Istituto Musica Comparata Archives - Pagina 4 di 18 - Fondazione Giorgio Cini

Music, Archives and Politics in East and West Berlin since 1963: Cosmopolitan, International, Global

Il convegno è organizzato congiuntamente dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini e da diverse istituzioni berlinesi: Humboldt Universität; Stiftung Humboldt Forum; Ethnologisches Museum; Staatliches Institut für Musikforschung; Universität der Künste.

Il convegno si propone di approfondire il ruolo della musica al tempo della divisione di Berlino e dell’Europa durante la guerra fredda. In particolare, intende riunire studiosi e testimoni di quell’epoca per valutare
come, oltre le divisioni, entrambi i blocchi perseguissero una prospettiva cosmopolita e su come la diffusione delle diverse musiche del mondo abbia influito sulle dinamiche culturali e politiche di quel tempo.
Un ruolo importante svolse in quegli anni l’International Institute for Traditional Music (IITM), attivo dal 1963 al 1994 (le date prese in considerazione dal convegno). La fondazione dell’IITM – istituto gemello dell’Istituto
Interculturale di Studi Musicali Comparati veneziano – ad opera dell’indologo e ricercatore musicale Alain Daniélou con i fondi della Fondazione Ford è avvenuta in un contesto politico-culturale caratterizzato
dal conflitto Est-Ovest. Tale contesto sarà oggetto di riflessione mettendo al centro la particolare situazione di Berlino e valutando come la musica abbia costituito tanto elemento di divisione quanto di connessione, contribuendo a costruire originali percorsi a volte condivisi in un periodo di profonda divisione, riconsiderando il loro lascito culturale.
L’evento, che include anche appuntamenti spettacolari, costituisce un ideale seguito del convegno organizzato alla Fondazione Giorgio Cini nel 2019 in collaborazione con la Stiftung Humboldt Forum, sugli stessi temi.

 

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Incontro e concerto con Yair Dalal

6 marzo, h 18

Teatro Ca’ Foscari, Santa Marta, Venezia

La musica come strumento di pace 

Incontro con Yair Dalal coordinato da Giovanni De Zorzi

 

7 marzo, h 18

Fondazione Giorgio Cini, Venezia

Baghdad-Jerusalem
Music and songs from Jewish Babylonian heritage

Concerto di Yair Dalal, voce, ‘ud e violino

 

L’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati ha invitato a Venezia per un doppio appuntamento, Yair Dalal, virtuoso interpret, suonatore di ‘ud e di violino e compositore, specializzato nel repertorio musicale, strumentale e cantato, della tradizione ebraico-irachena. La famiglia di Dalal è arrivata in Israele da Baghdad e le radici irachene sono parte importante del suo progetto musicale. Dalal, nato in Israele nel 1955, ha sviluppato uno stile musicale composito nel quale si possono ritrovare elementi della musica classica europea, del jazz, della musica araba. Affianca l’attività di musicista alla ricerca e l’impegno per preservare il patrimonio musicale iracheno ebraico-babilonese e anche, a seguito di un periodo nel quale è vissuto in un kibbutz nel deserto di Arabah nel sud di Israele al confine con la Giordania, la tradizione musicale dei beduini del deserto del Sinai.

L’insediamento di comunità ebraiche nell’area dell’attuale Iraq, dove sorgeva Babilonia risale a oltre 2.500 anni, nel VI secolo avanti Cristo a seguito della distruzione del primo Tempio a Gerusalemme da parte di Nabuccodonosor II. Anche dopo la conquista persiana di Babilonia, nonostante gli ebrei fossero liberi di tornare nella madrepatria, molti rimasero, fondando una importante comunità che ha convissuto con altre in quella regione fino ai primi anni Cinquanta quando, alla fine del controllo inglese e la contestuale nascita dello stato dell’Iraq, un decreto permise agli ebrei che lo desideravano di trasferirsi nello stato di Israele appena fondato. In quella occasione oltre 100.000 ebrei iracheni approfittarono di quella opportunità. Con loro portarono tradizioni musicali che oramai sono pressoché dimenticate sia in Iraq che anche nello stesso Israele. Tra queste i canti sacri e inni denominati shbahoth, canti per i pellegrinaggi (ziyyara) come anche musiche vocali e strumentali profane basate sul sistema musicale arabo dei maqam che maestri ebraico-iracheni componevano ed eseguivano nei ritrovi e nelle feste in Iraq, così come alla radio. Dalal ha appreso questi repertori da alcuni importanti esponenti di questa tradizione e si impegna a farli vivere e rivivere nei suoi lavori.

Il concerto, ispirato dalla tradizione musicale ebraico-irachena nella quale Yair Dalal è cresciuto e dalle atmosfere sonore del deserto, proporrà canti sacri, musiche liturgiche, canti profani, alcuni dei quali in aramaico, ed anche sue composizioni originali.

 

Yair Dalal è un importante attivista per la pace, impegnato a costruire un ponte di comprensione e creatività tra culture diverse. Tra i suoi numerosi sforzi per promuovere la pace tra arabi e israeliani, Dalal ha scritto realizzato un album intitolato ‘Inshallah Shalom’. È stato in tournée con un gruppo di musicisti palestinesi, ma quando è iniziata la seconda intifada è stato vietato loro di viaggiare assieme. Nel 1994 si è esibito al concerto di gala della cerimonia per il Premio Nobel per la Pace, assegnato unitamente a Yitzhak Rabin, Shimon Peres e Yasser Arafat. L’incontro-intervista, organizzato con la collaborazione del Dipartimento di Studi di Filosofia e Beni Culturali e il Teatro Ca’ Foscari, coordinato da Giovanni De Zorzi, è un’occasione per approfondire questo suo percorso.

 

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Sguardi Musicali: rassegna di film etnomusicologici

Seminario e anteprima del film vincitore della Borsa Carpitella 2022
 

Il seminario e la proiezione dei film sono parte di una più ampia iniziativa denominata Sguardi Musicali: progetti di etnomusicologia audiovisiva, avviata nel 2018 dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini di Venezia con l’obiettivo di promuovere attività di formazione e sostegno alla produzione nell’ambito dell’etnomusicologia audiovisiva e multimediale.

 

L’edizione di quest’anno prevede un seminario al mattino destinato agli studenti dell’Università Ca’ Foscari sul tema “Filmare il rito”, che vede la partecipazione di antropologi, etnomusicologi e filmmakers. Nel pomeriggio, è prevista la presentazione di tre film documentari, tra cui il film della vincitrice della Borsa Carpitella 2022 in anteprima assoluta. L’incontro è aperto al pubblico.

 

 

Programma

 

Seminario
Filmare il rito
10:30-13:00

Rivolto agli studenti universitari

 

Partecipano: Giovanni Giuriati, IISMC Fondazione Giorgio Cini; Valentina Bonifacio, Università Ca’ Foscari Venezia; Giovanni De Zorzi, Università Ca’ Foscari Venezia; Shan Du (Borsa Carpitella 2022), Università degli Studi di Milano; Marco Lutzu, Università degli Studi di Cagliari; Jasmine Pisapia, McGill University, Montreal e Università Ca’ Foscari Venezia; Nicola Scaldaferri, Università degli Studi di Milano; Simone Tarsitani, Durham University.

 

Proiezioni
15:00-18:00

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 

Gũlā: Music of a Sacred Time, Remigiusz Sowa (regista), Anna Sowa (produttore), e Richard Widdess (musicologo), 2022, 14’

 

Gũlā: Music of a Sacred Time è nato dalla collaborazione tra Chouette Films (http://chouettefilms.co.uk), gestita dai due registi Remi e Anna Sowa, e l’etnomusicologo Richard Widdess. Il cortometraggio presenta due diverse tradizioni musicali Newar nell’antica città reale di Bakhtapur, in Nepal: il canto devozionale dāphā e uno stile di musica processionale eseguito durante il festival buddista del Pancadān. Girato in uno stile drammatico che evoca l’atmosfera e la potenza religiosa della città vecchia attraverso colori vividi, illuminazione contrastante ed effetti in slow motion, il film combina le riprese delle esibizioni musicali con i commenti di due intervistati: un uomo di 70 anni di nome Panchalal, esponente di spicco del tamburo dāphā, e una donna di 19 anni di nome Vishakha, che si esibisce nella processione del festival. L’attenzione per il punto di vista di questi due musicisti sul significato e la sostenibilità delle loro tradizioni riflette l’obiettivo dichiarato dei registi di incoraggiare la partecipazione della comunità e di attivare il potenziale del cinema per valorizzare le comunità emarginate e il loro patrimonio culturale.

 

 

Dance for the dead of Bhaktapur, Gert-Matthias Wegner, 1989, 20’

 

Questo documentario è stato registrato e montato nel 1989 in collaborazione con World View Nepal, la prima équipe video nepalese ad utilizzare l’UMATIC Highband, una tecnologia goffa rispetto a quella di cui disponiamo oggi. Il film nasce da un lavoro del regista di ricerca sul campo a Bhaktapur, iniziato nel 1983, svolto dopo aver completato diversi apprendistati locali di tamburo, imparato la lingua locale Newari e partecipato ai rituali della città come tamburino. Il focus del film è la festa annuale della mucca Sāpāru (in nepalese: gāī jātrā). Durante questa festa, le famiglie che hanno subito un lutto preparano l’effigie di una mucca e la portano lungo il percorso della processione, mentre parenti e amici ballano la tipica danza del bastone davanti alla mucca che conduce l’anima defunta in paradiso. Tutto ciò avviene non in uno spirito di lutto, ma di gioiosa realizzazione e con sfumature erotiche che evidenziano come la sessualità sia un antidoto contro la morte. Nella settimana successiva alle processioni delle mucche, la gente si esibisce in varie danze mascherate, tra cui la Bhaila pyākhã dei vasai di Bhaktapur.  

 

Devagan, Shan Du, 2023, 75’
anteprima alla presenza della regista

 

Il devagan in lingua newari indica un gruppo di persone che incarna le divinità. Il film racconta le performance rituali delle Nava Durgā, una tradizione hindu del popolo Newar di Bhaktapur (Nepal). Fin dal 1512, un gruppo di uomini della sub-casta Banmālā incarna le nove (nava) manifestazioni della dea Durgā. I riti si svolgono ogni anno, in diversi luoghi della Valle di Kathmandu, lungo un arco temporale di circa nove mesi, che corrisponde al ciclo vitale delle Nava Durgā: esse infatti (ri)nascono durante il festival Dasain, a ottobre, e muoiono nel giorno di Bhagasti, nel giugno dell’anno successivo. 

I protagonisti del film sono tre devagan di diverse generazioni, appartenenti alla stessa famiglia. Il nonno, Indra Bahadur Banmālā, è il leader della comunità che detiene il controllo dei rituali; egli racconta il mito di origine delle Nava Durgā, che si attualizza poi attraverso le performance del genero, Narayan Prasad Banmālā, e del nipote, Laxmi Prasad Banmālā, due devagan oggi in piena attività. Dai racconti dei tre devagan e dalle immagini emergono temi come l’attualità della performance delle Nava Durgā, la trasmissione della tradizione e le sfide affrontate dai devagan della nuova generazione.

Nel film, oltre al rito, viene raccontata anche parte della vita quotidiana della famiglia, attraverso le immagini girate nel corso della ricerca (2017-2023).

 

L’evento è realizzato grazie alla collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia e CFZ – Cultural Flow Zone.

 

Musica sacra armena con il Coro Saghmosergu

Sabato 9 settembre, l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati, in collaborazione con la Congregazione Armena Mechitarista di Venezia e l’Abbazia di San Giorgio Maggiore – Benedicti Claustra onlus, presenta un concerto di musica sacra armena, organizzato nell’ambito delle celebrazioni per l’850° anniversario della morte di San Nerses Shnorali, il Grazioso (1102- 1173), Catholicos degli Armeni, tra i più eminenti personaggi del panorama spirituale, culturale e anche musicale della realtà armena.

Si tratta di una commemorazione particolarmente significativa per la comunità armena internazionale, inserita anche nel programma celebrativo dall’Unesco per l’anno 2022-2023.
Per l’occasione è stato invitato a San Giorgio il Coro Saghmosergu, diretto dal maestro Vahé Begoyan e composto da quindici cantori.
Il coro eseguirà in tre parti distinte dei brani redatti da San Nerses a metà del XII secolo. La prima parte sarà dedicata ai canti del Breviario, nella seconda parte si presenteranno i canti composti per la Santa Messa e nella terza parte i canti dell’Innario liturgico armeno. Ciascuna parte sarà introdotta da un breve intervento del Professor Mher Navoyan, musicologo- medievalista, del Conservatorio Statale “Komitas” a Yerevan, Capo del dipartimento di musica popolare dell’Istituto delle Arti dell’Accademia Nazionale delle Scienze della Repubblica dell’Armenia.

 

Il concerto, nella cornice della Basilica di San Giorgio Maggiore, inizia alle ore 18 ed è a ingresso libero.

 

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Musica indiana con Manjiri Asanare Kelkar, canto khyal

Concerto

7 luglio ore 18, Fondazione Giorgio Cini, Sala degli Arazzi

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

 

Manjiri Asanare Kelkar, voce
Nitin Ware, tabla
Dnyaneshwar Sonawane, harmonium

 

Per questo appuntamento con la musica colta sud-asiatica, l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati ha invitato la cantante indiana Manjiri Asanare Kelkar, una delle maggiori esponenti contemporanee di khyal, il genere vocale classico dell’India del Nord oggigiorno più diffuso.

 

Il khyal (il cui nome, derivato dal persiano, si può tradurre con “immaginazione”) pone l’enfasi sulla abilità creativa da parte del cantante di improvvisare melodie basate sui raga, le strutture modali della musica classica indiana. La formazione di Manjiri è iniziata sotto la guida di suo padre, il noto tablista Anand Asanare, per poi continuare con Madhusudan Kanetkar, raffinato esponente della scuola stilistica di Jaipur, e – piu’ di recente – con la celebre cantante Kishori Amonkar.

 

In questa sua prima performance in Italia, Manjiri Asanare Kelkar sarà accompagnata – come è consueto nel khyal – da un suonatore di harmonium e, alle percussioni, da un tablista.

 

A precedere il concerto, il 6 luglio, si organizza un incontro di approfondimento scientifico durante il quale, in diretta streaming, Laura Leante, docente di etnomusicologia alla Durham University intervisterà Manjiri Asanare Kelkar sulla pratica del canto indiano khyal nella tradizione di Jaipur.

 

Scarica la locandina dell’evento

Musica persiana con Dariush Talai, Pejman Tadayon, Hamid Mohsenipoor

L’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati organizza un concerto venerdì 31 marzo alle ore 18 dedicato alla musica classica persiana in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell’Università Ca’ Foscari Venezia. Per l’occasione torna ad esibirsi a San Giorgio il musicista Dariush Talai, già invitato nel 2001 insieme al maestro Djamchid Chemirani, questa volta accompagnato dai musicisti Pejman Tadayon al ‘ud e Hamid Mohsenipoor alle percussioni.

 

Dariush Talai è il principale esponente contemporaneo della tradizione classica persiana degli strumenti tar e setar. Riconosciuto internazionalmente come tra i più virtuosi maestri della musica tradizionale, Talai ha partecipato a numerosi concerti, festival, trasmissioni e registrazioni discografiche. Oltre all’aspetto performativo, Talai ha insegnato presso l’Università e il Centro per la Conservazione della musica tradizionale di Teheran e presso il Centre d’Études de Musique Orientale (C.É.M.O.) di Paris-Sorbonne. La ricerca è parte integrante della sua attività, è infatti autore di uno studio sui sistemi modali delle tradizioni irano-arabe-turche presso l’Université de Paris X-Nanterre.

 

Il concerto sarà preceduto il 30 marzo pomeriggio da un incontro di approfondimento dal titolo “L’eredità, l’estetica e il presente del radīf persiano” a cura di Giovanni De Zorzi che intervisterà il Maestro Talai. L’appuntamento, in diretta streaming, permetterà di approfondire diversi aspetti delle pratiche musicali improvvisate e del repertorio classico del radīf persiano che si ascolterà al concerto.

 

L’ingresso al concerto, previsto in Sala degli Arazzi alle ore 18, è libero fino ad esaurimento posti.

Musica Sámi | Yoiking in Honor of Venice

Yoiking in Honor of Venice 

 

Ánde Somby, yoiker
Sara Marielle Gaup Beaska
, yoiker
Máret Áile Gaup Beaska
, yoiker

 

Concerto

20 ottobre, 2022, ore 17

Auditorium “Lo Squero”

Isola di San Giorgio Maggiore

Venezia

 

L’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati, in collaborazione con “The Sámi Pavilion”,  parte della 59. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia, commissionato dall’Office for Contemporary Art Norway (OCA), presenta un concerto di yoik eseguiti da tre yoiker tradizionali Sámi di Norvegia. L’evento è a cura di Nicola Renzi.

 

Tra le popolazioni indigene Sámi che abitano la costa, la tundra e le immense foreste boreali dell’Artico europeo, lo yoik è una pratica vocale ancestrale attraverso cui si commemorano persone, si evocano luoghi, animali e altri elementi del paesaggio naturale. Gli yoik hanno diverse funzioni che si articolano tanto sul piano sociale, quanto su quello cosmologico ed ecologico. Uno yoik, per esempio, può essere un dono effettuato da chi crea il canto al soggetto da esso evocato, mentre nella ritualità indigena lo yoik possiede rilevanti implicazioni sciamaniche legate alla metamorfosi sonora tra umano e non-umano. Al contempo, stando alla cosmologia Sámi, quella dello yoik non è una pratica espressa esclusivamente dall’Uomo: i Sámi ascoltano lo yoik anche nella voce dei fiumi e degli uccelli, del vento e delle montagne del Sápmi, il territorio ancestrale dei Sámi che si estende nelle regioni artiche di Norvegia, Svezia, Finlandia e Russia (Penisola di Kola).

 

Nel 2022, il Padiglione dei Paesi Nordici della Biennale di Venezia è stato trasformato nel Padiglione Sámi, con un’esposizione interamente dedicata all’arte e alla cultura indigena del popolo Sámi. Per celebrare questo importante e inedito riconoscimento, nonché l’accoglienza ricevuta, il celebre yoiker Ánde Somby ha creato un luohti (la melodia dello yoik) che non solo è simbolo del legame tra la comunità artistica Sámi e la città di Venezia, ma commemora anche la singolarità di questo luogo e il suo ruolo centrale nell’interculturalità europea e globale. Lo “yoik di Venezia” sarà eseguito in apertura del concerto attraverso un’ufficiale cerimonia di donazione musicale alla Città e verrà, in seguito, conservato negli archivi dell’IISMC.

 

Alla donazione seguirà un concerto nel quale la pratica vocale dello yoik verrà proposta nella sua forma più tradizionale. Ánde Somby si esibirà in un ciclo di yoik intitolato “The animals inside the human and the human outside the animals”. Attraverso l’esecuzione di uno specifico repertorio dedicato all’evocazione degli animali della tundra, verrà introdotta la funzione sciamanica dello yoik e saranno commentate le relazioni ecologiche e cosmologiche tra uomo e animale nel pensiero Sámi.  Alla performance di Ánde Somby seguirà quella di Sara Marielle Gaup Beaska, che – insieme a sua figlia Máret Áile Gaup Beaska – presenterà un repertorio di luohti volti a illustrare lo yoik come “arte del ricordare” in relazione a persone, villaggi, paesaggi del Sápmi.

 

Il concerto è aperto al pubblico. E’ richiesta la registrazione.

E’ possibile registrarsi a questo link

The Eranos Experience: Spirituality and the Arts in a Comparative Perspective

Il Convegno è organizzato dal Centro Studi di Civiltà e Spiritualità Comparate, dall’Istituto di Musica, dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati della Fondazione Giorgio Cini e dal Center for History of Hermetic Philosophy and Related Currents (HHP) dell’Università di Amsterdam.
I colloqui di Eranos furono organizzati ad Ascona dall’attivista, pittrice e ricercatrice olandese Olga Fröbe-Kapteyn a partire dal 1933, su ispirazione di Rudolf Otto e Carl Gustav Jung. Gli incontri riunirono alcune tra le menti più stimolanti dell’epoca che si confrontarono su argomenti quali la spiritualità, il misticismo, il mito e la simbologia, nell’intento di opporsi a quella che veniva percepita come una secolarizzazione inarrestabile. Il focus della conferenza verterà sull’eredità di Eranos riguardo le scienze sociali e umane e le arti performative e figurative, in particolare sulla musica, la danza, il teatro e la pittura. L’evento sarà arricchito da un concerto del mdi ensemble che suonerà le composizioni di Renato de Grandis, di Ernesto Rubin de Cervin e di Giacinto Scelsi presso l’Auditorium “Lo Squero”.

 

 

Scarica il programma del convegno The Eranos Experience

 

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Sguardi Musicali: rassegna di film etnomusicologici

Sguardi Musicali: rassegna di film etnomusicologici
a cura di Giovanni Giuriati, Marco Lutzu e Simone Tarsitani

 

Seminario e anteprima dei film dei vincitori della Borsa Carpitella 2020 e 2021
1 dicembre 2022 CFZ – Cultural Flow Zone
Zattere al Pontelungo, Dorsoduro 1392

 

Il seminario e la proiezione dei film sono parte di una più ampia iniziativa denominata Sguardi Musicali: progetti di etnomusicologia audiovisiva, avviata nel 2018 dall’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati che prevede attività di formazione, promozione e sostegno alla produzione nell’ambito dell’etnomusicologia audiovisiva e multimediale.

 

L’edizione di quest’anno prevede la presentazione, aperta al pubblico, di due film in anteprima assoluta e un incontro di riflessione sul tema della fiction in etnomusicologia audiovisiva, destinato agli studenti dell’Università Ca’ Foscari, con la partecipazione di antropologi, etnomusicologi e filmmakers.

 

Programma

 

Seminario
Fiction ed etnomusicologia audiovisiva
10:00-13:00

Indirizzato agli studenti universitari

 

Partecipano: Giovanni Giuriati, IISMC Fondazione Giorgio Cini; Valentina Bonifacio, Università Ca’ Foscari Venezia; Giovanni De Zorzi, Università Ca’ Foscari Venezia; Marco Lutzu, Università degli Studi di Cagliari; Simone Tarsitani, Durham University; Silvia Paggi, Université Côte d’Azur; Raffaele Pinelli, Université Côte d’Azur.

 

Borsa Carpitella: Petr Nuska, PhD, Durham University; Daniele Zappatore, dottorando, Università ‘La Sapienza’ di Roma; Shan Du, dottoranda, Università di Bologna.

 

Proiezioni
15:00-18:00

Aperte al pubblico. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

 

Hopa lide, di Petr Nuska (2022) 90 min (circa)
alla presenza del regista

 

Chi sono i musicisti romanì? Misteriosi depositari di atmosfere carnevalesche, con la musica nel sangue e con un talento speciale per far cantare e ballare la gente? Oppure si tratta di un grande mito? Il documentario Hopa lide affronta la questione in modo non ortodosso. Ognuno dei suoi tre capitoli rappresenta la collaborazione tra un antropologo ceco e i musicisti rom slovacchi impegnati nella produzione di un video musicale. Lo sguardo mobile della videocamera ci trasporta all’interno di scene sul palco e nel backstage delle esibizioni, ma anche alla scoperta di momenti intimi che svelano le difficoltà quotidiane e i sogni segreti dei musicisti. Il film sfida molti preconcetti sulla musica gitana, ma anche sulla musica e sul popolo rom in genere.

 

CArang pring wuLUNG: The Journey of a Bamboo Gamelan Maestro, di Daniele Zappatore (2022) 63 min
alla presenza del regista

 

CArang pring wuLUNG è un documentario etnomusicologico sui gamelan calung, ensemble di xilofoni in bambù tipici del distretto di Banyumas (Giava Centrale). Questa pratica è raccontata dalla prospettiva di Darno, un esperto musicista, compositore e docente presso l’ISI di Surakarta – la più importante accademia artistica giavanese –, attivamente impegnato nella promozione, nella divulgazione e nell’innovazione della musica calung. Nel film, strutturato in quattro capitoli, Darno ripercorre la sua crescita artistica e professionale, metaforicamente associata al ciclo vitale di una pianta; il suo racconto serve da punto di partenza per investigare le principali caratteristiche della musica calung, descritte con l’ausilio di animazioni grafiche innovative e trascrizioni in tempo reale.

La costituzione del Fondo Conati: tutela e valorizzazione delle registrazioni inedite di Marcello Conati conservate alla Fondazione Giorgio Cini

Il Fondo Marcello Conati che si intende costituire con questo progetto consiste in un importante nucleo di registrazioni su nastro magnetico, in gran parte inedite, di canti popolari delle province di Verona, Parma e Reggio Emilia registrate sul campo all’inizio degli anni Settanta dal musicista e musicologo Marcello Conati. In particolare, la raccolta relativa al Veneto di questo fondo è formata da 35 nastri magnetici contenenti registrazioni realizzate principalmente nei comuni di Fumane, Zevio, Ferrara di Monte Baldo, Lazise, Sant’Anna d’Alfaedo, San Bonifacio, Negrar e Marano di Valpolicella. Il contenuto sonoro di tale raccolta è da considerarsi di grande valore in quanto preziosa testimonianza di espressioni della musica di tradizione orale e della cultura popolare veneta, alcune delle quali ormai scomparse. Grazie al rinnovato contributo e alla collaborazione fra la Regione del Veneto e la Fondazione Giorgio Cini, avviatasi nel 2021, l’Istituto Interculturale di Studi Musicali Comparati ha avviato quest’anno un progetto di tutela, valorizzazione e promozione della conoscenza di questo fondo musicale, conservato presso il proprio archivio attraverso la sua digitalizzazione, archiviazione e pubblicazione nel catalogo digitale dell’archivio, a cura di Costantino Vecchi.
L’incontro pubblico sarà un’occasione per presentare i risultati del progetto, per riflettere sulla potenzialità di ulteriori ricerche e sul possibile sviluppo di ulteriori progetti di valorizzazione e restituzione da concordare con i protagonisti della ricerca. 

 

Ore 16

 

Intervengono:

 

Renata Codello
Segretario Generale, Fondazione Giorgio Cini

 

Arianna Bernardi
Direttore, U.O. Attività Culturali e Spettacolo, Regione del Veneto

 

Francesca Scatto
Consigliere Regionale, Presidente della Sesta commissione consiliare permanente

 

Teresa Camellini

Istituto Memoria & Durata

 

Giovanni Giuriati

Direttore IISMC, Fondazione Giorgio Cini

 

Costantino Vecchi

Archivio IISMC, Fondazione Giorgio Cini

 

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