Isola di San Giorgio Maggiore, Venezia Archives - Pagina 2 di 61 - Fondazione Giorgio Cini

Academic Freedom and the Challenges of Humanism(s)

La conferenza intende esplorare l’evoluzione del concetto di libertà accademica da una prospettiva globale e interdisciplinare.

In apertura verrà chiarito come la libertà accademica si distingua dalla libertà di espressione. La conferenza persegue tre obiettivi principali: intende valutare lo stato della libertà accademica nei diversi contesti geopolitici, esaminare le sue dimensioni politiche, e interrogarsi sui suoi fondamenti epistemologici. Infine, in un’epoca sempre più segnata dall’intelligenza artificiale, ci si chiede quali possano essere i benefici e i rischi che essa comporta per la libertà accademica e per il pluralismo della ricerca umanistica.

L’evento è co-organizzato con il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari Venezia e KIFO l’Institute for Church, Religion, and Worldview Research di Oslo.

programma
Martedì, 21 aprile 2026
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9:30 – 10:00 

Welcome Greetings

  • Francesco Piraino (Fondazione Giorgio Cini, Ca’ Foscari University of Venice)
  • Laura De Giorgi (Ca’ Foscari University of Venice)
  • Sindre Bangstad (KIFO – Institute For Church, Religion & Worldview Research)

 

10:00 – 11:00

Keynote speaker Pippa Norris (Harvard University), “ ‘Professors Are the Enemy’? Two Faces of Academic Freedom in the USA”

 

11:00 – 11:30 Coffee Break

 

11:30 – 12:30  Panel: Academic Freedom in Israel

  • Mordechai (Mordy) Miller (Ben-Gurion University of the Negev), “Theological Roots of Anti-Academic Sentiment in Contemporary Religious Zionism”
  • Nir Avieli (Ben-Gurion University of the Negev), “The Impossible Academic Freedom of Israeli Critical Social Scientists: ‘Lefty Arab-lovers’ or ‘Genocidal Maniacs’?”

14:00 – 15:30  Panel: Academic Freedom in Africa

  • Sindre Bangstad (KIFO – Institute For Church, Religion & Worldview Research), “Academic Freedom vs Academic Freedom: A South African Case”
  • Kwadwo Appiagyei-Atua (Africa Coalition for Academic Freedom), “A Critical Review of African Documents on Academic Freedom”
  • Erica Bellia (University of Cambridge), “ ‘The Striptease of Our Humanism’: Questioning European Culture from Africa in the Early 1960s”
Mercoledì, 22 aprile 2026
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10:00 – 11:30 Panel: Academic Freedom in Russia, Iran, and in Diaspora

  • Giovanni Savino (University of Naples Federico II), “Universities and Academic Freedom in Wartime Russia: A Genealogy of Authoritarian Control”
  • Lidia Yatluk (University of Groningen), and Sofya Smyslova (University of Cambridge), “Reclaiming the Right to Research: Academic Freedom, Tacit Knowledge, and Exile”
  • Shirin Zakeri (Unitelma Sapienza University of Rome), Minoo Mirshahvald (University of Copenhagen), and Ehsan Kashfi (University of Copenhagen) “Academic Freedom Beyond the State: Diasporic Pressure, Digital Intimidation, National Identity, and Iranian Scholars after ‘Woman, Life Freedom’ ”

 

11:30 – 12:00 Coffee Break

 

12:00 – 13:00 Panel: Academic Freedom in Asia

  • Ala Uddin (University of Chittagong), “The Political Economy of Knowledge: Market Forces, Funding Pressures, and the Limits of Academic Autonomy in Bangladesh”
  • Simon Yin (Hefei University of Technology in China), “Academic Freedom in China’s Hong Kong since 1997”

 

14:30 – 16:00 Panel: Academic Freedom in Europe

  • Annelies Moors (University of Amsterdam), “Politicizing the Academy: Academic Freedom in the Netherlands”
  • Maja van der Velden (University of Oslo), “Academic Freedom and Academic Boycott: An Analysis of the Debate in Norway”
  • Maryna Lakhno (Swiss Federal Institute of Aquatic Science and Technology), “The Invisible Governance of Knowledge: Rethinking de facto Academic Freedom in Switzerland”

 

Giovedì, 23 aprile 2026
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10:00 – 11:30 Panel: The Epistological Challenge of Academic Freedom

  • Peter Dziedzic (Harvard University), “Akbarian Humanism: The Perfected Human, Perpetual Self-Disclosure, and an Islamic Epistemology of Serendipity”
  • Joseph L. Clarke (University of Toronto), “Showing, Not Saying: Academic Freedom beyond the Logocentric Paradigm”
  • Federico Dal Bo (University of Modena and Reggio Emilia), “Leo Strauss and the Post-Liberal Return to Esotericism: Academic Freedom in an Age of Compulsory Engagement”

 

11:30 – 12:00 Coffee break

 

12:00 – 13:00 Panel: Academic Freedom and the Impact of AI

  • Arie Perliger and  Randi Froude (University of Massachusetts), “The Double-Edged Algorithm: Artificial Intelligence, Digital Technologies, and the Transformation of Academic Freedom”
  • Andrea Alessandro Gasparini (University of Oslo), “Rethinking the Role of Academic Libraries in the Age of ChatGPT”

 

14:30 – 15:30 Panel: Law and Policies for Academic Freedom

  • Alessandra Lazzarini (University of Padua), “Defining Academic Freedom in Europe: Courts, Soft Law and Integration Tools in Higher Education”
  • Silvia Zabeo and Dario Pellizon (Ca’ Foscari University), “Research Freedom as a Foundational Value of the European Epistemic Communities: Policy Frameworks, Stakeholder Responses, and Institutional Practices”

 

15:30 – 16:00 Plenary

La conferenza si terrà in lingua inglese.

Georg Baselitz. Eroi d’Oro

La mostra Georg Baselitz. Eroi d’Oro, a cura di Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini, presenta la più recente serie di dipinti di grandi dimensioni dell’artista tedesco. I piani dorati che costituiscono lo sfondo delle opere esposte non offrono alcuna illusione di profondità; creano una piattezza che ricorda le icone medievali o gli sfondi dorati delle opere del pittore rinascimentale nordico Stefan Lochner. I corpi dipinti da Georg Baselitz, eseguiti con linee nette, giacciono nudi su questi sfondi come se fluttuassero sulle loro superfici. Le opere in mostra includono autoritratti più grandi del naturale, nonché numerose rappresentazioni della moglie dell’artista, Elke, sua compagna di vita e modella ricorrente nelle sue opere.

Realizzati con vernice nera diluita che ricorda l’inchiostro, questi ritratti spettrali richiamano i dipinti di Hokusai e la calligrafia giapponese. Diverse tele incorporano pennellate spesse e viscose che si concentrano sulle figure, associando più colori per ottenere un effetto marmorizzato e variegato.
Sebbene l’oro abbia sempre avuto connotazioni e funzioni diverse nella sua pratica artistica, mai prima d’ora i dipinti di Baselitz avevano avuto una somiglianza così diretta con la pittura iconografica.

La mostra è realizzata in partnership con la Galleria Thaddaeus Ropac.

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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso”]
Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19, chiuso il mercoledì. L’ingresso è gratuito.

 

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Archivi della musica del XX secolo: conservazione e valorizzazione delle fonti

Oggetto del seminario sono le fonti conservate presso gli archivi della musica del XX secolo e il loro significato per la ricerca musicologica. A una panoramica dei maggiori archivi europei e americani seguiranno approfondimenti sui fondi conservati presso l’Istituto per la Musica della Fondazione Giorgio Cini, in particolare Giacomo Manzoni, Nino Rota e Roman Vlad. Le lezioni si articoleranno su due piani complementari: da un lato, verranno esaminate le tipologie documentarie presenti e i criteri di ordinamento e descrizione adottati nei singoli fondi; dall’altro, si analizzeranno i rapporti tra riflessione teorica e prassi compositiva, le dinamiche del processo creativo e le peculiarità della scrittura musicale in ambito cinematografico.

In collaborazione con: Corso di Dottorato di Interesse Nazionale (DIN) Artistic Research on Musical Heritage (ARMH), Conservatorio “Cesare Pollini” di Padova

Docenti: Gianmario Borio, Angela Carone, Marco Cosci, Francisco Rocca

Research-led Performance: 20th Century Italian Piano Music

Con questo workshop riprende il ciclo Research-led Performance, inaugurato nel 2016: una delle attività più seguite e apprezzate dell’Istituto per la Musica. Il grado di apprezzamento è confermato dall’adesione di personalità di primissimo rilievo tra gli interpreti della musica del Novecento. Tra questi figura Roberto Prosseda, pianista che ha acquisito fama internazionale grazie alla registrazione delle integrali pianistiche di Mendelssohn e Mozart; nella sua attività concertistica l’approfondimento dell’epoca classica si è associato a un fitto confronto con le composizioni per pianoforte solo del Novecento italiano.

Questo sguardo duplice, in cui l’estetica del classicismo si interseca con l’innovazione linguistica, e lo spiccato interesse per la peculiare relazione che il solista instaura con il suo pubblico, manifestano una profonda assonanza con i cardini concettuali su cui ruota Research-led Performance, un progetto che mette in dialogo ricerca musicologica e pratica esecutiva.

Al centro del workshop sono alcune significative composizioni pianistiche del Novecento italiano, con musiche di Alfredo Casella, Goffredo Petrassi, Luigi Dallapiccola, Aldo Clementi e Niccolò Castiglioni. Le giornate di lavoro alterneranno momenti di approfondimento musicologico e sessioni pratiche dedicate all’interpretazione pianistica.

Le sessioni musicologiche del workshop e il concerto conclusivo sono aperti anche al pubblico esterno fino a esaurimento posti.
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[accordion_entry title=”Sessioni musicologiche e concerto conclusivo”]

martedì 24 marzo, h 9 — 11

Gianmario Borio, Università di Pavia / Fondazione Giorgio Cini
Il simbolo BACH nella musica italiana del dopoguerra e osservazioni analitiche su Quaderno Musicale di Annalibera

 

Susanna Pasticci, Università La Sapienza di Roma
Scrittura, gesto, performance: questioni di poetica e tecnica compositiva nella musica pianistica di Casella e Petrassi.

 

mercoledì 25 marzo, h 11—13

Francisco Rocca, Fondazione Giorgio Cini
I Tre Pezzi per pianoforte (1978) di Niccolò Castiglioni: osservazioni analitiche e fonti del processo compositivo

 

Michele Leggieri, Università di Pavia
La scrittura pianistica di Aldo Clementi attraverso lo studio degli schizzi

 

giovedì 26 marzo, h 18:30

Concerto conclusivo, Auditorium “Lo Squero”

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‘Signori sentite il mio canto’

In occasione della pubblicazione del catalogo digitale e delle oltre mille registrazioni sonore riguardanti musiche di tradizione orale del nucleo veronese del Fondo Marcello Conati – Teresa Camellini, ora integralmente accessibili online sul sito della Fondazione Giorgio Cini, nonché del catalogo della ricca biblioteca appartenuta ai due ricercatori, l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati promuove una tavola rotonda, dal titolo ‘Signori sentite il mio canto’ Musiche e riflessioni sugli archivi sonori in occasione della pubblicazione online delle registrazioni del Fondo Conati-Camellini, per riflettere sul ruolo degli archivi sonori nei processi culturali della contemporaneità. Principale argomento di riflessione è l’individuazione di strategie efficaci e sostenibili per la catalogazione e la diffusione di queste fonti attraverso il web, nonché per valutare il loro impatto reale o potenziale nel favorire la nascita di nuove pratiche performative.

L’Eco dei Cantadori da Fumane, i Solisti di Monchio delle Corti e il Coro Canossa eseguiranno alcuni brani tratti dai repertori documentati da Marcello Conati, a testimonianza della volontà di mantenere viva la memoria di queste musiche nei luoghi attraversati dalla sua ricerca, segno tangibile delle possibili relazioni tra memorie sonore e nuove proposte musicali.

L’evento è organizzato in collaborazione con lIstituto Memoria & Durata. 

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[accordion_entry title=”PROGRAMMA”]

Intervengono:
Giovanni Giuriati
Direttore IISMC, Fondazione Giorgio Cini
Costantino Vecchi
Archivio IISMC, Fondazione Giorgio Cini
Paola Barzan
Conservatorio A. Steffani di Castelfranco Veneto
Teresa Camellini
Istituto Memoria & Durata
Con la partecipazione di:
Eco dei Cantadori da Fumane di Valpolicella
(Verona)
Solisti di Monchio delle Corti
(Parma)
Coro Canossa di Ciano dEnza
(Reggio Emilia)

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Concerto | Trionfi Musica, poesia e longevità tra Machaut e Petrarca

A conclusione del seminario di Musica Antica, la sala dei Cipressi ospita un concerto che vede protagonisti giovani cantanti e musicisti specializzati in repertori medievali, selezionati tramite un
concorso internazionale.

Principali materiali di studio, nonché repertorio del concerto, sono le liriche poetico-musicali incluse nel romanzo (forse autobiografico) Remède de Fortune di Machaut – scritto poco prima della grande peste trecentesca – e altre intonazioni, sue o forse a lui ispirate, circolanti nell’Europa centrale o nell’Italia degli ultimi decenni del Trecento e i primi del Quattrocento. A queste si affiancanoo alcuni brani petrarcheschi – tratti dai Trionfi, dal De remediis o dal Canzoniere – citati in intonazioni dello stesso periodo

Insegnante principale è Marc Mauillon, noto tenore-interprete di repertori machautiani.

Interpreti:
Laia Blasco Lopéz, soprano
Clémence Niclas, soprano
Cyril Escoffier, tenore
Nóra Szabó, organetto

Accompagnatore:
Pau Marcos Vicens, viella

Dirigono gli insegnanti: Marc Mauillon e Pedro Memelsdorff

Il seminario e il concerto si inseriscono nel quadro dell’importante rassegna tematica dedicata alla longevità.

Tra i molti testi dell’oceano petrarchesco che alludono o problematizzano la longevità, i Trionfi sono emblematici non solo quanto alla loro intensità poetica, ma anche per la messa in atto di nuovi
interessi storico-filologici, poetologici e morali. Scritti nel 1351 sulla scia del viaggio italiano per il giubileo del 1350 e dell’incontro con Boccaccio e la cultura greca nella Firenze coeva, i Trionfi
incapsulano problemi storico-culturali destinati a segnare le arti, le lettere e la musica d’Europa nei secoli successivi.

Contemporaneo, ma attivo solo in Francia, il poeta e compositore Guillaume de Machaut (ca 1300-1377) fu anch’egli, come Petrarca, modello emulato nell’Europa del suo tempo, ma i suoi influssi
extra moenia sono tuttora oggetto di discussione tra letterati e musicologi. Questa edizione dei Seminari di Musica Antica si propone di osservare una selezione di testi petrarcheschi e machautiani alla ricerca di possibili influenze reciproche, ma soprattutto dei tipi d’influsso che entrambi gli autori ebbero, in modo esplicito ma più spesso implicito, sulla musica loro coeva o di poco posteriore.

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[accordion_entry title=”Modalità d’accesso”]
Ingresso libero fino ad esaurimento posti
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Workshop di suiboku (水墨画 suibokuga, pittura a inchiostro e acqua)

Si comunica la cancellazione del workshop di suiboku a causa della cancellazione di numerosi voli, incluso quello dell’artista. Il workshop verrà riprogrammato nel corso dell’anno.

Il Centro Studi di Civiltà e Spiritualità Comparate della Fondazione Giorgio Cini organizza un nuovo workshop dedicato all’arte giapponese del suiboku.

L’evento offre un’esperienza immersiva nell’arte tradizionale giapponese della pittura a inchiostro, una pratica che unisce gestualità, contemplazione e sensibilità estetica. I partecipanti vengono guidati nella preparazione del materiale. Questo momento iniziale, lento e rituale, favorisce uno stato di concentrazione e calma interiore. Successivamente si esplorano i tratti fondamentali attraverso esercizi che riproducono linee sottili, pennellate ampie e sfumature create con variazioni di pressione e quantità d’acqua. L’accento viene posto sulla semplicità e sulla spontaneità: un solo gesto, se autentico, può racchiudere un paesaggio intero.

Il workshop introduce anche ai soggetti tipici del suiboku, come bambù, orchidee, fiori di pruno e montagne velate di nebbia, incoraggiando ogni partecipante a trovare la propria interpretazione personale. 

Svolgimento e prenotazione del workshop

A guidare gli studenti in questa esperienza vi è la Maestra Chie Iwakiri, che tiene tre giornate di workshop (4-5-6 marzo) per un massimo di 15 studenti per ciascun giorno, dalle ore 15:00 alle ore 17:00 circa. 

I partecipanti possono iscriversi a una sola giornata. Solo il primo giorno, il 4 marzo dalle 14:00 alle 15:00, è stata organizzata una lezione introduttiva in italiano da parte della prof.ssa Silvia Vesco (Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea, Università Ca’ Foscari, Venezia) rivolta agli iscritti di tutte e 3 le giornate.

 

programma

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[accordion_entry title=”4 marzo”]

14:00-15:00
Silvia Vesco
Lezione introduttiva teorica in lingua italiana

 15:00-17:00
Maestra Chie Iwakiri
Workshop pratico in lingua inglese

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[accordion_entry title=”5 marzo “]

 

 15:00-17:00
Maestra Chie Iwakiri
Workshop pratico in lingua inglese

 

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[accordion_entry title=”6 marzo”]

 15:00-17:00
Maestra Chie Iwakiri
Workshop pratico in lingua inglese

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Il workshop è gratuito con registrazione obbligatoria.
Per iscriversi è necessario inviare una mail a
[email protected] indicando il giorno prescelto e i seguenti dati: nome, cognome, contatto telefonico e affiliazione (se studenti). 

Attenzione: L’iscrizione sarà effettiva solo a seguito della ricezione dell’email di conferma da parte della segreteria. 

Essendoci 15 posti al giorno, vi preghiamo di prendere nota delle seguenti indicazioni:
– le richieste di iscrizione con dati mancanti non potranno essere prese in carico;
– è possibile iscriversi a una sola giornata;
– l’email deve essere relativa a un singolo partecipante, non si accettano iscrizioni multiple.

In caso di disdetta si prega di avvisare la segreteria il prima possibile per dare l’opportunità a un’altra persona di partecipare.

Altresì, preghiamo di segnalare eventuali ritardi.

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[accordion_entry title=”Breve biografia di Chie Iwakiri”]

Artista / Maestra Istruttrice dell’International Sumi-e Association

Nata a Yokohama, si è laureata nel 1985 presso il Dipartimento di Graphic Design della Tama Art University. Dal 1989 al 1991 ha soggiornato a Venezia, dove ha praticato la litografia alla Scuola Internazionale di Grafica e ha tenuto una mostra personale. Dal 2000 il suo lavoro è stato selezionato per esposizioni quali la Kochi International Triennial Exhibition of Prints. In seguito, ha concentrato la propria pratica sul suibokuga. Attualmente possiede la qualifica di Maestra Istruttrice dell’International Sumi-e Association e ha ricevuto premi tra cui il China Art News Award e il Chairman’s Award dell’Associazione. A marzo 2025 ha condotto un workshop presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia e ha esposto alla mostra “Dove l’acqua incontra la carta” presso la SG Gallery. Accanto al proprio lavoro creativo, tiene corsi, conduce workshop e impartisce lezioni private. Continua a esplorare la storia e il futuro della pittura a inchiostro, valorizzando la disciplina richiesta dal suo processo irreversibile.

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[accordion_entry title=”Breve biografia di Silvia Vesco “]

Silvia Vesco è docente di Storia dell’arte giapponese presso il Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea dell’Università Ca’ Foscari di Venezia. Dopo un Master in Arte e archeologia dell’Asia Orientale presso l’Università di Londra un dottorato di ricerca (joint degree Italia-Giappone) ha vissuto e studiato a lungo in Giappone. Ha organizzato diversi convegni internazionali e curato importanti mostre d’arte giapponese in prestigiose sedi italiane e in Giappone.
I suoi interessi scientifici sono rivolti alle stampe e dipinti ukiyoe (Immagini del “Mondo Fluttuante”) con particolare riferimento all’opera di Katsushika Hokusai (1760-1849), al Giapponismo e ai tessuti oltre che alle collezioni di arte giapponese in raccolte pubbliche e private in Italia. Tra le sue ultime pubblicazioni alcuni contribuiti dedicati a stampe di Andō Hiroshige (1797-1858) e Utagawa Kunisada (1786-1865) e alla raffinata iconografia del Genji monogatari (Il Racconto del Principe Splendente), oltre che Haori: Gli abiti maschili del primo Novecento narrano il Giappone, nonché la prima traduzione in una lingua occidentale di due manuali di didattica pittorica di Katsushika Hokusai. Inoltre, per i tipi di Einaudi, il primo di due volumi sulla Storia dell’arte giapponese dalla preistoria all’epoca moderna. In corso di pubblicazione il secondo volume sulla Storia dell’arte giapponese e i suoi sviluppi fino all’epoca contemporanea.

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[accordion_entry title=”ABSTRACT lezione introduttiva”]

Shodō e Suiboku come vie per la coltivazione del sé 

Lo shodō (calligrafia) e il suiboku (pittura a inchiostro) non sono semplici tecniche artistiche, ma vere e proprie “vie” () finalizzate al perfezionamento spirituale e alla conoscenza di sé. Attraverso l’analisi storica e filosofica, emergono alcuni punti fondamentali quali:

L’unità tra Corpo e Spirito poiché la pratica richiede una coerenza assoluta tra l’energia interiore e il gesto concreto. Il pennello non è un mero strumento, ma un’estensione del corpo che deve agire con la spontaneità del “cuore-mente” (kokoro).

L’apprendimento avviene tramite un lungo apprendistato basato sulla ripetizione e l’imitazione dei modelli (kata). Questa apparente mancanza di libertà individuale è, in realtà, il presupposto per interiorizzare la tecnica e giungere a una creatività “viva”.

Per produrre autentica bellezza, il praticante deve agire senza intenzionalità artificiosa, raggiungendo uno stato di “mente vuota” (mushin) che permette l’identificazione con il tutto e, in ultima analisi, perfino l’illuminazione.

La calligrafia e la pittura a inchiostro condividono con l’estetica giapponese concetti quali wabi, sabi e yūgen, valorizzando la sobrietà, il fascino del tempo e la profondità ineffabile.

Tali discipline rappresentano un cammino etico ed estetico dove il fine ultimo non è il “possedere un’abilità”, ma l’ “essere” attraverso il superamento dell’egoismo individuale.

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Ensemble Ilyos Arabov: lo Shash Maqom, musica d’arte tra Bukhara e Samarcanda dal XVI secolo

Il 4 marzo 2026, nella Sala degli Arazzi della Fondazione Giorgio Cini, si terrà il terzo concerto ideato dal gruppo di studio dell’UKRI maqām beyond nation, realizzato in partnership tra University of London, SOAS e Università Ca’ Foscari di Venezia, DFBC.

Il concerto è dedicato alla tradizione di musica d’arte detta shash maqom (“sei maqom”) sviluppatasi tra i centri culturali di Bukhara, Samarcanda, Khiva e Andijan sin  dal XVI secolo.

L’ensemble, che giunge per la prima volta in Italia, è composto da:

Ilyos Arabov, voce, liuto dutor
Vosidjon Mahmudov, viella ghijak
Farangiz Makhmudova, liuti tanburrubob
Nasimkhon Muzaffarov, tamburi a cornice dafdoire, percussioni
Dilorom Madrakhimova, danza

 

Horst P. Horst. La Geometria della Grazia

La grande retrospettiva dedicata a Horst P. Horst (Weißenfels, 1906 – Palm Beach, 1999), La geometria della Grazia, è curata da Anne Morin e Denis Curti e prodotta da Marsilio Arte in collaborazione con DiChroma Photography e l’Estate Horst P. Horst. La mostra offre una nuova lettura del lavoro del fotografo: una sezione trasversale attraverso la sua comples
sità, vista da una prospettiva in cui la fotografia di moda non è più l’asse principale né una struttura fondamentale ma piuttosto un pretesto per creare forme e aprire l’arte a nuovi territori. Horst costruisce le sue immagini come autentiche equazioni visive, in cui ogni elemento si inserisce in una relazione armoniosa, quasi matematica. In questo percorso, il concetto di geometria — inteso come ordine strutturale e spirituale — diventa il filo conduttore che attraversa secoli
di arte e pensiero. Dai canoni classici della Grecia antica alle proporzioni architettoniche romaniche, fino al Modulor di Le Corbusier, Horst raccoglie ed elabora un’eredità millenaria, restituendola attraverso uno sguardo sorprendentemente moderno. Questa mostra non è soltanto un omaggio al suo straordinario talento fotografico ma anche un invito a riscoprire
come geometria e armonia siano alla base di ogni forma d’arte, di ogni costruzione, di ogni immagine e visione del mondo.

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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso”]
Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19 (ultimo ingresso ore 18:30) chiuso il mercoledì.

 

Aperture straordinarie:
domenica 5, lunedì 6, mercoledì 15 e sabato 25 aprile

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Il Veneto. Un profilo per i beni culturali

Presentazione del volume Il Veneto. Un profilo per i beni culturali

Il Veneto sta attraversando un cambiamento rapido, che coinvolge anche la sua popolazione e il suo orizzonte: non è solo un orizzonte nazionale o europeo, ma globale.

Questo profilo per i Beni culturali non è un catalogo o una rassegna delle bellezze artistiche, architettoniche, paesaggistiche che esprime la regione, bensì un tracciato in cui la storia appare come raccordo su cui organizzare meglio le conoscenze. La storia è declinata attraverso i vari saggi del libro, una teoria di pensieri sul Veneto, inteso come un unico Bene culturale.

Attività realizzata con il contributo della Regione del Veneto.

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[accordion_entry title=”INTERVENTI “]

Renata Codello
Segretario Generale, Fondazione Giorgio Cini

Marta Mazza
Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno

Ilaria Cavaggioni
Funzionario architetto della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia

Mariano Nuzzo
Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Caserta e Benevento

Raffaele Pittella
Università degli Studi di Roma Tre

Giuseppe Cirillo
Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli

Francesco Eriberto D’Ippolito
Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli

Giulio Sodano
Direttore del Dipartimento di Lettere e Beni Culturali, Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli

Marcello Verga
Università degli Studi di Firenze

Manfredi Merluzzi
Università degli Studi di RomaTre

Andrea Zannini
Università degli Studi di Udine

Egidio IveticDirettore, Istituto per la Storia di Venezia, Fondazione Giorgio Cini

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Ingresso libero fino a esaurimento posti.