Istituto per il Teatro e il Melodramma Archives - Fondazione Giorgio Cini

Paolo Poli. Sessanta e più anni di diavolerie teatrali

L’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia e l’Università degli Studi di Firenze, dedica un convegno di studi a Paolo Poli (Firenze, 1929 – Roma, 2016) nel decennale della sua scomparsa.

Fiorentino di nascita, si impone fin da subito all’attenzione del pubblico come artista prolifico e originale e costruisce una lunga e brillante carriera, calcando il palcoscenico ben oltre gli ottant’anni. Autore di un teatro irripetibile, leggero ma colto, elegante e irriverente, Poli, grazie alla sua inesauribile fantasia, è stato un indiscusso protagonista della scena teatrale italiana del secondo Novecento.

L’Istituto per il Teatro, in quanto ente conservatore dell’archivio personale di Paolo Poli, ha messo a disposizione dei relatori i molti e preziosi documenti custoditi al fine di studiare aspetti inediti di questa bella pagina del teatro italiano.

L’evento rientra nel quadro delle iniziative promosse dalla Fondazione Giorgio Cini per approfondire il tema della Humankind and Longevity. In questa prospettiva, Paolo Poli emerge come uno straordinario esempio di longeva creatività, capace di superare e ridefinire lo stereotipo della vecchiaia intesa come decadenza.

Ricordando Paolo

Il giorno 14 maggio alle ore 18:00 l’attrice Lucia Poli e l’attore e regista Arturo Brachetti, in dialogo con la giornalista Anna Bandettini, incontrano il pubblico per rievocare la poliedrica figura di Paolo Poli. Ricordi, testimonianze e immagini di un passato d’arte che tornerà vivo grazie alla presenza dei due artisti ospiti e delle loro storie di spettacolo.

PROGRAMMA
Giovedì, 14 maggio 2026
plus

9:30

Daniele Franco, Maria Ida Biggi

Fondazione Giorgio Cini

 

Fulvio Cervini, Marco Mangani

Università di Firenze

 

Saluti istituzionali e introduzione

 

Marianna Zannoni

Fondazione Giorgio Cini / Università Ca’ Foscari di Venezia

Presentazione archivio Paolo Poli

 

 

10:00 — 13:00

I Sessione

Declinazioni dell’attore-autore-regista

 

CHAIR

Maria Ida Biggi

Fondazione Giorgio Cini / Università Ca’ Foscari di Venezia

 

Giulia Bravi

Università di Firenze

Albori teatrali: Paolo Poli 

nella Firenze del dopoguerra 

 

Livia Cavaglieri, Donatella Orecchia

Università di Genova, Università Tor Vergata di Roma

Paolo Poli alla Borsa d’Arlecchino 

 

Edoardo Camilletti

Università Roma Tre

“Caro Lele”. Il Faust mai realizzato da un carteggio fra Paolo Poli ed Emanuele Luzzati (1964-1965)

 

Armando Petrini

Università di Torino

Paolo Poli e la ‘linea bis’ del teatro italiano

 

Paologiovanni Maione

Università della Campania

Le ‘stranezze’ di Satie per ‘l’inquieto’ viaggio di Poli

 

 

14:30 — 17:00

II Sessione

Paolo Poli, la censura e la critica sociale

 

CHAIR

Armando Petrini

Università di Torino

 

Franco Perrelli

Università di Bari

Paolo Poli: la censura della farfalla

 

Antonio Audino

Rai Radio Tre

Un Babau per la televisione italiana

 

Marianna Zannoni

Fondazione Giorgio Cini / Università Ca’ Foscari di Venezia

“C’era una volta il fascismo…”. L’uomo nero di Paolo Poli

 

Mariagabriella Cambiaghi

Università di Milano

Rosmunda di Alfieri: una ‘rivisitazione’ tra tragico e melodramma

 

 

18:00 — 19:00

Lucia Poli e Arturo Brachetti in dialogo con Anna Bandettini

Ricordando Paolo

 

Venerdì, 15 maggio 2026
plus

9:30 — 13:00

III Sessione

Fonti della drammaturgia poliana

 

CHAIR

Franco Perrelli

Università di Bari

 

Teresa Megale

Università di Firenze

Scritti da Paolo, recitati, cantati e danzati da Poli: invenzioni, affabulazioni, trasformismi del geniale fiorentino 

 

Giuseppe Crimi

Università Roma Tre

Le voci della letteratura dietro la voce di Paolo Poli

 

Gabriele Frasca

Scuola Superiore Meridionale di Napoli

L’arte di sorridere versi (e d’irridere in prosa)

 

Eva Marinai

Università di Pisa

Paolo Poli cantastorie. Il Pinocchio delle Fiabe sonore (1966)

 

Matteo Tamborrino

Università di Torino

Racconti di fate chiamate Paolo Poli

 

 

14:30 — 17:30

IV Sessione

Tempo della vita, tempo del teatro

 

CHAIR

Teresa Megale

Università di Firenze

 

Serena Facci

Università Tor Vergata di Roma

“La letteratura delle canzonette”: il flusso narrativo di Paolo Poli dal parlato al cantato

 

Antonia Liberto

Università di Firenze

Paolo Poli o la misura dell’irriverenza. Sei brillanti. Giornaliste Novecento (2006)

 

Francesco Cotticelli

Università Federico II di Napoli

Nei primi anni Duemila: Paolo Poli e la solitudine del genio

 

Maria Ida Biggi

Fondazione Giorgio Cini / Università Ca’ Foscari di Venezia

Quant’è bella la vecchiezza, Il mare e Aquiloni

 

Opera in musica tra intertestualità e intermedialità. In ricordo di Michele Girardi

Il convegno si articola in quattro sessioni. La prima sessione si propone di indagare le dinamiche intertestuali che si instaurano tra la fonte letteraria e il testo operistico, esaminando come il processo di trasposizione e riscrittura influisca sulla costruzione drammaturgica e musicale. Il concetto di intertestualità viene qui inteso in senso ampio, come strumento critico capace di evidenziare le strategie di assimilazione, di riscrittura e di amplificazione semantica.

La seconda sessione è dedicata al ruolo delle citazioni e delle allusioni stilistiche, elementi che costituiscono un repertorio semantico di primo piano nella costruzione dei percorsi drammatici e delle connotazioni indotte dalla musica.

Nella terza sessione si indagano l’aspetto visivo, inteso come dimensione costitutiva dell’opera, e la regia come pratica interpretativa e di attualizzazione dei significati. Questi due atti di mediazione tra drammaturgia musicale e rappresentazione scenica vengono qui analizzati in relazione ai testi operistici, considerati matrici generative del progetto scenico. L’attenzione è rivolta alle modalità con cui la partitura e il libretto orientano, ispirano o vengono reinterpretati nelle dimensioni visive, configurandosi come un nodo dinamico tra scrittura musicale e rappresentazione.

Infine, nella quarta sessione, si esplora il rapporto tra i diversi media nei processi di creazione, diffusione e trasformazione dell’opera. L’attenzione si concentra sulle modalità con cui l’opera interagisce con altri linguaggi – radio, cinema, televisione, internet – generando nuovi spazi scenici e forme ibride di rappresentazione. In questa prospettiva, la rimediazione diventa  non solo un processo tecnico, ma anche estetico e drammaturgico, capace di ridefinire la fruizione dell’evento operistico.

Comitato scientifico: Maria Ida Biggi, Gianmario Borio, Giordano Ferrari, Vincenzina C. Ottomano, Emilio Sala, Luca Zoppelli.

PROGRAMMA

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[accordion_entry title=”28 aprile | Intertestualità”]

9:30

Maria Ida Biggi, Gianmario Borio
Introduzione

10.00 — 13.00

1. Sessione, Dalla letteratura all’opera in musica: estensione o trasformazione?


Introduzione e moderazione: Luca Zoppelli (Università di Friburgo)

Gabriella Olivero
(Università di Torino)
Figure da paravento: da Iris a Cio-cio-san


Emanuele D’Angelo
(Accademia di Belle Arti di Bari)
Costruire libretti tra macro e micro intertestualità. Casi ottocenteschi

Francesco Fontanelli
(Università eCampus (Novedrate)
“Una tragedia parigina”: riscritture del fatalismo nel Tabarro di Puccini

Discussant: Fabrizio Della Seta
(Università di Pavia)

 –

PAUSA PRANZO

 –

15.00 — 18.00

2. Sessione, Citazioni, evocazioni e allusioni musicali come fattori della drammaturgia


Introduzione e moderazione: Giordano Ferrari (Université Paris 8)


Anselm Gerhard
(Università di Berna)
Metro musicale e gradiente drammatico. Convergenze e divergenze tra Verdi e Puccini

Federico Fornoni
(Conservatorio di Novara / Università di Bergamo)
Nedda: una Carmen in miniatura

Federica Marsico
(Università degli studi di Teramo)
Declinazioni dell’intertestualità nel teatro di Bussotti

Discussant: Paolo Fabbri
(Università di Ferrara)

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[accordion_entry title=”29 aprile | Intermedialità”]

10:00 — 13.00

3.Sessione, Mise en scène, regia e scenografia come dimensioni implicite o esplicite della partitura


Introduzione e moderazione: Emilio Sala (Università di Milano)

Gerardo Guccini
(Università di Bologna)
Con l’occhio di Puccini e l’orecchio di Carré: Girardi legge la mise en scène della Madama Butterfly


Clemens Risi
(Friedrich-Alexander-Universität Erlangen-Nürnberg)
“La Tosca in teatro”: Puccini e l’arte del performativo


Ruben Vernazza
(Università di Palermo)
Ridere di Verdi: L’enfant trouvère di Offenbach (1857)


Discussant: Alessandro Roccatagliati
(Università di Ferrara)

PAUSA PRANZO

15.00 — 18.00

4. Sessione, Dialogo tra media: dall’atto compositivo alla rimediazione


Introduzione e moderazione: Vincenzina Ottomano (Università Ca’ Foscari)

Chiara Casarin
(Università Ca’ Foscari)
La rimediazione di un’opera “fantasma”: la scena del teatro nel Marchese del Grillo di Mario Monicelli

Matteo Giuggioli
(Università Roma Tre)
L’opera ‘in film’ tra ipermediazione e trasparenza

Daniele Palma
(Università di Firenze)

Discussant: Serena Facci (Università di Roma Tor Vergata)

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[accordion_entry title=”29 aprile 18:30 | Concerto Auditorium “Lo Squero” “]

Programma

Concerto In collaborazione con il Conservatorio “Cesare Pollini”, Padova


Ottorino Respighi (1879 – 1936)
Sonata in si minore P 110 (1917) per violino e pianoforte
I. Moderato
II. Andante espressivo
III. Allegro moderato ma energico (Passacaglia)
Giacomo Puccini (1858 – 1924)
Crisantemi, Elegia SC65 (1890) per quartetto d’archi
Andante mesto
Sergej Prokofiev (1891 – 1953)
Sonata op. 119 (1949) per violoncello e pianoforte
I. Andante grave
II. Moderato
III. Allegro, ma non troppo
Sergej Prokofiev
Ouverture su temi ebraici op. 34 (1919) per clarinetto, pianoforte e quartetto d’archi

Miriam Dal Don, violino
Pietro Bosna, violoncello
Luca Lucchetta, clarinetto
Aldo Orvieto, pianoforte
Quartetto d’archi degli studenti del Conservatorio “Cesare Pollini” di Padova
Federica Cassia e Chiara Bosna, violini

Giulia Pasquali, viola
Davide Zuin, violoncello

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Singing in the fire with masks

Il seminario, terzo e ultimo appuntamento di un progetto inaugurato nel 2024, prevede un insegnamento sia teorico che pratico sull’uso della maschera a teatro, con particolare riferimento a personaggi e ambienti legati al fuoco.

L’Istituto per il Teatro e il Melodramma, come già avvenuto per la passata edizione e in linea con la sua vocazione alla divulgazione e all’insegnamento delle discipline legato al mondo dello spettacolo, mette a disposizione i propri archivi d’interesse teatrale e la propria competenza per tenere delle lezioni ed entrare in dialogo con gli ospiti presenti in sede.

Il seminario, organizzato con il centro Théâtre Performance et Societé dell’Université Paris 8 e l’École Université de Recherche ArTeC – Nanterre, è riservato agli studenti selezionati dalle due università francesi.

 

Teatro, Democrazia e Pandemia

L’Istituto per il Teatro e il Melodramma organizza una giornata di studi delicata al tema Teatro, Democrazia e Pandemia. Nel corso dell’incontro si intende indagare il ruolo del teatro come patrimonio culturale della democrazia durante il difficile periodo della pandemia di Covid-19 che ha interessato il mondo a partire dal 30 gennaio 2020. A una ricognizione tecnico-legislativa sul tema, seguiranno le testimonianze di artisti che in quel periodo e su quei temi hanno lavorato lungamente.

Le relazioni presentate nel corso della giornata di studi sono state pubblicate sulla webzine di cultura teatrale Ateatro. Clicca qui per accedere agli articoli.

programma

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[accordion_entry title=”9:30″]

Maria Ida Biggi
Introduzione

Piermario Vescovo
La peste, il teatro

Oliviero Ponte di Pino
A teatro oltre la peste

Fabrizio Panozzo
Popolo che subisce / popolo che decide

COFFEE BREAK

Matteo Paoletti
Un inaspettato salvavita? Legislazione d’emergenza e finanziamento pubblico

Alessandra Carbonaro
Lavoro e previdenza nello spettacolo dal vivo: quali scenari nel contesto post pandemico

Mimma Gallina
Pandemia e sistema teatrale: un’occasione mancata?

PAUSA PRANZO

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[accordion_entry title=”14:30″]

Paola Bigatto
Didattica teatrale e pandemia: “l’eredità della corona”

Serena Sinigaglia
“La peste” di Camus, una specie di speranza
Con proiezione di alcuni frammenti dello spettacolo prodotto da TSV – Teatro Stabile del Veneto, Teatro Stabile di Bolzano e Centro d’Arte Contemporanea Teatro Carcano, stagione 2021/2022

COFFEE BREAK

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[accordion_entry title=”Lettura scenica 16:30 “]

Paola Bigatto e Massimiliano Speziani
Parole per la peste. Letture in tempo di pandemia

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Giacomo Casanova e il teatro

L’incontro di studio intende indagare la scena teatrale al tempo di Casanova e approfondisce gli echi casanoviani nella produzione teatrale italiana del Novecento, per provare a comprendere da chi e in che modo il mito di Casanova è stato raccontato in età contemporanea sui palcoscenici italiani. Organizzato in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia e l’Université Sorbonne di Parigi, partecipano studiosi provenienti dalle principali università europee.

PROGRAMMA

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[accordion_entry title=”19 novembre| 9:30]

9:30

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[accordion_entry title=”19 novembre | 9:30″]

Maria Ida Biggi
Fondazione Giorgio Cini
Università Ca’ Foscari di Venezia
Introduzione

Piermario Vescovo
Università Ca’ Foscari di Venezia
Il processo di rimozione del teatro nella vita di Casanova

Ilaria Crotti
Università Ca’ Foscari di Venezia
Le bautte dell’io. La scena del Mondo nella scrittura casanoviana.

Valeria Tavazzi
Università La Sapienza di Roma
Casanova fra romanzo e teatro

COFFEE BREAK

Andrea Fabiano
Sorbonne Université
Casanova e la parodia

Gerardo Guccini
Università degli Studi di Bologna
Goldoni, Casanova e il problema della monacazione forzata: paradigmi visivi e modelli testuali

PAUSA PRANZO

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[accordion_entry title=”19 novembre | 14:30 “]

Marzia Pieri
Università degli Studi di Siena
Casanova e Voltaire: a proposito di versi e di recitazione

Francesca Bisutti
Università Ca’ Foscari di Venezia
Come parlò Zoroastro a Giacomo Casanova? Traduzione e adattamento di un libretto d’opera

Gilberto Pizzamiglio
Università Ca’ Foscari di Venezia
Casanova “impresario” teatrale: Le Messager de Thalie

COFFEE BREAK

Emanuele De Luca
Université Côte d’Azur
Un teatro di fuochi d’artificio tra realtà scenica e immaginario casanoviano

Lorenzo Mattei
Università Aldo Moro di Bari
Casanova come personaggio nel teatro musicale

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La nature n’est plus un décor. Les cosmologies de l’opéra à l’aune des dérèglements de la Terre

Il convegno La nature n’est plus un décor. Les cosmologies de l’opéra à l’aune des dérèglements de la Terre, promosso dall’Université Paris 8, dall’Institut universitaire de France, dal Théâtre national de l’Opéra-Comique, dall’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Cini e dal Palazetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, si propone di esplorare come l’opera lirica abbia rappresentato e trasformato nel tempo il rapporto tra arte e natura.

L’iniziativa, ospitata in Sala Barbantini il 28 e il 29 ottobre 2025, si concentra su tre momenti chiave: la comparsa del mondo naturale nel genere operistico, l’Ottocento romantico e il periodo dagli anni Sessanta del Novecento a oggi, in cui le urgenze ecologiche hanno portato a una rinnovata riflessione sul nostro legame con il mondo naturale. 
Studiosi e artisti sono chiamati a confrontarsi sul ruolo degli elementi naturali e del clima nei teatri lirici, sia come strumenti espressivi che come eventi reali dovuti ai cambiamenti ambientali. Attraverso interventi brevi e tavole rotonde, il convegno vede il dialogo tra storici della musica e del teatro, filosofi e scienziati, per aprire nuove prospettive sul futuro del genere. La città di Venezia con la sua storia, la ricchezza delle sue arti e le sfide ambientali che affronta quotidianamente, si conferma luogo ideale per ospitare una riflessione così attuale e necessaria.
La notizia è pubblicata anche sul sito dell’Opéra-Comique, al seguente link: https://www.opera-comique.com/fr/spectacles/la-nature-n-est-plus-un-decor-2025

PROGRAMMA

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[accordion_entry title=”28 Ottobre 2025 | 9 – 13″]

Accueil et ouverture
Isabelle Moindrot (Université Paris 8, Institut Universitaire de France) : L’opéra, le cosmos : un duo sensuel et dramatique
Olivier Remaud (École des Hautes Études en Sciences Sociales) : La vie des éléments

L’opéra entre réel et imaginaire
En bordure de la galaxie opéra : quand les éléments dansent et chantent
Maria Ida Biggi (Fondazione Cini, Université Cà Foscari) : La cosmogonie des intermèdes florentins et premiers opéras vénitiens
Laura Naudeix (Université de Rennes 2) : Corps stellaire, corps fécond : reines dansant au ballet
Jean-Claude Yon (École Pratique des Hautes Études) : Le Voyage dans la lune (1875) d’Offenbach ou l’immensité stellaire dans le cadre de scène
Discussion: Frédérique Aït-Touati (École des Hautes Études en Sciences Sociales)

L’opéra, un produit du petit âge glaciaire ?
Judith le Blanc (Université de Rouen) : La tragédie en musique : troubles dans les saisons
Étienne Jardin (Palazzetto Bru Zane) : Canicule et vie musicale parisienne au 19e siècle : le point de vue des caricaturistes
Céline Frigau Manning (Université de Lyon 3) : Les artistes du Théâtre-Italien au secours des sinistrés des inondations / Opera to the Rescue. Singing for the Flood Victims in 1840
Discussion: Fabien Locher (Centre National de la Recherche Scientifique)
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[accordion_entry title=”28 Ottobre 2025  | 14:30 – 17:30″]

Des cosmologies qui vacillent
Catastrophes climatiques
Jonathan Parisi (Université de Lyon) : Des mers scénographiées aux océans matriciels : vers une écopoétique de la submersion aquatique dans l’opéra occidental (1825–2025)
Maria Ida Biggi (Fondazione Cini, Université Cà Foscari) : présentation et projection d’extraits de Aquagranda de Filippo Perocco
Discussion: Étienne Jardin (Palazzetto Bru Zane)

Conserver, (re)créer, produire : quelles (ré)générations pour l’opéra?
Table ronde avec Raphaëlle Blin (dramaturge, Opéra national de Lyon), Jeanne Desoubeaux (metteuse en scène), Evelina Dario (costumière, Festival Puccini Torre del Lago), animée par Thibault Sinay (Union des Scénographes)
Un autre rapport au temps
Jérôme Gaillardet (Institut de Physique du Globe de Paris) : Les cycles de la Terre comme grand opéra.

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[accordion_entry title=”29 Ottobre 2025 | 9:00 – 13:30″]

Accueil et ouverture
Frédérique Aït-Touati (EHESS) : Lever le rideau du ciel : Galilée, l’opéra et les machines du monde

Quand la Terre inspire à nouveau
Sous la chape de la modernité
Giulia Filacanapa (Université Paris 8) : Un théâtre pour réenchanter le monde : Poli, Prokofiev et le pouvoir du conte
Anne-Françoise Benhamou (École Normale Supérieure) : Scènes couvertes de terre : années 1970, années 2020
Discussion: Laura Naudeix (Université de Rennes 2)

Les dérèglements de la Terre annoncent-ils la fin des romantismes ?
Table ronde avec Déborah Bucchi (Université de Lorraine), Jules Cavalié (L’Avant-Scène Opéra),
Sylvie Pébrier (Conservatoire national supérieur de Musique et de Danse de Paris), animée par Judith le Blanc (Université de Rouen)
Des lieux lyriques à réinventer
Table ronde avec Alexandra Lacroix (directrice de l’Opéra de Nantes), Thibault Sinay (président de l’Union des Scénographes), Maxime Gueudet (Ministère de la Culture, Direction générale de la Création artistique), animée par Jean-Claude Yon (EPHE)
New Harvests on the Earth of Opera
Martha Feldman (University of Chicago): Remaking Love in the Decolonial Cosmologies of Bintou Dembélé’s Les Indes galantes
Ligiana Costa (musicologue, compositrice et metteuse en scène) et Sofia Rodrigues Boito (comédienne, dramaturge) : Quand il n’y avait rien, il y avait Sá : créer un oratorio pour la Terre dans le Brésil du 21ᵉ siècle
Discussion: Céline Frigau Manning (Université de Lyon)

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Casanova e Venezia

In occasione dei 300 anni dalla nascita di Giacomo Casanova, figura emblematica del Settecento europeo, la Fondazione Giorgio Cini dedica un grande progetto espositivo e culturale al celebre veneziano. Il primo capitolo della doppia mostra si apre a Palazzo Cini a San Vio, dal 27 settembre 2025 al 2 marzo 2026.

Curata dall’Istituto di Storia dell’Arte, con la partecipazione dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma, la mostra ripercorre la figura poliedrica di Casanova – letterato, memorialista, filosofo, alchimista, viaggiatore e diplomatico – lungo il secolo inquieto del Settecento che si chiude con la caduta della Serenissima. 

Attraverso quasi cento opere tra dipinti, incisioni, libri, oggetti d’arte e documenti, provenienti dalle raccolte della Fondazione e da prestigiose istituzioni italiane ed europee, l’esposizione racconta il mondo raffinato, colto e contraddittorio del Settecento veneziano — il secolo di Casanova.

La mostra si inserisce in un più ampio programma culturale che coinvolge tutti gli istituti della Fondazione Giorgio Cini, con convegni, concerti e seminari dedicati al legame tra Casanova, Venezia e l’Europa. Questi sono anche i due temi portanti della doppia esposizione, articolata in due sedi:

Casanova e Venezia a Palazzo Cini a San Vio (27 settembre 2025 – 2 marzo 2026) con focus su Venezia, la città natale e il primo palcoscenico della vita di Casanova.

Casanova e l’Europa. Opera in più atti  sull’Isola di San Giorgio Maggiore (17 ottobre 2025 – 2 marzo 2026): uno sguardo sull’Europa e sulla rete di viaggi, relazioni e avventure che resero Casanova una figura europea ante litteram. La mostra Casanova e l’Europa. Opera in più atti è realizzata in collaborazione per la realizzazione degli allestimenti con  la Fondazione Teatro La Fenice.

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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso”]
È aperta tutti i giorni, (tranne il martedì) dalle 10 alle 18 (ultimo ingresso ore 17.15).

 

Chiusure straordinarie

La mostra resterà chiusa il 25 e 26 dicembre 2025 e il 1 gennaio 2026.

 

Ingressi gratuiti

Il 28 settembre, in occasione della Giornata Europea del Patrimonio.
Il 21 novembre, per la festività della Madonna della Salute.


Per i gruppi scolastici di ogni ordine e grado, la mostra è visitabile gratuitamente, previa prenotazione all’indirizzo e-mail: [email protected]  e [email protected]

Per gruppi non scolastici di massimo 20 persone – solo su prenotazione a [email protected].

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[accordion][/accordion]

Paolo Poli. Fotografie dall’archivio dell’Istituto di Teatro della Fondazione Giorgio Cini di Venezia

Apre la mostra dedicata a Paolo Poli, figura unica nel panorama teatrale italiano del Novecento, intitolata Paolo Poli. Fotografie dall’archivio dell’Istituto di Teatro della Fondazione Giorgio Cini di Venezia. L’esposizione rende omaggio al suo estro, alla sua ironia e alla libertà creativa che ha saputo attraversare generi, epoche e tabù.

La mostra, realizzata in collaborazione con l’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini di Venezia, si inserisce nel programma della nona edizione di BE POPULAR, il Festival del teatro popolare in scena a Vicenza dal 20 al 31 agosto.
Ospitata nella galleria di Palazzo Thiene, l’esposizione mette in luce – attraverso fotografie tratte dall’archivio dell’Istituto – una delle figure più libere e creative del teatro italiano del Novecento.

Locandine, fotografie in bianco e nero e a colori, che ripercorrono la carriera di un artista che ha fatto del palcoscenico il luogo di un’eleganza sovversiva, di una comicità raffinata e irriverente e che saputo essere al tempo stesso popolare e coltissimo, spiazzante e profondo.

Paolo Poli (Firenze, 23 maggio 1929 – Roma, 25 marzo 2016) è attore, cantante, regista, autore. Dotato di una cifra stilistica molto personale, è il rappresentante di un teatro al contempo graffiante e lieve, raffinato e dissacrante, che prende le mosse dall’operetta, dalla rivista, dal vaudeville, dall’avanspettacolo e dal varietà, ma che è, tuttavia, difficilmente inquadrabile in definizioni di genere e contenuto.

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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso”]

Orari: dal giovedì alla domenica dalle 10:00 alle 18:00.
La mostra è a ingresso gratuito.

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La Stanza Duse | Illustre Signora Duse, voci dall’archivio dell’attrice

Inaugurata nel 2011, la Stanza Duse è uno spazio permanente dedicato alla memoria della grande attrice italiana. Nasce dal desiderio di rendere accessibile, grazie ad allestimenti tematici, il prezioso patrimonio custodito nell’Archivio Duse.

L’Istituto per il Teatro e il Melodramma propone al visitatore un viaggio attraverso la voce degli altri: artisti, intellettuali e letterati che hanno intrattenuto rapporti professionali e amicali con la grande attrice italiana.
La selezione di lettere, tra le quali compaiono quelle di Sibilla Aleramo, Grazia Deledda, Isadora Duncan, Luigi Pirandello, Margherita Sarfatti e il celebre stilista francese Jean Philippe Worth, restituisce un’immagine inedita dell’arte dusiana e della fitta e intricata rete di relazioni di cui Eleonora e il suo teatro si nutrirono. Pagine piene di riflessioni, sentimenti ed entusiasmi in grado di raccontare l’eccezionalità di questa artista e l’impatto che la sua arte ebbe nella cultura e nella società dell’Europa del primo Novecento.

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[accordion_entry title=”Modalità d’accesso”]
Per visitare la mostra rivolgersi a VisitCini.
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Attilio Badodi fotografo di teatro

Tra i maggiori protagonisti della fotografia italiana del primo Novecento, Attilio Badodi (Reggio Emilia, 1880 ― Milano, 1967) ritrae il teatro del tempo in un affresco di rara precisione e bellezza. Nelle sue opere, straordinari esempi di foto ritratto liberty, compaiono attori, cantanti, musicisti, compositori e drammaturghi, sia in scatti privati che in abiti di scena. Partendo dalle parole dello stesso Badodi, questo volume vuol essere un omaggio alla fortunata carriera del fotografo e a quella dei protagonisti del teatro italiano immortalati nelle sue lastre: “Due grandi passioni hanno caratterizzato la mia esistenza: la fotografia e il teatro. Non fu quindi soltanto l’amore per la professione che esercitavo a indurmi, nel 1902, ad abbandonare la città natia per Milano, ma insieme il fascino potente che su di me esercitava la brillante vita artistica della metropoli. Era quello il tempo dei trionfi di Tina Di Lorenzo, di Petrolini, della Duse, di Betrone, della Borelli”.