Istituto Musica Comparata Archives - Pagina 6 di 18 - Fondazione Giorgio Cini

Libri a San Giorgio | Investigating Musical Performance: Theoretical Models and Intersections

Nuovo appuntamento, nel mese di giugno, per Libri a San Giorgio on line, format di presentazione delle ultime attività editoriali della Fondazione Giorgio Cini.

 

Lunedì 7 giugno, alle ore 17.00 in diretta sul canale YouTube della Fondazione Giorgio Cini verrà presentato il volume

Investigating Musical Performance: Theoretical Models and Intersections

Collana Musical Cultures of the Twentieth Century (volume 5)

a cura di Gianmario Borio, Giovanni Giuriati, Alessandro Cecchi e Marco Lutzu

 

Presentano

Amanda Bayley (Bath Spa University)
Enrique Cámara de Landa (Universidad de Valladolid)

 

Partecipano i curatori del volume

Zoom in on Masters IISMC online conversations

Zoom in on Masters è un nuovo progetto dell’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati (IISMC), coordinato da Simone Tarsitani, che vede alcuni dei maestri di importanti tradizioni musicali e coreutiche di diverse parti del mondo conversare in uno spazio virtuale su questioni musicali di comune interesse, per raccontare i loro e i nostri progetti internazionali che, a causa dell’emergenza sanitaria dovuta al coronavirus, hanno necessariamente subito una pausa. 

Tutti gli incontri vedono la regia di Simone Tarsitani (Durham University), che cura assieme a Marco Lutzu (Università di Cagliari) per l’Istituto anche il programma di formazione e ricerca nel campo dell’etnomusicologia audiovisuale Sguardi musicali

 

La quarta edizione di Zoom in on Masters, dal titolo Poetas and Guitarroneros of Central Chile, pubblicata sul canale YouTube della Fondazione Giorgio Cini a partire dal 18 giugno 2021, è dedicata all’approfondimento di alcune specifiche tradizioni musicali cilene. 

 

Il video, come per le precendenti edizioni, è stato realizzato sulla piattaforma Zoom. 

A moderare l’incontro sono gli etnomusicologi Stefano Gavagnin, Venezia, e Claudio Mercado, del Museo Chileno de Arte Precolombino di Santiago del Cile, in conversazione con con i cantores populares Roberto Carreno e Erik Gil.

In alcune località rurali del Cile centrale, talvolta a pochissimi chilometri dalla metropoli di Santiago, si mantiene vigente una tradizione di poesia popolare cantata che affonda le sue radici negli strati profondi della cultura coloniale spagnola, pur avendo assorbito elementi sincretici autoctoni. 

 

I cantori a lo poeta affrontano nei loro testi (versos) – in parte appresi per trasmissione orale e in parte da loro stessi creati o improvvisati – tanto temi di argomento biblico e parabiblico (che formano il canto a lo divino) come di carattere profano (il canto a lo humano). Questi ultimi comprendono versi “per la Storia, per l’Astronomia, per l’Aritmetica” e così via, nei quali si riflette un sapere arcaico di ascendenza medievale, mentre altri canti sono legati alla socialità: matrimoni, funerali, ecc.

I poeti-cantori si accompagnano con chitarre, dalle specifiche accordature “trasposte”, e soprattutto

con il guitarrón cileno, una singolare derivazione locale della chitarra barocca spagnola. Tanto le intonazioni modali, come pure le forme metriche della poesia e la tradizione del “contrappunto poetico”, rimandano ad un fondo ispanico coloniale che accomuna diverse aree dell’America Latina.

 

Questa quarta pubblicazione di Zoom in on Masters va ad arricchire il vasto repertorio di documenti audiovisivi dell’IISMC, già presente e molto seguito sul canale YouTube della Fondazione Giorgio Cini

 


Di seguito elenchiamo le precedenti edizioni, pubblicate nel 2020.

 

Nel nella prima edizione del 2020, dal titolo Kudsi Erguner and the Bîrûn Project,  il Maestro Kudsi Erguner, curatore del pluriennale progetto Birûn dedicato alla musica classica ottomana, conversa con Giovanni De Zorzi (Università di Venezia) e con alcuni musicisti che hanno partecipato al progetto come borsisti negli anni passati per riflettere sul valore complessivo di questa iniziativa fruttuosa sia per la formazione che per la ricerca, e per presentare le composizioni strumentali del principe Dimitri Cantemir (1673-1723).

 

Nella seconda conversazione Zoom in on Masters – Masters of Syrian maqām – Sabine Chatel, promotrice culturale, in particolare contatto con l’ambiente dei musicisti siriani, conversa con Giovanni De Zorzi, con alcuni musicisti attualmente in Siria e a Parigi, e con Massimiliano Trentin (Università di Bologna) sull’importanza della tradizione musicale siriana nel mondo arabo e medio-orientale. Con questi musicisti, in particolare con il celebre cantante Omar Sarmini, era previsto un concerto sul canto classico di Aleppo, un peculiare e raffinato stile di cui si è parlato nella conversazione. Altro tema affrontato è la particolare condizione esistenziale e professionale di una generazione di musicisti che hanno dovuto convivere con la guerra civile e ora con la pandemia, molti dei quali lontani dal loro paese, e di come le attività musicali siano proseguite anche in queste difficili condizioni, adattandosi alle circostanze.

 

Nella terza conversazione, ultima pubblicazione del 2020, Kapila Venu, danzatrice e attrice di teatro kutiyattam, del  Kerala, India, direttrice del Natana Kairali Research and Performing Centre for Traditional Arts (il titolo infatti è Kapila Venu at the Natana Kairali Centre (Kerala)), conversa con Vito Di Bernardi (Università di Roma “La Sapienza”) a proposito dello spettacolo che avrebbe dovuto mettere in scena a San Giorgio a giugno 2020, la celebre storia della Parvati Viraham  (La separazione di Parvati), incentrata sulla figura di Parvati, sposa del dio Shiva nella quale, pur rimanendo nel pieno rispetto della tradizione, l’attrice aggiunge delle sfumature contemporanee, affrontando indirettamente questioni di genere e del ruolo femminile, temi di grande attualità̀ nella attuale società̀ indiana. 

Musica persiana: Kayhan Kalhor e Behnam Samani

L’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati, riprenderà le attività  con un concerto dedicato alla musica classica persiana, organizzato in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari Venezia e la Casa della Cultura Iraniana di Venezia. 

Per l’occasione sono stati invitati ad esibirsi a San Giorgio i musicisti Kayhan Kalhor e Behnam Samani.

 

Kayhan Kalhor è un grande interprete di kamancheh, viella ad arco a puntale. Solista di fama internazionale, viene considerato uno degli ambasciatori della musica d’arte persiana nel mondo. Premiato con un Grammy, è uno dei membri del noto Silk Road Ensemble fondato dal violoncellista Yo-Yo Ma, con il quale continua a compiere tournée e per il quale compone regolarmente. Recentemente è stato insignito del prestigioso WOMEX Artist Award.

 

Behnam Samani suona il tamburo a calice detto tombak  o zarb. Nel suo stile combina una sorprendente varietà di ritmi che affondano le loro radici nella musica persiana classica ma che si aprono alle influenze di altre culture portando ad un’ampia gamma di suoni, colori ed espressioni. Samani è stato tra i fondatori del gruppo di percussioni Zarbang, ha suonato con i più noti musicisti iraniani e ha compiuto numerose tournée internazionali, soprattutto con l’ensemble Dastan.

 

Il concerto sarà preceduto da un incontro di approfondimento sulla musica e l’estetica della tradizione classica persiana, a cura di Giovanni De Zorzi.

 

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I POSTI PER ASSISTERE AL CONCERTO IN PRESENZA SONO ESAURITI.

Vi ricordiamo che sia l’incontro di approfondimento di martedì 13 luglio, ore 17.00, che il concerto di mercoledì 14 luglio, ore 18.00, saranno trasmessi in streaming sul canale Youtube della Fondazione Giorgio Cini.

 

Sguardi musicali: progetti di etnomusicologia visiva. Workshop Etnomusicologia audiovisiva e piattaforme online

L’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati, in collaborazione con Durham University Department of Music, e Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari, prosegue anche nel 2021 con il programma di attività formative e di ricerca nel campo dell’etnomusicologia audiovisuale. Le attività inerenti a questo progetto pluriennale sono principalmente tre: coordinamento e offerta di una borsa di studio per la produzione di un documentario etnomusicologico (Borsa Diego Carpitella, bando aperto); organizzazione di un workshop e di una rassegna di film.

Il workshop di quest’anno sarà dedicato al tema Etnomusicologia audio-visiva e piattaforme online. I docenti, Simone Tarsitani e Marco Lutzu, affronteranno elementi essenziali di teoria e pratica della produzione audiovisiva, con particolare attenzione alle modalità di ricerca etnomusicologica che si avvale dell’uso di piattaforme online. I partecipanti svilupperanno competenze utili da un lato a condurre una ricerca etnografica sfruttando al meglio le piattaforme online e dall’altro a realizzare una produzione audiovisiva con strumenti di tutti i giorni (dallo smartphone al laptop). Si accolgono candidature per la partecipazione gratuita entro il primo aprile 2021.

CiniTalk

La Fondazione Giorgio Cini apre un nuovo corso e presenta un inedito ciclo di incontri di approfondimento digitali dal titolo #CiniTalk. Ispirati agli Institutes for Advanced Studies di tradizione anglosassone, i singoli Istituti e Centri di Ricerca della Fondazione si raccontanno per la prima volta al pubblico attraverso la voce dei loro Direttori, introdotti dal Segretario Generale Renata Codello.
Nei video-racconti ciascuno di loro presenta i principali eventi in programma nel 2021, valorizzando l’attività di ricerca e la produzione editoriale che sono alla base degli eventi stessi e che rappresentano la mission dell’Istituto.
Gli appuntamenti, che si tengono in prima visione e della durata di 30 minuti circa, sono pubblicati sul profilo Facebook e sul canale YouTube della Fondazione Giorgio Cini.
Protagonisti i direttori che raccontamo la storia le origini del loro Istituto le attività e i campi di ricerca.

Divulgare la conoscenza delle musiche del mondo

In occasione del raggiungimento di un milione di visualizzazioni della Playlist dell’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati sul canale YouTube della Fondazione Giorgio Cini – un importante traguardo per l’attività di ricerca e di divulgazione che da sempre ha caratterizzato la missione dell’Istituto – l’IISMC organizza un seminario per riflettere su questioni di didattica musicale interculturale con esperti nel campo dell’etnomusicologia e della didattica e per presentare i nuovi progetti.

 

Nel corso degli ultimi anni, infatti, l’Istituto si è molto impegnato nella valorizzazione dei materiali del proprio importante archivio in chiave divulgativa e didattica, formando un gruppo di lavoro su questi temi, del quale fanno parte: Giovanni Giuriati, Lorenzo Chiarofonte; Marco Lutzu; Simone Tarsitani e Costantino Vecchi. 

 

Nel corso del seminario, una prima parte sarà dedicata all’illustrazione dei contenuti e dei criteri con cui è stata creata la playlist di videoclip tratti dall’archivio giunta ad oltre 80 documenti su tradizioni musicali e coreutiche provenienti da 26 diversi paesi asiatici, africani, americani, europei. I relatori presenteranno esempi dell’uso di questi video in contesti divulgativi e didattici in diverse parti del mondo e riferiranno di alcune novità previste sul sito della Fondazione Giorgio Cini, quali una mappa interattiva per esplorare e approfondire le musiche documentate nei video pubblicati.

Seguirà la presentazione di un nuovo progetto intitolato Guide all’ascolto delle musiche del mondo: Percorsi di didattica musicale interculturale a cura di Lorenzo Chiarofonte. 

 


 

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Etnomusicologia dialogica e bi-musicalità. I video dei Seminari di Diego Carpitella (1979-81) negli archivi dell’IISMC

In occasione del trentennale della scomparsa di Diego Carpitella (1928-1990) l’IISMC organizza, nell’ambito del suo progetto ‘Sguardi musicali’ un seminario per ricordare questa importante figura dell’etnomusicologia italiana, pioniere e grande esponente dell’etnomusicologia visiva. Il seminario intende presentare il lavoro compiuto da Claudio Rizzoni sui tre video realizzati in occasione dei seminari teorico-pratici sulla musica italiana di tradizione orale che Diego Carpitella organizzò a San Giorgio negli anni 1979-80-81 invitando come docenti maestri della tradizione sarda, laziale e calabrese. Oltre all’interesse specifico di questi materiali, particolarmente importante è il fatto che, nell’ambito della appena nata ‘Scuola Interculturale di musica’ dell’IISMC allora diretto da Ivan Vandor, Carpitella fu tra i primi in Italia a sperimentare proprio in questi seminari un metodo ricerca che prevedeva il dialogo e lo scambio di conoscenze tra ricercatore e musicista. Altro aspetto caratterizzante di questi seminari – e del progetto della Scuola interculturale di musica – era un sistema didattico basato sulla bi-musicalità proposta da Mantle Hood, il quale sosteneva l’importanza di raggiungere anche una competenza esecutiva diretta se si studia una musica diversa dalla propria per poterne meglio comprendere i concetti e le pratiche. Un metodo allora praticamente sconosciuto in Italia, dove viene sperimentato per la prima volta proprio in questa occasione.

Alla presenza di studenti provenienti da diverse località italiane ed europee, Carpitella tenne per l’IISMC tre seminari, uno per anno, nei quali Dionigi Burranca (launeddas, Sardegna, 1979), Francesco Splendori, Luigi D’Agostino e Romano D’Annunzio (zampogne, Lazio, 1980) e Antonio Turco (chitarra battente, Calabria, 1981) insegnarono direttamente ai partecipanti i primi rudimenti della tecnica strumentale e dialogarono con Carpitella su procedimenti esecutivi, tecniche di costruzione, riti e occasioni associate agli strumenti, oltre che dei particolari metodi di apprendimento propri della tradizione orale.

 

Questi video, digitalizzati alcuni anni fa, e ora parte dell’archivio dell’IISMC, furono realizzati originariamente grazie alla convenzione che l’Istituto aveva stipulato allora con l’Archivio Storico delle Arti Contemporanee (ASAC) della Biennale di Venezia e sono stati ottimizzati, per questa occasione, da Simone Tarsitani. Claudio Rizzoni ne ha fatto oggetto della sua Borsa “Vittore Branca” presso la Fondazione Giorgio Cini ed oggi presenta i risultati del suo lavoro di ricerca e di risistemazione critica dei materiali attraverso un montaggio realizzato anch’esso da Simone Tarsitani di alcuni spezzoni tematizzati attorno ad alcune questioni di metodo individuate da dei “cartelli” che li introducono.

 

Alla proiezione seguirà un seminario nel quale dialogheranno sui temi proposti dai filmati alcuni dei protagonisti di quei corsi, oggi affermati studiosi nel campo dell’etnomusicologia e dell’antropologia, assieme a esponenti di una più giovane generazione di musicisti e ricercatori nel campo della musica italiana di tradizione orale.

 

Partecipanti:

Giovanni Giuriati, Marco Lutzu, Mimmo Morello, Antonello Ricci, Claudio Rizzoni, Simone Tarsitani, Roberta Tucci

 

L’evento si potrà seguire in diretta streaming sul canale YouTube della Fondazione Cini a partire dalle ore 17.00.

 

Scarica il programma.

❗️ ANNULLATO ❗️ Bîrûn: musica ottomana. Le composizioni del Principe Demetrius Cantemir (1673-1723)

Bîrûn, il seminario organizzato dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati e giunto alla sua nona edizione, continua a mantenere gli aspetti fondamentali del progetto: il carattere didattico attraverso la formazione di giovani musicisti, la riscoperta di manoscritti inediti o poco eseguiti della tradizione cosmopolita nel mondo ottomano e il concerto pubblico. Per l’edizione 2020, il Maestro Erguner ha scelto come tema lo studio delle composizioni del principe e musicista moldavo Demetrius Cantemir, vissuto alla corte ottomana per molti anni nel corso del XVII secolo. Si tratta di musica strumentale in gran parte dimenticata che sarà riproposta nel corso del seminario e del concerto finale, eseguito da un ensemble di nove musicisti turchi e internazionali e previsto venerdì 27 marzo alle ore 18 nella suggestiva cornice del Refettorio del Palladio.

Sguardi musicali: progetti di etnomusicologia visiva

Sguardi musicali: progetti di etnomusicologia visiva 

A cura di Marco Lutzu e Simone Tarsitani

 

“A causa delle normative anti Covid abbiamo dovuto annullare il workshop per come l’avevamo ipotizzato in presenza.

L’opportunità di lavorare online però ci dà un’occasione unica per fare, in modo ancora più approfondito e partecipato, una delle attività fondamentali che avevamo in programma per il workshop, ossia lavorare insieme ai vincitori della borsa Carpitella degli scorsi anni, scoprendo dettagli dei loro progetti etnomusicologici, guardando materiali, discutendo prospettive di ricerca, difficoltà nelle varie fasi della produzione, e, nel caso di Christopher Ballengee, risultati finali di un percorso annuale di lavoro.”

Marco Lutzu, Simone Tarsitani

 

Nell’ambito della ricerca etnomusicologica, la componente audiovisiva sta diventando largamente preponderante nella documentazione sul campo, nella produzione dei risultati e nella divulgazione. La telecamera ha ormai sostituito il registratore in gran parte delle attività di documentazione e la tecnologia digitale ha reso accessibile la produzione di documenti audiovisivi di qualità per fini di archiviazione, analisi e pubblicazione. I filmati vengono utilizzati dagli etnomusicologi non soltanto per la produzione di documentari, ma anche per la divulgazione, per la didattica, per la creazione di archivi multimediali. A questa grande proliferazione nell’uso delle tecnologie audiovisive non corrisponde una adeguata formazione dei ricercatori, a cominciare dall’ambito universitario dove il numero ridotto di docenti e risorse non consente, nella gran parte dei casi, di affrontare la didattica della ricerca sul campo e i procedimenti di documentazione, analisi e montaggio di prodotti audiovisivi come sarebbe necessario.

 

L’edizione del workshop 2020 è realizzata in collaborazione con ARCHiVE, Durham University’s Department of Music, Dipartimento di Lettere, Lingue e Beni Culturali dell’Università di Cagliari.

 

PROGRAMMA

 

Eyes on music’s Carpitella Fellowship: past, present and future projects
Relazioni e confronto sulle prime tre esperienze di cinema etnomusicologico nell’ambito dell’iniziativa Eyes on music della Fondazione Cini.

Le due sessioni, coordinate da Marco Lutzu e Simone Tarsitani, presenteranno i report dei primi tre Carpitella Fellows.

Questi includeranno la proiezione del primo film completato, un rapporto sui lavori in corso sul secondo progetto e, infine, il background e la pianificazione del terzo progetto.

I borsisti condivideranno piani, idee ed estratti dei loro filmati, quindi questo evento rappresenterà una rara opportunità di ascoltare approfondimenti dalle varie fasi di sviluppo di tali progetti, con l’opportunità di ascoltare e discutere di sfide e successi.

 

Sabato 26 settembre dalle 14 alle 18 (GMT + 1) su Zoom
• Presentazione del progetto Eyes on Music
• Chris Ballengee (Carpitella Fellow 2018-19) presenta aspetti e riflessioni sulla produzione di “Sweet Tassa: Music of the Indian-Caribbean Diaspora”
• Proiezione del film
• Discussione

 

Domenica 27 settembre dalle 14 alle 18 (GMT + 1) su Zoom
• Dario Ranocchiari (Carpitella Fellow 2019-20) riferisce sui progressi attuali, le sfide e le prospettive del suo progetto
• Discussione
• Petr Nuska (Carpitella Fellow 2020-21) presenta il suo progetto cinematografico e il materiale campione esistente
• Discussione

 

Per informazioni sulla partecipazione scrivere a [email protected]

 

 

La musica delle diaspore nel XXI secolo: ricerche e metodi

Il seminario Musiche e musicologie del XXI secolo giunto alla sua quinta edizione, intitolata La musica delle diaspore nel XXI secolo: ricerca e metodi, intende dibattere su una questione che riteniamo di forte attualità: il ruolo che svolge la musica nelle migrazioni a connotati diasporici del XXI secolo. Ciò implica una riflessione aggiornata sui fenomeni più recenti e una messa a punto delle metodologie finora impiegate dall’etnomusicologia per studiare questi processi. Anche in questo nuovo secolo, infatti, le diaspore costituiscono fenomeni importanti, sia che esse siano forzate per sfuggire a guerre o persecuzioni, sia che esse siano innescate da motivi economici. Un fenomeno antico quanto l’uomo sta assumendo oggi nuovi connotati a seguito di mutate condizioni sociali ed economiche, di forti cambiamenti nello scenario politico internazionale, e di nuove modalità di produzione e consumo musicale sempre più condizionate dai media e dalla tecnologia. La domanda che intende porsi il seminario è se siano necessari nuovi strumenti interpretativi e/o come debbano essere ritarate le metodologie sviluppate nel secolo scorso in cui gli studi sulla diaspora si sono sviluppati e hanno assunto autonomia disciplinare e prospettiva interdisciplinare.


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Programma

Musiche (e musicologie) del XXI secolo 5

 

La musica delle diaspore nel XXI secolo: ricerche e metodi
Music of the twenty-first century diasporas: research and methods

 

Seminario a cura di Serena Facci e Giovanni Giuriati

 

Programma

 

Giovedì 23 gennaio

9.30-10.30

 

Serena Facci and Giovanni Giuriati

Considerazioni introduttive

 

Coffee break

 

11.00-13.00

Adelaida Reyes

Migration: Ethnomusicological Terra (In)cognita?

 

Lunch

 

15.00-17.00

 

Francesco Remotti

Coesistere e convivere: il lavoro sulle somiglianze e sulle differenze

 

 

Venerdì 24 gennaio

9.30-13.00

Poster session

 

Thea Tiramani

Transmitting music in a diasporic context. How young Sikhs learn to chant and play Kirtan in Italy

 

Blanche Lacoste

Taking care of the others, taking care of yourself. The music as a self-representation of the caregivers in Rome.

 

Vanna Crupi

Continuity of chant for a fluid community: the case of Eritrean Christian migrants in Rome

 

Maria Giuliana Rizzuto

“In a foreign land”. New spaces for liturgic chant in Rome and Palermo

 

11.00 Coffee break

 

Francesco Serratore

Wencheng-Milan Return: Transnational Musical Practices in the Chinese Diaspora to Italy

 

Ortensia Giovannini

“Notre patrie c’est la meilleure colonie de vacances”. Music of the Armenian diaspora to understand the homeland.

 

Linda Cimardi

From Yugoslav Policies to Global Trends: The Dissemination and Performance of African Musics in Croatia.

 

Discussants: Fulvia Caruso, Domenico Staiti, Grazia Tuzi

 

Lunch

 

15.00-17.00

 

Marco Martiniello

Music, Ethnicity and Migration: Complex Relationships to be elucidated

 

 

Sabato 25 gennaio

9.30-11.30

 

Alex E. Chavez

Verses and Flows: Borders, Migrant Lives, and the Sounds of Crossing

 

Coffee break

 

12.00-13.00

Final discussion