Cassone nuziale
L’opera, di manifattura fiorentina risalente all’ultimo quarto del XIV secolo, è realizzato in legno di pioppo e misura 52 × 144 × 58,5 cm.
Il coperchio è leggermente bombato e rinforzato da giri di piastre metalliche che suddividono il fronte in cinque specchiature. Ognuna di esse contiene due scene sovrapposte eseguite a leggero rilievo, che si alternano tra loro su campi di colore rosso e di colore blu. Le scene decorate riprendono alcuni temi codificati dalla tradizione cortese e assai diffusi nell’iconografia di ambito matrimoniale. Si possono osservare il giovane e la dama ai lati della Fontana d’Amore e poi il cavaliere coronato a cavallo, ora con il frustino, ora con lo scettro.
Ai lati della serratura centrale, due scudi con armi di famiglia: uno purtroppo illeggibile, l’altro invece è identificabile con lo stemma della famiglia Del Riccio, a confermare la paternità fiorentina dell’opera. I lati brevi del forziere sono invece impreziositi da motivi floreali, sempre a leggero rilievo e su fondi rossi alternati a fondi blu. Sul coperchio si notano infine tracce dell’antica decorazione a pastiglia.
Il restauro, che si è concluso nel 2025, è stato realizzato grazie al supporto di Save Venice Inc. e Christopher Todd Page, sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Venezia e e condotto da Stefania Sartori.
LA STORIA
È entrato nelle Collezioni Cini, proveniente dalla raccolta di Anna Maria di Bosco fino al 1940, per essere quindi collocato presso il Castello di Monselice. Successivamente, è rimasto nella Galleria di Palazzo Cini a San Vio, presso la Sala dei Primitivi.
IL RESTAURO
In fase di analisi, sono state registrate alcune zone danneggiate, in particolare sul coperchio e la base, a causa di un notevole attacco xilofago. Oltre alla presenza di grossi chiodi metallici degradati, con la conseguente perdita di materiale ligneo, altre problematiche riguardavano la parte della pellicola pittorica e varie lacune occultate da grossolane stuccature e da ritocchi pittorici ormai alterati.
Alle fasi di disinfestazione, risanamento e consolidamento delle parti lignee e metalliche compromesse e degradate, sono seguite una fase molto complessa di pulitura superficiale che ha rimosso tutte le vernici manutentive e i ritocchi alterati, senza intaccare la ricostruzione di primo novecento in quanto eseguita in modo eccellente; quindi l’intervento di ritocco e calibratura cromatica e la verniciatura finale. Operazioni precedute da opportune analisi stratigrafiche, finalizzate a determinare anche la composizione dei pigmenti, dei leganti e le ricostruzioni.

Manifattura fiorentina, Cassone nuziale (Amanti alla fontana d’Amore e cavalieri), Ultimo quarto del XIV secolo, Palazzo Cini. La Galleria.