Istituto di Storia dell'Arte Archives - Pagina 3 di 31 - Fondazione Giorgio Cini

Martha Jungwirth “Herz der Finsternis”

Il catalogo della mostra personale di Martha Jungwirth, allestita a Palazzo Cini, curata da Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini e realizzata con il supporto di Thaddaeus Ropac Gallery, presenta nuove opere dell’artista austriaca. Nel corso di sei decenni di carriera, Jungwirth ha forgiato un approccio singolare all’astrazione che è radicato nel corpo e nelle osservazioni ravvicinate del mondo circostante. L’artista si ispira a “pretesti” per creare i suoi dipinti vivaci ed espressivi. Nel caso di Herz der Finsternis, Jungwirth prende in prestito il titolo della novella omonima di Joseph Conrad del 1899 come punto di partenza per il suo recente corpus di opere.

«Saggi e Memorie di storia dell’arte» 47

SOMMARIO

  • Fernando Rigon Forte, Animali di stagione Anne Markham Schulz, Paolo Stella Milanese and the Prague Belvedere Claudia Bissolati, The gems of book 49 in Ligorio’s Antichità di Roma
  • Flavia Cristalli, La decorazione cinquecentesca del salone d’onore di palazzo Albergati a Bologna: il fregio con le Storie di Annibale e la tela di Bartolomeo Cesi
  • Elisa Perina, “Variati e bizzarri novissimi pensieri”: un’iconografia  mitologica di Francesco Albani da Le Imagini de i dei degli Antichi di Vincenzo Cartari
  • Gianluca Bocchi, Modelli iconografici di Carl Ruthart in dipinti di Cornelis Dusman e di Pieter Mulier detto il Cavalier Tempesta
  • Chiara Travisonni, Benigno Bossi e le stampe di riproduzione dai disegni di Parmigianino nel Settecento
  • Fausto Minervini, Nuove notizie e documenti sui Degas di Napoli
  • Francesco Lovino, Battaglie ravennati, II. Dispute attorno alla definizione dell’architettura ravennate dell’alto medioevo negli studi novecenteschi (1921-1942)
  • Benedetta Casini, Lucio Fontana fra Rosario e Buenos Aires: gli anni venti e gli anni quaranta
  • Valentina Raimondo, Giacomo Manzù, la scultura a sbalzo e due inediti per l’Università di Padova
  • Camilla Pietrabissa, Due temi di storiografia della veduta veneziana nella mostra I Vedutisti veneziani del Settecento del 1967
  • Ernesto Damiani, Irene Quarantini, Alessia Castellani, L’arte astratta e moderna come pittura diegetica nei film di Alberto Sordi

«Arte Veneta» 80/2023

«Arte Veneta» 80/2023
a cura dell’Istituto di Storia dell’Arte

 

Elena Khalaf, “Veni sponsa Christi, accipe coronam”: ipotesi sull’ubicazione originaria, sulla funzione e sulla committenza del polittico di Santa Chiara di Paolo Veneziano

Laura Zabeo, Rovesciare l’antico. Disegni di una silloge numismatica del Quattrocento

Emanuele Castoldi, Uno scolaro di Giovanni Bellini: Nicolò Rondinelli, a Murano

Vincenzo Mancini, Per Domenico Campagnola pittore

Marco Toffanin, “Et in San Nicolò grande mirasi di lui”. Una firma, una data e una proposta per Francesco Montemezzano nel cantiere di San Nicolò dei Mendicoli

Paolo Delorenzi, Venezia e la Francia nel Settecento. Anton Maria Zanetti di Girolamo intermediario fra culture

Sebastiano Megera, Nuovi disegni di Egidio Dall’Oglio

Enrico Lucchese, Roma 1792. Domenico Pellegrini e Canova, pittori di Venere

Valeria Paruzzo, La quadreria di un “viaggiatore di professione”: dipinti del Quattrocento e Cinquecento dalla collezione di Clemente Bordato

 

Segnalazioni

Manlio Leo Mezzacasa, La croce-reliquiario in San Nicolò dei Mendicoli: un’oreficeria veneziana di primo Trecento tra inserti bizantini di riuso e derivazioni oltremontane

Mattia Vinco, “Palla lignea inaurata cum pictura Beate Marie Virginis in medio, et variis misteriis”. Due nuovi frammenti della pala agiografica di Matteo Cesa a Santa Maria di Sargnano

Sergio Taddei, Una sconosciuta copia seicentesca del Martirio di san Pietro da Verona di Tiziano nella collezione Inghirami di Volterra

Matteo Beccari, Per Ernesto Daret, pittore di “Paesi, figurine et Animali”

Sergej Androsov, A margine di una mostra: nuovi dati sulla scultura veneziana del primo quarto del XVIII secolo in Russia

Giuseppe Sava, “Modellò in creta due Angeli con tanta facilità e con tale maestria, che ne stupì il suo institutore”. Il giovane Canova e Giuseppe Falier

 

Carte d’Archivio

Stefano Aloisi, Palma il Giovane e Matteo Ponzone nel 1608 a Cividale del Friuli per il monastero della Cella

Francesco Baccanelli, Per il musicista padovano Lodovico Ferronati, mercante d’arte a Bergamo e committente di Pittoni e Tiepolo

Antonella Bellin, Elena Catra, Francesco Hayez studente “eletto all’alunnato di Roma”

 

Istituto di Storia dell’Arte

Lucio Fontana: origini e immaginario

Il simposio, nato dalla collaborazione fra l’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini e la Fondazione Lucio Fontana, con il sostegno di Intesa Sanpaolo, si terrà il 5 e 6 dicembre all’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia.

L’opera vitale e inventiva di Lucio Fontana si estende e sviluppa in un ampio arco di tempo che dagli anni Venti raggiunge il termine degli anni Sessanta del XX secolo. Una carriera costellata da sperimentazioni costanti che lo collocano, sin dagli esordi, tra i pionieri dell’arte contemporanea.

Nella Storia dell’Arte degli ultimi decenni è emersa sempre più la centralità della sua figura e della sua opera, i nuovi studi, le  molteplici  esposizioni e le pubblicazioni a lui dedicate hanno così potuto restituire, soprattutto alle nuove generazioni di studiosi, ma anche ad un più ampio pubblico, la varietà e la continuità coerente del suo intero percorso creativo.

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[accordion_entry title=”Convegno internazionale Lucio Fontana: origini e immaginario“]

Il convegno internazionale Lucio Fontana: origini e immaginario, promosso dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini  e dalla Fondazione Lucio Fontana, intende per la prima volta fare il punto sugli studi recenti e in corso, oltre che  promuovere, in questo momento così significativo e ricco, un confronto tra studiosi che si sono occupati direttamente dell’artista o che con i loro approfondimenti hanno lambito temi fontaniani utili a offrire letture e sentieri  d’indagine inediti: da quelli più strettamente storico-artistici, fino a ricerche che riguardano l’aspetto materico e conservativo delle opere.

 

Nell’arco delle due giornate di studio, previste per il 5 e 6 dicembre 2024, vi sarà occasione di approfondire l’immaginario e il contesto entro cui si è sviluppata l’attività di Lucio Fontana, così come aspetti, momenti e temi pertinenti alla sua ricerca e alla sua fortuna in Italia e all’estero.

 

Le radici futuriste del suo lavoro, il rapporto con la scultura dei suoi contemporanei, la primissima fase creativa tesa fra Italia e Argentina, sono alcuni dei percorsi d’indagine che verranno affrontati e che sonderanno le ragioni dell’attuale posizionamento dell’autore. Una sezione del convegno verrà inoltre dedicata all’approfondimento di casi studio: mostre, selezionate tra le numerosissime, che hanno contribuito a costruire la fortuna fontaniana o a promuovere particolari aspetti della sua parabola creativa , riaffermandone il  ruolo di pioniere e la vitalità della ricerca.

 

Il simposio rimarca inoltre l’interesse manifestato dalla Fondazione Giorgio Cini nei confronti del maestro italo-argentino, protagonista di diversi momenti di approfondimento ospitati e promossi dall’istituzione veneziana: l’esposizione Mostra di Disegni e Opere Grafiche di Lucio Fontana nel 1972; il convegno del 2014  Arte figurativa e arte astratta. 1954 – 2014 e la borsa di studio Lucio Fontana, periodo argentino: monumenti progetti e opere bandita nel 2022 nuovamente in stretta sinergia con la Fondazione Lucio Fontana che si conferma ente sempre più impegnato nel sostenere e incoraggiare progetti scientifici sull’artista.

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PROGRAMMA

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[accordion_entry title=”Giovedì, 5 dicembre 2024”]

Segui la diretta streaming sul canale YouTube della Fondazione Giorgio Cini

 

9:45 | Saluti istituzionali
Luca Massimo Barbero
Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte Fondazione Giorgio Cini

 

Silvia Ardemagni
Presidente della Fondazione Lucio Fontana

 

10:00 | Sessione I
Immaginario e contesto dell’avanguardia fontaniana

 

PRESIEDE:

 

Luca Massimo Barbero

Fondazione Giorgio Cini

 

Ester Coen

Università degli Studi dell’Aquila
Radici futuriste nel pensiero fontaniano

 

Nico Stringa
Università Ca’ Foscari Venezia
Arturo Martini e Lucio Fontana: dentro e oltre la scultura

 

Francesco Tedeschi
Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
L’“astrazione creativa” di Lucio Fontana nei progetti e nelle sculture di metà anni Trenta

 

Valerio Terraroli
Università degli Studi di Verona
La ceramica italiana degli anni Trenta e Quaranta tra arte e decorazione

 

Giovanni Bianchi
Università degli Studi di Padova
Intorno allo Spazialismo veneziano: il richiamo dell’ombra in Mario Deluigi e in Lucio Fontana

 

 

14:30 | Sessione II
“Luoghi fontaniani” tra Argentina e Italia

 

PRESIEDE:

Maria Villa
Fondazione Lucio Fontana

 

Daniela Alejandra Sbaraglia
Storica dell’arte
Anni Venti: opere d’esordioe formazione tra Argentina e Italia

 

Lorena Mouguelar
Universidad Nacional de Rosario
Lucio Fontana e la “nuova sensibilità” nell’arte argentina

 

Luca Bochicchio
Università degli Studi di Verona “La ruota nell’antro”: la fornace di Albisola come fucina creativa e motivo poetico

 

Sileno Salvagnini
Accademia di Belle Arti di Venezia
Lucio Fontana alle Biennali

 

Giorgina Bertolino
Storica dell’arte
Il “Devenir de Fontana” a Torino negli anni Sessanta

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[accordion_entry title=”Venerdì, 6 dicembre 2024″]

Segui la diretta streaming sul canale YouTube della Fondazione Giorgio Cini

 

10:00 | Sessione III
Fortuna internazionale: anni Cinquanta e Sessanta

 

PRESIEDE:

Francesco Tedeschi
Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano

 

Paolo Campiglio
Università degli Studi di Pavia
Il rapporto con Charles Damiano e il suo ruolo nella promozione internazionale di Fontana tra Inghilterra e Stati Uniti

 

Silvia Bignami
Università degli Studi di Milano
“Douche froide” a Parigi. Lucio Fontana tra mostre e critica

 

Stefano Turina
Università degli Studi di Torino
Un rivoluzionario quieto e fervente. Lucio Fontana e il Giappone (1953–1968)

 

Francesca Pola
Università Vita-Salute San Raffaele, Milano
Lucio Fontana e ZERO: attorno alla retrospettiva di Leverkusen (1962)

 

Barbara Ferriani
Restauratrice
Fontana e la materia

 

 

14:30 | Sessione IV
Esporre Lucio Fontana: criteri espositivi come letture critiche

 

PRESIEDE:
Francesca Pola
Università Vita-Salute San Raffaele, Milano

 

Luca Pietro Nicoletti
Università degli Studi di Udine
“Omaggio a Fontana” 1963-1972. Enrico Crispolti interprete di Fontana, prima e dopo

 

Francesco Guzzetti
Università degli Studi di Firenze
Intorno al 1966: Lucio Fontana negli Stati Uniti

 

Chogakate Kazarian
Curatrice e storica dell’arte
Curare la mostra “Lucio Fontana, rétrospective”, al MAM di Parigi, 2014

 

Marina Pugliese
Mudec, Milano
“Lucio Fontana. Ambienti/Environments”, Pirelli HangarBicocca 2017/2018. Ragioni di una mostra

 

Cristina Beltrami
Storica dell’arte
“Lucio Fontana: Sculpture” alla galleria Hauser & Wirth di New York: la prima mostra di sculture dell’artista negli Stati Uniti

 

Gianni Caravaggio
Artista
Concetto spaziale – un dispositivo per performare immagini prime

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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso”]

Ingresso libero fino a esaurimento posti

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Vetro e Arti Decorative alla Biennale di Venezia. 1912–1930

In concomitanza con la mostra allestita alle Stanze del Vetro, sulla presenza dell’arte muranese alla Biennale d’arte di Venezia fin dagli inizi del Novecento, il Centro Studi del Vetro riunisce storici ed esperti del vetro per approfondire alcuni aspetti di questa straordinaria vicenda. Al centro del convegno, non solo le figure chiave dell’arte vetraria veneziana e il successo di critica di alcune delle opere più iconiche ma anche la scelta di colori e forme operata da artisti del calibro di Hans Stoltenberg Lerche, Teodoro Wolf Ferrari, Guido Balsamo Stella e Vittorio Zecchin.

 

h 09:30 | Ingresso libero fino a esaurimento posti

Scarica il programma

Tomaso Buzzi architetto di Vittorio Cini

Valerio Terraroli, docente dell’Università di Verona e tra i massimi studiosi dell’opera del geniale e visionario architetto lombardo, durante la conferenza presso il Castello di Moneselice, che si tiene alle ore 11,  racconta lo speciale rapporto tra Tomaso Buzzi e Vittorio Cini. In particolare si sofferma sui lavori per la villa di Montericco, per la Galleria di Palazzo Cini a Venezia e per un’altra illustre dimora storica di proprietà di Cini: il complesso monumentale del Castello di Monselice e Villa Duodo Balbi Valier, di cui l’archivio dell’Istituto di Storia dell’Arte conserva “pensieri”, progetti e schizzi originali.

Tra Vittorio Cini e il geniale e visionario architetto lombardo Tomaso Buzzi (1900-1981), definito a suo tempo “il più colto degli architetti”, vi fu una lunga e affettuosa consuetudine che rimontava alla consolidata amicizia di Buzzi con il conte Cini a partire dagli anni Trenta, quando l’architetto era intervenuto nella progettazione degli interni della sua villa di Montericco a Monselice (1938-1942). Sono questi gli anni di piena affermazione di Tomaso Buzzi sul fronte dell’edilizia privata: egli è il colto progettista, il rispettoso restauratore e il raffinato designer di dimore e giardini della borghesia trionfante e della più aggiornata aristocrazia, divenendone sensibile arbiter elegantiae, capace di coniugare sofisticato storicismo, gravido di citazioni antiquarie e ambientazioni ‘in stile’, con le suggestioni novecentiste e decò della Milano degli anni Venti. Tra i numerosi committenti – il gotha delle personalità dell’economia, della politica, della cultura – molti sono quelli legati a Vittorio Cini per affari, amicizia, relazioni intellettuali, collezionismo: dai Volpi di Misurata all’antiquario Alessandro Contini Bonacossi, dal ministro Giovanni Gentile al mercante bibliofilo e studioso Tammaro de Marinis. Per Cini, Tomaso Buzzi sarà l’architetto di riferimento, in grado di dare voce alle istanze di rinnovamento espresse nelle numerose dimore: nei primi anni Quaranta, contestualmente alla sistemazione e alla fornitura degli arredi della villa di Rimini, si situano i primi interventi di ammodernamento e aggiornamento della residenza sul Canal Grande, il Palazzo Cini, un percorso culminato nel biennio 1956-1958 con la realizzazione del salotto ovale neorococò, concepito per allestire
scenograficamente il servizio settecentesco di porcellane Cozzi, e la celebre scala a chiocciola.
Una sintonia, quella di Buzzi con il conte Cini, e con la Fondazione nata nel 1951 sull’Isola di San Giorgio, che portò l’architetto a donare alla Fondazione Cini centotrentotto disegni, tra cui capricci, vedute, fantasmagorie, scene di feste, cerimonie, concerti ‘veneziani’, recentemente esposti nella mostra Venezia è tutta d’oro. Tomaso Buzzi: disegni “fantastici” (1948 – 1976), a cura di Valerio Terraroli, allestita nel 2021 nei suggestivi spazi della Biblioteca del Longhena a quarant’anni dalla scomparsa di questo protagonista assoluto del gusto italiano moderno.

h 11:00 | Scarica l’invito

    Istituto di Storia dell’Arte

    L’Istituto di Storia dell’Arte promuove incontri e convegni di studi, custodisce un importante nucleo di opere d’arte (soprattutto disegni, dipinti, miniature e libri antichi) conserva fondi storici dei grandi studiosi di arte veneta, promuove una serie di pubblicazioni (riviste, collane di volumi, repertori) e organizza mostre d’arte antica, moderna e contemporanea. 

    L’Istituto di Storia dell’Arte nasce nel 1954 per iniziativa di Giuseppe Fiocco, grazie a un accordo tra l’Università di Padova e la Fondazione Giorgio Cini, un organismo nella tradizione degli Istituti di storia dell’arte tedeschi. Viene presentato ufficialmente in occasione del XVIII Congresso Internazionale di Storia dell’Arte tenutosi a Venezia nel 1955. Fin dall’inizio viene avviata la costituzione dei fondi librari, anzitutto con l’acquisizione della Biblioteca Fiocco, e della fototeca. Negli anni Sessanta entrano, per dono di Vittorio Cini, le cospicue collezioni di opere d’arte connesse con le ricerche dell’Istituto. All’istituto afferiscono la fototeca (con un imponente fondo storico fotografico), la biblioteca (una delle più grandi, per volumi custoditi, nell’ambito dell’arte) e dal 2012 il Centro Studi del Vetro, oltre alle collezioni di Palazzo Cini a San Vio.

    L’Istituto cura due riviste scientifiche di classe A, riconosciute dall’ANVUR. Si tratta di Arte Veneta, fondata nel 1947 (con la direzione di Rodolfo Pallucchini) e Saggi e Memorie di Storia dell’Arte, che dal 1957 ospita contributi sull’arte italiana ed europea con un taglio interdisciplinare.

    Dal 2013 l’Istituto è diretto da Luca Massimo Barbero.

    721° mostra del Cavallino “Anticipazioni memorative. Anselmi-Costalonga-Fulgenzi-Patelli-Perusini”, 1970: provini con immagini dell’inaugurazione.

    Fondato nel 1954, l’Istituto promuove e sostiene la ricerca nell’ambito della storia dell’arte, in particolare veneta. Custodisce un importante nucleo di opere d’arte e archivi documentari e fotografici. Produce pubblicazioni scientifiche e organizza mostre d’arte antica, moderna e contemporanea.

    PALAZZO CINI

    La Galleria di Palazzo Cini, raffinata casa-museo a San Vio, nel Sestiere di Dorsoduro, è stata riaperta dal 2014 e ospita mostre di arte antica e contemporanea. Sorta nel 1984, custodisce un prezioso nucleo della raccolta d’arte antica di uno dei più importanti collezionisti del novecento italiano: l’imprenditore e filantropo Vittorio Cini (1885-1977).

    OSPITE A PALAZZO

    L’iniziativa Ospite a Palazzo, promossa dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini è nata dalla collaborazione con alcune tra le più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali. Ideata per arricchire temporaneamente il fondo museale della Galleria di Palazzo Cini, il progetto prevede l’esposizione di opere di particolare pregio concesse in prestito straordinario e ospitate per alcuni mesi nella storica dimora di Vittorio Cini, che custodisce i capolavori della sua straordinaria collezione d’arte.

    CENTRO STUDI DEL VETRO

    Il Centro Studi del Vetro, nato nel 2012 in partnership con Pentagram Stiftung, è oggi il più importante archivio generale del vetro veneziano. In questi anni ha raccolto preziosi nuclei documentali appartenuti alle maggiori vetrerie storiche muranesi. Con i suoi duecentocinquanta mila documenti, tra disegni, schizzi e progetti esecutivi, il Centro rappresenta un unicum nel suo genere. Il corpus dei fondi grafici è affiancato da fotografie d’epoca, carteggi, album, libri d’oro e preziosi cataloghi. A questo si aggiungono registri di magazzino e spedizioni, brevetti e fatture, materiali preziosi per ricostruire la storia delle attività vetrarie.

    Istituto di Storia dell'Arte

    DIRETTORE
    Luca Massimo Barbero

    La maraviglia del mondo – Leandro Bassano (1557-1622)

    Il convegno, promosso dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini in collaborazione con il Centro Tedesco di Studi Veneziani e ideato in occasione del quarto centenario dalla morte, è dedicato a Leandro Bassano, quarto figlio del celeberrimo Jacopo, formatosi nella bottega del padre ma che sviluppò presto un proprio stile pittorico, con l’adozione di un colorismo più freddo e con un’enfasi sul disegno in contrasto con lo stile più aperto di Jacopo e del fratello maggiore Francesco. Oltre che nella produzione di grandi pale d’altare, come Il miracolo di santa Lucia (1596) in San Giorgio Maggiore e di altre pitture a destinazione sacra, Leandro fu anche coinvolto nel rinnovamento di Palazzo Ducale. Soprattutto, però, eccelleva nella ritrattistica. Realizzò i ritratti dei dogi regnanti Marino Grimani, Leonardo Donà, Giovanni Bembo e Antonio Priuli, di ambasciatori veneziani, cardinali e patriarchi, di principi stranieri e di celebri scienziati, tra cui un ritratto di Galileo Galilei oggi perduto, caratterizzati da una modalità di rappresentazione insolitamente naturalistica per l’epoca, che li pone stilisticamente alle soglie del Barocco. Della sua folta schiera di allievi solo Tiberio Tinelli (1586-1638) e Pedro Orrente (1580-1645), il “Bassano spagnolo”, sono stati finora identificati con precisione; altri allievi attendono di essere riconosciuti. Nuove fonti non ancora prese in considerazione, sia documenti d’archivio che rapporti diplomatici, potranno gettare nuova luce sulla vita e le opere di Leandro. Allo stesso modo, la fortuna di Leandro Bassano merita di essere indagata: non solo la figura di pittore come un “fenomeno europeo”, le cui opere erano rappresentate in tutte le collezioni importanti del tempo.

     

    Oltre a questi, altri temi saranno analizzati nel corso delle tre giornate del simposio, curato da Sabine Engel della Gemäldegalerie Berlin, Stiftung St. Matthäus e da Giorgio Tagliaferro dell’Università di Warwick: dalla questione della bottega ai disegni dell’artista, dalla cultura letteraria ai rapporti con la committenza.

     

    Le giornate del convegno, organizzato con il supporto della Fritz Thyssen Stiftung, saranno ospitate al Centro Tedesco di Studi Veneziani il 3 e 5 luglio e alla Fondazione Giorgio Cini il 4 luglio 2024.

     

    Scarica il programma

     

    Il giorno 4 luglio è prevista la diretta sul canale Youtube della Fondazione Giorgio Cini a questo indirizzo

    Nino Barbantini (1884-1952). Tra museografia e critica d’arte

    Il giorno 29 maggio alle ore ore 11:00, nell’Aula Businaro del  Castello di Monselice, verranno presentati gli Atti del Convegno di Studi Nino Barbantini (1884-1952). Tra museografia e critica d’arte pubblicati nella rivista “Saggi e Memorie“, preziosa pubblicazione scientifica edita dall’Istituto per la Storia dell’Arte della Fondazione.

     

    Il volume documenta i temi trattati nelle due giornate di studi dedicate a Barbantini (Castello di Monselice, 18 e 19 ottobre 2022), figura di primo piano della museografia in Italia dei primi decenni del Novecento e protagonista indiscusso della vita culturale veneziana. In particolare è trattato il rapporto tra Barbantini, Vittorio Cini e il Castello di Monselice: alla metà degli anni Trenta Barbantini fu infatti prescelto da Cini come responsabile del progetto di restauro e allestimento della dimora monselicense, che con le sue collezioni d’arte costituisce lo specchio delle scelte di gusto operate da Barbantini per l’imprenditore collezionista ferrarese, con il quale condivise un lungo e fraterno sodalizio culturale. I testi pubblicati nel volume indagano inoltre la poliedrica personalità di Barbantini ricostruendo l’intreccio tra museografia, esposizioni e critica d’arte, presentando gli allestimenti da lui promossi alla luce della museografia contemporanea e approfondendo infine i rapporti con studiosi, colleghi e artisti nel variegato e fecondo clima culturale e intellettuale della Venezia della prima metà del Novecento.

     

    All’incontro, promosso dalla Fondazione Giorgio Cini, in collaborazione con la Regione del Veneto, interverranno Renata Codello, Segretario Generale della Fondazione e Luca Massimo Barbero, direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte; il sindaco di Monselice Giorgia Bedin, gli assessori regionali Francesco Calzavara e Cristiano Corazzari, la presidente della sesta commissione consiliare permanente del Consiglio regionale del Veneto Francesca Scatto;  l’Amministratore Unico Veneto Edifici Monumentali s.r.l.. Aldo Rozzi Marin. L’incontro sarà presentato dallo storico dell’arte e docente emerito Sileno Salvagnini.

     

     

    SALUTI

     

    Aldo Rozzi Marin
    Amministratore Unico Veneto Edifici Monumentali s.r.l.

     

    Francesco Calzavara
    Assessore alla Programmazione, Attuazione programma, Rapporti con Consiglio regionale, Bilancio e patrimonio, Affari generali, EE.LL. della Regione Veneto

     

    Francesca Scatto
    Presidente della sesta commissione consiliare permanente del Consiglio regionale del Veneto

     

    Cristiano Corazzari
    Assessore al Territorio, Cultura, Sicurezza, Flussi migratori, Caccia e pesca della Regione Veneto

     

    Giorgia Bedin
    Sindaco della città di Monselice

     

    Renata Codello
    Segretario Generale Fondazione Giorgio Cini

     

    INTRODUCE
    Luca Massimo Barbero
    Direttore dell’Istituto di Storia dell’Arte Fondazione Giorgio Cini

     

    PRESENTA
    Sileno Salvagnini
    Docente Ordinario Emerito

     

    RSVP: [email protected]