Artemisia Gentileschi, Cleopatra, 1620, olio su tela, 97 x 71.5 cm, Fondazione Cavallini Sgarbi.
Artemisia Gentileschi, Cleopatra, 1620, olio su tela, 97 x 71.5 cm, Fondazione Cavallini Sgarbi.
L’iniziativa Ospite a Palazzo, promossa dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini è nata dalla collaborazione con alcune tra le più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali. Ideata per arricchire temporaneamente il fondo museale della Galleria di Palazzo Cini, il progetto prevede l’esposizione di opere di particolare pregio concesse in prestito straordinario e ospitate per alcuni mesi nella storica dimora di Vittorio Cini, che custodisce i capolavori della sua straordinaria collezione d’arte.
Dall’11 maggio al 16 luglio verrà ospitato il dipinto di Artemisia Gentileschi (Roma 1593 – Napoli 1652/1653) raffigurante Cleopatra, della Collezione Cavallini Sgarbi: l’opera della celebre pittrice, la cui attività è documentata a Venezia dal 1626 al 1630, sarà esposta nelle sale della Galleria in occasione del prestito di un nucleo di dipinti ferraresi della raccolta di Palazzo Cini alla mostra Ercole de’ Roberti e Lorenzo Costa che si terrà a Ferrara nei primi mesi del 2023.
L’opera Cleopatra di Artemisia Gentileschi – figura tra le più affascinanti dell’antichità – incarna il tema dell’exemplum virtutis dell’eroina che scelse la morte attraverso il morso letale dell’aspide piuttosto che subire la pubblica umiliazione.
Ritratta di tre quarti, con il braccio destro proteso in avanti, la protagonista ostenta melodrammaticamente le sue turgide nudità, cosicché all’interno di questa raffigurazione di grande impatto visivo al sentimento di dolore e all’eroismo si sovrappone una irrefrenabile carica erotica.
La vigorosa e carnale Cleopatra – nel cui volto si è pensato di poter riconoscere le sembianze della stessa Artemisia – è seduta sopra un drappo rosso che, come è stato osservato, è felicemente accordato con il chiarore eburneo delle carni e la scura penombra del ventre, lasciato audacemente scoperto.
Il tragico epilogo della regina egiziana è fissato sulla tela con gesto teatrale: in un misto di sofferenza e languore, la donna avvicina la serpe al petto, dischiudendo le labbra e alzando gli occhi al cielo mentre la bellezza del volto cede alla smorfia.
Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19, chiuso il martedì.
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Artemisia Gentileschi, Cleopatra, 1620, olio su tela, 97 x 71.5 cm, Fondazione Cavallini Sgarbi.