, evidenziando gli eventi e le politiche sanitarie attuate tra il XIV e il XVIII secolo, così come l’elaborazione della crisi epidemica attraverso le espressioni di fede, di arte, di letteratura. La pubblicazione nasce in concomitanza con la mostra Venezia e le epidemie allestita nella Biblioteca del Longhena e curata da Egidio Ivetic direttore dell’Istituto per la Storia della Società e dello Stato Veneziano.

Presente Storico

La collana “Presente Storico” raccoglie saggi e studi di autorevoli studiosi su temi storici, letterari e filosofici. I volumi nascono come esito di convegni, seminari e incontri scientifici promossi dalla Fondazione Giorgio Cini, nell’ambito dei suoi programmi culturali: dai Corsi di Alta Cultura alle attività dei diversi Istituti di ricerca.

Avviata nel 1996 con il volume Giustizia “contaminata” di Gaetano Cozzi, la collana riflette la vocazione alla pluralità di sguardi e il rigore scientifico che caratterizzano da sempre l’impegno della Fondazione nel campo delle scienze umane.

Nel 2025 la collana “Presente Storico” riprende con la pubblicazione di un nuovo volume dedicato al tema “Venezia e le epidemie”.

Questo nuovo numero segna la riattivazione di una serie prestigiosa, che negli anni ha ospitato contributi di importanti studiosi, testimoniando l’impegno della Fondazione nella diffusione del sapere umanistico e nella promozione della ricerca multidisciplinare.

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«Illustre Signora Duse». Cento voci dall’archivio dell’attrice

A cento anni dalla scomparsa di Eleonora Duse (Vigevano, 1858 – Pittsburgh 1924), il volume propone un’inedita selezione delle numerose lettere conservate nell’archivio dell’attrice custodito presso l’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini. Si tratta di cento delle molte voci che hanno intrattenuto con lei rapporti artistici e amicali, tra cui attrici e attori, intellettuali e letterati.
Dalle lettere alla Duse emergono ricordi di incontri, scambi di opinioni, condivisione di progetti e visioni creative. Una pluralità di voci, spesso lontane le une dalle altre, sorprendentemente concordi nel riconoscere l’eccezionalità della figura di Eleonora Duse , del suo sguardo, del suo teatro.

Artista rivoluzionaria e appassionata, Eleonora è stata la più celebre attrice italiana del nostro recente passato. Attrice e capocomica di successo, ha lasciato un segno indelebile nella cultura italiana ed europea del suo tempo. Su di lei furono scritte molte pagine e alcune della più significative testimoninanze sono raccolte in questo libro: la poetessa Ada Negri la descrive come “la più sublime figura femminile del nostro tempo”, Piero Gobetti ne parla come “di uno spirito religioso” e lo scrittore fiorentino Fernando Agnoletti paragona chi non ha avuto la fortuna di sentirla a teatro “a chi in poesia non ha letto l’Odissea”.

Virgilio Guidi. I disegni della Fondazione Giorgio Cini

Il volume presenta il catalogo dei cento disegni di Virgilio Guidi (Roma 1891 – Venezia 1984) donati dal critico Enzo Di Martino all’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini. Questo nucleo grafico, perlopiù  inedito, costituisce una significativa testimonianza del multiforme e longevo percorso artistico di uno dei maestri del Novecento italiano. Da alcune prime prove databili agli anni Dieci fino a quelle dell’ultimo periodo di attività, il corpus permette di rileggere i grandi temi dell’arte guidiana – dagli Incontri alle Figure nello spazio, dalle Marine ai Grandi alberi – rivelando l’aspetto più intimo e “segreto” del suo creare.

In linea con la vocazione per lo studio del disegno che caratterizza l’attività dell’Istituto di Storia dell’Arte, il volume costituisce una prima ricostruzione critica dell’opera su carta di Guidi, ancora oggi poco nota e indagata, su cui si soffermano i saggi di Enzo Di Martino, Luca Massimo Barbero e Chiara Mari. A partire dall’analisi dei singoli fogli, riproposti in una sequenza cronologica e tematica, il volume intende restituire un contesto ampio di riferimenti e aprire strade di indagine per ulteriori approfondimenti, leggendo l’opera grafica in parallelo alla produzione pittorica e indagandone la fortuna critica ed espositiva.

Bruno Visentini. Governo, Cultura, Venezia. Scritti scelti 1969-1994

Promosso dalla Fondazione Giorgio Cini per celebrare il ventennale della scomparsa di Bruno Visentini – che della Fondazione è stato presidente per diciotto anni, dal 1977 al 1995 – questo volume presenta un’antologia di suoi scritti apparsi in varie sedi tra il 1969 e il 1994, e si ricollega al precedente Per Bruno Visentini (a cura di Costantina Toria e Renzo Zorzi, Marsilio 2001), anch’esso voluto dalla Fondazione per raccogliervi gli interventi presentati all’omonimo convegno tenutosi a San Giorgio nell’aprile 1998, a tre anni dalla scomparsa di Visentini. A differenza del precedente, che costituiva nel suo insieme un ritratto a più mani nel quale la sua personalità e le sue azioni venivano tratteggiati dai vari, illustri relatori, questo libro presenta invece una sorta di ‘autoritratto’ dello stesso Visentini, che ne illumina la competenze, ne illustra le prospettive culturali e politiche e soprattutto ci racconta delle sue passioni. I suoi scritti sono stati raggruppati infatti dai curatori, con attento lavoro di selezione, in cinque sezioni tematiche, riconducibili sostanzialmente ai tre filoni che costituirono le tra grandi ‘passioni’ di Bruno Visentini: la politica, la cultura e Venezia.

La Galleria di Palazzo Cini a Venezia. Pittura, scultura e arti decorative

La recente riapertura al pubblico della Galleria di Palazzo Cini, con la sua preziosa raccolta di dipinti antichi, sculture e ra nati oggetti d’arte decorativa provenienti dalla collezione di Vittorio Cini, ha evidenziato l’opportunità di dotare il museo di un catalogo aggiornato e completo, strumento indispensabile per gli studiosi e i visitatori. A questa doppia fruizione sono connesse dunque struttura e veste editoriale del catalogo: da un lato strumento conoscitivo di rigoroso impianto scienti- co, a dato alla curatela di Andrea Bacchi e Andrea De Marchi, coadiuvati, per la stesura delle schede, da un nutrito gruppo di studiosi; dall’altro, libro prezioso, riccamente illustrato, a disposizione del pubblico.
Numerose le novità emerse dalla ricerca condotta per l’occasione, promossa e coordinata dall’Istituto di Storia dell’Arte; novità che vanno ad ampliare i già ottimi cataloghi esistenti sulla collezione: quello curato da Federico Zeri, Mauro Natale e Alessandra Mottola Mol- no del 1984, dedicato ai dipinti toscani e agli oggetti d’arte donati da Yana Cini Alliata di Montereale e realizzato per l’apertura del museo; e quello curato da Andrea Bacchi del 1990, che comprende la collezione dei dipinti del Rinascimento ferrarese, giunti in Galleria qualche anno dopo tramite comodato – duciario di Ylda Cini Guglielmi di Vulci. Oltre ai consueti aggiornamenti storici e bibliogra- ci, che danno conto dei progressi delle ricerche sui pezzi precedentemente schedati, il volume opera un ampliamento critico accogliendo le opere non presenti nei precedenti cataloghi, perché giunti in Galleria successivamente: si è dunque inserito l’importante nucleo donato da Yana Cini nel 1985, che annovera capolavori come la tavoletta di Beato Angelico, proveniente dalla pala di San Marco a Firenze,o la tavoletta di squisita fattura di Michele Pannonio; e quello, recentissimo, lasciato in deposito nel 2015 dagli eredi di Ylda Cini, che conta notevoli acquisizioni come il San Matteo di Sassetta, il Ritratto di gentiluomo di Francesco Prata o uno splendido armadio intagliato di – ne Cinquecento assegnato ad ambito sansovinesco.

Il catalogo, edito da Marsilio e realizzato con il fondamentale contributo della Regione del Veneto, prosegue la serie dei volumi dedicati alle collezioni d’arte della Fondazione Giorgio Cini, frutto di un impegno catalograco e di ricerca che in tempi recenti ha conosciuto una forte accelerazione e che si pone l’obbiettivo primario, in armonia con gli orientamenti culturali e metodologici dell’Istituto di Storia dell’Arte e con i valori statutari della Fondazione, della valorizzazione costante del proprio patrimonio storico-artistico.

 

Gli affreschi nelle ville venete. L’Ottocento

Gli affreschi nelle ville venete. L’Ottocento

a cura di Sergio Marinelli e Vincenzo Mancini

Marsilio, Venezia, 2015

Il volume, che continua la collaborazione tra l’Istituto Regionale Ville Venete e l’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, affronta il capitolo, che si e scoperto alla fine gran parte inedito, della decorazione ottocentesca nelle ville del Triveneto. Lungi dal ritrovare, com’era nei passati pregiudizi, la decadenza del genere, e emersa una civilta figurativa ancora originale e autonoma, pur in un’atmosfera volutamente ‘minore’, come ben illustra il ricco catalogo di oltre trecento schede. Al ruolo che nei secoli precedenti avevano avuto le quadrature trionfali, si sostituisce l’ornatistica geometrica e astratta, il trompe-l’oeil ludico, l’arredamento dei papiers peints. Si perde la nozione di un chiaro confine tra la grande decorazione e l’arredamento. Ma all’interno di questo sistema compaiono ancora, e qualche volta nella forma piu alta, i capolavori dei maggiori artisti dell’epoca da Caffi a De Min, da Bianchi a Favretto.