Workshop di suiboku (水墨画 suibokuga, pittura a inchiostro e acqua)
Si comunica la cancellazione del workshop di suiboku a causa della cancellazione di numerosi voli, incluso quello dell’artista. Il workshop verrà riprogrammato nel corso dell’anno.
Il Centro Studi di Civiltà e Spiritualità Comparate della Fondazione Giorgio Cini organizza un nuovo workshop dedicato all’arte giapponese del suiboku.
L’evento offre un’esperienza immersiva nell’arte tradizionale giapponese della pittura a inchiostro, una pratica che unisce gestualità, contemplazione e sensibilità estetica. I partecipanti vengono guidati nella preparazione del materiale. Questo momento iniziale, lento e rituale, favorisce uno stato di concentrazione e calma interiore. Successivamente si esplorano i tratti fondamentali attraverso esercizi che riproducono linee sottili, pennellate ampie e sfumature create con variazioni di pressione e quantità d’acqua. L’accento viene posto sulla semplicità e sulla spontaneità: un solo gesto, se autentico, può racchiudere un paesaggio intero.
Il workshop introduce anche ai soggetti tipici del suiboku, come bambù, orchidee, fiori di pruno e montagne velate di nebbia, incoraggiando ogni partecipante a trovare la propria interpretazione personale.
Svolgimento e prenotazione del workshop
A guidare gli studenti in questa esperienza vi è la Maestra Chie Iwakiri, che tiene tre giornate di workshop (4-5-6 marzo) per un massimo di 15 studenti per ciascun giorno, dalle ore 15:00 alle ore 17:00 circa.
I partecipanti possono iscriversi a una sola giornata. Solo il primo giorno, il 4 marzo dalle 14:00 alle 15:00, è stata organizzata una lezione introduttiva in italiano da parte della prof.ssa Silvia Vesco (Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, Università Ca’ Foscari, Venezia) rivolta agli iscritti di tutte e 3 le giornate.
programma
14:00-15:00
Silvia Vesco
Lezione introduttiva teorica in lingua italiana
15:00-17:00
Maestra Chie Iwakiri
Workshop pratico in lingua inglese
15:00-17:00
Maestra Chie Iwakiri
Workshop pratico in lingua inglese
15:00-17:00
Maestra Chie Iwakiri
Workshop pratico in lingua inglese
Il workshop è gratuito con registrazione obbligatoria.
Per iscriversi è necessario inviare una mail a [email protected] indicando il giorno prescelto e i seguenti dati: nome, cognome, contatto telefonico e affiliazione (se studenti).
Attenzione: L’iscrizione sarà effettiva solo a seguito della ricezione dell’email di conferma da parte della segreteria.
Essendoci 15 posti al giorno, vi preghiamo di prendere nota delle seguenti indicazioni:
– le richieste di iscrizione con dati mancanti non potranno essere prese in carico;
– è possibile iscriversi a una sola giornata;
– l’email deve essere relativa a un singolo partecipante, non si accettano iscrizioni multiple.
In caso di disdetta si prega di avvisare la segreteria il prima possibile per dare l’opportunità a un’altra persona di partecipare.
Altresì, preghiamo di segnalare eventuali ritardi.
Artista / Maestra Istruttrice dell’International Sumi-e Association
Nata a Yokohama, si è laureata nel 1985 presso il Dipartimento di Graphic Design della Tama Art University. Dal 1989 al 1991 ha soggiornato a Venezia, dove ha praticato la litografia alla Scuola Internazionale di Grafica e ha tenuto una mostra personale. Dal 2000 il suo lavoro è stato selezionato per esposizioni quali la Kochi International Triennial Exhibition of Prints. In seguito, ha concentrato la propria pratica sul suibokuga. Attualmente possiede la qualifica di Maestra Istruttrice dell’International Sumi-e Association e ha ricevuto premi tra cui il China Art News Award e il Chairman’s Award dell’Associazione. A marzo 2025 ha condotto un workshop presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e ha esposto alla mostra “Dove l’acqua incontra la carta” presso la SG Gallery. Accanto al proprio lavoro creativo, tiene corsi, conduce workshop e impartisce lezioni private. Continua a esplorare la storia e il futuro della pittura a inchiostro, valorizzando la disciplina richiesta dal suo processo irreversibile.
Silvia Vesco è docente di Storia dell’arte giapponese presso il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Dopo un Master in Arte e archeologia dell’Asia Orientale presso l’Università di Londra un dottorato di ricerca (joint degree Italia-Giappone) ha vissuto e studiato a lungo in Giappone. Ha organizzato diversi convegni internazionali e curato importanti mostre d’arte giapponese in prestigiose sedi italiane e in Giappone.
I suoi interessi scientifici sono rivolti alle stampe e dipinti ukiyoe (Immagini del “Mondo Fluttuante”) con particolare riferimento all’opera di Katsushika Hokusai (1760-1849), al Giapponismo e ai tessuti oltre che alle collezioni di arte giapponese in raccolte pubbliche e private in Italia. Tra le sue ultime pubblicazioni alcuni contribuiti dedicati a stampe di Andō Hiroshige (1797-1858) e Utagawa Kunisada (1786-1865) e alla raffinata iconografia del Genji monogatari (Il Racconto del Principe Splendente), oltre che Haori: Gli abiti maschili del primo Novecento narrano il Giappone, nonché la prima traduzione in una lingua occidentale di due manuali di didattica pittorica di Katsushika Hokusai. Inoltre, per i tipi di Einaudi, il primo di due volumi sulla Storia dell’arte giapponese dalla preistoria all’epoca moderna. In corso di pubblicazione il secondo volume sulla Storia dell’arte giapponese e i suoi sviluppi fino all’epoca contemporanea.
Shodō e Suiboku come vie per la coltivazione del sé
Lo shodō (calligrafia) e il suiboku (pittura a inchiostro) non sono semplici tecniche artistiche, ma vere e proprie “vie” (dō) finalizzate al perfezionamento spirituale e alla conoscenza di sé. Attraverso l’analisi storica e filosofica, emergono alcuni punti fondamentali quali:
L’unità tra Corpo e Spirito poiché la pratica richiede una coerenza assoluta tra l’energia interiore e il gesto concreto. Il pennello non è un mero strumento, ma un’estensione del corpo che deve agire con la spontaneità del “cuore-mente” (kokoro).
L’apprendimento avviene tramite un lungo apprendistato basato sulla ripetizione e l’imitazione dei modelli (kata). Questa apparente mancanza di libertà individuale è, in realtà, il presupposto per interiorizzare la tecnica e giungere a una creatività “viva”.
Per produrre autentica bellezza, il praticante deve agire senza intenzionalità artificiosa, raggiungendo uno stato di “mente vuota” (mushin) che permette l’identificazione con il tutto e, in ultima analisi, perfino l’illuminazione.
La calligrafia e la pittura a inchiostro condividono con l’estetica giapponese concetti quali wabi, sabi e yūgen, valorizzando la sobrietà, il fascino del tempo e la profondità ineffabile.
Tali discipline rappresentano un cammino etico ed estetico dove il fine ultimo non è il “possedere un’abilità”, ma l’ “essere” attraverso il superamento dell’egoismo individuale.