Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia Archives - Pagina 4 di 61 - Fondazione Giorgio Cini

Chi era davvero Casanova?

Tra realtà storica e finzione, tra cultura e immaginario, a tutt’oggi ha senso chiedersi chi fosse davvero Giacomo Casanova. Il 4 novembre (ore 17, Sala del Soffitto), attorno a questa domanda, si confrontano Antonio Trampus, professore ordinario di Storia moderna all’Università Ca’ Foscari Venezia e Alessandro Marzo Magno, giornalista e saggista.

Il talk sarà condotto da Egidio Ivetic, direttore dell’Istituto per la Storia di Venezia della Fondazione Giorgio Cini.

Casanova a Levante

Il concerto organizzato dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati mette in rilievo il profilo cosmopolita di Giacomo Casanova, attraverso l’esecuzione di musiche in voga al tempo dei suoi viaggi nell’Est.

Il concerto evoca il profilo cosmopolita di Giacomo Casanova, europeo e Costantinopoli, sia di derivazione veneziana che ottomana, con strumenti appartenenti alle due tradizioni musicali. Tra gli scritti lasciati da alcuni ambasciatori del tempo, infatti, ritroviamo alcune musiche trascritte secondo i criteri occidentali, composizioni strumentali e vocali che si potrebbero definire turchesche. Anche gli strumenti musicali utilizzati creano un connubio tra importazione della cultura orientale e una “orientalizzazione” della tradizione strumentale occidentale. È il caso della vio la d’amore, adottata poi nel mondo ottomano col nome di sine keman, Si esibiscono: Stefano Albarello (direzione, qanûn, chitarra barocca), Peppe Frana (liuti lavta e tanbur), Giovanni De Zorzi (flauto ney) e Gianfranco Rus so (viola d’amore).

Le composizioni scelte sono più o meno coeve al suo viaggio e sono proposte seguendo il percorso della sua avventura.
Si alternano musiche recuperate dai resoconti dei viaggiatori occidentali con quelle tramandate da fonti più aderenti alla cultura ottomana. Ad esempio le composizioni raccolte dal principe moldavo Dimitrie Cantemir che studiò, in cattività, l’arte musicale ottomana, trascrivendo e in parte componendo secondo quel gusto culturale. Tra le
varie fonti vi sono inoltre alcuni nomi autorevoli della musica occidentale quali Padre Giovanni Battista Martini, di cui si conserva un cartiglio di variazioni del “ballo turco” che potrebbero essere state composte di sua mano su un modello preesistente. Si ritrovano anche melodie che mescolano sonorità dell’Est Europa a quelle dell’Anatolia, come quelle presenti nella raccolta Melodiarium di Anny Szirmay Keczer.

PROGRAMMA

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[accordion_entry title=”Concerto |  h 19″]

Antonio Vivaldi (1678-1741)
Largo
da: Concerto in re minore per viola
d’amore, archi e basso continuo, RV 394

Anonimo
Air de Cantemir
da: Charles Fonton (1725-1793)
Essay sur la musique orientale compareé
a la musique Europeéne*

Dimitrie Cantemir (1673-1723)
Peşrev Makâm Buselik – usuleş
devr-i revan
da: Kitâbu ‘Ilmi’l-Mûsiki ‘ala
Vech’ al-Hurufât

Anonimo
Danse Greque
da: Charles Fonton (1725-1793)
Essay sur la musique orientale compareé
a la musique Europeéne*

Anny Szirmay Keczer (1615-1695)
Tänze
da: Melodiarum

Aga Rida (XVII)
Peşrev Makâm Hüseyni – usuleş sakil
da: Dimitrie Cantemir (1673-1723)
Kitâbu ‘Ilmi’l-Mûsiki ‘ala Vech’ al-Hurufât

Anonimo
Marche Jannissaire
da: Charles – Henri de Blainville (1711-1769)
Historie générale et philologique
de la musique – Paris 1767

Anonimo
Chançon Turque
da: Charles Fonton (1725-1793)
Essay sur la musique orientale compareé
a la musique Europeéne*

Giovanni Battista Martini (1706-1784)
Variazioni sul ballo turco
da: Civico Museo Bibliografico Musicale
di Bologna HH 35

Dimitrie Cantemir (1673-1723)
Der Makâm Rast – usuleş berefşan
da: Kitâbu ‘Ilmi’l-Mûsiki ‘ala
Vech’ al-Hurufât

Anonimo
Concerto turco nominato izia samaisi
da: Giambatista Toderini
Letteratura turchesca, 1787

Anonimo, circa XVIII
Hicaz Son Yürük Semâ‘î

ENSEMBLE

Stefano Albarello cetra qānūn,
chitarra barocca e direzione musicale
Giovanni De Zorzi flauto ney
Gianfranco Russo viola d’amore (sine keman)
Peppe Frana liuti a manico lungo tanbūr

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Ingresso libero fino a esaurimento posti

 

Premio per la Traduzione Poetica in memoria di Benno Geiger

Cerimonia di consegna del XII Premio per la traduzione poetica “Benno Geiger”

Il Premio annuale intitolato a Benno Geiger celebra la figura di questo importante intellettuale del XX secolo, noto per la sua attività di scrittore, poeta, traduttore e critico d’arte. Il premio riconosce e valorizza il suo contributo letterario e artistico attraverso il suo vasto carteggio, che comprende scambi con numerosi corrispondenti italiani ed europei, custodito nei fondi letterari dell’Isola di San Giorgio Maggiore. Una giuria composta da scrittori, docenti universitari e critici, premia un lavoro di traduzione pubblicato nel corso dell’anno e assegna un riconoscimento anche al miglior giovane traduttore. Durante la cerimonia di premiazione, che è aperta al pubblico, viene proposta una prolusione da parte di un componente della giuria, attorno a un tema centrale della tradizione letteraria contemporanea.

La nature n’est plus un décor. Les cosmologies de l’opéra à l’aune des dérèglements de la Terre

Il convegno La nature n’est plus un décor. Les cosmologies de l’opéra à l’aune des dérèglements de la Terre, promosso dall’Université Paris 8, dall’Institut universitaire de France, dal Théâtre national de l’Opéra-Comique, dall’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Cini e dal Palazetto Bru Zane – Centre de musique romantique française, si propone di esplorare come l’opera lirica abbia rappresentato e trasformato nel tempo il rapporto tra arte e natura.

L’iniziativa, ospitata in Sala Barbantini il 28 e il 29 ottobre 2025, si concentra su tre momenti chiave: la comparsa del mondo naturale nel genere operistico, l’Ottocento romantico e il periodo dagli anni Sessanta del Novecento a oggi, in cui le urgenze ecologiche hanno portato a una rinnovata riflessione sul nostro legame con il mondo naturale. 
Studiosi e artisti sono chiamati a confrontarsi sul ruolo degli elementi naturali e del clima nei teatri lirici, sia come strumenti espressivi che come eventi reali dovuti ai cambiamenti ambientali. Attraverso interventi brevi e tavole rotonde, il convegno vede il dialogo tra storici della musica e del teatro, filosofi e scienziati, per aprire nuove prospettive sul futuro del genere. La città di Venezia con la sua storia, la ricchezza delle sue arti e le sfide ambientali che affronta quotidianamente, si conferma luogo ideale per ospitare una riflessione così attuale e necessaria.
La notizia è pubblicata anche sul sito dell’Opéra-Comique, al seguente link: https://www.opera-comique.com/fr/spectacles/la-nature-n-est-plus-un-decor-2025

PROGRAMMA

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[accordion_entry title=”28 Ottobre 2025 | 9 – 13″]

Accueil et ouverture
Isabelle Moindrot (Université Paris 8, Institut Universitaire de France) : L’opéra, le cosmos : un duo sensuel et dramatique
Olivier Remaud (École des Hautes Études en Sciences Sociales) : La vie des éléments

L’opéra entre réel et imaginaire
En bordure de la galaxie opéra : quand les éléments dansent et chantent
Maria Ida Biggi (Fondazione Cini, Université Cà Foscari) : La cosmogonie des intermèdes florentins et premiers opéras vénitiens
Laura Naudeix (Université de Rennes 2) : Corps stellaire, corps fécond : reines dansant au ballet
Jean-Claude Yon (École Pratique des Hautes Études) : Le Voyage dans la lune (1875) d’Offenbach ou l’immensité stellaire dans le cadre de scène
Discussion: Frédérique Aït-Touati (École des Hautes Études en Sciences Sociales)

L’opéra, un produit du petit âge glaciaire ?
Judith le Blanc (Université de Rouen) : La tragédie en musique : troubles dans les saisons
Étienne Jardin (Palazzetto Bru Zane) : Canicule et vie musicale parisienne au 19e siècle : le point de vue des caricaturistes
Céline Frigau Manning (Université de Lyon 3) : Les artistes du Théâtre-Italien au secours des sinistrés des inondations / Opera to the Rescue. Singing for the Flood Victims in 1840
Discussion: Fabien Locher (Centre National de la Recherche Scientifique)
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[accordion_entry title=”28 Ottobre 2025  | 14:30 – 17:30″]

Des cosmologies qui vacillent
Catastrophes climatiques
Jonathan Parisi (Université de Lyon) : Des mers scénographiées aux océans matriciels : vers une écopoétique de la submersion aquatique dans l’opéra occidental (1825–2025)
Maria Ida Biggi (Fondazione Cini, Université Cà Foscari) : présentation et projection d’extraits de Aquagranda de Filippo Perocco
Discussion: Étienne Jardin (Palazzetto Bru Zane)

Conserver, (re)créer, produire : quelles (ré)générations pour l’opéra?
Table ronde avec Raphaëlle Blin (dramaturge, Opéra national de Lyon), Jeanne Desoubeaux (metteuse en scène), Evelina Dario (costumière, Festival Puccini Torre del Lago), animée par Thibault Sinay (Union des Scénographes)
Un autre rapport au temps
Jérôme Gaillardet (Institut de Physique du Globe de Paris) : Les cycles de la Terre comme grand opéra.

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[accordion_entry title=”29 Ottobre 2025 | 9:00 – 13:30″]

Accueil et ouverture
Frédérique Aït-Touati (EHESS) : Lever le rideau du ciel : Galilée, l’opéra et les machines du monde

Quand la Terre inspire à nouveau
Sous la chape de la modernité
Giulia Filacanapa (Université Paris 8) : Un théâtre pour réenchanter le monde : Poli, Prokofiev et le pouvoir du conte
Anne-Françoise Benhamou (École Normale Supérieure) : Scènes couvertes de terre : années 1970, années 2020
Discussion: Laura Naudeix (Université de Rennes 2)

Les dérèglements de la Terre annoncent-ils la fin des romantismes ?
Table ronde avec Déborah Bucchi (Université de Lorraine), Jules Cavalié (L’Avant-Scène Opéra),
Sylvie Pébrier (Conservatoire national supérieur de Musique et de Danse de Paris), animée par Judith le Blanc (Université de Rouen)
Des lieux lyriques à réinventer
Table ronde avec Alexandra Lacroix (directrice de l’Opéra de Nantes), Thibault Sinay (président de l’Union des Scénographes), Maxime Gueudet (Ministère de la Culture, Direction générale de la Création artistique), animée par Jean-Claude Yon (EPHE)
New Harvests on the Earth of Opera
Martha Feldman (University of Chicago): Remaking Love in the Decolonial Cosmologies of Bintou Dembélé’s Les Indes galantes
Ligiana Costa (musicologue, compositrice et metteuse en scène) et Sofia Rodrigues Boito (comédienne, dramaturge) : Quand il n’y avait rien, il y avait Sá : créer un oratorio pour la Terre dans le Brésil du 21ᵉ siècle
Discussion: Céline Frigau Manning (Université de Lyon)

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Contrastare l’eclisse delle memorie sonore: workshop di digitalizzazione e conservazione di documenti audio

Il Centro Digitale ARCHiVe della Fondazione Giorgio Cini, in collaborazione con il il Centro di Sonologia Computazionale (CSC) del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI) dell’Università di Padova, presenta Contrastare l’eclisse delle memorie sonore: workshop di digitalizzazione e conservazione di documenti audio, workshop dedicato alle metodologie scientifiche, tecnologie e agli standard internazionali per il restauro, la conservazione attiva e la digitalizzazione dei documenti sonori.
Questo programma intensivo di tre giorni sull’Isola di San Giorgio Maggiore introdurrà i partecipanti agli aspetti storici e tecnici dei supporti sonori, ai principi della conservazione audio e alle metodologie per la loro digitalizzazione e restauro. Alternando lezioni teoriche e sessioni pratiche, il workshop affronterà la preparazione e la riparazione dei supporti, le tecniche di conversione analogico-digitale, la creazione di metadati e le buone pratiche per la conservazione digitale a lungo termine.
Attraverso un approccio learning-by-doing, i partecipanti lavoreranno direttamente con attrezzature e flussi di lavoro, acquisendo competenze teoriche e pratiche nella digitalizzazione e nella salvaguardia del patrimonio sonoro.

Il workshop è rivolto a un gruppo selezionato di partecipanti (studenti e professionisti con diversi background) che avranno l’opportunità di apprendere e interagire direttamente con il team del CSC.
L’alloggio per due notti presso la Residenza del Centro Vittore Branca sull’Isola di San Giorgio Maggiore, il pranzo del primo giorno e un pass ACTV per gli spostamenti all’interno della laguna per tutta la durata del workshop sono inclusi nella quota di partecipazione. Al termine del workshop verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Il workshop si terrà in italiano.

Termine per la presentazione delle domande: 9 novembre 2025

Spettacolo di marionette a filo | Riti, miti e musiche della Cina Orientale

L’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati mette in scena la tradizione del teatro di marionette a filo, forma d’arte profondamente radicata nella cultura della provincia del Zhejiang e riconosciuta come patrimonio culturale immateriale della Repubblica Popolare Cinese. Lo spettacolo, a cura della Compagnia Shuangfeng (doppia fenice) Rui’An, Municipalità di Wenzhou, Cinache, prevede quattro parti, pensate per far emergere le molteplici possibilità artistiche e sonore del teatro delle marionette della Cina orientale.

Questo tipo di rappresentazioni rientra nel complesso sistema del teatro cinese che unisce pratiche rituali, espressioni drammaturgiche e tradizioni popolari ed è particolarmente legato alla tradizione Daoista. Il teatro di marionette a filo nella Cina Orientale rappresenta una forma performativa di alto valore tecnico, in cui l’abilità del marionettista è centrale per creare un’interazione fluida tra l’oggetto inanimato, l’espressione narrativa e quella musicale. La complessità esecutiva si riflette nella stretta sincronizzazione tra movimenti e dialoghi, dove i marionettisti operano in sinergia con i musicisti i quali eseguono brani con strumenti tradizionali cinesi, come il suona (oboe cinese), il pipa (liuto a quattro corde), il flauto dizi, e una varietà di strumenti a percussione che includono gong e tamburi, conosciuti collettivamente come luogu.

Il progetto, a cura di Francesco Serratore (Zhejiang Conservatory of Music), prevede anche un incontro il 4 novembre tra gli artisti cinesi e gli studenti di Ca’ Foscari, dal titolo Il teatro di figura nella Cina orientale: analisi culturale e delle pratiche performative. Un’importante occasione di approfondimento e ricerca sul teatro di figura nella Cina Orientale, con implicazioni rilevanti per gli studi sul patrimonio culturale immateriale, la musica tradizionale e la conservazione linguistica.

Evento realizzato con il contributo dell’Ufficio della Cultura, Radio, Televisione, Turismo e Sport della Citta di Wenzhou, il Dipartimento della Comunicazione del Comitato Municipale di Wenzhou, l’Ufficio della Cultura, Radio, Televisione, Turismo e Sport di Rui’An e l’Associazione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale di Rui’An. Con la collaborazione dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Dipartimento di Studi sull’Asia e Africa mediterranea, il Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino e l’A.N.G.I. Associazione Nuova Generazione Italo-Cinese.

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[accordion_entry title=”Lo spettacolo”]

Lo spettacolo, ha inizio con un brano strumentale eseguito dalla formazione chuida (fiati e percussioni), tradizionalmente utilizzato per annunciare l’inizio della performance. Subito dopo, le marionette evocano gli Otto Immortali taoisti, ciascuno con i propri simboli e poteri, in un momento di grande valore scenico e spirituale, accompagnato da versi propiziatori e ritmi di gong e tamburi. La terza parte propone scene ispirate all’opera locale di Wenzhou, l’Ouju, dove le melodie eterofoniche di strumenti a corda e flauto di bambù si intrecciano al canto maschile e femminile, mostrando le possibilità espressive del teatro delle marionette anche nella narrazione operistica. Il finale conquista il pubblico con le acrobazie del vero e del falso Sun Wukong, il Re delle Scimmie, che, seguendo il ritmo incalzante delle percussioni, culminano in un’esplosione di energia e spettacolarità, chiudendo la performance con grande impatto visivo e sonoro.

 

  • «五更头通» Toutong dei Cinque Geng
    Un brano di apertura festoso e propiziatorio, esclusivamente strumentale per oboe suona e luogu (gong e tamburi). Il suono squillante del suona insieme agli incalzanti ritmi dei gong e dei tamburi simboleggia il passaggio dalla notte all’alba, portando con sé un augurio di rinascita e prosperità. Il brano viene sempre utilizzato in apertura degli spettacoli e ha di norma la funzione di avvisare il pubblico dell’imminente inizio dello spettacolo.
  • «三星八仙庆贺» I Tre Astri e gli Otto
    Immortali celebrano L’invocazione degli Otto Immortali Taoisti è parte essenziale del repertorio per gli spettacoli rituali. Si tratta di una scena augurale in cui le divinità taoiste e gli spiriti benevoli dei tre astri (fortuna, longevità e ricchezza) invocano diversi spiriti e divinità facendo offerte per poi inchinarsi uniti in armonia al cielo e alla terra affinché vi sia un futuro di condizioni climatiche favorevoli, pace nazionale e prosperità. Un inno all’armonia e alla prosperità, attraverso un linguaggio poetico tradizionale, accompagnato dalla formazione musicale chuida (fiati e percussioni).
  • «杨正明封官起程» Yang Zhengming riceve la nomina e parte per l’incarico
    Yang Zhengming era un figlio devoto alla famiglia, e un giovane talentuoso che era riuscito ad ottenere il terzo posto all’esame imperiale. La storia narra alcuni dei momenti principali della sua vita, fino al quando, nel finale riceve l’incarico di Governatore di Yanghe. La storia è rappresentata nello stile dell’opera di Wenzhou Ouju, nella quale possiamo apprezzare una tipologia di canto graffiato che contrasta con le delicate e suggestive eterofonie dell’accompagnamento musicale sizhou (seta e bambù). La scena esprime i valori centrali del confucianesimo — virtù, onore e armonia familiare.
  • «真假美猴王» Il vero e il falso Re delle Scimmie
    Ispirata a un episodio celebre del Viaggio in Occidente, racconto epico-mitologico, spesso utilizzato nelle rappresentazioni teatrali, in cui si narra delle peripezie che il re delle scimmie deve affrontare quando si reca in India per diffondere in Cina le scritture buddhiste, questa scena mette in scena il conflitto tra il vero Sun Wukong (il Re delle Scimmie) e il suo doppio ingannatore. Con ritmo incalzante, acrobazie e dialoghi spiritosi, la performance esplora i temi della verità e dell’illusione, della lealtà e del discernimento. Un classico del teatro tradizionale cinese che unisce abilità attoriale, virtuosismo tecnico e simbolismo morale, concludendo lo spettacolo in un trionfo di energia e colore.

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[accordion_entry title=”La compagnia”]

La compagnia Shuangfeng è stata fondata nel 1989 da Wu Yanyao, oggi rappresentante della quarta generazione di marionettisti della famiglia Wu.

Compagnia Shuangfeng (doppia fenice) (Rui’An, Municipalità di Wenzhou, Cina)

Wu Yanyao direttore, marionettista principale, voce maschile
Liu Huazheng oboe suona, flauto dizi, viella banhu
Wu Yanbiao direttore musicale, tamburi dagu e biangu
Yang Suifang seconda marionettista, voce femminile, piccolo gong
Lai Sangai viella banhu, viella erhu, oboe suona

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Ingresso libero fino a esaurimento posti

Venezia e le epidemie

Venezia ha una sua storia nei confronti delle epidemie. Tra i primi luoghi d’Europa, Venezia ha sviluppato una politica sanitaria per poter affrontare il manifestarsi della peste. Non c’è dubbio che nella storia della sanità e delle emergenze epidemiche l’esperienza della Serenissima rimane estremamente significativa. Venezia fu all’avanguardia nella gestione della crisi, come si è visto durante le pestilenze del 1576 e del 1630, e fu molto efficace nel dopo 1630, sia nell’attuare strategie di profilassi sia nel realizzare una vera e propria politica di difesa sanitaria, soprattutto rispetto ai domini marittimi nel Mediterraneo, i quali confinavano con l’impero ottomano, un’area dove la peste era endemica, un focolaio che spaventava più di una guerra.

Il Convegno di studi Venezia e le epidemie apre alla riflessione su che cosa è stata questa specifica storia. Tra esperti si ragionerà sui significati dell’esperienza veneziana a partire dalle crisi epidemiche, dalle pandemie di oggi, per poi ripercorrere le congiunture veneziane più difficili, gli anni drammatici, e cogliere i risvolti organizzativi e culturali, nonché il rapporto con la morte su scala collettiva, tenendo conto della periodizzazione e di come tutto questo fosse un mondo con connotati suoi, un mondo che la svolta culturale in Europa tra il Sette e l’Ottocento, con l’età di Napoleone, era cambiato.

programma

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[accordion_entry title=”Venerdì, 17 ottobre”]

10:00 – 13:00
  • Daniele Franco (Direttore Scientifico, Fondazione Giorgio Cini)
    Introduzione
  • Silvio Brusaferro (Università degli Studi di Udine)
    Imparando da Venezia
  • Giuseppe Banfi (Università Vita-Salute San Raffaele Milano)
    Epidemie e infodemie attraverso citazioni citabili
  • Nelli-Elena Vanzan Marchini (Centro Italiano di Storia Sanitaria e Ospedaliera del Veneto)
    La politica sanitaria di Venezia
  • Sabrina Minuzzi (Università degli Studi di Udine)
    La peste a Venezia: invenzioni letterarie e segreti medicinali
15:00 – 18:00
  • Luigi Mascilli Migliorini (Accademia Nazionale dei Lincei, Roma)
    La peste e l’Europa di Napoleone
  • Gino Benzoni (Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, Venezia)
    Venezia: morte e morie
  • Ermanno Orlando (Università per Stranieri di Siena)
    La peste del 1348 a Venezia
  • Gerolamo Fazzini (Archeoclub d’Italia Sede di Venezia ETS) e Francesca Malagnini (Università per Stranieri di Perugia)
    I Lazzaretti veneziani. Le scritture parietali
  • Egidio Ivetic (Istituto per la Storia di Venezia, Fondazione Giorgio Cini)
    Conclusioni

Modera: Marco Pellegrini (Università degli Studi di Bergamo)

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Convegno Internazionale di studi | Vetro e arti decorative alla Biennale di Venezia. 1932-1942

In continuità con il secondo capitolo espositivo dedicato all’evoluzione dell’attività e della produzione muranese alla Biennale veneziana nel decennio 1932-1942, il Centro Studi del Vetro organizza il consueto Convegno annuale, focalizzandosi su temi e dinamiche specifici del periodo preso in esame. Il convegno intende approfondire il contesto storico e culturale che, anche grazie all’apertura internazionale offerta dalla kermesse lagunare, ha favorito lo sviluppo sperimentale e progressivo dell’arte vetraria muranese in quella fase.

Il 1932 rappresentò, infatti, una sorta di significativo spartiacque, tenuto conto che da quell’anno e per la prima volta l’Istituzione Internazionale decise di destinare una sezione autonoma al vetro di Murano, dedicandone uno spazio deputato e una considerevole visibilità.
Protagonista di tale svolta concettuale e programmatica l’allora Segretario Generale Antonio Maraini, che coinvolse l’architetto Brenno Del Giudice nel concepire e realizzare il Padiglione Venezia, un’idea architettonica tanto coerente quanto funzionale rispetto agli intenti di valorizzazione delle Arti Decorative, espandendo così anche i Giardini della Biennale stessa.
Un’operazione lungimirante che apre da subito un periodo di notevole creatività e slancio sperimentale, purtroppo bruscamente arrestato nel 1942 dal secondo conflitto bellico mondiale.

E’ proprio grazie a questo straordinario fervore artistico dal respiro nazionale e internazionale, complici le sinergie tra fornaci prestigiose con artisti e designer di grande spessore – come Ercole Barovier, Pietro Chiesa, Flavio Poli, Carlo Scarpa e Vittorio Zecchin -, che esperti del vetro e delle arti decorative approfondiranno in occasione del simposio il contesto e il gusto dell’evoluzione progettuale sviluppatasi sia nelle realtà coeve, come ad esempio quella francese, sia attraverso altre occasioni espositive, tra cui la Triennale di Milano.
Fermento in continua ascesa che segnerà quel decisivo salto qualitativo nel settore dell’arte vetraria, soprattutto per le numerose opportunità di confronto e attraverso l’espansione del mercato collezionista mondiale, sempre aperto a soluzioni tecniche rivisitate e modalità innovative.

 

Il convegno sarà anticipato, mercoledì 5 novembre, dalla presentazione della collana Quaderni del Vetro, che in questa questa seconda edizione rende omaggio agli artisti internazionali Cristiano Bianchin, Silvano Rubino Giorgio Vigna. Con l’occasione, i rispettivi archivi digitali verranno pubblicati sul sito della Fondazione Giorgio Cini, mettendo così on line circa 3500 unità, tra fotografie, disegni e schizzi, abbinati alle relative schede catalografiche.

PROGRAMMA

[accordion][/accordion]
[accordion_entry title=”5 novembre| h 12:00″]

Presentazione collana Quaderni del Vetro
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[accordion][/accordion]

[accordion][/accordion]
[accordion_entry title=”6 novembre  | h. 9.30 – 13.00″]

Saluti istituzionali
Luca Massimo Barbero
Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte, Fondazione Giorgio Cini

Paola Cordera
Verre-en-valise: un repertorio per la modernità


Debora Rossi e Lia Durante

Un racconto, attraverso i documenti dell’ASAC, sulla presenza delle arti decorative alla Biennale


Giovanni Bianchi

Il mosaico a Venezia nella prima metà del Novecento, tra produzione e promozione

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[accordion][/accordion]

[accordion][/accordion]
[accordion_entry title=”6 novembre | h. 14.30 – 16.30″]


Carla Sonego

Ricerche e sperimentazioni alla Biennale (1932-1942): Carlo Scarpa ed Ercole Barovier


Rosa Chiesa

Il vetro e Milano


Jean-Luc Olivié

What happened to glass in France between 1932 and 1942?


Lucia Mannini

Dai vetri alle lacche: Pietro Chiesa e le presenze straniere nel Padiglione Venezia alle Biennali 1932-1936

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[accordion][/accordion]

 

 

Transcendence in the Small Gestures of Life

Il simposio Transcendence in the Small Gestures of Life: Attention and Care for Nature and Humans in Religious Traditions esplora come le tecniche spirituali risvegliano la cura e l’attenzione verso il mondo naturale, gli altri esseri umani e la creazione.
Esperienze come le cerimonie sama sufi, l’uso del profumo nelle cerimonie funebri, e la cura di piante e animali sono esempi di come la spiritualità si esprima attraverso piccoli gesti che connettono alla trascendenza. Il simposio approfondisce anche come questi approcci spirituali influenzino lo studio delle religioni e le sfide contemporanee, in particolare la crisi ecologica globale.

L’evento è co-organizzato dal Centro di Studi Comparati sulle Civiltà e le Spiritualità (Fondazione Giorgio Cini) insieme all’Muslim Worlds Network of the European Association of Social Anthropologists (EASA) e al Centro di Ricerche Etnografiche e di Antropologia applicata “Francesca Cappelletto” (CREAa) del dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona.

programma

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[accordion_entry title=”Giovedì, 2 ottobre”]

9:30 – 10:00 | Welcome Greetings
  • Francesco Piraino (Fondazione Giorgio Cini)
  • Lili Di Puppo (FAU Erlangen-Nürnberg / KU Leuven)
  • Fabio Vicini (University of Verona)
10:00 – 11:00 | Panel: Disarticulating Transcendence in the Everyday

Chair: Francesco Piraino (Fondazione Giorgio Cini)

11:00 – 11:30 | Coffee Break
11:30 – 12:30 | Panel: Everyday Care and the Sacred

Chair: Fabio Vicini (University of Verona)

14:30 – 15:30 | Panel: Experiencing Subtle Forms of Transcendence

Chair: Lili Di Puppo (FAU Erlangen-Nürnberg / KU Leuven)

[/accordion_entry]
[accordion][/accordion]
[accordion][/accordion]
[accordion_entry title=”Venerdì, 3 ottobre”]

10:00 – 11:00 | Panel: Nature, Body, and Transcendence

Chair: Lili Di Puppo (FAU Erlangen-Nürnberg / KU Leuven)

11:00 – 11:30 | Coffee Break
11:30 – 12:30 | Panel: Transcendence and Beauty in Pilgrimage

Chair: Fabio Vicini (University of Verona)

14:30 – 16:00 | Plenary

[/accordion_entry]
[accordion][/accordion]
La conferenza si terrà in lingua inglese.

Influenza “spagnola” e Grande Guerra: la creazione artistica sotto scacco

Questa giornata di studi è organizzata in collaborazione con il Laboratorio Soldado de Nápoles, diretto da Gabriele Frasca dell’Università di Salerno.
Il gruppo compie indagini sull’intreccio tra la Prima Guerra Mondiale e la pandemia come fattore determinante per la formazione del clima artistico e culturale degli anni Venti del XX secolo. Le relazioni offrono una serie di letture critiche che spaziano tra diversi ambiti artistici e disciplinari: dai volti della malattia in Egon Schiele alle figure del contagio e della contaminazione in The Waste Land di T.S. Eliot, all’intreccio di cosmopolitismo e nazionalismo musicale in Histoire du soldat di Igor Stravinskij, fino all’impatto della pandemia sulla concezione delle Sette canzoni di Gian Francesco Malipiero.

programma

[accordion][/accordion]
[accordion_entry title=”9:30 – 12:30″]

Gianmario Borio, Gabriele Frasca
Introduzione

Gabriele Frasca
Il Canto dell’oblio

Massimiliano Locanto
Guerra, pandemia e musiche ‘dal mondo’. L’Histoire du soldat di Stravinskij tra cosmopolitismo, globalizzazione e identità nazionali

Visita alla mostra “Venezia e le epidemie”
Biblioteca del Longhena

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[accordion][/accordion]
[accordion][/accordion]
[accordion_entry title=”14:30 – 17:30 “]

Noemi Ancona
Voci dalla crisi: l’orizzonte espressivo delle Sette Canzoni di G. F. Malipiero

Carmen Gallo
Contagio e contaminazione in The Waste Land

Giuseppe Ghigi
Flu lost in the movie

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[accordion][/accordion]