Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia Archives - Fondazione Giorgio Cini

Concerto 90° anniversario dalla morte di Ottorino Respighi

Nell’ambito del rapporto di collaborazione tra l’Istituto per la Musica  e il Festival Ottorino Respighi di Bologna, dedicato alla valorizzazione e promozione dell’opera e della figura del compositore, l’Auditorium “Lo Squero”  ospita un concerto in occasione del 90° anniversario della sua morte.

L’iniziativa intende rendere omaggio al compositore bolognese, la cui memoria è custodita dalla Fondazione Giorgio Cini attraverso l’archivio documentario, la biblioteca e gli arredi provenienti dal suo studio presso la villa “I Pini” di Roma.

Il soprano Elena Schirru e il pianista Aldo Orvieto eseguiranno musiche di Ottorino Respighi, Richard Strauss e Alexander Zemlinsky.

Il Festival Respighi Bologna 2026, promosso dalla Fondazione Musica Insieme, offre un ricco calendario dedicato al celebre compositore bolognese. Tra le date principali spiccano il concerto di presentazione del 7 giugno a Bologna, il concerto e la visita a Venezia del 19 giugno e il grande concerto al Teatro Auditorium Manzoni del 7 ottobre.

Orari e modalità d’accesso
plus

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Homo Faber 2026 | An Island of Light

Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e Michelangelo Foundation, in partnership con Fondazione Giorgio Cini, presentano la quarta edizione di Homo Faber: An Island of Light, evento dedicato all’arte dell’eccellenza artigiana. La direzione artistica è affidata a Es Devlin, che porterà la sua arte luminosa sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, dal 1 al 30 settembre 2026. La pluripremiata artista britannica è celebre per le sue monumentali installazioni e sculture cinetiche, che hanno arricchito musei, gallerie, teatri e stadi olimpici in tutto il mondo; la sua installazione Library of Light ha attirato 200 mila visitatori alla Pinacoteca di Brera durante il Salone del Mobile di Milano.

Gli artigiani saranno i protagonisti assoluti degli spazi espositivi, il punto focale dell’esperienza dei visitatori. Fotografie, video, poesie e musica metteranno in risalto i loro volti, le loro nazionalità e le loro culture. La ricostruzione di un laboratorio artigianale mostrerà da vicino i loro strumenti, materie prime e tecniche di lavoro e diversi artigiani praticheranno dal vivo la loro arte in tre delle sale principali. Tutte le opere e le installazioni saranno presentate ai visitatori da un nuovo gruppo di Young Ambassadors, 90 talentuosi studenti di design e arti applicate provenienti da tutto il mondo selezionati da Homo Faber per animare la mostra. An Island of Light, un’esperienza profonda e stimolante, andrà a esplorare il rapporto fondamentale tra luce, materiali e manodopera.

Oltre agli spazi espositivi, la quarta edizione comprenderà anche un ricco programma di dimostrazioni dal vivo, laboratori partecipativi ed esperienze gastronomiche uniche, permettendo ai visitatori di immergersi ancora di più nel mondo dell’artigianato e di organizzare la giornata in base ai propri interessi specifici.

Infine, oltre alla mostra, Homo Faber 2026 vedrà il ritorno di Homo Faber in Città: per tutto il mese di settembre le botteghe artigiane veneziane riportate sulla Homo Faber Guide apriranno le porte ai visitatori, mentre un programma di mostre affascinanti su Venezia e il suo ricco patrimonio artigianale sarà allestito in alcuni fra gli splendidi siti della Serenissima.

Scopri di più su homofaber.com 

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[accordion_entry title=”Edizioni passate”]

Dal 2018, Homo Faber presenta a cadenza biennale l’eccellenza artigiana di tutto il mondo, un’iniziativa organizzata da Michelangelo Foundation in collaborazione con Fondazione Cologni dei Mestieri d’Arte e Fondazione Giorgio Cini. Ad ogni edizione, gli spazi dell’Isola di San Giorgio si trasformano, prendendo nuova vita.

14 — 30 settembre 2018
Homo Faber. Crafting a more human future

10 aprile — 01 maggio 2022
Homo Faber: Crafting a more human future. Living Treasures of Europe and Japan

01 — 30 settembre 2024
Homo Faber 2024 – The Journey of Life

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Dimensions of Current Compositional Practice (2) Composers in Dialog with Musicologists

La riflessione teorica è un aspetto peculiare dei compositori del XX e XXI secolo. Il seminario offre l’opportunità di approfondire, in un dialogo tra compositori e musicologi, quattro concetti chiave dell’esperienza compositiva degli ultimi 125 anni: notazione, tempo, natura e voce. Essi vengono discussi sulla scorta delle svariate declinazioni che hanno avuto nel corso dei decenni.

L’analisi dei referenti e dell’evoluzione dei quattro concetti è affidata a due compositori di fama internazionale, da anni figure centrali nel panorama musicale: Georg Friedrich Haas e Liza Lim. A loro volta, instaurano un dialogo con due musicologi che hanno dato un contributo rilevante alla comprensione della musica del XX e XXI secolo: Ingrid Pustijanac e Nikolaus Urbanek. Un gruppo di giovani compositori e musicologi, selezionati tramite un bando internazionale, contribuisce a fornire nuovi impulsi alla discussione e a creare un focus sull’epoca attuale.

Le prospettive del passato e della contemporaneità si intrecciano in tutte le fasi del seminario. Al termine della seconda giornata è previsto un concerto presso l’Auditorium “Lo Squero” con opere di Georg Friedrich Haas e Liza Lim.

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[accordion_entry title=”26 Maggio”]

15.00 – 18.00
Saluti – Introduzione
di Gianmario Borio

Notation / Time: Composers’ lectures

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[accordion_entry title=”27 Maggio”]

9.00-13.00
Notation / Time: Statements and Inputs by musicologists, discussion

12.00-13.00
Prove Generali

14.30 – 16.30
Nature / Voice: Composers’ lectures

17.00-18.30
Prove Generali

 

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[accordion_entry title=”28 Maggio”]

9.00-13.00
Nature / Voice: Statements and Inputs by musicologists, closing discussion

16.00-18.00
Tavola rotonda con Filippo Martelli, Ernesto Napolitano e Gianfranco Vinay sul libro di Vinay
Armonie cosmiche/La musica delle sfere nel XX e XXI secolo.

 

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[accordion_entry title=”28 Maggio Concerto”]

19.00
Programma

Liza Lim:
An ocean beyond earth (2016) per violoncello solista preparato con corda e violino, 14.5′;
Transcendental Étude (2022) per piano solista con shruti box, 9′;
Ghosts make form (2023) per violoncello e piano, 13′;
James Morley, violoncello
Alexander Waite, piano

intervallo


Georg Friedrich Haas:
Hochwald (2023), per violoncellista che canta, parla e sussurra, 43′;
Valerie Fritz, violoncello

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Paolo Poli. Sessanta e più anni di diavolerie teatrali

L’Istituto per il Teatro e il Melodramma della Fondazione Giorgio Cini, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia e l’Università degli Studi di Firenze, dedica un convegno di studi a Paolo Poli (Firenze, 1929 – Roma, 2016) nel decennale della sua scomparsa.

Fiorentino di nascita, si impone fin da subito all’attenzione del pubblico come artista prolifico e originale e costruisce una lunga e brillante carriera, calcando il palcoscenico ben oltre gli ottant’anni. Autore di un teatro irripetibile, leggero ma colto, elegante e irriverente, Poli, grazie alla sua inesauribile fantasia, è stato un indiscusso protagonista della scena teatrale italiana del secondo Novecento.

L’Istituto per il Teatro, in quanto ente conservatore dell’archivio personale di Paolo Poli, ha messo a disposizione dei relatori i molti e preziosi documenti custoditi al fine di studiare aspetti inediti di questa bella pagina del teatro italiano.

L’evento rientra nel quadro delle iniziative promosse dalla Fondazione Giorgio Cini per approfondire il tema della Humankind and Longevity. In questa prospettiva, Paolo Poli emerge come uno straordinario esempio di longeva creatività, capace di superare e ridefinire lo stereotipo della vecchiaia intesa come decadenza.

Ricordando Paolo

Il giorno 14 maggio alle ore 18:00 l’attrice Lucia Poli e l’attore e regista Arturo Brachetti, in dialogo con la giornalista Anna Bandettini, incontrano il pubblico per rievocare la poliedrica figura di Paolo Poli. Ricordi, testimonianze e immagini di un passato d’arte che tornerà vivo grazie alla presenza dei due artisti ospiti e delle loro storie di spettacolo.

PROGRAMMA

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[accordion_entry title=”Giovedì, 14 maggio 2026”]

9:30

Daniele Franco, Maria Ida Biggi

Fondazione Giorgio Cini

 

Fulvio Cervini, Marco Mangani

Università di Firenze

 

Saluti istituzionali e introduzione

 

Marianna Zannoni

Fondazione Giorgio Cini / Università Ca’ Foscari di Venezia

Presentazione archivio Paolo Poli

 

 

10:00 — 13:00

I Sessione

Declinazioni dell’attore-autore-regista

 

CHAIR

Maria Ida Biggi

Fondazione Giorgio Cini / Università Ca’ Foscari di Venezia

 

Giulia Bravi

Università di Firenze

Albori teatrali: Paolo Poli 

nella Firenze del dopoguerra 

 

Livia Cavaglieri, Donatella Orecchia

Università di Genova, Università Tor Vergata di Roma

Paolo Poli alla Borsa d’Arlecchino 

 

Edoardo Camilletti

Università Roma Tre

“Caro Lele”. Il Faust mai realizzato da un carteggio fra Paolo Poli ed Emanuele Luzzati (1964-1965)

 

Armando Petrini

Università di Torino

Paolo Poli e la ‘linea bis’ del teatro italiano

 

Paologiovanni Maione

Università della Campania

Le ‘stranezze’ di Satie per ‘l’inquieto’ viaggio di Poli

 

 

14:30 — 17:00

II Sessione

Paolo Poli, la censura e la critica sociale

 

CHAIR

Armando Petrini

Università di Torino

 

Franco Perrelli

Università di Bari

Paolo Poli: la censura della farfalla

 

Antonio Audino

Rai Radio Tre

Un Babau per la televisione italiana

 

Marianna Zannoni

Fondazione Giorgio Cini / Università Ca’ Foscari di Venezia

“C’era una volta il fascismo…”. L’uomo nero di Paolo Poli

 

Mariagabriella Cambiaghi

Università di Milano

Rosmunda di Alfieri: una ‘rivisitazione’ tra tragico e melodramma

 

 

18:00 — 19:00

Lucia Poli e Arturo Brachetti in dialogo con Anna Bandettini

Ricordando Paolo

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[accordion_entry title=”Venerdì, 15 maggio 2026″]

9:30 — 13:00

III Sessione

Fonti della drammaturgia poliana

 

CHAIR

Franco Perrelli

Università di Bari

 

Teresa Megale

Università di Firenze

Scritti da Paolo, recitati, cantati e danzati da Poli: invenzioni, affabulazioni, trasformismi del geniale fiorentino 

 

Giuseppe Crimi

Università Roma Tre

Le voci della letteratura dietro la voce di Paolo Poli

 

Gabriele Frasca

Scuola Superiore Meridionale di Napoli

L’arte di sorridere versi (e d’irridere in prosa)

 

Eva Marinai

Università di Pisa

Paolo Poli cantastorie. Il Pinocchio delle Fiabe sonore (1966)

 

Matteo Tamborrino

Università di Torino

Racconti di fate chiamate Paolo Poli

 

 

14:30 — 17:30

IV Sessione

Tempo della vita, tempo del teatro

 

CHAIR

Teresa Megale

Università di Firenze

 

Serena Facci

Università Tor Vergata di Roma

“La letteratura delle canzonette”: il flusso narrativo di Paolo Poli dal parlato al cantato

 

Antonia Liberto

Università di Firenze

Paolo Poli o la misura dell’irriverenza. Sei brillanti. Giornaliste Novecento (2006)

 

Francesco Cotticelli

Università Federico II di Napoli

Nei primi anni Duemila: Paolo Poli e la solitudine del genio

 

Maria Ida Biggi

Fondazione Giorgio Cini / Università Ca’ Foscari di Venezia

Quant’è bella la vecchiezza, Il mare e Aquiloni

 

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Kapila Venu. Pārvatīviraham

Lo spettacolo è organizzato dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati ed è parte di una tournée italiana ideata e promossa dalla Sapienza Università di Roma con il progetto di ricerca: “TEXT_ACT. TEXTs living on stage: goddesses, queens and courtesans from Sanskrit theatre to the ACTresses of present day Kutiyattam”. La tournée oltre Venezia (Fondazione Giorgio Cini) e Roma (Nuovo Teatro Ateneo), comprende Bergamo (Teatro Tascabile) e Palermo (Museo Internazionale delle Marionette Antonio Pasqualino).

Kapila Venu è nota a livello internazionale per le sue rappresentazioni di Naṅṅyār-kūttu Kūṭiyāṭṭam, un’arte performativa che dal 2001 è divenuta Patrimonio Culturale Immateriale dell’UNESCO.

In Kerala, l’attrice tradizionale è la Naṅṅyār: è più di una danzatrice e ha un’origine molto antica. Il mito la fa risalire a Ghṛtācī, un’apsaras, un’artista semidivina, discesa dal cielo. È un caso unico, perché si tratta di una tradizione ancora viva e non si conoscono molte tradizioni altrettanto consolidate di donne performer. Nel Kūṭiyāṭṭam la Naṅṅyār può interpretare diversi ruoli. Kapila Venu presenterà alla Fondazione Giorgio Cini il Pārvatīvira ham, una delle pièce più iconiche del repertorio del Kūṭiyāṭṭam, già portata in scena dal suo maestro Ammannūr Mādhava Cākyār.

Per secoli questo tipo di spettacolo è stato portato in scena solo da uomini. La versione femminile è rappresentata da un’attrice che racconta la dinamica del marito, la moglie, e l’altra moglie. Quando una donna interpreta questa scena, la sua empatia per i personaggi femminili presenti nella storia implica un cambiamento significativo di prospettiva. È la stessa sequenza, ma con un’altra nuance.

“Credo che oggi, poiché l’arte deve riflettere i cambiamenti del nostro tempo, le donne debbano rivendicare la parità tanto nel mondo quanto sulla scena”. Kapila Venu

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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso”]

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

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30 Years, The Wild Horses of Sable Island

La mostra 30 years. The Wild Horses of Sable Island scopre la sopravvivenza e fragilità in un mondo che cambia. A Venezia presenta 36 fotografie di grande formato, tra bianco e nero e colore, dedicate ai cavalli selvaggi di Sable Island, un lembo di terra remoto nell’Atlantico del Nord. In dialogo ideale con la fragilità della Laguna, le immagini di Roberto Dutesco raccontano un ecosistema in bilico, dove la bellezza nasce dalla resistenza e dalla capacità di adattamento.

Allestita presso Le Stanze della Fotografia sull’Isola di San Giorgio Maggiore, la mostra si inserisce nel contesto simbolico della Biennale di Venezia 2026, proponendo un racconto immersivo in tre atti che accompagna il visitatore tra origine, adattamento e futuro. I cavalli, ritratti senza intervento umano, diventano metafora di una dignità silenziosa e di un equilibrio fragile, minacciato dai cambiamenti climatici e dall’erosione degli habitat naturali.

Le immagini e i filmati invitano a uno sguardo lento e partecipe: non semplice documentazione naturalistica, ma un’esperienza emotiva che mette in relazione la vulnerabilità dell’isola con quella di Venezia stessa, città sospesa tra acqua, memoria e resistenza.

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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso”]
Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19 (ultimo ingresso ore 18:30) chiuso il mercoledì.

Aperture straordinarie:
domenica 5, lunedì 6, mercoledì 15 e sabato 25 aprile

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How to Reach the Sky

How to reach the sky, un monumentale progetto multimediale, realizzato da Barbora Šlapetová e Lukáš Rittstein, è ospitato negli spazi dell’ex-piscina Gandini, sull’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia, in concomitanza con la Biennale Arte 2026, dal 18 aprile al 12 luglio 2026.

I due artisti della Repubblica Ceca raccontano, attraverso una grande installazione di sculture, animazioni, dipinti, film, fotografie e happening, la storia straordinaria e anche un po’ magica, dell’incontro tra due mondi: una crew di astronauti e una comunità del popolo Yali Mek della West Papua. Due mondi lontani: uno a terra e uno in cielo, uno immerso nella ipertecnologia e l’altro forte dei suoi saperi ancestrali. Eppure uniti da una esperienza: volare.

Il progetto How to Reach the Sky nasce dall’incontro tra le comunità Yali Mek della Papua e gli astronauti della NASA, invitati a condividere la loro esperienza di “viaggio nello spazio”, in parallelo con la visione spirituale degli sciamani locali.

Da questa esperienza prende forma il lavoro di Barbora Šlapetová e Lukáš Rittstein, che da quasi trent’anni collaborano con le comunità papuane, documentandone culture e trasformazioni. Il progetto traduce artisticamente un immaginario ancora non contaminato dalla globalizzazione, offrendo uno sguardo autentico su tradizioni oggi a rischio di scomparsa.

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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso”]
Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 18. Chiuso il mercoledì.

Ingresso libero
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Opera in musica tra intertestualità e intermedialità. In ricordo di Michele Girardi

Il convegno si articola in quattro sessioni. La prima sessione si propone di indagare le dinamiche intertestuali che si instaurano tra la fonte letteraria e il testo operistico, esaminando come il processo di trasposizione e riscrittura influisca sulla costruzione drammaturgica e musicale. Il concetto di intertestualità viene qui inteso in senso ampio, come strumento critico capace di evidenziare le strategie di assimilazione, di riscrittura e di amplificazione semantica.

La seconda sessione è dedicata al ruolo delle citazioni e delle allusioni stilistiche, elementi che costituiscono un repertorio semantico di primo piano nella costruzione dei percorsi drammatici e delle connotazioni indotte dalla musica.

Nella terza sessione si indagano l’aspetto visivo, inteso come dimensione costitutiva dell’opera, e la regia come pratica interpretativa e di attualizzazione dei significati. Questi due atti di mediazione tra drammaturgia musicale e rappresentazione scenica vengono qui analizzati in relazione ai testi operistici, considerati matrici generative del progetto scenico. L’attenzione è rivolta alle modalità con cui la partitura e il libretto orientano, ispirano o vengono reinterpretati nelle dimensioni visive, configurandosi come un nodo dinamico tra scrittura musicale e rappresentazione.

Infine, nella quarta sessione, si esplora il rapporto tra i diversi media nei processi di creazione, diffusione e trasformazione dell’opera. L’attenzione si concentra sulle modalità con cui l’opera interagisce con altri linguaggi – radio, cinema, televisione, internet – generando nuovi spazi scenici e forme ibride di rappresentazione. In questa prospettiva, la rimediazione diventa  non solo un processo tecnico, ma anche estetico e drammaturgico, capace di ridefinire la fruizione dell’evento operistico.

Comitato scientifico: Maria Ida Biggi, Gianmario Borio, Giordano Ferrari, Vincenzina C. Ottomano, Emilio Sala, Luca Zoppelli.

PROGRAMMA

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[accordion_entry title=”28 aprile | Intertestualità”]

9:30

Maria Ida Biggi, Gianmario Borio
Introduzione

10.00 — 13.00

1. Sessione, Dalla letteratura all’opera in musica: estensione o trasformazione?


Introduzione e moderazione: Luca Zoppelli (Università di Friburgo)

Gabriella Olivero
(Università di Torino)
Figure da paravento: da Iris a Cio-cio-san


Emanuele D’Angelo
(Accademia di Belle Arti di Bari)
Costruire libretti tra macro e micro intertestualità. Casi ottocenteschi

Francesco Fontanelli
(Università eCampus (Novedrate)
“Una tragedia parigina”: riscritture del fatalismo nel Tabarro di Puccini

Discussant: Fabrizio Della Seta
(Università di Pavia)

 –

PAUSA PRANZO

 –

15.00 — 18.00

2. Sessione, Citazioni, evocazioni e allusioni musicali come fattori della drammaturgia


Introduzione e moderazione: Giordano Ferrari (Université Paris 8)


Anselm Gerhard
(Università di Berna)
Metro musicale e gradiente drammatico. Convergenze e divergenze tra Verdi e Puccini

Federico Fornoni
(Conservatorio di Novara / Università di Bergamo)
Nedda: una Carmen in miniatura

Federica Marsico
(Università degli studi di Teramo)
Declinazioni dell’intertestualità nel teatro di Bussotti

Discussant: Paolo Fabbri
(Università di Ferrara)

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[accordion_entry title=”29 aprile | Intermedialità”]

10:00 — 13.00

3.Sessione, Mise en scène, regia e scenografia come dimensioni implicite o esplicite della partitura


Introduzione e moderazione: Emilio Sala (Università di Milano)

Gerardo Guccini
(Università di Bologna)
Con l’occhio di Puccini e l’orecchio di Carré: Girardi legge la mise en scène della Madama Butterfly


Clemens Risi
(Friedrich-Alexander-Universität Erlangen-Nürnberg)
“La Tosca in teatro”: Puccini e l’arte del performativo


Ruben Vernazza
(Università di Palermo)
Ridere di Verdi: L’enfant trouvère di Offenbach (1857)


Discussant: Alessandro Roccatagliati
(Università di Ferrara)

PAUSA PRANZO

15.00 — 18.00

4. Sessione, Dialogo tra media: dall’atto compositivo alla rimediazione


Introduzione e moderazione: Vincenzina Ottomano (Università Ca’ Foscari)

Chiara Casarin
(Università Ca’ Foscari)
La rimediazione di un’opera “fantasma”: la scena del teatro nel Marchese del Grillo di Mario Monicelli

Matteo Giuggioli
(Università Roma Tre)
L’opera ‘in film’ tra ipermediazione e trasparenza

Daniele Palma
(Università di Firenze)

Discussant: Serena Facci (Università di Roma Tor Vergata)

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[accordion_entry title=”29 aprile 18:30 | Concerto Auditorium “Lo Squero” “]

Programma

Concerto In collaborazione con il Conservatorio “Cesare Pollini”, Padova


Ottorino Respighi (1879 – 1936)
Sonata in si minore P 110 (1917) per violino e pianoforte
I. Moderato
II. Andante espressivo
III. Allegro moderato ma energico (Passacaglia)
Giacomo Puccini (1858 – 1924)
Crisantemi, Elegia SC65 (1890) per quartetto d’archi
Andante mesto
Sergej Prokofiev (1891 – 1953)
Sonata op. 119 (1949) per violoncello e pianoforte
I. Andante grave
II. Moderato
III. Allegro, ma non troppo
Sergej Prokofiev
Ouverture su temi ebraici op. 34 (1919) per clarinetto, pianoforte e quartetto d’archi

Miriam Dal Don, violino
Pietro Bosna, violoncello
Luca Lucchetta, clarinetto
Aldo Orvieto, pianoforte
Quartetto d’archi degli studenti del Conservatorio “Cesare Pollini” di Padova
Federica Cassia e Chiara Bosna, violini

Giulia Pasquali, viola
Davide Zuin, violoncello

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XXII Edizione Solti-Peretti Répétiteur Masterclass

L’Accademia Georg Solti torna a Venezia con il Corso per Répétiteurs Solti-Peretti. Fondata dal leggendario direttore d’orchestra Georg Solti, l’Accademia si dedica alla formazione di giovani cantanti lirici e répétiteurs alle prime esperienze professionali. I corsi sono completamente gratuiti per gli studenti, dando loro l’opportunità di accedere a una formazione di altissimo livello.

Il Corso consente a sei répétiteurs selezionati di approfondire le loro competenze grazie alla guida di alcuni dei migliori direttori d’orchestra, vocal coach e répétiteurs internazionali. Il 10 aprile, al termine della Masterclass, la Sala degli Arazzi ospita il concerto dell’Accademia con cinque pianoforti a coda, sei pianisti e sei cantanti. Un percorso formativo innovativo per chi aspira alla direzione d’orchestra, costituendo una rarità nel contesto musicale italiano.

Il concerto è solo su invito.

Accademia Vivaldi 2026

L’Istituto Italiano Antonio Vivaldi romuove per il 2026 un ciclo di cinque incontri di approfondimento dedicati alla prassi esecutiva delle composizioni di Antonio Vivaldi.

Rivolti a giovani cantanti e strumentisti, gli incontri offrono un percorso di studio intensivo sul repertorio vivaldiano, con particolare attenzione agli aspetti interpretativi, stilistici e filologici. Il programma si apre con un primo appuntamento dedicato al basso continuo, condotto da Antonio Frigé, seguito da quattro incontri dedicati al canto, guidati dalla soprano Gemma Bertagnolli.

In collaborazione con la Fondazione Ugo e Olga Levi, ciascun corso sarà arricchito da interventi di approfondimento a cura dei musicologi del gruppo di ricerca La drammaturgia musicale a Venezia (1678–1792), con l’obiettivo di integrare la pratica esecutiva con il più aggiornato quadro degli studi.

Le conferenze e i concerti organizzati nell’ambito dell’Accademia saranno aperti al pubblico. Ogni corso si articola in tre o cinque giornate di lavoro intensivo, tra lezioni individuali e momenti collettivi di confronto, e prevede un numero limitato di partecipanti selezionati sulla base delle candidature pervenute. Per requisiti di ammissione, scadenze e modalità di partecipazione si rimanda al bando.

programMa

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[accordion_entry title=”25 — 27 marzo 2026″]

Corso di perfezionamento dedicato al basso continuo guidato dal clavicembalista Antonio Frigé

Il corso sarà incentrato sulla realizzazione del basso nelle composizioni e al tempo di Vivaldi, con
particolare attenzione all’armonizzazione dei recitativi del dramma per musica Tito Manlio, RV
738.

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[accordion_entry title=”15 — 18 aprile 2026″]

Corso di perfezionamento dedicato al canto guidato dal soprano Gemma Bertagnolli.


Venerdì 17 aprile, ore 18:00

Biblioteca “Mario Messinis” del Conservatorio “B. Marcello” di Venezia

Cantore, virtuose e virtuosi nelle chiese, negli ospedali e nei teatri veneziani. Le collezioni musicali della Biblioteca “Mario Messinis” del Conservatorio di Venezia.

Seminario a cura di Paolo Da Col e Silvia Urbani all’interno della biblioteca del conservatorio; verranno illustrati diversi manoscritti musicali appartenuti a cantanti e musiciste/i afferenti agli ospedali e teatri veneziani nella prima metà del Settecento, con una particolare attenzione per i musici che collaborarono con Vivaldi.

Il seminario, organizzato dalla professoressa Giada Viviani, coordinatrice del gruppo di ricerca della Fondazione Ugo e Olga Levi La drammaturgia musicale a Venezia (1678–1792), ha un taglio didattico pensato per gli allievi dell’Accademia Vivaldi, ma la partecipazione è aperta al pubblico (su prenotazione a causa degli spazi limitati)

Ingresso libero su prenotazione scrivere a [email protected]

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[accordion_entry title=”19 — 23 maggio 2026″]

Corso di perfezionamento dedicato al canto guidato dal soprano Gemma Bertagnolli


Giovedì 21 maggio ore 18.00
Conferenza di Giulia Giovani (Università di Siena) riguardante il dramma per musica Scanderbeg, RV 732.y

 

Nel 1718, l’opera Scanderbeg (RV 732) di Antonio Salvi e Antonio Vivaldi è rappresentata al Teatro della Pergola di Firenze e riproposta al Teatro Pubblico di Siena. Benché la partitura dell’opera sia giunta fino a noi gravemente mutila è comunque possibile seguirne le tracce costituite da fonti musicali, testuali e documentali, per entrare nel dettaglio del libretto e della partitura, degli allestimenti, delle spese sostenute, delle dinamiche professionali e personali connesse alla produzione. Collocata nel contesto culturale e politico degli ultimi anni del mecenatismo mediceo, Scanderbeg rappresenta un caso esemplare per comprendere il complesso sistema di relazioni tra artisti e società, articolato attorno all’apprezzamento delle «bizarrie» della partitura vivaldiana.

 

La conferenza, organizzata dalla professoressa Giada Viviani, coordinatrice del gruppo di ricerca della Fondazione Ugo e Olga Levi La drammaturgia musicale a Venezia (1678–1792), è pensata per gli allievi dell’Accademia Vivaldi, ma la partecipazione è aperta al pubblico (Venezia – Biblioteca “Gianni Milner”- Ingresso libero fino esaurimento posti)

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[accordion_entry title=”30 giugno — 4 luglio 2026″]

Corso di perfezionamento dedicato al canto guidato dal soprano Gemma Bertagnolli

Venerdì 3 luglio
ore 17.00
Rappresentazione dell’anziano e rapporti generazionali nelle opere di Vivaldi

A cura di Giada Viviani (Università di Genova / Fondazione Ugo e Olga Levi), in collaborazione con il gruppo di ricerca La drammaturgia musicale a Venezia (1678–1792).
Nel Settecento, il miglioramento delle condizioni sociali e igieniche portò a un prolungamento della vita media e a una posticipazione dell’insorgenza dei segni della vecchiaia, il cui inizio nel Seicento era collocato attorno al quarantesimo anno di età.
La conferenza rifletterà sugli effetti di tali cambiamenti sulla rappresentazione della figura dell’anziano nel Dramma per musica: se, infatti, nel secolo precedente i personaggi senili – soprattutto femminili – erano raffigurati per lo più in chiave grottesca, assumendo ruoli marcatamente comici, nel Settecento essi perdono tale connotazione per svolgere funzioni differenziate all’interno della drammaturgia.
Le opere di Vivaldi offrono un contesto privilegiato per indagare le diverse declinazioni della figura dell’anziano nel Dramma per musica della prima metà del Settecento.
La conferenza tratterà in particolare le tipologizzazioni dei personaggi senili e dei relativi ruoli vocali, le specificità di genere e le dinamiche dei rapporti generazionali.

ore 18.30
Auditorium “Lo Squero”
Concerto conclusivo del corso.

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[accordion][/accordion]

[accordion][/accordion]
[accordion_entry title=”24 — 28 novembre 2026″]

Corso di perfezionamento dedicato al canto guidato dal soprano Gemma Bertagnolli

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