Centro Digitale – ARCHiVe Archives - Fondazione Giorgio Cini

Il Centro Digitale – ARCHiVe annuncia i vincitori del bando Digital Artist in Residence 2026

Nel corso del 2026, tre artisti digitali svilupperanno i loro progetti lavorando alla Fondazione Giorgio Cini: Johanna Bruckner, Merve Sahin e Riccardo Tesorini sono stati selezionati infatti nella terza edizione del Bando D.A.I.R. – Digital Artist in Residence, promosso dal Centro Digitale – ARCHiVe.

Becoming Chimeric: Verso Identità Radicali Attraverso il Glitch

Martina Menegon presenta la sua ricerca artistica, radicata nel post-digital e nelle teorie cyber/posthuman femministe, in cui glitch ed embodiment chimerico diventano strumenti per interrogare identità, presenza e affetto nella nostra contemporaneità, profondamente mediata dalla tecnologia.

Attraverso l’uso e l’uso improprio di scansioni 3D, game engine, algoritmi e tecnologie immersive, Menegon crea autoritratti glitch e ambienti interattivi che mettono lo spettatore di fronte a incontri perturbanti, affettivi e spesso disorientanti. Le sue opere riflettono su identità e presenza, esponendo la vulnerabilità del corpo ibrido, la frammentazione del sé e la poetica del liminale.

Mediante questi assemblaggi di elementi fisici e virtuali, la sua pratica esplora corpi ibridi, fluidi e in continua riconfigurazione, sospesi tra frammentazione, molteplicità e spazi liminali. Questa ricerca si traduce in una riflessione su un sé instabile e glitched, tra alterazione e ibridazione, materia e metamorfosi.

L’incontro si terrà in italiano e verrà moderato da Ennio Bianco, curatore ed esperto di arti digitali.

Digital technologies and physical change

20, 22, 24, 27, 29 aprile 2026 | 5 sessioni, online su Zoom, 15 — 17

Digital Technologies and Physical Change. How technology enables real, tangible innovations in heritage preservation è un corso online di 10 ore a cura di Factum Foundation. Riunendo professionisti, ricercatori e istituzioni di primo piano, le lezioni esplorano come gli strumenti digitali avanzati stiano trasformando i modi in cui il patrimonio culturale viene documentato, compreso e preservato, generando al contempo risultati concreti e materiali. 
 
Attraverso cinque sessioni, il corso si propone di affrontare le principali sfide nella conservazione del patrimonio: il riuso dell’architettura industriale nell’Artico, le questioni relative alla provenienza e alla restituzione, le iniziative inerenti al patrimonio digitale guidate dalle comunità dell’Asia meridionale e i nuovi metodi scientifici per l’analisi del patrimonio culturale. I casi studio includono il Silo Aalto a Oulu, l’Altare di Torcello a Venezia, la ricostruzione digitale di opere frammentate in Nigeria e Lagos e l’uso di tecnologie di imaging avanzate in Spagna e Regno Unito.
 
Moderato da Costanza Blaskovic, il programma offre una panoramica mirata su come i dati ad alta risoluzione stiano guidando nuovi approcci alla conservazione, all’accesso e alla narrazione dei beni culturali.

Il corso si terrà in lingua Inglese.

programma

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[accordion_entry title=”20 aprile | Cultural strategies and practical solutions for contemporary architectural heritage in the Arctic context”]

Charlotte Skene Catling, Valentino Tignanelli – Revitalising Industrial Heritage: the Aalto Silo Project
Lo studio Skene Catling de la Peña e la Factum Foundation stanno riqualificando il primo edificio industriale modernista di Alvar e Aino Aalto, l’AaltoSilo, nel quartiere Meri-Toppila di Oulu (Finlandia). Il Silo combina funzionalità e design audace, riflettendo l’influenza architettonica intramontabile di Aalto. Dal 2020, interventi innovativi si sono concentrati sulla conservazione di questo punto di riferimento del patrimonio industriale finlandese, affrontando sia le sfide climatiche che i cambiamenti sociali.

Venanzia Rizzi – Material Continuity in Industrial Heritage
Il riutilizzo adattivo di un altro edificio di Aalto all’interno del complesso industriale di Meri-Toppila pone l’accento sul patrimonio industriale, sulla materialità e sulla rivitalizzazione delle aree urbane nel contesto artico. L’edificio è stato recentemente trasformato in una palestra di arrampicata con strutture a disposizione della comunità locale, preservando la struttura modernista originale e valorizzandone il design.

Eeva Huuhtanen – Aalto’s Rovaniemi: past, present and the creative future
Dopo che la guerra della Lapponia aveva ridotto Rovaniemi in rovina, ad Alvar Aalto fu affidato l’incarico di riprogettare la città. Nel 1945, progettò l’iconico “Piano urbanistico a corna di renna” (Poronsarviasemakaava) e continuò a lavorare su edifici chiave per tutti gli anni ’60. Oggi, Rovaniemi è una Città Creativa dell’UNESCO per l’Architettura, con programmi culturali che celebrano l’eredità di Aalto, la conservazione del suo patrimonio e il contributo costante della città all’architettura contemporanea e al turismo culturale in Lapponia.

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[accordion_entry title=”22 aprile | Provenance, diaspora and forgotten fragments: Digital technology as a solution for restitution – part 1″]

Carlos Bayod Lucini – Recomposing Meaning: digital preservation of remnants
La digitalizzazione 2.5D e 3D trasforma i resti storici in modelli in grado di ricreare fisicamente gli oggetti, ricomporre digitalmente i frammenti e svelare nuove narrazioni; tuttavia, per ottenere i migliori risultati è fondamentale scegliere le tecniche e i metodi più adeguati.

Stefania Gerevini – The Torcello Altarpiece: from the photogrammetric recording to its digital reconstruction
Dal XIII secolo fino all’inizio dell’età moderna, gli interni delle chiese veneziane risplendevano di pale d’altare e paramenti d’altare in oro e argento, molti dei quali potevano essere aperti e chiusi orizzontalmente per rivelare e nascondere diversi livelli di immagini. Oggi tendiamo a considerarli come semplici ornamenti statici, ma la loro ricostruzione digitale ne ripristina la funzionalità originaria, arricchendone al contempo lo studio.

Francisco Prado-Vilar – The reconstruction of fragmented heritage: the stone Choir of Santiago de Compostela
Il coro della Cattedrale di Santiago de Compostela, scolpito dal Maestro Mateo all’inizio del XII secolo, fu parzialmente distrutto nel XVII secolo; i pezzi rimasti furono dispersi e trasferiti altrove. Una ricostruzione digitale avanzata – e l’eventuale ricostruzione fisica del coro – consentiranno di riportarlo al suo aspetto originario.

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[accordion_entry title=”24 aprile | Knowledge transfer to communities for preserving at-risk heritage: recording and educational projects in South-Asia”]

Javier Ors Ausín – Minnette De Silva. The Online Archive of a Pioneer Modernist Architect in Sri Lanka
Il World Monuments Fund e il Museo di Arte Moderna e Contemporanea dello Sri Lanka stanno sviluppando le competenze locali per formare professionisti nel campo della conservazione digitale, compresa la digitalizzazione 3D di edifici storici, nell’ambito di un progetto dedicato all’opera dell’architetto srilankese Minnette De Silva.

Helen Philon – Restoring Memory: The Tomb of Ahmad Shah and the Preservation of Deccan Heritage
La tomba di Ahmad Shah I (1391-1442) è ospitata all’interno di una moschea medievale, parte di un complesso che comprende altre tombe della famiglia reale ad Ahmedabad, in India. La conservazione della moschea e delle sue ricche decorazioni murali è fondamentale per comprendere il contesto storico, socio-religioso ed economico, soprattutto data la scarsità di fonti testuali risalenti a quel periodo. Recenti registrazioni 3D consentiranno un restauro digitale sia della struttura che delle sue pareti dipinte.

Imran Khan – Educational initiatives in South-Asia and the world
Oltre a sviluppare nuove tecnologie e strategie per la conservazione digitale, la Factum Foundation mira a diffondere le migliori pratiche attraverso workshop pratici e campagne di documentazione.
La fotogrammetria, spesso abbinata ad altre tecniche, costituisce una parte fondamentale dei programmi di formazione offerti alle istituzioni dell’Asia meridionale e di tutto il mondo.

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[accordion_entry title=”27 aprile | Provenance, diaspora and forgotten fragments: Digital technology as a solution for restitution – part 2″]

Mari Lending, Erik Langdalen – Provenance in architecture: the “Provenance Projected” project
Mentre la provenienza tradizionalmente traccia la storia cronologica degli oggetti in circolazione (opere d’arte, documenti, reperti archeologici, esemplari naturali, ecc.), Provenance Projected estende questo concetto all’architettura. Il progetto ridefinisce la provenienza architettonica come un fenomeno dinamico – anzi, uno strumento creativo e lungimirante di cambiamento – utilizzato per interpretare il passato, il presente e il potenziale futuro degli edifici.

Adam Lowe, Ferdinand Saumarez Smith – Repatriation issues and complex objects: the Bakor Monoliths, the Igbo Ukwu and Benin bronzes
Grazie ai cataloghi online e alle collezioni digitali, oggi è più facile ricostruire la provenienza di oggetti dispersi in tutto il mondo, identificare i frammenti conservati nei musei e determinare la loro ubicazione originaria. Tuttavia, quando si affronta il tema del rimpatrio e della restituzione, è fondamentale ripensare i concetti di proprietà e conservazione e sviluppare soluzioni pratiche, che spesso comportano la creazione di copie sia digitali che fisiche.

 

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[accordion_entry title=”29 aprile | New methodologies for the digital analysis of cultural heritage”]

John Barrett, William Owen – The portable Selene Photometric Stereo System and its role in research strategies
Il sistema stereo-fotometrico Selene ha rivoluzionato il modo in cui studiosi, curatori, conservatori e restauratori affrontano la digitalizzazione di documenti, opere d’arte, collezioni di storia naturale e beni culturali. Quali nuove possibilità si aprono quando questa tecnologia diventa portatile, in grado di registrare immagini con una risoluzione di un miliardo di pixel per pollice quadrato?

Santiago del Bosque Arias, Lucía Pereira-Pardo – Combining photometric stereo data with hyperspectral imaging (RIS): a pilot scientific investigation
Per la prima volta, i dati 3D ad alta risoluzione provenienti dal Selene Photometric Stereo System sono stati combinati con immagini iperspettrali. Grazie all’identificazione dei pigmenti attraverso le loro “impronte digitali” spettrali uniche, questa integrazione apre nuove possibilità per lo studio del patrimonio culturale, senza mai toccare gli oggetti.

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Beyond Cinema

Terzo appuntamento dell’anno accademico 2025–2026 ARCHiVe Online Academy: il corso Beyond Cinema, curato da Sara Francesca Tirelli con Miriam De Rosa, indaga il rapporto tra archivi, post-produzione, intelligenza artificiale e nuove estetiche audiovisive, offrendo una prospettiva critica sul cinema e sulle pratiche visive contemporanee.

Il corso esplora l’evoluzione tecnologica delle pratiche artistiche e il nostro rapporto quotidiano con le immagini. Al centro delle due lezioni la costruzione e la rielaborazione di archivi, la cura dei dati e dei frammenti visivi, che diventano strumenti per osservare come le immagini nascono, circolano, si sedimentano e come la pratica artistica possa ancora aprire spazi critici dentro le tecnologie che le producono.

Il corso si tiene in italiano.

 

programma

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[accordion_entry title=”23 gennaio| Class 1″]
La prima lezione, a cura di Miriam De Rosa, amplia questa riflessione indagando il ruolo sempre più attivo dell’utente nella produzione e rielaborazione delle immagini, le estetiche nate dall’uso creativo delle interfacce digitali e il valore dell’archivio come luogo dinamico di riscrittura e reinterpretazione.
Insieme, le due lezioni di questo corso offrono una prospettiva articolata su come oggi le immagini nascono, circolano e si trasformano, aprendo un dialogo critico sulle possibilità e le sfide del beyond cinema.
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[accordion_entry title=”25 gennaio | Class 2″]
La seconda lezione, condotta dall’artista e regista Sara Francesca Tirelli, si concentra sull’analisi della sua ricerca e della sua pratica artistica, volta al superamento dei confini tra film, arti visive e tecnologie digitali, e su come i processi di cattura del reale, post-produzione e IA stiano riconfigurando l’idea stessa di film e di archivio visivo.
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Attrattori semantici, bias e creatività diffusa: immagini e autorialità nell’epoca dell’intelligenza artificiale

L’intelligenza artificiale sta trasformando radicalmente la produzione e la percezione delle immagini, sollevando nuove domande su autorialità, stile, originalità e responsabilità. A partire dall’analisi dei modelli generativi text-to-image e text-to-video, la lezione si articolerà lungo tre assi concettuali:

1. Il ruolo degli attrattori semantici, parole o concetti che guidano la generazione visiva agendo come poli gravitazionali di senso;

2. I bias etici ed estetici impliciti nei dataset e nei filtri algoritmici, inevitabili in quanto specchio dei nostri stessi pregiudizi;

3. La nozione di creatività diffusa, che decostruisce l’idea di autore come individuo isolato e riconosce la rete di attori – umani e non – coinvolti nella costruzione dell’immagine.

La lezione, a cura di Francesco D’Isa, intreccia prospettive filosofiche, semiotiche e tecniche, offrendo una riflessione critica e operativa su come usare consapevolmente questi strumenti, senza cedere né all’hype tecnologico né al rigetto aprioristico. Pensata per studiosi, artisti e operatori culturali, propone un cambio di sguardo: non chiedersi solo cosa fa l’IA, ma che cosa ci dice su come costruiamo oggi il senso, l’estetica e la memoria collettiva.

L’incontro si terrà in italiano.

Bringing Venice into Space

ARCHiVe Online Academy presenta un workshop intensivo di cinque giorni (30 ore), a cura di Matteo Tora Cellini del collettivo CamerAnebbia. Bringing Venice into Space propone un’esplorazione pratica e teorica dell’uso creativo delle tecnologie avanzate nelle installazioni interattive. I partecipanti esploreranno la progettazione di ambienti dinamici e narrazioni innovative, con particolare attenzione alla trasformazione dell’arte e dei contenuti culturali in esperienze accessibili e coinvolgenti.

Il lavoro si concentrerà su parte del patrimonio culturale digitalizzato della Fondazione Giorgio Cini e includerà una sessione di rilievo fotogrammetrico degli spazi e architetture della Fondazione, come pratica di osservazione, misurazione e lettura critica dello spazio. I dati raccolti diventeranno materia viva di un laboratorio progettuale volto a ridisegnare e reimmaginare le architetture, trasformando elementi reali in nuovi dispositivi narrativi. Obiettivo del workshop è sviluppare strategie creative per valorizzare gli spazi storici e culturali, sperimentando linguaggi che uniscono tecnologia, percezione e memoria dei luoghi.

Il workshop si terrà in lingua italiana e prevede un massimo di 15 partecipanti. La partecipazione è gratuita previa prenotazione, da effettuare entro le ore 23:59 (CET) del 13 gennaio 2026.

Ettore Sottsass, l’attività grafica. Una ricerca d’archivio

Ettore Sottsass. L’attività grafica. Una ricerca d’archivio è il quarto appuntamento dell’anno accademico 2025–2026 di ARCHiVe Online Academy, a cura di Fiorella Bulegato e Marco Scotti con Sergio Menichelli.

L’incontro metterà al centro un aspetto meno esplorato della figura e della carriera di Sottsass: la sua attività nel campo della grafica, approfondita nel volume in uscita Ettore Sottsass. L’attività grafica. Una ricerca d’Archivio (2025), a cura di Fiorella Bulegato e Marco Scotti. L’incontro vedrà gli autori in dialogo con Sergio Menichelli, visual designer, attivo negli anni Novanta all’interno dello studio Sottsass Associati e attento conoscitore della sua pratica.
Durante l’incontro verrà quindi presentata la ricerca che ha portato alla realizzazione del volume, promossa dall’Università Iuav di Venezia e dalla Fondazione Giorgio Cini. Partendo dall’archivio e mettendo in relazione materiali, connessioni e rimandi con altri fondi e patrimoni, gli autori illustreranno il percorso che li ha condotti a concentrarsi sull’attività di progettazione grafica di Sottsass, probabilmente l’ambito meno noto all’interno dell’ampissimo corpus di lavori del celebre architetto e designer. La voce di Menichelli offrirà l’opportunità di approfondire il lavoro grafico dell’architetto dal punto di vista di chi ha lavorato al suo fianco e ha sperimentato in prima persona il personale approccio progettuale dell’architetto.

L’incontro si terrà in italiano.

Contrastare l’eclisse delle memorie sonore: workshop di digitalizzazione e conservazione di documenti audio

Il Centro Digitale ARCHiVe della Fondazione Giorgio Cini, in collaborazione con il il Centro di Sonologia Computazionale (CSC) del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DEI) dell’Università di Padova, presenta Contrastare l’eclisse delle memorie sonore: workshop di digitalizzazione e conservazione di documenti audio, workshop dedicato alle metodologie scientifiche, tecnologie e agli standard internazionali per il restauro, la conservazione attiva e la digitalizzazione dei documenti sonori.
Questo programma intensivo di tre giorni sull’Isola di San Giorgio Maggiore introdurrà i partecipanti agli aspetti storici e tecnici dei supporti sonori, ai principi della conservazione audio e alle metodologie per la loro digitalizzazione e restauro. Alternando lezioni teoriche e sessioni pratiche, il workshop affronterà la preparazione e la riparazione dei supporti, le tecniche di conversione analogico-digitale, la creazione di metadati e le buone pratiche per la conservazione digitale a lungo termine.
Attraverso un approccio learning-by-doing, i partecipanti lavoreranno direttamente con attrezzature e flussi di lavoro, acquisendo competenze teoriche e pratiche nella digitalizzazione e nella salvaguardia del patrimonio sonoro.

Il workshop è rivolto a un gruppo selezionato di partecipanti (studenti e professionisti con diversi background) che avranno l’opportunità di apprendere e interagire direttamente con il team del CSC.
L’alloggio per due notti presso la Residenza del Centro Vittore Branca sull’Isola di San Giorgio Maggiore, il pranzo del primo giorno e un pass ACTV per gli spostamenti all’interno della laguna per tutta la durata del workshop sono inclusi nella quota di partecipazione. Al termine del workshop verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Il workshop si terrà in italiano.

Termine per la presentazione delle domande: 9 novembre 2025

    Casanova Expanded

    Casanova Expanded è una video installazione realizzata da Sara Francesca Tirelli in collaborazione con il Centro Digitale ARCHiVe della Fondazione Giorgio Cini, con Hiroaki Yamane. L’artista ha utilizzato il patrimonio digitale di collezioni d’arte, archivi fotografici e documentali, libri e oggetti antichi, elaborando, anche con l’AI, oltre un terabyte di dati. I viaggi di Casanova in Europa sono il fil rouge che si snoda attraverso una mappa digitale, amplificata con i tableaux vivants, che ritraggono i luoghi della sua biografia, gli interessi, gli incontri e le visioni dell’epoca. 

    L’installazione è ispirata al pre-cinema e alle tradizioni delle lanterne magiche settecentesche che si connettono alla dimensione esoterica che affascinava Casanova e il suo tempo. Elaborando immagini d’archivio con AI e gaussian splatting, ritratti e illustrazioni di libri di pirotecnica e di elettrismo, di astrologia, matematica e Cabala, Tirelli ci accompagna dentro al Settecento, negli anfratti nascosti di una cultura esplosiva e non convenzionale.

    Il film è stato realizzato per Casanova e l’Europa. opera in più atti, progetto espositivo della Fondazione Giorgio Cini con la collaborazione per gli allestimenti scenografici della Fondazione Teatro La Fenice di Venezia.

     


    Casanova Expanded by Sara Francesca Tirelli

    Centro Digitale – ARCHiVe

    RESPONSABILE
    Chiara Casarin

    Compositional Interface

    Hiroaki Yamane, artista digitale e ricercatore, presenta Compositional Interfaces: Navigating Digital Archives through Art, secondo appuntamento dell’anno accademico 2025–2026 di ARCHiVe Online Academy.

    La lecture affronta un paradosso centrale della conservazione digitale: mentre cresce in modo esponenziale la nostra capacità di acquisire e archiviare dati e immagini, sembra diminuire la possibilità di entrare realmente in relazione con collezioni sempre più vaste. In questo scenario, Yamane presenta il concetto di Compositional Interfaces: framework computazionali che trasformano gli archivi digitali in materiali vivi per la sperimentazione e l’espressione artistica.

    Attraverso una selezione di prototipi e ricerche, saranno esplorati approcci innovativi alla fruizione e rielaborazione dei contenuti culturali digitali. Tra questi, l’estrazione semantica applicata a oltre 20.000 immagini della Fototeca della Fondazione Giorgio Cini, che consente di navigare i contenuti come paesaggi visivi, e un progetto dedicato alla figura di Giacomo Casanova, sviluppato con l’artista Sara Francesca Tirelli, in cui tecniche come Gaussian Splatting, depth estimation e LLM vengono impiegate per generare nuove narrazioni a partire da materiali d’archivio. Superando la semplice organizzazione per categorie, queste interfacce valorizzano ambiguità, associazioni inattese e percorsi di senso alternativi, aprendo una riflessione sulle possibilità creative offerte dal patrimonio culturale digitale.

     

    La conferenza si terrà in inglese.
    Accesso libero previa prenotazione.