Istituto di Storia dell'Arte Archives - Pagina 20 di 31 - Fondazione Giorgio Cini

Ospite a Palazzo | “Adorazione dei pastori” di Lorenzo Lotto

L’iniziativa Ospite a Palazzo, promossa dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini è nata dalla collaborazione con alcune tra le più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali. Ideata per arricchire temporaneamente il fondo museale della Galleria di Palazzo Cini, il progetto prevede l’esposizione di opere di particolare pregio concesse in prestito straordinario e ospitate per alcuni mesi nella storica dimora di Vittorio Cini, che custodisce i capolavori della sua straordinaria collezione d’arte. 

Dal 05 settembre al 02 novembre 2014 la Galleria di Palazzo Cini ospita l’Adorazione dei pastori di Lorenzo Lotto (Venezia, ca. 1480 – Loreto, 1556-1557) proveniente dai Musei Civici di Brescia e capolavoro della maturità del pittore. L’iniziativa è promossa dall’Istituto di Storia dell’Arte, in collaborazione con la Fondazione Brescia Musei e la Pinacoteca Tosio Martinengo.

Densa di significati è la relazione che si instaura con la città di Brescia, luogo di incontro e scambio di culture figurative, tra Veneto e Lombardia, e con la ‘sua’ Pinacoteca, la quale raccoglie alcune tra le più significative testimonianze della grande scuola pittorica lombarda e bresciana. La presenza dell’Adorazione dei pastori a Palazzo Cini costituisce la tappa di un ideale percorso delle opere di Lorenzo Lotto a Venezia, che coinvolge le vicine Gallerie dell’Accademia con lo straordinario Ritratto di giovane, la chiesa dei Carmini con la pala della raffigurante San Nicola in gloria e santi e, infine, la basilica dei Santi Giovanni e Paolo con l’altra superba pala con la rappresentazione de l’Elemosina di Sant’Antonino.

Adorazione dei pastori
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Il dipinto l’Adorazione dei pastori fu acquistato dal conte Paolo Tosio nel 1825 ed è considerato fra i capolavori della collezione bresciana. 

Serrato entro un ambiente dalle semplificate linee architettoniche, tese a comporre una stalla a tettoia che l’ombra, addensata nei recessi, comprime a fondale di pure geometrie, il gruppo dei protagonisti si acconcia a esplicitare il tema dell’Adorazione del Bambino da parte di Maria e dei pastori, dove all’immagine del riconoscimento della divinità del Cristo si salda la più antica tradizione rappresentativa della Vergine dell’Umiltà. 

Nel dettaglio di Maria che adora il Bambino, inginocchiata nella stessa cesta rivestita di muschio in cui l’Infante si adagia, pare adombrarsi il dibattito sul ruolo di Maria come corredentrice nel piano della salvezza eterna, centrale nelle dispute religiose del riformismo cattolico e tridentino. Giuseppe, padre protettivo, occupa il secondo piano, dal quale emergono, nell’atmosfera vespertina, il bue e l’asino.

Orari e modalità d’accesso
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Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19, chiuso il martedì.

Tutte le edizioni
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24 maggio — 21 luglio 2014

Il Ritratto di giovane con liuto di Agnolo Bronzino

 

05 settembre — 02 novembre 2014

Adorazione dei pastori di Lorenzo Lotto

 

17 giugno — 28 settembre 2015

La Madonna di Pontassieve di Beato Angelico

 

19 settembre – 15 novembre 2015

Il capriccio con campiello di Francesco Guardi

 

08 aprile — 06 giugno 2016

San Marco di Andrea Mantegna

 

28 maggio — 01 novembre 2021

San Giorgio e il drago di Paolo Uccello

 

15 luglio – 15 ottobre 2023

Varsavia, chiesa di Santa Croce di Bernardo Bellotto

 

11 maggio — 16 luglio 2023

Cleopatra di Artemisia Gentileschi

 

14 maggio — 08 settembre 2025

Il Cristo crocifisso di Antoon van Dyck

 

18 giugno — 27 settembre 2026

Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo di Pompeo Batoni

«Arte Veneta» 69 (2012)

INDICE

  • Szilárd Papp, Un Cristo attribuito ad Andriolo de Santi nello Szépmüvészeti Múzeum di Budapest
  • Ettore Napione, I sottarchi di Altichiero e la numismatica. Il ruolo delle imperatrici
  • Matthias Wivel, Troels Filtenborg, Un’opera giovanile di Tiziano: il Ritratto d’uomo di Copenaghen
  • Simona Carotenuto, Nuovi documenti sui rapporti di Francesco Solimena con la committenza veneta e una proposta per l’Apollo e Dafne
  • Massimo Favilla, Ruggero Rugolo, Lo specchio di Armida: Giambattista Tiepolo per i Corner di San Polo
  • Andrea Tomezzoli, Giambettino Cignaroli, Leda e i re di Polonia

Segnalazioni

  • Sören Fisher, Marco Mantova Benavides e l’allegoria della Pecunia: una nuova interpretazione del dipinto di Gualtiero Padovano nella Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda
  • Mattia Vinco, Un San Michele arcangelo di Nanni di Bartolo nel monastero femminile di San Michele di Campagna a Verona
  • Samo Štefanac, Vere da pozzo veneziane all’Avana
  • Sara Menato, Per la provenienza di un Cristo benedicente di Giovanni Bellini dal complesso agostiniano di Santo Stefano a Venezia
  • David McTavish, Due nuovi dipinti mitologici di Giuseppe Porta detto Giuseppe Salviati
  • Luca Siracusano, Non Campagna ma Cavrioli. Una Madonna veneziana a Londra
  • Damir Tulić, Giusto Le Court e il Monumento Pesaro ai Frari: un bozzetto per i “quattro bellissimi Affricani”
  • Luca Fabbri, Un inedito Langetti in territorio veronese
  • Maria Chiara Sassu, Giovanni Antonio Zonca: sulle tracce dell’artista
  • Nina Kudiš, Damir Tulić, Una pala d’altare di Giuseppe Nogari a Favaro Veneto

Carte d’archivio

  • Bruno Chiappa, Precisazioni documentarie sui lapicidi Da Castello e sull’attività di Francesco nel cantiere di San Giorgio in Braida a Verona
  • Silvia Merigo, Novità archivistiche su Pietro Bellotti
  • Davide Dossi, La Galleria Curtoni di Verona: la sua dispersione e qualche recupero
  • Lino Moretti, Note minime per Federico Bencovich
  • Fabien Benuzzi, Documenti e precisazioni attributive riguardanti Giovanni Gai
  • Massimo Favilla, Ruggero Rugolo, Un’aggiunta a Giambattista Tiepolo per i Corner di San Cassiano
  • Raquel Gallego, sul possibile apprendistato di Francisco de Goya y Lucientes presso Ca’ Farsetti a Venezia

Restauri

Eleonora Lanza, Sul Ratto delle Sabine di Giambattista Tiepolo

In memoriam

  • Giovanna Valenzano, Italo Furlan
  • Tiziana Franco, Giovanni Lorenzoni

ebook Bibliografia dell’arte veneta (2011)
a cura di Daniele D’Anza

Bibliografia Arte Veneta

Arte Veneta 69
Bibliografia dell’arte veneta (2011)
Appendice della rivista omonima, la Bibliografia dell’arte veneta, a cura di Daniele D’Anza, costituisce un repertorio di pubblicazioni, edite nell’arco di un anno (2011), dedicate ad argomenti di interesse storico-artistico veneto al quale gli studiosi possono fare riferimento come strumento di aggiornamento e orientamento. Un modo per facilitare l’accesso a un ausilio fondamentale per gli studi.

Omaggio al ‘Giovane con liuto’ di Bronzino in occasione dell’ultimo weekend a Palazzo Cini

Ultimo weekend del Giovane con liuto di Bronzino a Palazzo Cini

Sabato 19 luglio il duo musicale Romina Lamon (soprano) e Dario Pivato (liuto) si esibirà per omaggiare il dipinto degli Uffizi in vista del suo rientro a Firenze. Dal 23luglio sarà di nuovo possibile ammirare a Palazzo Cini il “Doppio ritratto di amici” del Pontormo, al rientro dopo il successo della mostra Pontormo e Rosso Fiorentino la cui chiusura è prevista per il prossimo 20 luglio.

Ancora pochi giorni per ammirare a Palazzo Cini il Ritratto di giovane con liuto di Agnolo Bronzino, fino al prossimo 21 luglio 2014 “Ospite a Palazzo”, grazie al prestito della Galleria degli Uffizi di Firenze. In vista del ritorno a casa del dipinto e come degno commiato di un’apprezzata permanenza, sabato 19 luglio dalle ore 17 alle ore 19, il duo musicale composto da Romina Lamon (soprano) e Dario Pivato (liuto) si esibirà nelle stanze della Galleria di Palazzo Cini eseguendo brani di musica rinascimentale per liuto (l’iniziativa è compresa nel prezzo del biglietto).

Nel Ritratto di giovane con liuto Bronzino ritrae Giovanni Battista Strozzi, un madrigalista famoso soprattutto per il ruolo che svolse nella maturazione di questo genere poetico e musicale d’ispirazione petrarchesca. A quel tempo la storia della musica occidentale si scriveva  a Firenze, dove Giovanni e il figlio omonimo, anch’egli musicista, vissero e lavorarono: nella città gigliata si riuniva la Camerata de’ Bardi, che con l’elaborazione del recitar cantando segnò la nascita del teatro in musica, ovvero dell’opera. Se a Firenze dobbiamo la nascita di questo straordinario genere musicale, è grazie a Venezia che si diffuse nel mondo. E’ nella città lagunare, infatti, che l’editore Ottaviano Petrucci inventò l’intavolatura, forma scritta della musica per strumenti a corde pizzicate, utilizzata da allora e fino ai giorni nostri per le edizioni di opere di compositori come lo stesso Giovanni Battista Strozzi: un vero e proprio atto di nascita dell’editoria di opere musicali.

Con questa prima iniziativa musicale a Palazzo Cini, pertanto, oltre a omaggiare il Bronzino e il madrigalista Strozzi, si intende celebrare anche il legame tra le arti (la pittura e la musica) e le due città –  Venezia e Firenze – che storicamente ne simboleggiano il loro punto più alto.

Dal 23 luglio farà ritorno a Palazzo Cini a San Vio, il dipinto del maestro Pontormo Doppio ritratto di amici, uno dei capolavori del rinascimento toscano della collezione Cini, con cui il ritratto del Bronzino ha profonde tangenze culturali e sottili relazioni simboliche. Secondo la logica di queste affinità il Doppio ritratto è ora esposto nella meravigliosa mostra in corso a Palazzo Strozzi: Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della “maniera” (Firenze, 8 marzo – 20 luglio 2014) all’interno di una significativa collaborazione tra Fondazione Giorgio Cini, Galleria degli Uffizi e Fondazione Palazzo Strozzi. Questa importante collaborazione ha inaugurato la serie L’ospite a Palazzo, operazione espositiva realizzata con la partecipazione della Soprintendenza SPSAE e per il Polo Museale della Città di Venezia e che grazie a nuove intese con istituzioni internazionali, vedrà le sale della collezione permanente di Palazzo Cini accogliere periodicamente un’opera ‘ospite’, intrecciando relazioni visive, dialogiche e di contenuto con le altre opere della Galleria. Il Doppio ritratto di amici di Pontormo che il pubblico veneziano potrà ammirare nella collocazione originaria a partire dal 23 luglio 2014, resterà nella Galleria di Palazzo Cini fino al 2 novembre 2014, ultimo giorno previsto per i primi sei mesi di nuova apertura.

La Galleria di Palazzo Cini ha riaperto nell’anno del sessantennale dell’Istituto di Storia dell’Arte, grazie alla partnership di Assicurazioni Generali, già sostenitore istituzionale della Fondazione Giorgio Cini, come segno di una rinnovata politica culturale e con l’intento di restituire alla città, con un’apertura stagionale di sei mesi l’anno, l’opportunità di vedere i meravigliosi capolavori toscani e ferraresi custoditi nella casa-museo, un tempo dimora di Vittorio Cini e donata alla Fondazione dagli eredi del grande mecenate esattamente trent’anni fa.

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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso”]

Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19 (ultimo ingresso ore 18:15).

Chiuso il martedì.

Ingresso a pagamento. Per prenotazioni, tariffe e modalità d’acquisto visita palazzocini.it

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Ospite a Palazzo | “Il Ritratto di giovane con liuto” di Agnolo Bronzino

L’iniziativa Ospite a Palazzo, promossa dall’Istituto di Storia dell’Arte della Fondazione Giorgio Cini è nata dalla collaborazione con alcune tra le più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali. Ideata per arricchire temporaneamente il fondo museale della Galleria di Palazzo Cini, il progetto prevede l’esposizione di opere di particolare pregio concesse in prestito straordinario e ospitate per alcuni mesi nella storica dimora di Vittorio Cini, che custodisce i capolavori della sua straordinaria collezione d’arte. 

Il Ritratto di giovane con Liuto di Agnolo Bronzino (Monticelli di Firenze, 17 novembre 1503 – Firenze, 23 novembre 1572), proveniente dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, inaugura la serie degli Ospiti a Palazzo in Galleria di Palazzo Cini, nell’anno della nuova apertura di Palazzo Cini a San Vio.

Questa importante collaborazione inaugura la serie Ospite a Palazzo, operazione espositiva che, grazie a nuove intese con istituzioni internazionali, vedrà le sale della collezione permanente di Palazzo Cini accogliere ogni anno un’opera ‘ospite’, intrecciando relazioni visive, dialogiche e di contenuto con le altre opere della Galleria. Il Ritratto di giovane con Liuto di Bronzino resterà nella Galleria di Palazzo Cini fino al 20 luglio 2014, quando farà ritorno a San Vio il Doppio ritratto di amici di Pontormo che il pubblico veneziano potrà ammirare nella collocazione originaria fino al 2 novembre 2014.

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[accordion_entry title=”Il Ritratto di giovane con liuto “]

Il Ritratto di giovane con liuto (1532-1534), nel quale Bronzino ritrae il poeta e musicista Giovanni Battista Strozzi, è opera affascinante della giovinezza del pittore fiorentino, massimo esempio di un manierismo inteso come esasperazione della norma classica e dei codici visivi rinascimentali.

 

Il dipinto della Galleria degli Uffizi, “ospite” d’eccezione per la nuova apertura di Palazzo Cini a San Vio, dialoga perfettamente con la ritrattistica del maestro Pontormo, in particolare con il Doppio ritratto di amici, uno dei capolavori del rinascimento toscano della collezione Cini, con cui ha profonde tangenze culturali e sottili relazioni  simboliche. Secondo la logica di queste affinità il Doppio ritratto è ora esposto nella meravigliosa mostra in corso a Palazzo Strozzi: Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della “maniera” (Firenze, 8 marzo – 20 luglio 2014) all’interno di una collaborazione tra Fondazione Giorgio Cini Galleria degli Uffizi e Fondazione Palazzo Strozzi che getta un ponte ideale tra le due grandi città d’arte: Venezia e Firenze.

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[accordion_entry title=”Orari e modalità d’accesso”]

Aperto tutti i giorni dalle ore 11 alle 19, chiuso il martedì.

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[accordion_entry title=”Tutte le edizioni”]

24 maggio — 21 luglio 2014

Il Ritratto di giovane con liuto di Agnolo Bronzino

 

05 settembre — 02 novembre 2014

Adorazione dei pastori di Lorenzo Lotto

 

17 giugno — 28 settembre 2015

La Madonna di Pontassieve di Beato Angelico

 

19 settembre – 15 novembre 2015

Il capriccio con campiello di Francesco Guardi

 

08 aprile — 06 giugno 2016

San Marco di Andrea Mantegna

 

28 maggio — 01 novembre 2021

San Giorgio e il drago di Paolo Uccello

 

15 luglio – 15 ottobre 2023

Varsavia, chiesa di Santa Croce di Bernardo Bellotto 

 

11 maggio — 16 luglio 2023

Cleopatra di Artemisia Gentileschi

 

14 maggio — 08 settembre 2025

Il Cristo crocifisso di Antoon van Dyck

 

18 giugno — 27 settembre 2026

Minerva infonde l’anima alla figura umana modellata in creta da Prometeo di Pompeo Batoni

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Scultura nei giardini delle ville venete. Il territorio vicentino

Il volume – promosso dalla Fondazione Giorgio Cini e dall’Istituto Regionale per le Ville Venete con il sostegno della Fondazione Giuseppe Roi – illustra, attraverso un denso saggio introduttivo a cui segue l’esame di quasi un centinaio di cicli scultorei, uno dei capitoli più ricchi e interessanti ma meno indagati
dell’arte veneta: la statuaria da giardino, un genere che trova nel territorio di Vicenza un punto di partenza quasi obbligato poiché soprattutto in quest’area si realizzò l’età d’oro della villa veneta. Qui, inoltre, si trovano le cave delle pietre calcaree con cui venne realizzata la stragrande maggioranza delle opere; e qui, infine, operarono con continuità alcuni degli scultori italiani più importanti, come gli Albanese e, soprattutto, i Marinali. Artisti che, insieme ad altre personalità, anche meno note, emerse dalla ricerca, hanno saputo dar vita ad una ‘galleria’ di straordinaria consistenza quantitativa ed estetica.
La statuaria da giardino ricopre, infatti, un ruolo nient’affatto secondario poiché costituisce quel necessario complemento di Natura manipolata finalizzato al pieno godimento del ‘gentilhuomo’, che contribuisce in modo sostanziale a definire l’inconfondibile organismo spaziale della villa veneta in cui sempre convivono coerenza funzionale e alta qualità estetica. In tale contesto le statue ricoprono il ruolo di ‘semiofori’ capaci d’intrattenere ancora oggi con l’osservatore avveduto un fitto e fruttuoso dialogo. Esse rivelano con una stupefacente ricchezza di esiti formali e di soggetti – al pari degli affreschi che decorano gli interni della villa – i messaggi più diversificati, veicolando la volontà di rappresentazione del privilegio e del rango dei committenti, come pure le vicende concrete della loro vita e i loro interessi culturali, e incarnando la nostalgia per un Eden perduto, fuori dal tempo, come pure l’ideologia del momento. Un patrimonio unico,  purtroppo sempre più gravemente minacciato dalle ingiurie del tempo se non dall’incuria colpevole dell’uomo, che è stato oggetto di una ricerca pluriennale condotta dall’Istituto finalizzata alla realizzazione di un catalogo completo delle opere: l’Atlante della statuaria veneta da giardino consultabile online attraverso i siti della Fondazione Giorgio Cini e dell’Istituto Regionale per le Ville Venete.

Palazzo Cini, la Galleria. Capolavori toscani e ferraresi dalla collezione di Vittorio Cini

Apre Palazzo Cini a San Vio per i sessant’anni dell’Istituto di Storia dell’Arte.

Vai al nuovo sito dedicato a Palazzo Cini.

Il Palazzo che ospita la meravigliosa collezione di dipinti toscani e ferraresi, con opere di Giotto, Guariento, Botticelli, Filippo Lippi, Piero di Cosimo e Dosso Dossi, sarà visitabile dal 24 maggio al 2 novembre grazie alla partnership con Assicurazioni Generali, già sostenitore istituzionale della Fondazione Giorgio Cini.

L’ospite a Palazzo
La Galleria per la riapertura avrà un “ospite” illustre: il capolavoro di Agnolo Bronzino Ritratto di giovane con liuto proveniente dalla Galleria degli Uffizi di Firenze, Palazzo Cini.

Il Ritratto di giovane con Liuto (1532-1534) in cui Bronzino ritrae il poeta e musicista Giovanni Battista Strozzi, è un’opera affascinante della giovinezza del pittore fiorentino, massimo esempio di un manierismo inteso come esasperazione della norma classica e dei codici visivi rinascimentali. Il dipinto della Galleria degli Uffizi, “ospite” d’eccezione per la nuova apertura di Palazzo Cini a San Vio, dialoga perfettamente con la ritrattistica del maestro Pontormo, in particolare con il Doppio ritratto di amici, uno dei capolavori del rinascimento toscano della collezione Cini, con cui ha profonde tangenze culturali e sottili relazioni simboliche. Secondo la logica di queste affinità il Doppio ritratto è ora esposto nella meravigliosa mostra in corso a Palazzo Strozzi: Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della “maniera” (Firenze, 8 marzo – 20 luglio 2014) all’interno di una collaborazione tra Fondazione Giorgio Cini Galleria degli Uffizi e Fondazione Palazzo Strozzi che getta un ponte ideale tra le due grandi città d’arte: Venezia e Firenze.

Questa importante collaborazione inaugura la serie L’ospite a Palazzo, operazione espositiva che, grazie a nuove intese con istituzioni internazionali, vedrà le sale della collezione permanente di Palazzo Cini accogliere ogni anno un’opera ‘ospite’, intrecciando relazioni visive, dialogiche e di contenuto con le altre opere della Galleria. Il Ritratto di giovane con Liuto di Bronzino resterà nella Galleria di Palazzo Cini fino al 20 luglio 2014, quando farà ritorno a San Vio il Doppio ritratto di amici di Pontormo che il pubblico veneziano potrà ammirare nella collocazione originaria fino al 2 novembre 2014.

Nell’anno del sessantennale dell’Istituto di Storia dell’Arte, diretto da Luca Massimo Barbero, la Fondazione Giorgio Cini come segno di una rinnovata politica culturale, decide di riaprireal pubblico le sale espositive di Palazzo Cini dal 24 maggioal 2 novembre 2014. Main partner dell’iniziativa è Assicurazioni Generali.

“Per la riapertura di Palazzo Cini  la Fondazione Giorgio Cini ha iniziato dei lavori di miglioramento dell’illuminazione e conservazione dei dipinti, rendendo più agevole il percorso espositivo pur mantenendo la dimensione domestica, intima ed esclusiva della casa-museo. Inoltre, per promuovere la conoscenza di questi capolavori e per restituire la preziosità filologica delle opere custodite a Palazzo Cini, come da vocazione statutaria degli studi di arte antica, l’Istituto ha iniziato una nuova campagna di studio dei dipinti e degli oggetti, coinvolgendo studiosi di arte antica di nuova generazione, che diventerà una pubblicazione nel 2015.” Luca Massimo Barbero

“Generali è un gruppo internazionale con un’identità forte e un radicamento culturale profondo – sottolinea Simone Bemporad, Direttore Comunicazione e Relazioni Esterne del Gruppo Generali. Il leone di San Marco rappresenta un legame simbolicamente indissolubile con Venezia e la sua storia. Affiancare la Fondazione Cini in un progetto di valorizzazione di una parte del suo straordinario patrimonio artistico è un motivo di orgoglio e allo stesso tempo un omaggio alla nostra tradizione e la conferma della nostra secolare missione: prendersi cura delle cose di valore”.

Con la riapertura si vuole restituire alla città, per almeno sei mesi l’anno, l’opportunità di vedere i meravigliosi capolavori toscani e ferraresi custoditi nella preziosa Galleria. Contestualmente l’Istituto di Storia dell’Arte ha iniziato una nuova importante campagna di studio delle opere conservate, che sarà a disposizione della comunità scientifica internazionale.

Palazzo Cini, straordinaria casa-museo un tempo dimora di Vittorio Cini, donato alla Fondazione dagli eredi esattamente trent’anni fa, è situato nel Museums mile, tra le Gallerie dell’Accademia, la Collezione Peggy Guggenheim e Punta della Dogana e conserva opere straordinarie di Giotto, Guariento, Botticelli, Filippo Lippi, Piero di Cosimo e Dosso Dossi.

Nelle sale del primo piano nobile, arredate con mobili e oggetti d’arte che riflettono il carattere originario dell’abitazione e il gusto personale del grande collezionista, sono esposti una trentina di dipinti di scuola toscana, donati da Yana Cini alla Fondazione Giorgio Cini nel 1984, insieme alla parte del Palazzo che li ospita. Accanto alle opere pittoriche, tra cui spiccano Il giudizio di Paride di Sandro Botticelli la Madonna con il Bambino e due angeli di Piero di Cosimo e i dipinti di scuola ferrarese del Rinascimento concessi nel 1989 da Ylda Cini Guglielmi di Vulci, tra cui il San Giorgio di Cosmè Tura, sono raccolti alcuni significativi esempi di arti applicate tra cui: un servizio completo di porcellana della manifattura settecentesca veneziana dei Cozzi, placchette e cofanetti d’avorio della Bottega degli Embriachi, smalti rinascimentali, oreficerie, sculture in terracotta, credenze, cassapanche di notevole importanza, tra cui un raro cassone nuziale senese della metà del Trecento e una portantina napoletana del Settecento.

Main partner dell’iniziativa è Assicurazioni Generali.

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Sostenere e trasmettere il nostro inestimabile patrimonio culturale è un impegno in cui Generali si riconosce profondamente. La riapertura di Palazzo Cini a San Vio esprime questo che è un valore identitario della compagnia e conferma la sua secolare missione: prendersi cura delle cose di valore.

Aprendo al pubblico in maniera duratura un bene raro e prezioso come Palazzo Cini, Generali vuole offrire l’opportunità di far scoprire, conoscere e riappropriarsi di un affascinante tesoro: la Galleria, i mobili e gli oggetti d’arte che riflettono il carattere originario dell’abitazione e il gusto personale del grande collezionista Vittorio Cini. Uno sguardo dietro le quinte della lungimirante operazione culturale legata alla Fondazione Cini sull’Isola di san Giorgio, che coincide con la celebrazione del suo sessantesimo anniversario.

Attraverso questa azione Generali interpreta in chiave innovativa il ruolo di mecenate, offrendo ai progetti che sostiene la possibilità di esprimersi, aprendosi a nuove opportunità di confronto con il pubblico, creando valore, offrendo stimoli, comunicando con quel linguaggio unico e riconoscibile che già la contraddistingue negli oltre 60 paesi in cui opera. l’impegno di Generali a Venezia ha un significato profondo. il leone di san Marco rappresenta un legame simbolicamente indissolubile con la città lagunare e la sua storia, dove la compagnia è presente fin dalle sue origini, con cui condivide la vocazione internazionale e multiculturale e dove è presente supportando primari istituti artistici, musicali e letterari. Dando rilievo alla promozione e alla diffusione della cultura, Generali sostiene il convincimento che avvicinare le persone all’arte, alla musica, alla letteratura, sia un elemento di crescita e di stimolo all’innovazione. 

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La collaborazione tra Fondazione Giorgio Cini, Master Audio e Coemar Lighting, sviluppata in occasione della nuova apertura di Palazzo Cini, nasce dalla volontà di dotare le sale della Galleria di un adeguato impianto d’illuminazione, capace, al tempo stesso, di preservare l’atmosfera tipica della casa-museo e di valorizzare, tramite l’utilizzo di una luce non invasiva, tuttavia efficace, le preziose opere della collezione di Vittorio Cini e oggi parte del patrimonio della Fondazione intitolata al figlio Giorgio.

L’innovativo sistema di illuminazione della Galleria è frutto della collaborazione tra Maurizio Schicheri, fondatore di Master Audio, azienda specializzata nella progettazione illuminotecnica degli spazi espositivi, Carlo Alberto Pini e Patrik Menozzi, ingegneri progettisti di Coemar Lighting, che da oltre 80 anni, progetta, produce e commercializza prodotti per l’illuminzione professionale. Il progetto si è avvalso anche della prestigiosa collaborazione di Marina Vio, docente dell’Istituto Universitario Architettura di Venezia, che aveva già studiato l’illuminazione degli smalti della collezione Cini.
L’intervento a Palazzo Cini si è focalizzato sul miglioramento della percezione cromatica delle opere e degli oggetti esposti. A questo fine, i progettisti si sono avvalsi anche dei risultati di uno studio congiunto condotto da IUAV e Università degli Studi di Padova, che sono alla base del sistema di illuminazione prototipale realizzato ad hoc per la Galleria.

La principale novità di questo sistema di illuminazione risiede nell’uso innovativo delle sorgenti a LED. La ricchezza della collezione Cini e la varietà materica delle opere esposte presentava un problema di difficile soluzione: ogni materia riflette la luce in modo differente, e di norma i colori possono essere esaltati e portati in evidenza soltanto se gli oggetti vengono illuminati singolarmente con una luce modellata in maniera apposita. Tuttavia, con tipologie di oggetti tanto varie (quadri, tavole dipinte, avori, piatti in metallo smaltati e finemente decorati) un’illuminazione univoca avrebbe impoverito il valore delle opere. Al contrario, i corpi illuminanti studiati per Palazzo Cini consentono la differenziazione delle fonti luminose, attraverso la mescolanza di diverse tipologie di LED le quali, combinate e regolate singolarmente, rendono possibile una variazione di bianco dal caldo al freddo, modificabile in base alle ‘esigenze’ della singola opera, permettendo all’osservatore di ammirare i capolavori di Palazzo Cini sotto una luce il più vicina possibile a quella naturale.

 

Saggi e memorie di storia dell’arte 38 (2014)

SOMMARIO

  • Mario Canato, Domenico Molin, un riflesso del Tintoretto
  • Vincenzo Mancini, Andrea Schiavone e la Scuola Grande di San Marco. Qualche riflessione sulla tarda attività
  • Maichol Clemente, Giusto le Court, Enrico Merengo e la Diana della collezione di Livio Odescalchi
  • Raffaello Padovan, Ludovico Seitz per la Basilica di Loreto. Disegni della Biblioteca del Seminario Vescovile di Treviso
  • Motoaki Ishii, Kawamura Kiyo among international artist in modern Venice
  • Antonio Paiusco, Antonio Maraini e l’Istituto Storico d’Arte Contemporanea (1928-1944)

Tomaso Buzzi, protagonista di un gusto italiano moderno

  • Stefania Portinari, Tomaso Buzzi osservatore e allestitore delle arti decorative tra Milano e Venezia
  • Alberto Anselmi, Tomaso Buzzi e Venini: clienti e committenti
  • Elena Pontiggia, Oltre le colonne d’Ercole temi e suggestioni simboliche nelle opere di Buzzi alle grandi mostre milanesi degli anni trenta
  • Lucia Borromeo Dina, L’intervento di Tomaso Buzzi a villa Necchi Campiglio, 1938-1957
  • Paola Tognon, L’ideario di Tomaso Buzzi
  • Giovanna D’Amia, Tomaso Buzzi e la Valtellina: l’architettura vernacolare e la tradizione artigiana
  • Alberto Giorgio Cassani, “E farmi tutto un occhio solo”. La vocazione teatrale di Tomaso Buzzi

«Arte veneta» 68 (2011)

INDICE

  • Lyle Humphrey, Su Martino da Modena a Venezia: la mariegola dei merciai del 1471 e la committenza della comunità lucchese
  • Anne Markham Schulz, Due scultori fiorentini a Venezia: Andrea Pisano e Niccolò Lamberti
  • Paola Rossi, Disegni della bottega di Jacopo Tintoretto
  • Vincenzo Mancini, Venezia barocca: il caso del romano Girolamo Pellegrini
  • Alessio Pasian, Federico Cervelli “pittore di buona macchia”
  • Monica De Vincenti, Il “prodiggioso” mausoleo dei dogi Valier ai Santi Giovanni e Paolo
  • Enrico Lucchese, Per l’attività decorativa di Antonio Bellucci in Inghilterra
  • Francesca Stopper, Novità su Angelo Scarabello
  • Giuseppe Pavanello, La “Religione” di Antonio Canova

Segnalazioni

  • Francesca Flores d’Arcais, La “Croce” di Ognissanti a Firenze: il “Parente di Giotto” e Padova
  • Pier Luigi Mulas, Incunaboli miniati da Santa Giustina di Padova al Musée Condé di Chantilly
  • Andrea Polati, Inediti di Matteo Ingoli, dalla bottega dei Caliari alle collezioni medicee
  • Boran Goja, Contributo per l’altare maggiore di San Simeone a Zara: Baldassare Longhena, Francesco Cavrioli e “mistro” Lunardo
  • Maichol Clemente, Un busto di Filippo Parodi a Waddesdon Manor
  • Enrico Lucchese, Jacopo Amigoni a Radnor House
  • Damir Tulić, Un “Crocefisso” marmoreo di Alvise Tagliapietra a Lussinpiccolo
  • Wim Kranendonk, Gli ‘spettatori interni’ nell’arte di Giambattista Tiepolo
  • Stefano L’Occaso, Francesco Zugno per Castiglione delle Stiviere
  • Marcella De Paoli, Debora Tosato, Citazioni di antiche pitture romane in un soffitto neoclassico a palazzo Grimani
  • Lino Moretti, Francesco Zanin (1824-1884), vedutista veneziano

Carte d’archivio

  • Jan-Christoph Rössler, La Scuola Grande dei Carmini e i suoi architetti
  • Bernardina Sani, Raccolte di stampe tra Parigi e Venezia nella corrispondenza di Rosalba Carriera e Hyacinthe Rigaud
  • Lino Moretti, Rosalba Carriera: l’inventario dei suoi beni e alcune minuzie marginali
  • Lino Moretti, Di Apollonio Domenichini ovvero Facchinetti (1715-1757) e altri pittori di quella famiglia
  • Carlo Corsato, Bellini ‘800. Il restauro della pala di Santa Caterina già ai Santi Giovanni e Paol

Letture

Guido Beltramini, Un volume sui palazzi veneziani del Trecento e del Quattrocento

Bibliografia dell’arte veneta: 2010
a cura di Daniele D’Anza

«Saggi e Memorie di storia dell’arte» 36 (2012)

SOMMARIO

  • Mara Mason, Venezia o Costantinopoli? Sulla scultura bizantina a Venezia e nell’entroterra veneto e ancora sulla Beata Vergine della Cintura di Costantinopoli di Treviso
  • Fernando Loffredo, La vasca del Sansone di Giambologna e il Tritone di Battista Lorenzi in un’inedita storia di duplicati (con una nota sul Miseno di Stoldo per la villa dei Corsi)
  • Gianluca Tormen, Ritratti dei Medici dal Catajo: per la storia dei rapporti tra i Granduchi di Toscana e gli Obizzi
  • Enrico Maria Dal Pozzolo, Pietro della Vecchia, Giovanni Nani e una rara iconografia bacchica
  • Jan-Christoph Rössler, Note sulla collezione Caliari
  • Stefano Pierguidi, Dalle pale d’eccellenti artefici del duomo di Siena (1673-1688) alla galleria di quadri moderni di Dresda (1742)
  • Chiara Gauna, I Rembrandt di Anton Maria Zanetti e le ‘edizioni’ di stampe a Venezia: tra tecnica e stile
  • Enrico Noè, Lo scultore Angelo Pizzi (Milano 1775-Venezia 1819)
  • Mauro Minardi, Studi sulla collezione Nevin: i dipinti veneti del XIV e XV secolo
  • Emiliano Covre, L’alunnato romano di Noè Bordignon
  • Eugenia Querci, Mario Morasso e Cesare Laurenti: alcune riflessioni sul Simbolismo e l’“arte nuova”
  • Matteo Gardonio, I Boldini del Terzo Reich