Istituto per la Musica Archives - Pagina 2 di 18 - Fondazione Giorgio Cini

Workshop con Marco Angius e i solisti dell’Orchestra di Padova e del Veneto

Con la sua triplice attività di compositore, direttore d’orchestra e teorico, Pierre Boulez ha profondamente influenzato il pensiero musicale del XX secolo.

In occasione del centesimo anniversario della sua nascita viene proposto un workshop del ciclo Research-led Performance incentrato sulla direzione di ensemble orchestrali. Il programma, coordinato da Marco Angius, prevede quattro  composizioni che riflettono il mondo sonoro di Boulez: la Sinfonia op. 21 di Anton Webern, Octandre di Edgard Varèse, Mémoriale di Pierre Boulez, Tropi di Niccolò Castiglioni. Mediante un bando vengono selezionati otto giovani direttori d’orchestra, i quali hanno mostrato interesse e attitudine nei confronti del repertorio in questione. Le sedute pratiche si alternano con sedute teoriche tenute da Pietro Cavallotti, Paolo Dal Molin, Massimiliano Locanto e Francisco Rocca.

Il workshop termina con un concerto il 7 marzo, alle ore 18.00, nella Sala degli Arazzi della Fondazione, a conclusione di una tre giorni di workshop incentrato sulla direzione di ensemble orchestrali, all’interno del ciclo Research-led Performance.

Il programma del concerto prevede infatti l’esecuzione di brani di Niccolò Castiglioni, Tropi (1959, per complesso da camera), Pierre BoulezMémoriale (1985, per flauto solo e otto strumenti), Edgard VarèseOctandre  (1923, per otto strumenti) e Anton WebernSinfonia op. 21 (1928).

Concerto | ore 18:00

    Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Roman Vlad

    Il Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Roman Vlad (1919-2019) è stato istituito il 29 marzo 2019 a Roma, presso il Ministero per i beni e le attività culturali (Direzione generale Biblioteche e Istituti culturali). Presieduto da Gianmario Borio (Direttore dell’Istituto per la Musica della Fondazione Giorgio Cini di Venezia e Professore ordinario presso l’Università degli Studi di Pavia), il Comitato Nazionale è costituito da Angela Carone (responsabile del Fondo Roman Vlad presso la Fondazione Giorgio Cini di Venezia), Giorgio Battistelli (Presidente della Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli”, L’Aquila), Fabrizio Pezzopane (Direttore Artistico della Società Aquilana dei Concerti “Bonaventura Barattelli”, L’Aquila), Guido Casati (Presidente dell’Associazione Musicadesso, Milano).

    Il Comitato promuove iniziative per valorizzare le molteplici attività del compositore, pianista e musicologo Roman Vlad che l’hanno reso un protagonista della scena musicale internazionale.

    Foto di Luca Fregoso, Fondo Roman Vlad, Fondazione Giorgio Cini.

    Biografia

    Roman Vlad (1919 — 2013)
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    Nato a Cernauti (Romania) il 29 dicembre 1919, Roman Vlad inizia giovanissimo lo studio del pianoforte e della composizione. Nel 1938, dopo aver conseguito il diploma in pianoforte nel Paese natale, si trasferisce a Roma per perfezionarsi con Alfredo Casella presso l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia; parallelamente, inizia gli studi in ingegneria.

     

    Sin dagli anni Quaranta avvia una costante attività concertistica internazionale che intreccia con quella di critico musicale e musicologo, firmando nei decenni centinaia di articoli principalmente dedicati ad aspetti storiografici, estetici e analitici della musica dell’Ottocento e del Novecento, pubblicati su prestigiose riviste italiane e straniere (tra cui L’ImmagineMercurioLetteraturaLa Rassegna MusicaleStudi musicaliHorizonMelosMusik-Konzepte). Ad essi affiancò negli anni Cinquanta la stesura dei primi volumi incentrati sulla musica del XX secolo (Modernità e tradizione nella musica contemporanea, 1955; Luigi Dallapiccola, 1957; Storia della dodecafonia, 1958; Stravinskij, 1958, tradotto anche in inglese e rumeno), a cui seguirono una monografia sulla Sagra della primavera (Architettura di un capolavoro, 2005) e un ampio studio su Skrjabin (2009). Risalgono agli anni Cinquanta anche le prime trasmissioni radiofoniche curate da Vlad, che lo consacrano quale colto e raffinato divulgatore; ad esse seguirono numerose serie televisive di approfondimento musicale, nelle quali egli illustrò aspetti della musica del passato e del presente, con particolare attenzione a quella dei compositori della Seconda scuola di Vienna e di Igor Stravinskij (del quale Vlad  è stato uno dei massimi studiosi di fama mondiale). Parallelamente, Vlad si è dedicato in modo costante alla composizione. Il suo corposo catalogo, che annovera composizioni scritte negli anni Trenta e i cui ultimi titoli risalgono al XXI secolo, comprende brani di musica strumentale, vocale, elettronica, nonché balletti e musiche di scena; degne di nota sono le collaborazioni con lo scenografo e ballerino Aurel M. Milloss per il balletto Die Wiederkehr, il cui debutto a Colonia avvenne nel 1962, e con Ernest Bour, che tre anni dopo diresse a Donaueschingen l’Ode super ‘Chrysea phorminx’ per chitarra e orchestra (solista Mario Gangi). Altrettanto vasta è la sua produzione musicale per film, telefilm e documentari, firmati da registi di fama internazionale, che nel 1950 gli valse il Nastro d’argento per le composizioni cinematografiche: si ricordino le musiche per La beauté du diable, di René Clair (1950), Monsieur Ripois (René Clément, 1954), Domenica d’agosto (Luciano Emmer, 1950), Herrin der Welt (William Dieterle, 1960), Il giovane Toscanini (Franco Zeffirelli, 1988). Divenuto cittadino italiano nel 1951, Vlad fu anche instancabile organizzatore: è stato direttore artistico (poi presidente) dell’Accademia Filarmonica Romana, dell’Orchestra Sinfonica di Torino della RAI, del Teatro Comunale di Firenze, del Teatro alla Scala di Milano e sovrintendente del Teatro dell’Opera di Roma, nonché presidente della Società Aquilana dei Concerti. Ha presieduto la SIAE (1987-1993) e la Confédération Internationale des Auteurs et Compositeurs (1980-1982; 1990-1994). Si è spento a Roma il 21 settembre 2013.

    Bibliografia di riferimento su Roman Vlad

    Saggi e monografie
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    • Carone, Angela, ‘Musica non facit saltus’. Tre poesie di Montale musicate da Roman Vlad, «Paragone. Rivista mensile di arte figurativa e letteratura», LXV, Terza serie, 114-116, Luglio-Agosto 2014, pp. 20-32.
    • Aspetti genetici e strutturali delle Variazioni intorno all’ultima Mazurka di Chopin di Roman Vlad, «Rivista Italiana di Musicologia», L, 2015, pp. 199-226.
    • Roman Vlad a San Giorgio. Pluralità di eventi e ruoli in sessant’anni (e oltre) di storia, «Lettera da San Giorgio», XVIII/34, marzo-agosto 2016, pp. 24-25.
    • Dalla parola scritta alla parola detta. Impegno e formazione del cittadino secondo Roman Vlad,  «Schweizer Jahrbuch für Musikforschung», XXXVI, Neue Folge, 2016 (© 2019), pp. 91-117.
    • Paul Hindemith beim XXVII Maggio Musicale Fiorentino (1964), «Hindemith-Jahrbuch», XLVII, 2018, pp. 105-129.
    • L’Espressionismo al XXVII Maggio Musicale Fiorentino. Un felice groviglio di scelte audaci, tentativi falliti, accese polemiche e grandi successi«Gli Spazi della Musica», VIII, 2019, pp. 59-73. Di Tizio, Raffaella. L’Opera da quattro soldi di Vito Pandolfi, «Teatro e Storia. Nuova serie», XXXVII, 2016, pp. 251-275.
    • L’opera dello straccione di Vito Pandolfi e il mito di Brecht nell’Italia fascista, Roma, Aracne, 2018. Graziosi, Giorgio, Musicisti del nostro tempo: Roman Vlad, «La Rassegna musicale», XXIII/1, 1953, pp. 6-18. Marchiori, Alessandro, Riflessioni su Ode super “Chrysea phorminx” di Roman Vlad, «il Fronimo. Rivista di chitarra», XLIV/176, 2016, pp. 14-21. Munteanu, Viorel, Roman Vlad și treatrul muzical«Muzica», VII/1, 1996, pp. 19-28.
    • Modernitate și traditie, Bucarest, Editura Muzicala, 2001. Palazzetti, Nicolò, The Bartók Myth. Fascism, Modernism and Resistance in Italian Music Culture, «International Review of the Aesthetics and Sociology of Music», XLVII/2, 2016, pp. 289314. Pasticci, Susanna, Hermeneutics and creative process: Roman Vlad’s reception of Stravinsky, «Archival Notes. Sources and Research from the Institute of Music», II, 2017, pp. 41-63 (http://onlinepublishing.cini.it/index.php/arno/article/view/72). Ricci, Franco Carlo, La musica di Roma Vlad per il cinema, la televisione e il teatro, «Nuova Rivista Musicale Italiana», IV, 2008, pp. 499-522.
    • Roman Vlad. La formazione musicale, l’incontro con Alfredo Casella, l’attività a Roma durante il secondo conflitto mondiale, in Intellettuali Romeni a Roma, a cura di Cecilia Roman, Roma, Istituto Nazionale di Studi Romani, 2008, pp. 19-39. Stevenson, Robert, An Introduction to the Music of Roman Vlad, «The Music Review», XXII/2, May 1961, pp. 124-135. Zanetti, Emilia, Storia di una mamma di Roman Vlad, «la Biennale», n. 6, ottobre 1951, p. 36.
    Tesi di Laurea
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    • Cappellini, Silvia, Roman Vlad. La musica per pianoforte solo come arte della variazione, Tesi di Laurea in Storia, Scienze e Tecniche della Musica e dello Spettacolo, Università degli Studi di Tor Vergata, A. A. 2006/2007, 69 pp. + Appendici.
    • Del Vaglia, Daria, Ricerca in… Ricercare elettronico sopra una serie di Le ciel est vide di Roman Vlad, Tesi del Corso di diploma di secondo livello in discipline musicali, Conservatorio di Musica “G. Verdi” – Como, A. A. 2010/1011, 120 pp.
    • Di Tizio, Raffaella, L’Opera dello straccione di Vito Pandolfi. Il mito di Brecht nell’Italia fascista,  Dissertazione dottorale in Generi letterari, Università de L’Aquila, A. A. 2015/2016, 252 pp.
    • Frijia, Daniela, Roman Vlad. Vita e opere, Tesi di Laurea in Storia della Musica, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, A. A. 2004/2005, 127 pp.
    • Marchiori, Alessandro, La dodecafonia di Roman Vlad attraverso Opus Triplex, Tesi di Laurea in Musicologia, Università degli Studi di Pavia, A. A. 2013/2014, 85 pp.
    • Mazzagufo, Laura, Le Tre poesie di Montale di Roman Vlad: studio genetico-analitico, Tesi di Laurea in Musicologia, Università degli Studi di Pavia, A. A. 2016/2017, 134 pp.

    Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Roman Vlad

    Istituto per la Musica
    DIRETTORE
    Gianmario Borio
    INDIRIZZO
    Fondazione Giorgio CiniIsola di San Giorgio, 30124, Venezia

    Archival Notes No. 8

    Rivista open-access e peer-reviewed, curata dall’Istituto per la Musica della Fondazione Giorgio Cini. Con un approccio interdisciplinare, Archival Notes. Source Studies in Twentieth and Twenty-First-Century Music si dedica alla ricerca sulle fonti musicali dei secoli XX e XXI.

     

    Articoli

    • Claudia Di Luzio, Rendering Voices Independent – Smorfie and Sogni: On the Dramaturgy and Text-Music Relationship in Fausto Razzi’s Music Theatre Work
    • Luigi Manfrin, Fausto Romitelli’ “Syntactic Pertinences” of Timbre: Analytical Notes on Lesson II of Professor Bad Trip
    • Franco Sciannameo, Nino Rota. Sonata per viola e pianoforte (1934-35): Genesis and Performing Alternatives
    • Francesca Scigliuzzo, Searching for Something Other Than Sound: Proposal for a Study of the Materials for Domenico Guaccero and Michiko Hirayama’s Esercizi per voce sola (1965; 1971)
    • Paolo Somigli, Music in Interaction With Other Arts: Florence in the 1960s and the Experience of Gruppo 70

    A Performer’s Eye

    • Aldo Orvieto, Notational Aspects in the Piano Works of Camillo Togni (1937-47): The Case of the Sonata Op. 9 for Cello and Piano

    L’ottavo numero di Archival Notes è disponibile per il download e la consultazione sulla piattaforma Open Journal System della Fondazione Giorgio Cini.

    Istituto per la Musica

    Research-led Performance | Composer – Instrument – Performer | Violoncello Solo in the Second Half of the 20th Century

    Con questo workshop riprende il ciclo Research-led Performance, inaugurato nel 2016: una delle attività più seguite e apprezzate dell’Istituto per la Musica.

    L’edizione 2024 è affidata a Lucas Fels, violoncellista del Quartetto Arditti e professore presso l’Università di Musica e Arti dello Spettacolo di Francoforte. Musicista di grande maestria, Fels coniuga la sua competenza con un vivo interesse per gli aspetti filologici e la riflessione teorica. Il workshop è incentrato su opere per violoncello solo di compositori italiani, con particolare attenzione ai fondi archivistici conservati presso l’Istituto per la Musica. Le composizioni oggetto di studio saranno le seguenti:

    • Luigi Dallapiccola, Ciaccona, Intermezzo e Adagio (1945);
    • Renato de Grandis, Serenata seconda (1970);
    • Giacomo Manzoni, Freedom (2001);
    • Ernesto Rubin de Cervin, Omaggi (2002).

    Il workshop è destinato a giovani violoncellisti con spiccate capacità di comprensione e interpretazione della musica di ricerca e sperimentazione. Il programma comprende sessioni pratiche e teoriche, oltre a un concerto finale con esibizioni di una selezione di borsisti. Le sessioni pratiche saranno tenute da Lucas Fels, mentre nelle sessioni teoriche, aperte al pubblico, i musicologi Gianmario Borio (Direttore dell’Istituto per la Musica e professore all’Università di Pavia), Francisco Rocca (collaboratore scientifico dell’Istituto per la Musica) e Francesca Scigliuzzo (dottoranda all’Università di Udine) affronteranno diversi aspetti delle opere studiate. È prevista la partecipazione di Giacomo Manzoni.

    Bando di iscrizione per 8 violoncellisti con borsa di studio

    Scarica WorkshopVioloncelloBandoITA_DEF (dic)

    Scadenza per la presentazione delle domande: 25 ottobre 2024

      Istituto per la Musica

      L’Istituto per la Musica, fondato nel 1985 da Giovanni Morelli, promuove la ricerca scientifica e la diffusione del sapere nei diversi ambiti della cultura musicale dell’Occidente. L’Istituto è impegnato nella conservazione e valorizzazione di importanti fondi personali, nella pubblicazione di letteratura musicologica e nell’organizzazione di convegni, seminari e workshop, promuovendo collaborazioni tra enti pubblici e privati a livello nazionale e internazionale.

      Il principale terreno di ricerca dell’Istituto è costituito dalle fonti della creazione musicale del XX secolo, esplorate da diverse prospettive. Vengono analizzati aspetti quali la genesi delle opere, il contesto culturale della produzione, gli elementi biografici, la storia delle organizzazioni musicali e gli sviluppi della teoria musicale. Nell’ambito della teoria e della pratica dell’interpretazione musicale, l’Istituto offre un insieme organico di studi, seminari e workshop. Queste attività si focalizzano su temi e repertori di epoche, aree e culture diverse. Un ulteriore ambito di studio è il nesso tra suono e immagine, come si è configurato nell’era dell’elettronica.

      Dal 1985 al 2011 l’Istituto è stato diretto da Giovanni Morelli. Dal 2012 il direttore è Gianmario Borio.

      Musicisti durante il workshop Research-Led Performance. Conducting Twentieth-Century Music for Ensemble © Fondazione Giorgio Cini

      L’Istituto per la Musica si dedica alla ricerca, all’interpretazione musicale e alla valorizzazione di archivi del XX e XXI secolo, focalizzandosi su opere di personalità di spicco nel mondo musicale, coreutico e audiovisivo.

      Archival Notes è la rivista open-access e peer-reviewed dell’Istituto per la Musica, pubblicata annualmente dalla Fondazione Giorgio Cini. Riconosciuta dall’ANVUR tra le pubblicazioni scientifiche di classe A, la rivista accoglie contributi dedicati allo studio delle fonti musicali del XX e XXI secolo, con particolare attenzione al patrimonio documentario della Fondazione e di archivi affini. Archival Notes promuove una pluralità di approcci e prospettive disciplinari, offrendo uno spazio di confronto e approfondimento per la comunità scientifica internazionale.

      Mostra online "Nino Rota e il pianoforte": Dagli archivi dell’Istituto per la Musica

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      Istituto per la Musica

      DIRETTORE
      Gianmario Borio

      Dimensions of Current Compositional Practice: The Composers’ Perspective in Dialog with Musicologists

      Uno dei tratti distintivi della cultura musicale del XX secolo è l’intensa attività pubblicistica dei compositori. Una parte rilevante di essa è costituita dalla riflessione teorica che si può manifestare nella didattica, nelle conferenze, nelle trasmissioni radiofoniche e televisive, negli articoli per giornali e riviste, nell’elaborazione di trattati. Tale riflessione rivela l’orizzonte di quesiti a partire dai quali i compositori hanno ideato e realizzato le proprie opere; essa rimanda anche al contesto generale della teoria musicale e a quello ancora più generale della storia del pensiero.
      Questa manifestazione prende spunto dalle Leçons de musique che Pierre Boulez tenne al Collège de France negli anni 1976-1995; nei diversi cicli di lezioni il compositore affrontò in chiave storica e retrospettiva i nodi fondamentali della tecnica compositiva del XX secolo, presentando non solo la propria visione del processo storico ma fornendo una serie di preziose sollecitazioni all’esegesi musicologica. Da questo modello si ricava innanzitutto l’approccio storico, l’indagine dei problemi compositivi a partire dalla loro origine e dalle svariate risposte che hanno ricevuto nel corso dei decenni. Diversamente dall’impostazione ex cathedra dalle lezioni
      di Boulez, il convegno intende adottare un approccio dialogico a diversi livelli. I concetti di forma, strumento, suono e timbro saranno discussi in alternanza da due compositori che sono da decenni al centro dell’interesse internazionale per le loro opere, l’insegnamento e la loro attività pubblicistica: Agostino Di Scipio e Marco Stroppa. Essi instaureranno a loro volta un dialogo con Mark Delaere e Ulrich Mosch, musicologi di fama internazionale e con un notevole bagaglio di teoria musicale, nonché con un gruppo di giovani compositori e musicologi.

       

      Concerto mdi Ensemble

      17 Luglio 2024

      Auditorium “Lo Squero” ore 18,30 – ingresso libero fino esaurimento dei posti


      Marco Stroppa, Ay, there’s the rub, per violoncello solo (2001, 2011)

      Agostino Di Scipio, Texture – Residue (2006) per lo stesso numero di corde e fiati e live-electronics

       —- breve intervallo —-

      Agostino Di Scipio, 3 pezzi muti (dalla superficie al fondo) per pianoforte e live‐electronics (2007)

      Marco Stroppa, Hommage à Gy. K. per clarinetto, viola e pianoforte (2011, 1997-2003)

       

      Sonia Formenti: flauto

      Paolo Casiraghi: clarinetto

      Salvatore Castellano: sax

      Corinna Canzian: violino

      Paolo Fumagalli: viola

      Giorgio Casati: violoncello

      Luca Ieracitano: pianoforte

      Davide Gagliardi: live electronics

       

       

       

      Azioni e riflessioni intorno a Prometeo

      Con questa manifestazione l’Istituto per la Musica partecipa alle celebrazioni del centenario della nascita di Luigi Nono e rinnova il rapporto di collaborazione con la Fondazione Archivio Luigi Nono. Le due giornate sono in diretta concomitanza con l’esecuzione di una delle massime creazioni del compositore: Prometeo. Tragedia dell’ascolto.

       

      La parte convegnistica è dedicata ai recenti studi musicologici su questa opera. Esteban Buch, Pauline Driesen, Jörn Peter Hickel, Jonathan Impett, Matteo Nanni, Veniero Rizzardi discuteranno i seguenti aspetti: il mito di Prometeo nella cultura e nella musica del XX secolo, la scelta e messa in musica dei testi, la pianificazione dello spazio acustico, il ruolo del live electronics, le fasi del processo compositivo, i fondamenti filosofici dell’opera. Nella sessione centrale Marco Angius, Roberto Fabbriciani, Giancarlo Schiaffini e Alvise Vidolin esamineranno le problematiche esecutive: la collocazione dei gruppi strumentali e vocali nello spazio della chiesa di San Lorenzo, la gestione delle apparecchiature di live electronics, la corretta resa delle parti dei solisti e del coro, l’equilibrio sonoro globale. Ai lavori parteciperanno Joseph Auner, Angela Ida De Benedictis, Michela Garda e Julia Kursell in funzione di discussants.

       

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      Libri a San Giorgio

      Riprendono a novembre gli incontri di Libri a San Giorgio, il ciclo di presentazioni dedicato alle novità librarie della Fondazione Giorgio Cini, giunto alla sua diciottesima edizione.
      La prima presentazione, il 15 novembre, è dedicata al periodico Studi Vivaldiani, la rivista annuale dell’Istituto Italiano Antonio Vivaldi della Fondazione Giorgio Cini. La rivista, pubblicata dal 1980 e distribuita in tutto il mondo, contiene articoli sulla vita e la produzione musicale di Antonio Vivaldi, nonché sul contesto musicale, culturale, sociale e storico nel quale il Prete rosso visse e lavorò.


      Il secondo incontro, il 25 gennaio 2024, alle ore 16:00, prevede la presentazione di The Mediations of Music. Critical Approaches after Adorno. Questo libro è scaturito da una manifestazione dell’Accademia Musica le Chigiana in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Adorno (2019). Gli autori discutono snodi problematici del pensiero del filosofo e mostrano i suoi potenziali. In molti capitoli viene messo in gioco il polo opposto della mediazione, l’immediatezza, che spesso svolge un’importante funzione nei processi di mediazione.


      Nell’ultimo incontro, il 9 febbraio alle ore 16:00, sarà presentato Egisto Macchi: The Assassination of Trotsky Sources of the Creative Process a cura di Marco Cosci, Brepols editore, che ripercorre il processo creativo di Egisto Macchi per la colonna sonora de L’assassinio di Trotsky diretto da Joseph Losey (1972). Attraverso un’attenta lettura delle fonti conservate nell’archivio Egisto Macchi dell’Istitutoper la Musica della Fondazione Giorgio Cini, e presso la Joseph LoseyCollection e il British Film Institute (Londra), il libro fa luce sulla prima collaborazione tra Losey e Macchi, proseguita negli anni successivi per il film Mr. Klein (1976).

      A seguire alle ore 18:00 ci sarà il Concerto all’Auditorium “Lo Squero” degli EVO Ensemble

      dal titolo Lux et Tenebrae.

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      [accordion_entry title=”Programma concerto”]

      Egisto Macchi (1928-1992)
      Voci (1963) versione per 8 cantanti

      Egisto Macchi
      da Repliche di Bruna (1988) per soprano e pianoforte
      n. 2 Colore d’ombra
      Soprano Teresa Varelli
      Pianoforte Cinzia D’Anella

      Egisto Macchi
      da A(lter)Ac(tion) (1966)
      Cadenza per voce sola
      Mezzosoprano Virginia Guidi

      Egisto Macchi
      da Il mestiere della Pace (1958) per baritono e pianoforte
      n. 1 Il cimitero
      Baritono Niccolò Panigutti
      Pianoforte Cinzia D’Anella

      Domenico Guaccero (1927-1984)
      Esercizio per 8 voci (1980)

      Giacinto Scelsi (1905-1988)
      Tre Canti Sacri per otto voci miste (1958)
      I. Angelus Domini
      II. Requiem aeternam
      III. Gloria in excelsis Deo

       

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      EVO Ensemble:
      Teresa Varelli – soprano
      Veronica Bartolomei – soprano
      Cinzia D’Anella – mezzosoprano e pianoforte
      Vittoria De Vincentiis – contralto
      José Gabriel Falla Obando – tenore
      Edoardo De Vincentiis – tenore
      Alessandro Cavazzani – baritono
      Niccolò Panigutti – baritono
      Virginia Guidi – mezzosoprano, coordinamento e direzione

      Intersezioni di musica e arti visive in Italia nel secondo Novecento

      Scarica il programma

       

      L’obiettivo di questa giornata, a cura di Gianmario Borio e Angela Sanna, organizzata dall’Istituto per la Musica, è una prima esplorazione dei rapporti tra pittori e compositori in un periodo ricco di innovazioni sul piano delle tecniche costruttive e delle modalità comunicative delle arti, per il quale sono stati impiegati i termini di serialità, informale, arte cinetica e Fluxus.

       

      L’impronta interdisciplinare della tematica si riflette nella composizione del gruppo di relatori. Marcello Aitiani (Accademico dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze) delineerà le modalità di incontro tra artisti visivi e musicisti. Daniela Tortora (Conservatorio Santa Cecilia, Roma) proporrà una panoramica delle riviste culturali degli anni Sessanta e Settanta, in particolare Marcatré. La relazione di Patrizio Peterlini (Fondazione Bonotto) muoverà dalle partiture grafiche per approfondire l’impatto dell’estetica fluxus su musicisti e artisti figurativi in Italia. Pietro Misuraca (Università di Palermo) discuterà i momenti salienti delle Settimane Internazionali di Nuova Musica di Palermo, in particolare le due mostre di pittura presso la Galleria d’Arte Moderna (REVORT 1 e REVORT 2) e la rivista “Collage”. Paolo Somigli (Università di Bolzano) ricostruirà le tappe che portarono alla nascita del Gruppo 70, soffermandosi sul ruolo di Giuseppe Chiari, Sylvano Bussotti e Pietro Grossi nel quadro dell’intersezione delle forme artistiche a Firenze negli anni Sessanta. Paolo Bolpagni (Fondazione Ragghianti) indagherà la componente iconica nelle partiture di Aldo Clementi e Francesco Pennisi e presenterà l’attività pittorica di Giovanni Pizzo e Lucia Di Luciano, già fondatori ed esponenti prima del Gruppo 63 e poi dell’Operativo R, che collaborarono con Pietro Grossi.

       

      Alle ore 19:00 concerto del mdi ensemble presso l’Auditorium “Lo Squero”.