Istituto per il Teatro e il Melodramma Archives - Pagina 3 di 15 - Fondazione Giorgio Cini

Santuzza Calì al Teatro Biondo

In occasione dei novant’anni di Santuzza Calì, l’Istituto per il Teatro e il Melodramma si unisce alle celebrazioni dedicate all’artista con la presentazione della nuova pubblicazione monografica di Maria Ida Biggi, Santuzza CalìArte fantasia colore, edita da Silvana editoriale (2024).

 

L’incontro si tiene presso il Teatro Biondo di Palermo il 28 settembre alle ore 18:00, in occasione dell’apertura della mostra che il teatro dedica all’artista e nella quale confluiscono una selezione di immagini provenienti dai lavori teatrali di Santuzza, oggi conservati in originale presso l’archivio donato all’Istituto nel 2022.

Partecipano alla presentazione Santuzza Calì, Maria Ida Biggi (Università Ca’ Foscari Venezia e direttrice dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma), Lorenzo Salveti (Accademia d’Arte drammatica Roma), Luigi Piccolo (Sartoria Farani), Veronica Olmi (Teatro Verde Roma) e Pamela Villoresi, direttrice del Teatro Biondo.

Romagnola di Luigi Squarzina

Il Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Luigi Squarzina (1922-2022), presieduto da Maria Ida Biggi e di cui l’Istituto per il Teatro e il Melodramma è ente coordinatore, promuove l’allestimento dello spettacolo originale Romagnola, tratto dal celebre testo del maestro Squarzina.

 

La nuova produzione della Compagnia Le Belle Bandiere va in scena con la regia e l’interpretazione di Elena Bucci.

La riduzione della Romagnola entra stabilmente nel repertorio della Compagnia ed è coprodotta dal Teatro Rossini di Lugo.

    Istituto per il Teatro e il Melodramma

    L’Istituto nasce come evoluzione dell’Istituto per le Lettere, il Teatro e la Musica, fondato nel 1957 da Vittore Branca e Pietro Nardi. L’interesse per il melodramma accresce con l’arrivo, nello stesso anno, della cospicua collezione del medico romano Ulderico Rolandi, costituita da circa trentamila libretti d’opera datati dalla seconda metà del Cinquecento alla prima del Novecento. La collezione include anche una ricca biblioteca tematica, spartiti e una raccolta di ritratti, locandine ed estratti di giornale. Nel 1970, la direzione dell’Istituto passa all’italianista Gianfranco Folena, il quale introduce lo studio delle discipline teatrali e musicali come fenomeno linguistico.

    I convegni annuali hanno ospitato studiosi di tutto il mondo, contribuendo a rivalutare il libretto d’opera quando la sua importanza sembrava una novità assoluta. Grazie alla consultazione del fondo librettistico, una comunità internazionale di studiosi è emersa, facendo della Fondazione Giorgio Cini un centro di di ricerca di eccellenza. L’arrivo, tra gli anni Sessanta e Ottanta, delle principali donazioni che compongono l’Archivio Eleonora Duse (tra cui quelle di Sister Mary Mark e Olga Resnevič Signorelli) consente all’Istituto di intraprendere una delle sue principali linee di ricerca, dedicata alla figura dell’attore tra Otto e Novecento, nella tradizione teatrale italiana e internazionale.

    Alla fine degli anni Ottanta, l’acquisizione dell’archivio personale del danzatore e coreografo Aurél M. Milloss permette all’Istituto di affermarsi anche come punto di riferimento per lo studio delle discipline coreutiche. Nel tempo, l’Istituto si arricchisce anche  delle biblioteche personali di Gian Francesco Malipiero, Francesco Gallia, Aurél M. Milloss e Ulderico Rolandi.

    Nel  2007 cambia denominazione, diventando, Centro Studi per il Teatro e il Melodramma Europeo. Nel corso degli anni, l’avvio di un’intensa attività di digitalizzazione permette di dar vita all’Archivio Iconografico Teatrale e Musicale che attualmente raccoglie oltre dodicimila schede dalla ritrattistica alla scenografia, dall’architettura teatrale alla costumistica, dalla pittura alla grafica. Nel tempo, il Centro Studi si arricchisce di nuove e preziose donazioni riguardanti il teatro del secondo Novecento. Tra queste, spiccano quelle di Luigi Squarzina, Titina Rota, Pierluigi Samaritani, Elena Povoledo, Maurizio Scaparro, Giovanni Poli, Mischa Scandella, Arnaldo Momo, Santuzza Calì.

    Nel 2017, in occasione del decennale, il Centro Studi diventa Istituto per il Teatro e il Melodramma. In quell’anno inizia un lavoro di riscoperta della figura di Lyda Borelli, artista di grande carisma e una delle più celebri attrici italiane del primo Novecento.

    Dal 2007 l’Istituto è diretto da Maria Ida Biggi.

    Eleonora Duse in Antonio e Cleopatra, fotografia di Pau Audouard, 1890 ca. Archivio Duse © Fondazione Giorgio Cini

    L’Istituto sostiene la ricerca e la divulgazione scientifica, cura e promuove i propri archivi documentali e iconografici, organizza seminari e convegni, pubblicazioni e iniziative culturali.

    STANZA DUSE

    Inaugurata nel 2011, la Stanza Duse è uno spazio permanente dedicato alla memoria della grande attrice italiana. Nasce dal desiderio di rendere accessibile, grazie ad allestimenti tematici, il prezioso patrimonio custodito nell’Archivio Duse.

    LYDA BORELLI

    Dal 2017 l’Istituto per il Teatro e il Melodramma lavora alla riscoperta della figura di Lyda Borelli, artista di grande carisma e una delle più celebri attrici italiane del primo Novecento.

    Lyda Borelli (La Spezia, 1887 – Roma, 1959) è stata una delle più celebri attrici italiane del primo Novecento. Artista di grande carisma e donna di straordinario fascino, Borelli si è imposta rapidamente all’attenzione del pubblico, prima in teatro e poi al cinema, dove debutta nel 1913. Prima donna di compagnia, capocomica e interprete di indiscusso talento, Lyda Borelli è stata anche un’icona liberty di stile e di eleganza e l’incarnazione della donna moderna: emancipata, amante della velocità e del volo. Musa di letterati e artisti, ha intrattenuto rapporti con gli intellettuale più noti del tempo e ha interpretato alcuni personaggi passati alla storia. Orio Vergani scrive di lei: “La sua vita teatrale fu breve, ma con lei si chiude un’epoca, un gusto, uno stile. Lyda Borelli aveva immortalato e bruciato al tempo stesso le immagini e gli accenti di tutta una generazione”.

    L’Istituto, che dalla sua fondazione si occupa di storia dell’attore, esplora attraverso rassegne e mostre tematiche la vicenda artistica di Lyda Borelli, prima coniuge del conte Vittorio Cini, al quale la Fondazione deve la sua nascita. La sua figura di attrice teatrale che anticipa, con altrettanto successo,  la sua più nota carriera cinematografica la rende una tra le più interessanti attrici della generazione successiva a quella di Eleonora Duse, di cui l’Istituto conserva un importante fondo d’archivio.

    Lyda Borelli in Salomè, 1909-1910, Archivio Nunes Vais © ICCD-Gabinetto Fotografico Nazionale, Roma.

    Istituto per il Teatro e il Melodramma

    DIRETTRICE
    Maria Ida Biggi

    Il teatro delle riviste 1870-2000

    Edizioni di Pagina, Bari, 2024

    Il volume costituisce il frutto di un importante lavoro di collaborazione tra l’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini, l’Université Sorbonne Nouvelle, l’Université Paris Cité e l’Institut Universitaire de France per lo studio del periodici come oggetto e strumento per la storiografia teatrale. Si tratta di un volume collettaneo che contiene trentacinque contributi di altrettanti studiosi, divisi in tre sezioni cronologiche: fine Ottocento – primo Novecento le riviste nell’era dell’industria teatrale e della stampa illustrataNel cuore del Novecento: le riviste al servizio di progetti estetici e ideologiciDopo il 1945: le riviste come luoghi di riflessione e ricerca tra questioni istituzionali e sperimentali. 

    Completano la struttura del volume anche tre Intermezzi, in cui si affrontano questioni di ordine generale e metodologico, curati da studiosi di caratura internazionale, quali Evanghelia Stead, Lorenzo Mango e Georges Banu, recentemente scomparso e a cui è dedicato il volume.

      Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Luigi Squarzina

      Il Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Luigi Squarzina (1922-2022) è presieduto da Maria Ida Biggi (Fondazione Giorgio Cini, Università Ca’ Foscari di Venezia) e composto da Annamaria Andreoli (Istituto di Studi Pirandelliani), Lina Bolzoni (Accademia dei Lincei), Rino Caputo (Università Tor Vergata di Roma), Andrea Erri (Fondazione Teatro La Fenice), Siro Ferrone (Università degli Studi di Firenze), Claudio Longhi (Piccolo Teatro di Milano, Università degli Studi di Bologna), Carlo Ossola (Accademia dei Lincei), Massimo Popolizio (attore e regista), Elio Testoni (Fondazione Gramsci) Silvia Danesi Squarzina (Università di Roma La Sapienza) e Anna Isabella Squarzina (Libera Università Maria Santissima Assunta di Roma), moglie e figlia di Luigi Squarzina.

       

       

       

       

      Biografia

      Luigi Squarzina (1922 — 2010)
      plus

      Regista, autore di teatro, studioso e docente universitario, Luigi Squarzina è nato a Livorno il 18 febbraio 1922. Laureatosi in Legge a Roma nel 1945, si è contemporaneamente, diplomato regista, presso l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica e nel 1951 ha ottenuto una fellowship alla Yale University, con Alois Nagler, perfezionandosi nella ‘Theaterwissenschaft’. Alla fine degli anni Sessanta, è stato tra i fondatori del D.A.M.S. di Bologna, Corso di Laurea in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo, dove ha insegnato Istituzioni di Regia.

      Ventiduenne, subito dopo il saggio di regia all’Accademia, esordisce con una sua riduzione di Uomini e Topi di Steinbeck, primo spettacolo andato in scena nella primavera 1944, a Roma liberata. Squarzina ha svolto un’attività registica intensa e innovatrice; tornato da Yale, ha fondato e diretto con Vittorio Gassman, dal 1952 al 1954, il Teatro d’Arte Italiano con un programma di classici e novità italiane, tra cui il primo Amleto integrale sulle scene italiane, con la sua traduzione eseguita durante il soggiorno a Yale.

      Passato al teatro a gestione pubblica, ha diretto dal 1962 al 1976, con Ivo Chiesa, il Teatro Stabile di Genova, dove ha creato alcuni importanti allestimenti tra cui il sartriano Il diavolo e il buon Dio, 1962, la sua Emmetì, 1965, causando roventi polemiche. In questo teatro ha indagato gli autori classici, offrendo una lettura innovativa e di intensa attenzione interpretativa, costantemente su base rigorosamente filologica.

      La sua produzione registica, sempre accompagnata da significative Note di Regia, si può riassumere in più cicli integrati: partendo dal Teatro latino e greco, approda a Shakespeare e al teatro elisabettiano. Per Goldoni, dopo La vedova scaltra (1951), con la compagnia Torrieri-Gassman-Zareschi, realizza tra tanti altri al Teatro Stabile di Genova I due gemelli veneziani (1963) con Alberto Lionello, portato in tournée in tutto il mondo. Mette in scena almeno una decina di testi di Pirandello e tra quelli di Brecht, è da ricordare l’allestimento di Madre Courage con Lina Volonghi. Lavora molto sulla drammaturgia minore italiana del primo Novecento e su momenti e personaggi cruciali e controversi della storia del Novecento, con il suo teatro storico-dialettico. Si dedica anche ad autori italiani contemporanei dal primo dopoguerra a oggi e porta in Italia il teatro americano ‘maggiore’ e ‘minore’ con testi che permettono di affrontare, in anticipo sui tempi, temi come l’intolleranza verso gli omosessuali, il militarismo, la droga, l’handicap, la delusione della generazione rooseweltiana.

      Come Direttore Artistico del Teatro di Roma, dal 1976 al 1983, Squarzina ha promosso iniziative di tipo nuovo tra cui la ‘teatralizzazione dello spazio urbano’ per collaborare alla reazione contro il terrorismo, indicando, con l’Assessore Renato Nicolini, nella Estate Romana, un nuovo ruolo per gli Assessorati alla cultura. Memore del suo spettacolo Anna dei miracoli, interpretato da Anna Proclemer, ha promosso i laboratori teatrali per adolescenti portatori di handicap, con straordinari risultati terapeutici, prima iniziativa del genere in Italia.

      Inoltre, ha contribuito al rinnovamento della scena lirica italiana lavorando con i maggiori enti lirici italiani e con teatri stranieri da Tokyo, alla Staats-Oper di Vienna, a Chicago e a Montecarlo. Mosso da un forte impegno sociale, considerato uno dei fondatori della ‘regia critica’, ha unito, alla passione per la regia teatrale, una sicura personalità di studioso e di teorico.

      È mancato a Roma nell’ottobre 2010 e per sua espressa volontà, la sua biblioteca, costituita da più di 5.000 volumi, è stata donata all’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Cini nel 2011.

      Le attività svolte dal comitato

      INAUGURAZIONE E MOSTRA

      Il teatro di Squarzina e le commedie di Pirandello
      plus

      Il Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Luigi Squarzina, in collaborazione con Fondazione Teatro di Roma, Fondazione Gramsci e Istituto di Studi Pirandelliani e sul Teatro Contemporaneo, annuncia l’apertura della mostra Il teatro di Squarzina e le commedie di Pirandello, curata da Marina Marcellini e Elio Testoni. L’iniziativa vuole indagare le regie pirandelliane di Luigi Squarzina, che possono considerarsi casi esemplari della sua attitudine ad integrare l’attività registica con quella di studio e di insegnamento. I documenti utilizzati per la creazione dei pannelli, provengono dall’Archivio Luigi Squarzina, conservato presso la Fondazione Gramsci.

      L’esposizione è visitabile gratuitamente presso la Sala Squarzina del Teatro Argentina di Roma, con i seguenti orari: mercoledì, venerdì e sabato dalle ore 15.00 alle ore 18.00, domenica dalle ore 13.00 alle ore 16.00.

      RISTAMPA

      “Teatro” di Luigi Squarzina
      plus
      Nell’ambito delle iniziative promosse dal Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Luigi Squarzina (Livorno, 1922 – Roma, 2010) e in collaborazione con l’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini, che conserva la biblioteca personale dell’autore ed è l’ente capofila del Comitato, è stata decisa la ristampa del volume intitolato Teatro, apparso per la prima volta nel 1959, per i tipi degli stesi Editori Laterza. Con la presente pubblicazione, il Comitato nazionale ha inteso rendere nuovamente disponibile, per i cultori, gli studiosi e per le nuove generazioni di teatranti italiani e stranieri, un’opera fondamentale per la conoscenza di uno dei più grandi protagonisti della storia del Teatro italiano.

      SPETTACOLO

      Massimo Popolizio recita “Tre quarti di luna” di Luigi Squarzina
      plus

      Il Comitato nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Luigi Squarzina, in collaborazione con il Teatro Rossini di Lugo, hanno voluto omaggiare il grande regista con Massimo Popolizio, che recita passi dalla commedia di Squarzina Tre quarti di luna.
      Scritta da Squarzina, con la regia di Vittorio Gassman, ottiene il premio Saint Vincent 1953 per la novità drammatica e uno strepitoso successo di pubblico e di critica che ne sottolinea la carica e la tensione drammatica. È una commedia aspra, ma vera con una denuncia precisa, che, però, mantiene una visione d’arte. Squarzina narra la storia di un allievo, Enrico, di famiglia povera che per potere accedere all’Università ha bisogno di una borsa di studio che però non gli sarà assegnata perché il suo preside, il gentiliano Piana, stronca la tesina da lui scritta in quanto contraria ai principi e all’insegnamento dello stesso preside Piana. Perciò Enrico si suicida, la sorella Elisa e il suo amico seminarista Mauro scoprono il motivo del suicidio e alla fine Mauro, per vendicare il suo amico, ingiustamente maltrattato, uccide il preside Piana. La commedia, dunque, avendo in mente la riforma Gentile come nodo ideologico e morale del Novecento italiano, pone l’accento sulla necessità della libertà nel rapporto educativo da preconcetti ideologici e da faziosità e, per converso, sull’esigenza di autonomia culturale degli allievi. Tre quarti di luna segna l’esordio come attore di Luca Ronconi.

      Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Luigi Squarzina

      Istituto per il Teatro e il Melodramma
      DIRETTRICE
      Maria Ida Biggi
      INDIRIZZO
      Fondazione Giorgio CiniIsola di San Giorgio, 30124, Venezia

      Istituto per il Teatro e il Melodramma

      Eleonora Duse mito contemporaneo

      In occasione dei cento anni dalla scomparsa di Eleonora Duse (Vigevano 1858 – Pittsburgh 1924), l’Istituto per il Teatro e il Melodramma apre al pubblico una mostra temporanea che racconta la straordinaria storia di questa artista.

       

      L’esposizione, pensata per gli spazi di Palazzo Cini a San Vio, si pone l’obiettivo di ritrarre la celebre attrice a partire dai documenti e dagli oggetti che le sono appartenuti, conservati presso l’Archivio dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma. Si tratta di oggetti unici, capaci di testimoniare la particolarità di questa artista rivoluzionaria, punto di riferimento non solo per la scena teatrale del tempo, ma anche per la cultura europea dei decenni tra Otto e Novecento. Tra questi, avranno una particolare rilevanza gli abiti che le sono appartenuti e che afferiscono al suo guardaroba privato. Si tratta di modelli di alta sartoria, perfettamente conservati, che restituiscono il fascino di anni lontani e particolarmente suggestivi. Oltre all’abito realizzato dalla sartoria Magugliani, saranno esibiti modelli creati dall’atelier Jean Philippe Worth, una delle prime case di moda attiva tra Londra e Parigi a cavallo tra i due secoli, creazioni di Paul Poiret, l’artista che agli inizi del XX secolo realizzò la prima forma di pantalone al femminile, e alcuni capi realizzati da Mariano Fortuny. Inoltre, in mostra saranno esposti altri preziosi materiali: lettere autografe di vari corrispondenti, rare fotografie che mostrano Eleonora Duse in attimi di vita privata e in costume di scena e oggetti pregiati, a lei appartenuti che restituiscono uno spaccato del suo gusto raffinato e originale.

      La mostra intende offrire al visitatore un’istantanea della grande artista simbolo del teatro italiano nel mondo, attraverso significativi e straordinari pezzi dell’Archivio, che l’Istituto per il Teatro della Fondazione Giorgio Cini conserva, per volontà della nipote dell’attrice e altri donatori, da molti anni.

      Rassegna teatrale: Dall’archivio alla scena

      L’istituto per il Teatro e il Melodramma ha ideato e promosso in collaborazione con il Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale, la rassegna teatrale “Dall’archivio alla scena” che si terrà presso l’Auditorium lo Squero dell’Isola di San Giorgio dal 16 maggio al 14 giugno. Per l’occasione, l’Istituto ha lavorato con le attrici che saranno protagoniste della rassegna: con Sonia Bergamasco, che intende tracciare un ritratto di Eleonora Duse attraverso la voce di altri artisti, testimoni illustri della sua arte (16 maggio); con Lucia Poli, selezionando un gruppo di lettere tra la grande attrice e Giovanni Papini (28 maggio); con Elena Bucci, infine, grazie a un lavoro di scavo nell’archivio tra lettere e testimonianze (11 giugno).

       

      Partecipano alla rassegna anche alcune tra le più prestigiose scuole di teatro a livello nazionale, luoghi di formazione che hanno raccolto l’invito dell’Istituto e proposto ai propri giovani attori di confrontarsi con il teatro e con l’arte di Eleonora Duse. Si tratta dell’Accademia dei Filodrammatici, la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano, l’Accademia Teatrale Carlo Goldoni – Teatro Stabile del Veneto.

       

      A proposito del lavoro che sta preparando sulla Duse, Elena Bucci afferma: «Eleonora traspare e appare da ogni lettera, da ogni documento, ci sorride attraverso il tempo e ci esorta alla rivoluzione, che altro non è che lotta al pregiudizio e ricerca della verità, pur sapendo che appena intravista fugge altrove. Come Eleonora stessa fa, con la sua luminosa scia». Sonia Bergamasco, invece, sottolinea come «La Stanza Duse della Fondazione Giorgio Cini è stato il mio primo riferimento di ricerca, e resta fra i più ricchi e preziosi. Un’isola nell’isola di Venezia, città ideale anche per Eleonora Duse. Tornare in quella “Stanza”, ogni volta, è un’emozione profonda, è la possibilità di fare nuove scoperte»

       

      Calendario degli appuntamenti

       

      16.5.2024 – h 19

      Sonia Bergamasco

      LE SUE ROSE CHE CONSIDERO BACI
      Eleonora Duse vista dagli altri

      Visualizza la locandina

       

      24.5.2024 – h 19
      Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi 

      IN VIAGGIO CON LA DUSE

      Visualizza la locandina

       

      28.5.2024 – h 19

      Lucia Poli 

      S’IO FOSSI DAVVERO POETA | Il carteggio Duse – Papini

      Visualizza la locandina

       

      30.5.2024 – h 19
      Accademia Teatrale Carlo Goldoni 

      IL BAULE DEI MISTICIUna ricerca sulla spiritualità di Eleonora Duse

      Visualizza la locandina

       

      11.6.2024 – h 19 

      Elena Bucci

      RIVOLUZIONE DUSE
      Inno agli stregati. Parte numero uno, Venezia:
      Rivoluzione Duse, un archivio vivo

      Visualizza la locandina

       

      14.6.2024 – h 19
      Accademia dei Filodrammatici 

      IL RESPIRO DELL’ANIMA | Eleonora Duse rivelata da Dora Setti

      Visualizza la locandina

       

       

      Per informazioni
      [email protected]

       

      Per info e biglietti

      Vai sul sito

      +39 041 2402014 | [email protected]

      Gianfranco de Bosio e il suo archivio

      L’Istituto per il Teatro e il Melodramma organizza un incontro, il giorno 8 maggio alle ore 12:00, in ricordo del maestro Gianfranco de Bosio, in occasione del centenario della sua nascita, avvenuta a Verona il 16 settembre 1924.
      L’incontro costituisce l’occasione per presentare al pubblico l’archivio personale di de Bosio, recentemente donato all’Istituto per il Teatro e il Melodramma dal figlio del maestro, Stefano.
      Nel corso della giornata, organizzata in sinergia con l’Università Ca’ Foscari di Venezia e con il Comitato nazionale delle Celebrazioni del centenario della nascita del Cav. di Gran Croce maestro Gianfranco de Bosio, verrà ricordato il suo lungo e prezioso lavoro nel teatro di prosa e di opera, nella televisione e nel cinema del secondo dopoguerra.
      Intervengo all’incontro: Carmelo Alberti, Maria Ida Biggi, Nanà Cecchi, Stefano de Bosio, Susanna Egri, Maria Rita Simone.
      Saranno presenti anche alcuni membri del Comitato nazionale tra i quali: Alberto Bentoglio, Mara Fazio, Cristina Grazioli, Nicola Pasqualicchio.

      Singing in the pool, with masks

      Dal 5 al 7 marzo si terrà il seminario Singing in the pool, with masks organizzato in collaborazione con il Théâtre Performance et Societé dell’Université Paris 8 e l’École Universitaire de Recherche ArTeC – Nanterre. Nel corso del seminario, finanziato da ANR (Agence Nationale pour la Recherche de France), verrà offerto agli studenti dell’Université de Nanterre un insegnamento sia teorico che pratico sull’uso della maschera in teatro, con particolare riferimento agli ambienti acquatici. Nel corso dell’incontro veneziano, che segue un primo seminario organizzato a Parigi, a cura di Isabelle Moindrot e Giulia Filacanapa, i partecipanti potranno lavorare su una selezione di materiali grafici e pittorici conservati presso i diversi fondi d’archivio dell’Istituto per il Teatro e il Melodramma. In questa occasione l’Istituto sarà coinvolto anche in una serie di lezioni sulla storia del teatro contemporaneo e sul patrimonio teatrale custodito alla Fondazione Giorgio Cini.