Istituto Musica Comparata Archives - Pagina 9 di 18 - Fondazione Giorgio Cini

Seminari di Musica Ottomana Bîrûn: bando

Nuovo bando per 10 borse di studio offerte dalla Fondazione Giorgio Cini

 Seminari di Musica Ottomana Bîrûn

Direttore: Kudsi Eruner

Musiche e canti sacri degli armeni d’Istanbul

Fondazione Giorgio Cini, Venezia, 19-24 Marzo 2018

Scadenza per la presentazione delle domande: 15 gennaio 2018

10 borse di studio per: cantanti e suonatori di ‘ûd, tanbûr, kanûn, kemençe e percussioni

L’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati offre 10 borse di studio a giovani musicisti professionisti o semi professionisti per partecipare alla nuova edizione di Bîrûn, seminario di alta formazione sulla musica ottomana a cura del maestro Kudsi Erguner, nel 2018 dedicato alla musica sacra degli armeni di Istanbul.

Si prenderanno in esame gli Sharagan, tipici del canto liturgico, e alcuni inni sacri in lingua armena composti secondo il sistema modale del mondo ottomano chiamato maqâm. Insieme i due generi costituiscono un prezioso e inesplorato repertorio.

Si fa spesso confusione tra la cultura musicale armena del Caucaso e le musiche che si sono sviluppate nelle grandi città dell’impero ottomano, da Costantinopoli a Istanbul e non solo, ma si tratta di due estetiche musicali piuttosto differenti. Immediatamente dopo la presa di Costantinopoli del 1453, il sultano Mehmet II fece sorgere un patriarcato armeno e già dal XVII secolo si nota la presenza attiva di compositori armeni nella musica d’arte ottomana. In particolare, durante il seminario verranno affrontate le opere in lingua armena del celebre compositore Hamparsum Limonciyan (Costantinopoli, 1768-1839) così come alcune sue composizioni strumentali.

L’Ensemble selezionato sarà costituito da cinque cantori e da cinque strumentisti esperti degli strumenti tipici della musica colta ottomana: liuto tanbûr, cetra kanûn, liuto ‘ûd, viella keman o kemençe e percussioni. Il seminario si concluderà con un concerto pubblico dell’Ensemble Bîrûn, diretto da Kudsi Erguner, sabato 24 Marzo 2018.

Borse di studio

La Fondazione Giorgio Cini offre 10 borse di studio per cantanti e strumentisti che andranno a formare un ensemble con: voce, liuto a manico corto ‘ûd, liuto a manico lungo tanbûr, cetra su tavola kanûn, vielle kemençe e percussioni.

Le borse di studio copriranno:

  • la quota d’iscrizione
  • l’alloggio in camera singola dal 18 al 25 Marzo (presso la residenza del Centro Vittore Branca)
  • il vitto, nello specifico colazioni e pranzi (cene escluse)

Le spese di viaggio e trasporti urbani saranno a carico dei borsisti.

Per partecipare alla selezione i candidati devono far recapitare alla segreteria dei seminari (via e-mail a: [email protected]) il seguente materiale entro e non oltre il 15 gennaio 2018:

  • Domanda di ammissione
  • Copia di un documento d’identità (passaporto o ID)
  • CV dettagliato con chiaro riferimento alla candidatura in oggetto (es: voce; tanbûr,);
  • 1 registrazione musicale in formato mp3 o mp4

 È richiesta ai candidati la capacità di leggere la musica secondo la notazione eurocolta e, soprattutto, di studiare in anticipo il repertorio che verrà consegnato prima dell’inizio del seminario.

Per informazioni :

Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati – Fondazione Giorgio Cini ETS – Isola di San Giorgio Maggiore, 30124 Venezia – Email: [email protected]www.cini.it  – T +39 041 2710357

Per informazioni sul Centro Internazionale Vittore Branca e i suoi servizi:
https://www.cini.it/centro-branca[email protected] – Tel. 39 041 2710253


Domanda di ammissione Birun 2018

 

Musica e Rito: Nat Pwe. Musiche e danze per il culto degli spiriti a Yangon

Il terzo appuntamento della rassegna Musica e rito, organizzato dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia, coinvolge un’intera troupe di musicisti e danzatori birmani. Il gruppo è composto da sette musicisti dell’ensemble Academy Myanmar Pyi Kyauk Sein e da quattro medium-danzatori. Questi artisti già operano assieme in Birmania, nella città di Yangon (Rangoon), per la celebrazione di rituali (nat pwe) legati al culto degli spiriti locali (nat).

L’evento vuole così essere una riproposizione, seppur ridimensionata e condensata in un arco di tempo più ridotto, di una tipica celebrazione Nat Pwe.


Programma:

16 novembre ore 17.30 – CFZ-Cultural Flow Zone-Tesa 1
Incontro con
Lorenzo Chiarofonte, PhD Soas, Londra
– il M° Kyauk Sein e i maestri di cerimonia U Win Hlaing e Kyaw Win Naing

Introduce Giovanni De Zorzi, DFBC Università Ca’ Foscari di Venezia
I musicisti e i danzatori, coordinati dai due Maestri di Cerimonia U Win Hlaing e Kyaw Win Hnaing, dialogheranno con i presenti, raccontando le proprie attività professionali nella città di Yangon e in Birmania.

17 novembre ore 18.30 – Fondazione Giorgio Cini, Sala degli Arazzi
Performance con i musicisti e danzatori della città di Yangon

Academy Myanmar Pyi Kyauk Sein Ensemble:

MYANMAR PYI KYAUK SEIN, direttore; AUNG ZAW LIN, danzatore; HLAING BWA AUNG, danzatore; KYAW WIN NAING, danzatore; WIN HLAING, danzatore; AUNG SOE, musicista; HLA MYAING, musicista; KYAW KYAW LIN, musicista; KYAW SAN LWIN, musicista; MIN HAN, musicista; ZAW WIN NAING, musicista; ZIN MIN HTIKE, musicista.

Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso libero fino esaurimento posti

 

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Danze tradizionali della scuola di Yamamura

Incontro con la danza giapponese della Scuola Yamamura

WORKSHOP DI YAMAMURA MAI E JIUTA Danze musiche e canti di Osaka

Maestri danza: YAMAMURA Wakahayaki 山村若隼紀
Canto e musica: KIKUO¯ Yu¯ji 菊央雄司

 


Giovedì 26 ottobre ore 16
Conferenza e dimostrazione introduttiva
Palazzo Grimani, Ramo Grimani, Castello 4858, Venezia
Ingresso libero sino a esaurimento dei posti


Venerdì 27 ottobre ore 11 e ore 14,30
Masterclass – Laboratorio pratico di danza giapponese
Ca’ Foscari Zattere- Cultural Flow Zone, Dorsoduro 1392, Fondamenta Zattere, Venezia
in collaborazione con l’Associazione GESSHIN

Per iscrizione e informazioni rivolgersi a: [email protected]

Locandina Giappone

YAMAMURA MAI E JIUTA pieghevole


Lunedì 30 ottobre 2017
Spettacolo Danze tradizionali della scuola di Yamamura
VENEZIA, TEATRO STABILE DEL VENETO GOLDONI

Grazie a una sinergia tra l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati, l’Università Ca’ Foscari Venezia, il Teatro Stabile del Veneto-Teatro Nazionale e la Japan Foundation, a fine ottobre si terrà a Venezia un doppio appuntamento con due esponenti di spicco delle arti coreutiche della città di Osaka: un workshop e uno spettacolo con Yamamura Wakahayaki, giovane e celebrato maestro di danza della scuola tradizionale Yamamura. Sarà accompagnato da tre musicisti coordinati dal maestro Kikuo Yuji, artista di jiuta, raffinato genere musicale cameristico giapponese che risale al XVII secolo.

Il repertorio comprenderà danze da sala accompagnate da piccoli complessi musicali e vocali che, in un ambiente raccolto, vedono il danzatore rappresentare diverse scene e personaggi come fossero piccoli gioielli in un’atmosfera raccolta e con una raffinatissima gestualità.

Ensemble Bîrûn 2016: I compositori Greci del maqâm ottomano  

I compositori Greci del maqâm ottomano è il quarto CD edito nella collana Intersezioni Musicali, promossa dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati (IISMC) della Fondazione Giorgio Cini in collaborazione con l’editore Nota.

Come quelli che lo hanno preceduto, questo CD raccoglie i risultati di Bîrûn, seminario annuale di alta formazione in musica classica ottomana diretto dal Maestro Kudsi Erguner: esso contiene infatti il repertorio su cui hanno lavorato i partecipanti selezionati con borse di studio, eseguito pubblicamente durante il concerto con cui tutti gli anni si conclude il Seminario.

L’edizione 2016 di Bîrûn, da cui derivano le registrazioni per questo CD, è stata dedicata ai compositori greci attivi nell’Impero Ottomano. Per questi compositori, il sistema modale del maqâm e i generi intorno a cui si articolava la musica classica ottomana costituivano uno strumento condiviso con compositori appartenenti ad altre culture all’interno dello scenario cosmopolita costituito dall’impero nei secoli XVIII e XIX. Nell’ambito del sistema del maqâm, tuttavia, la musica dei compositori greci mantiene alcune interessanti peculiarità, in particolare evidenti in alcuni tratti popolareschi (a cui va associata, ad esempio, la predilezione per il genere della canzone şarki, come pure il contenuto testuale delle canzoni stesse, che oltre ai temi amorosi, piuttosto consueti, consiste spesso nella narrazione e nel commento di avvenimenti politici e sociali). Una delle ragioni della presenza di questi tratti è da ricercarsi nei contesti in cui si ritiene che – fino alla fine del XVIII secolo – queste musiche fossero prevalentemente eseguite. Molti musicisti greci infatti si esibivano, oltre che alla Corte ottomana e presso il Patriarcato ortodosso, in taverne dette meyâne, dove i musicisti turchi, poiché vi veniva servito il vino, non avevano accesso. Il şarki, genere “leggero” e più accessibile di altri, ebbe poi un successo tale da diffondersi ampiamente, a cavallo fra Settecento e Ottocento, presso la nascente classe borghese metropolitana.

Il CD presenta brani di alcuni fra i più importanti compositori greci di cui si tramanda la memoria, tra i quali spicca il nome di Petros Lampadarios (1730-1778). Alcune delle composizioni eseguite nel CD sono inedite, e sono state ritrovate e trascritte da Giannis Koutis in notazione moderna a partire da manoscritti in notazione bizantina conservati presso il Monastero Vatopedi, sul Monte Athos.

 

A Descriptive Catalogue of Sanskrit Manuscripts in Alain Daniélou’s Collection at the Giorgio Cini Foundation

A Descriptive Catalogue of Sanskrit Manuscripts in Alain Daniélou’s Collection at the Giorgio Cini Foundation

a cura di Nicola Biondi
Nota editore, Udine, 2017

Il catalogo, pubblicato nella collana dell’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati denominata Intersezioni Musicali», edita in collaborazione con l’editore Nota di Udine, è il primo tangibile frutto di un lungo e attento lavoro di riordino e analisi dei materiali del Fondo, che consiste anche nella digitalizzazione dei manoscritti, della catalogazione dei volumi e del nuovo inventario integrale del Fondo stesso. Si tratta di un prezioso corpus di oltre 200 manoscritti redatti prevalentemente in lingua sanscrita, relativi alla trattatistica musicologica del subcontinente indiano (Sańgīta-śāstra) e, più in generale, allo studio del suono musicale, anche in prospettiva filosofica e religiosa. Una parte importante è anche costituita dalla trattatistica sulla danza, intimamente legata alla musica nella cultura indiana. Il catalogo nasce dall’esigenza di rendere visibile e consultabile alla comunità scientifica questo importante fondo donato alla Fondazione Giorgio Cini da Alain Daniélou nel 1970. Fu infatti proprio Daniélou a raccogliere e commissionare la copiatura di questi manoscritti durante i suoi anni di soggiorno in India. Il progetto, da lui iniziato assieme ai suoi collaboratori indiani nei primi anni ’50 per il Collegio di Musica alla Banaras Hindu University, prevedeva un minuzioso lavoro di studio ed esegesi dei testi, solo in parte compiuto. La pubblicazione di questo catalogo si propone di favorire la prosecuzione di questo lavoro di studio, consentendo ai ricercatori di conoscere il contenuto del Fondo e, dunque di accedere alle fonti indiane conservate alla Cini. Il pregio di questa peculiare collezione non dipende soltanto dall’originalità dei materiali che la compongono (copie riscritte a mano o dattiloscritte in alcuni casi non più reperibili in India) ma anche dall’organicità interna dell’intera raccolta conservata a Venezia che riflette gli interessi musicali, ma anche filosofici e religiosi di Daniélou.

Perspectives on a 21st Century Comparative Musicology: Ethnomusicology or Transcultural Musicology?

Perspectives on a 21st Century Comparative Musicology: Ethnomusicology or Transcultural Musicology?

Perspectives on a 21st Century Comparative Musicology: Ethnomusicology or Transcultural Musicology? è un volume che prende le mosse dalle ultime tre edizioni (2013-2015) del Seminario internazionale di etnomusicologia organizzato annualmente dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati (IISMC), curato per un ventennio da Francesco Giannattasio. Il volume – a cura di Francesco Giannattasio e Giovanni Giuriati ed edito nella collana Intersezioni Musicali promossa dall’IISMC in collaborazione con l’editore Nota – raccoglie alcuni degli interventi di quei seminari, ampiamente rivisti per la pubblicazione.

Perspectives on a 21st Century Comparative Musicology: Ethnomusicology or Transcultural Musicology? scaturisce da un’ampia riflessione riguardante le finalità, le metodologie e gli oggetti di studio dell’etnomusicologia alla luce dei profondi cambiamenti che interessano attualmente tale campo di studio. In particolare, si propone di affrontare un generale ripensamento – a livello teorico ed epistemologico – della storia della disciplina, con l’ambizione di offrire elementi di riflessione e analisi sul contributo che una nuova musicologia transculturale può offrire oggi all’indagine delle pratiche musicali contemporanee nel mondo.

La prima parte del volume è dedicata all’inquadramento di diversi possibili approcci teorici per lo studio delle musiche contemporanee in una prospettiva globale, comparativa e transculturale: alle sollecitazioni poste nel saggio introduttivo di Francesco Giannattasio rispondono nei loro interventi studiosi internazionali – e afferenti a diversi ambiti di studio – come Wolfgang Welsch, Lars-Christian Koch, Timothy Rice, Steven Feld, Jocelyn Guilbault e Jean-Loup Amselle.

Nella seconda parte del volume, diversi studiosi italiani (Giovanni Giuriati, Claudio Rizzoni, Giovanni Vacca, Raffaele Di Mauro, Maurizio Agamennone e Flavia Gervasi) presentano le loro riflessioni con riferimento alle rispettive ricerche effettuate in due contesti individuati come casi di studio: l’area della provincia di Napoli e quella del Salento.

(https://www.notamusic.com/prodotto/ethnomusicology-or-transcultural-musicology/)

Trio da Kali

L’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati, proseguendo un’importante collaborazione con l’Aga Khan Music Iniziative – programma educativo promosso dall’Aga Khan Foundation, con il contributo della Regione Veneto, organizza sabato 1 luglio un concerto del Trio Da Kali.

Il Trio Da Kali è un gruppo di musicisti del Mali che proviene da una tradizione familiare di griot di lingua e cultura Mandé, stanziata nella parte meridionale del paese. Come da tradizione, ognuno dei tre musicisti proviene da importanti dinastie familiari di griot dove il sapere è trasmesso e conservato oralmente di generazione in generazione.I griot sono figure ricollegabili a quelle dei cantastorie nelle corti occidentali, dei veri specialisti della parola.

Il Trio nasce alcuni anni fa in occasione di un progetto condiviso con il celebre quartetto d’archi Kronos, specializzato in collaborazioni con musicisti di diverse parti del mondo, ed è formato dalla cantante Hawa
Kassé Mady Diabaté, figlia del famoso musicista Kassé Mady Diabaté, da Lassana Diabaté, maestro di balafon (lo xilofono tipico dell’Africa Occidentale) e da Mamadou Koyaté, suonatore di ngoni (liuto africano a manico corto, nel registro grave, che funge da ‘basso’). I tre musicisti, che realizzano anche progetti indipendenti, collaborano con l’obiettivo di valorizzare repertori e stili performativi griot dimenticati o negletti e di metterli a contatto con i nuovi linguaggi della musica contemporanea. Il repertorio dei musicisti, infatti, spazia da brani tradizionali a musiche contemporanee che sono divenute successi della world music.

Il Trio Da Kali si è esibito in importanti festival e istituzioni come la Royal Albert Hall di Londra,
il Théâtre de la Ville di Parigi e la Royal Festival Hall a Londra, il Montreux Jazz Festival,
in Svizzera.

Il concerto si terrà alle ore 19 nella cornice della Sala degli Arazzi,
ingresso libero fino a esaurimento posti

Scarica il pieghevole con il programma

Concerto di musica indiana Colours of Raga

L’11 aprile alle ore 18.30 l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati organizza un concerto di musica classica dell’India del nord.

L’artista è la cantante Sangeeta Bandyopadhyay, autorevole esponente del genere vocale khyal, affermata a livello internazionale e proveniente da un importante lignaggio di musicisti di Calcutta.
La presenza di Sangeeta Bandyopadhyay a Venezia è particolarmente gradita in quanto si tratta di un ritorno. Infatti, la musicista si è esibita e ha tenuto corsi per l’IISMC già negli anni novanta.

Inoltre, Sangeeta è figlia dell’importante suonatore di tabla Sankha Chatterjee che per oltre trent’anni ha tenuto con grande apprezzamento dei suoi allievi, alcuni dei quali ormai professionisti, i corsi di tabla per l’Istituto. La famiglia Bandyopadyay si divide tra Berlino e l’India, tenendo numerosi concerti a livello internazionale. Il genere khyal, di cui Sangeeta è specialista, è uno dei più importanti generi classici della musica dell’India del Nord, un genere che richiede grandi capacità tecniche ai cantanti, che devono essere particolarmente versati nell’improvvisazione per eseguirlo. Sangeeta Bandyopadhyay, una delle principali
interpreti attuali del khyal ha studiato con maestri delle scuole di Lucknow, Patiala e Indore, sviluppando uno stile unico, che esprime una sintesi di queste tre scuole, muovendosi a proprio agio tra tutte
le sottigliezze nell’espressione dei raga, i modi della musica classica indiana nei quali si fondono espressività, originalità e maestria nell’elaborazione melodica.
Ad accompagnare la voce di Sangeeta Bandyopadhyay ci saranno Saibal Bandyopadhyay all’harmonium e Nihar Mehta alle tabla.

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Musica e cultura da Herat a Istanbul a cura di Giovanni De Zorzi

Intervengono:

Giampiero Bellingeri, Michele Bernardini, Giovanni De Zorzi, Alessia Dal Bianco, Kudsi Erguner, Giovanni Giuriati, Francesca Grisot, Giovanni Pedrini, Luigi Perissinotto, Will Sumits, Ermanno Visintainer

CFZ Cultural Flow Zone – TESA 1 Zattere al Pontelungo, Dorsoduro 1392 Venezia
21 marzo 2017 ore 10.30

 

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Bîrûn Musiche delle corti: da Herat a Costantinopoli

Dal 27 marzo al 1 aprile 2017 l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati organizza la sesta edizione di Bîrûn, un ciclo di seminari di alta formazione in musica classica ottomana diretti dal maestro Kudsi Erguner, rivolti a musicisti professionisti e semi professionisti.

L’appuntamento, quest’anno dedicato alle musiche delle corti del Khorasan e, più in particolare, alle opere del compositore Abd-al Qader Marâghî (1360?-1435), vede l’incremento di due borse di studio rispetto alle precedenti edizioni grazie al contributo del Ministero degli Affari Esteri della Turchia.

Gli otto borsisti selezionati tramite bando internazionale e specializzati in diversi strumenti (ney, ûd, tanbûr, kanûn, kemençe, percussioni, voce) avranno l’opportunità di studiare brani composti da Marâghî, opere attribuite al sultano timuride Huseyn Bayqara (1469-1506) e al poeta di lingua persiana Molla Jamî (1414-1492), tutte composizioni salvate dall’oblio grazie al lavoro di musicologi come Rauf Yektâ bey (1871-1935), Refik Fersan (1893-1965) e Ulvi Erguner (1924-1974).
La regione divisa tra gli attuali Iran, Afghanistan, Turkmenistan, Uzbekistan e Tajikistan è detta in lingua persiana Khorasan (“sol levante”) e i suoi centri principali, le città di Ghazni, Bukhara ed Herat, furono nel tempo capitali di diverse dinastie, come quelle dei Sassanidi, dei Ghaznavidi e dei Timuridi. Musicalmente l’area fu la culla d’una cultura che sta alla base delle musiche d’arte di tutte le corti d’oriente: dai tempi del sultano Mahmud di Ghazna (971-1030) sino alla fine dell’impero ottomano (1923), tutte le tradizioni musicali delle diverse corti furono intimamente legate tra loro così che si può, oggi, viaggiare attraverso la storia musicale da Istanbul ad Herat, da Herat sino a Baghdad e in India.

Un simile patrimonio di musica colta documentata storicamente fu preservato e trasmesso dagli Ottomani sino al XX secolo soprattutto nella loro capitale, Istanbul, mentre in altri paesi del Medio Oriente questo venne progressivamente sostituito da musiche popolari e regionali.

Il seminario si concluderà con un concerto dell’ensemble Bîrûn sabato1 aprile alle ore 18 diretto da Kudsi Erguner.

Il 21 marzo si svolgerà una giornata di studi dal titolo Musica e cultura da Herat a Costantinopoli, a cura di Giovanni De Zorzi nella sede universitaria Ca’ Foscari Zattere CFZ, in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari di Venezia.


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