Istituto per la Musica Archives - Fondazione Giorgio Cini

Concerto 90° anniversario dalla morte di Ottorino Respighi

Nell’ambito del rapporto di collaborazione tra l’Istituto per la Musica  e il Festival Ottorino Respighi di Bologna, dedicato alla valorizzazione e promozione dell’opera e della figura del compositore, l’Auditorium “Lo Squero”  ospita un concerto in occasione del 90° anniversario della sua morte.

L’iniziativa intende rendere omaggio al compositore bolognese, la cui memoria è custodita dalla Fondazione Giorgio Cini attraverso l’archivio documentario, la biblioteca e gli arredi provenienti dal suo studio presso la villa “I Pini” di Roma.

Il soprano Elena Schirru e il pianista Aldo Orvieto eseguiranno musiche di Ottorino Respighi, Richard Strauss e Alexander Zemlinsky.

Il Festival Respighi Bologna 2026, promosso dalla Fondazione Musica Insieme, offre un ricco calendario dedicato al celebre compositore bolognese. Tra le date principali spiccano il concerto di presentazione del 7 giugno a Bologna, il concerto e la visita a Venezia del 19 giugno e il grande concerto al Teatro Auditorium Manzoni del 7 ottobre.

Orari e modalità d’accesso
plus

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

Dimensions of Current Compositional Practice (2) Composers in Dialog with Musicologists

La riflessione teorica è un aspetto peculiare dei compositori del XX e XXI secolo. Il seminario offre l’opportunità di approfondire, in un dialogo tra compositori e musicologi, quattro concetti chiave dell’esperienza compositiva degli ultimi 125 anni: notazione, tempo, natura e voce. Essi vengono discussi sulla scorta delle svariate declinazioni che hanno avuto nel corso dei decenni.

L’analisi dei referenti e dell’evoluzione dei quattro concetti è affidata a due compositori di fama internazionale, da anni figure centrali nel panorama musicale: Georg Friedrich Haas e Liza Lim. A loro volta, instaurano un dialogo con due musicologi che hanno dato un contributo rilevante alla comprensione della musica del XX e XXI secolo: Ingrid Pustijanac e Nikolaus Urbanek. Un gruppo di giovani compositori e musicologi, selezionati tramite un bando internazionale, contribuisce a fornire nuovi impulsi alla discussione e a creare un focus sull’epoca attuale.

Le prospettive del passato e della contemporaneità si intrecciano in tutte le fasi del seminario. Al termine della seconda giornata è previsto un concerto presso l’Auditorium “Lo Squero” con opere di Georg Friedrich Haas e Liza Lim.

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[accordion_entry title=”26 Maggio”]

15.00 – 18.00
Saluti – Introduzione
di Gianmario Borio

Notation / Time: Composers’ lectures

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[accordion_entry title=”27 Maggio”]

9.00-13.00
Notation / Time: Statements and Inputs by musicologists, discussion

12.00-13.00
Prove Generali

14.30 – 16.30
Nature / Voice: Composers’ lectures

17.00-18.30
Prove Generali

 

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[accordion_entry title=”28 Maggio”]

9.00-13.00
Nature / Voice: Statements and Inputs by musicologists, closing discussion

16.00-18.00
Tavola rotonda con Filippo Martelli, Ernesto Napolitano e Gianfranco Vinay sul libro di Vinay
Armonie cosmiche/La musica delle sfere nel XX e XXI secolo.

 

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[accordion_entry title=”28 Maggio Concerto”]

19.00
Programma

Liza Lim:
An ocean beyond earth (2016) per violoncello solista preparato con corda e violino, 14.5′;
Transcendental Étude (2022) per piano solista con shruti box, 9′;
Ghosts make form (2023) per violoncello e piano, 13′;
James Morley, violoncello
Alexander Waite, piano

intervallo


Georg Friedrich Haas:
Hochwald (2023), per violoncellista che canta, parla e sussurra, 43′;
Valerie Fritz, violoncello

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Archivi della musica del XX secolo: conservazione e valorizzazione delle fonti

Oggetto del seminario sono le fonti conservate presso gli archivi della musica del XX secolo e il loro significato per la ricerca musicologica. A una panoramica dei maggiori archivi europei e americani seguiranno approfondimenti sui fondi conservati presso l’Istituto per la Musica della Fondazione Giorgio Cini, in particolare Giacomo Manzoni, Nino Rota e Roman Vlad. Le lezioni si articoleranno su due piani complementari: da un lato, verranno esaminate le tipologie documentarie presenti e i criteri di ordinamento e descrizione adottati nei singoli fondi; dall’altro, si analizzeranno i rapporti tra riflessione teorica e prassi compositiva, le dinamiche del processo creativo e le peculiarità della scrittura musicale in ambito cinematografico.

In collaborazione con: Corso di Dottorato di Interesse Nazionale (DIN) Artistic Research on Musical Heritage (ARMH), Conservatorio “Cesare Pollini” di Padova

Docenti: Gianmario Borio, Angela Carone, Marco Cosci, Francisco Rocca

Research-led Performance: 20th Century Italian Piano Music

Con questo workshop riprende il ciclo Research-led Performance, inaugurato nel 2016: una delle attività più seguite e apprezzate dell’Istituto per la Musica. Il grado di apprezzamento è confermato dall’adesione di personalità di primissimo rilievo tra gli interpreti della musica del Novecento. Tra questi figura Roberto Prosseda, pianista che ha acquisito fama internazionale grazie alla registrazione delle integrali pianistiche di Mendelssohn e Mozart; nella sua attività concertistica l’approfondimento dell’epoca classica si è associato a un fitto confronto con le composizioni per pianoforte solo del Novecento italiano.

Questo sguardo duplice, in cui l’estetica del classicismo si interseca con l’innovazione linguistica, e lo spiccato interesse per la peculiare relazione che il solista instaura con il suo pubblico, manifestano una profonda assonanza con i cardini concettuali su cui ruota Research-led Performance, un progetto che mette in dialogo ricerca musicologica e pratica esecutiva.

Al centro del workshop sono alcune significative composizioni pianistiche del Novecento italiano, con musiche di Alfredo Casella, Goffredo Petrassi, Luigi Dallapiccola, Aldo Clementi e Niccolò Castiglioni. Le giornate di lavoro alterneranno momenti di approfondimento musicologico e sessioni pratiche dedicate all’interpretazione pianistica.

Le sessioni musicologiche del workshop e il concerto conclusivo sono aperti anche al pubblico esterno fino a esaurimento posti.
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[accordion_entry title=”Sessioni musicologiche e concerto conclusivo”]

martedì 24 marzo, h 9 — 11

Gianmario Borio, Università di Pavia / Fondazione Giorgio Cini
Il simbolo BACH nella musica italiana del dopoguerra e osservazioni analitiche su Quaderno Musicale di Annalibera

 

Susanna Pasticci, Università La Sapienza di Roma
Scrittura, gesto, performance: questioni di poetica e tecnica compositiva nella musica pianistica di Casella e Petrassi.

 

mercoledì 25 marzo, h 11—13

Francisco Rocca, Fondazione Giorgio Cini
I Tre Pezzi per pianoforte (1978) di Niccolò Castiglioni: osservazioni analitiche e fonti del processo compositivo

 

Michele Leggieri, Università di Pavia
La scrittura pianistica di Aldo Clementi attraverso lo studio degli schizzi

 

giovedì 26 marzo, h 18:30

Concerto conclusivo, Auditorium “Lo Squero”

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Sguardo retrospettivo e riposizionamento: i compositori di fronte alle sfide della terza età

Questa giornata di studi è dedicata a comportamenti, reazioni, scelte e ripensamenti che hanno caratterizzato l’ultima fase della vita e della creatività di alcuni dei più influenti compositori del XX secolo: Arnold Schönberg, Igor Stravinskij, Gian Francesco Malipiero, Olivier Messiaen e Dmitrij Šostakovič.

Il riferimento teorico è il concetto di “stile tardo”, che è stato coniato da Theodor W. Adorno per le ultime opere di Beethoven, e poi ripreso e ampliato da Edward Said nel suo omonimo libro. Alla luce delle biografie dei compositori citati i relatori proveranno ad ampliare il campo concettuale tracciato dai due filosofi nelle direzioni della biografia intellettuale e dell’evoluzione estetica; la longevità sarà posta in relazione con la percezione straniante della nuova epoca e la risposta alle sfide provenienti da essa. Gli aspetti di continuità stilistica (il progetto di vita dell’artista) verranno messi a confronto con mutamenti più o meno marcati, provocati dal confronto con le nuove generazioni di compositori, dalla scossa delle trasformazioni socio-culturali e da una più distaccata valutazione del processo storico.

programma

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[accordion_entry title=”9:30 – 12:30″]

Introduzione e moderazione: Gianmario Borio

Michela Garda
(Università di Pavia)
Le stagioni della vita e la creatività musicale: ripensare il “tardo stile”

Massimiliano Locanto
(Università di Salerno)
“Pensieri di ottuagenario”: Stravinskij e le sfide della terza età

Raffaele Pozzi
(Università Roma Tre)
Stile tardo come inattualità: visione e poetica dell’ultimo Messiaen

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[accordion_entry title=”15:00 – 18:00 “]

Moderazione: Michela Garda

Gianmario Borio
(Università di Pavia – Fondazione Giorgio Cini)
“Wer bin ich….?” – Autoanalisi, inquietudine, cambiamento: gli ultimi anni di Arnold Schönberg

Vincenzina Ottomano
(Università Ca’ Foscari)
“I due Šostakovič”: critica e ambiguità nelle opere vocali tarde

Francisco Rocca
(Fondazione Giorgio Cini)
“Ottuagenario intransigente”: motivi del tardo Malipiero

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[accordion_entry title=”Concerto ore 18:30″]

Auditorium “Lo Squero”

In collaborazione con il Conservatorio “Cesare Pollini”, Padova

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Programma

Gian Francesco Malipiero (1882-1973)

Cinque studi per domani (1959), per pianoforte

I. Mosso moderatamente, ma gagliardo

II. Un poco allegro

III. Non troppo mosso, ma fluido

IV. Lento

V. Non troppo mosso

 

Lorenzo Presotto, pianoforte

Arnold Schönberg (1874-1951)

Fantasia op. 47 per violino con accompagnamento di pianoforte (1949)

I. Grave. Più mosso. Meno mosso

II. Lento. Grazioso. Tempo I. Più mosso

III. Scherzando. Poco tranquillo. Scherzando. Meno mosso. Tempo I

 

Filippo Maggini, violino

Jacopo Doni, pianoforte

Olivier Messiaen (1908-1992)

Petites esquisses d’oiseaux (1985) per pianoforte

I. Le Rouge-gorge

II. Le Merle noir

III. Le Rouge-gorge

IV. La Grive musicienne

V. Le Rouge-gorge

VI. L’Alouette des champs

 

Massimiliano Vettore, pianoforte

Gabriel Fauré (1845-1924)

Trio op. 120 in re minore (1922-23) per violino, violoncello e pianoforte

I. Allegro, ma non troppo

II. Andantino

III. Allegro vivo

 

Alessandra Reggiani, violino

Carlo Teodoro, violoncello

Martina Delluniversità, pianoforte

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Studi sull’armonia post-tonale: 1910-1940

Questo volume, che scaturisce dal lavoro triennale di un gruppo di ricerca finanziato dalla Ernst von Siemens-Musikstiftung, è composto da studi monografici sulla concezione dell’armonia nelle opere di Béla Bartók, Claude Debussy, Paul Hindemith, Arnold Schönberg, Aleksandr Nikolaevič Skrjabin, Igor Stravinskij, Edgar Varèse e Anton Webern. Gli autori focalizzano la loro attenzione su una o più opere del compositore di riferimento, mettendo in relazione i processi armonici alle questioni teoriche dibattute all’epoca o emerse nei decenni successivi. L’impostazione tiene in particolare conto delle attuali elaborazioni della musicologia internazionale, delle lacune presenti nella saggistica italiana e dei bisogni della didattica a livello superiore presso le sedi AFAM e universitarie. Al contempo intende dare un contributo alla riflessione e alla metodologia della teoria musicale dei nostri giorni. Il saggio introduttivo del curatore illustra la metodologia storica adottata nel libro: le tecniche armoniche dei singoli compositori vengono inserite nell’orizzonte teorico della loro epoca e, in certi casi, illustrate alla luce delle riflessioni maturate dai compositori stessi.

Vai al volume

Intersections Between Music and Visual Arts in Europe: 1950-2000

L’Istituto per la Musica celebra il quarantesimo anniversario all’insegna delle relazioni tra la musica e le altre arti, così come emergono dalle fonti conservate nel suo archivio, caratterizzando la sua attività scientifica.

Il convegno amplia la sua prospettiva, includendo la dimensione europea con un progetto del 2023 dedicato al contesto italiano (Intersezioni di musica e arti visive in Italia nel secondo Novecento, a cura di Gianmario Borio e Angela Sanna). Musicologi e storici dell’arte presentano ricerche originali su azioni congiunte e scambi di idee tra i protagonisti delle vicende artistiche in diversi centri europei, con l’obiettivo di mettere a fuoco istanze comuni e specificità nazionali. Le ricostruzioni storico-archivistiche vengono affiancate dalle riflessioni di studiosi di estetica, che collocano i processi osservati nel quadro delle discussioni filosofiche sulle relazioni tra i generi a partire dai sistemi delle arti dell’idealismo.

Relatori: Veniero Rizzardi (ricercatore indipendente, Venezia), Angela Sanna (Accademia di Belle Arti di Brera, Milano), Patrizia Veroli (ricercatrice indipendente, Roma)
Conferenza organizzata da Gianmario Borio e Charlotte De Mille.

 

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[accordion_entry title=”3 dicembre”]

 

9:30 — 13:00
Greetings and Introduction by Gianmario Borio and Charlotte De Mille

Jean-Marc Chouvel
Sorbonne University, Paris
The Eye Listens, But What Does the Ear See? Reflections on the Modalities of a Plural Art

Marina Hervás
Granada University
Beyond the Regime, Before the Canon: Music and Visual Arts in Spain

Iwona Lindstedt
Warsaw University
Zygmunt Krauze’s Unistic Music: Three Experiments in Arts Intersection 1968–1969

15 — 18
Gianfranco Vinay
Paris 8 University, Saint Denis
Boulez’s Mirrors: Compositional Correspondences Between Music and Painting

Jan Butler
Oxford Brookes University
The Roots of the Audiovisual in Popular Music: Psychedelia and the UK in the 1960s

Gianmario Borio
Pavia University / Fondazione Giorgio Cini
The Convergence of Painting and Music: Theses and Philosophical Implications

18:30
Concert mdi ensemble

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[accordion_entry title=”4 dicembre”]

9:30 — 12:30
Daniela Tortora
Santa Cecila Conservatory, Rome
After Collage, Marcatrè, and Grammatica: the Experience of Achille Perilli’s Gruppo Altro, from Kombinat Joey – 1970 to Dies Irae – 1978

Manon Raoult
The Courtauld Institute of Art, London
‘Is the Painter a Musician?’ The Sonic Foundations of Jean Dubuffet’s Anti-Cultural, Materialist, and Utopian Brut Aesthetic

Jörn Peter Hiekel
Hochschule für Musik, Dresden
Institutional Activities at the Intersection of Music and Visual Arts: Observations on Impulses and Constellations in West Germany

15 — 18
Johannes Holtmon
Kode Art Museums and Composer Homes, Bergen
Harald Sæverud: Music and Architecture, Modernity and Tradition

Michele Leggieri
Pavia University
Aldo Clementi Between Sign and Sound

Charlotte De Mille
The Courtauld Institute of Art, London
Towards a ‘Philosophy for Painting’: Musico-Visual Intersections in Post-War Britain

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«Archival Notes», No. 9 (2024) Musical Neoclassicism in Europe

Numero speciale a cura di Valérie Dufour e Massimiliano Locanto
https://onlinepublishing.cini.it/index.php/arno

 

• Valérie Dufour – Massimiliano Locanto, Introduction

• Aurore Flamion, Les discours sur le néoclassicisme dans la presse française

• Francesco Fontanelli, Tracing the Neoclassical Casella: Compositional Projects, Models, Ideologies

• Anna Giust, Music Expectations in Soviet Russia: Tradition, Avant-Gard and Legitimacy in Soviet Public Press

• Arnulf Christian Mattes, Tracing ‘Neoclassicism’ in Norway: A tentative Conceptual Survey

• Ruth Piquer Sanclemente, Neoclassicism, Nationalism and Modernism in the Spanish Reception of Manuel de Falla’s Works (1915-1939): Hemerography and Archival Sources

• Tadhg Sauvey, Neoclassic Objectivism Meets Catholic Ritual: The Musical Philosophy of Joseph Samson

• László Vikárius, Béla Bartók’s Turn to Neoclassicism in Light of His Social Commitment. Some Evidence from Archival Sources

Influenza “spagnola” e Grande Guerra: la creazione artistica sotto scacco

Questa giornata di studi è organizzata in collaborazione con il Laboratorio Soldado de Nápoles, diretto da Gabriele Frasca dell’Università di Salerno.
Il gruppo compie indagini sull’intreccio tra la Prima Guerra Mondiale e la pandemia come fattore determinante per la formazione del clima artistico e culturale degli anni Venti del XX secolo. Le relazioni offrono una serie di letture critiche che spaziano tra diversi ambiti artistici e disciplinari: dai volti della malattia in Egon Schiele alle figure del contagio e della contaminazione in The Waste Land di T.S. Eliot, all’intreccio di cosmopolitismo e nazionalismo musicale in Histoire du soldat di Igor Stravinskij, fino all’impatto della pandemia sulla concezione delle Sette canzoni di Gian Francesco Malipiero.

programma

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[accordion_entry title=”9:30 – 12:30″]

Gianmario Borio, Gabriele Frasca
Introduzione

Gabriele Frasca
Il Canto dell’oblio

Massimiliano Locanto
Guerra, pandemia e musiche ‘dal mondo’. L’Histoire du soldat di Stravinskij tra cosmopolitismo, globalizzazione e identità nazionali

Visita alla mostra “Venezia e le epidemie”
Biblioteca del Longhena

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[accordion_entry title=”14:30 – 17:30 “]

Noemi Ancona
Voci dalla crisi: l’orizzonte espressivo delle Sette Canzoni di G. F. Malipiero

Carmen Gallo
Contagio e contaminazione in The Waste Land

Giuseppe Ghigi
Flu lost in the movie

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Beethoven’s Sonatas Op. 31: Creative Process, Formal Structures and Performance

L’Istituto per la Musica prosegue la sua attività editoriale online  sulla piattaforma Open Monograph Press della Fondazione Giorgio Cini.

Beethoven’s Sonatas Op. 31: Creative Process, Formal Structures and Performance

 

The three piano sonatas Opus 31, which even at the time of their publication and first performances were described as works of “great style”, reveal significant deviations from the formal models that Beethoven himself had helped to consolidate. Carl Czerny regarded them as key evidence of the “new way” that the composer had indicated as necessary for his artistic evolution. The fact that they were composed at the same time as the Third Symphony (Eroica) and the Heiligenstadt Testament further underlines their significance. The peculiar structure of the themes and the ambiguity of the formal functions, which emerge most clearly in the second sonata (The Tempest), reveal a propensity for experimentation that has posed almost insurmountable challenges to generations of performers and theorists. This book is the final outcome of a project that began in 2021 with a workshop where studies by musicologists came to grips with issues of performance practices on both the fortepiano and modern piano. As well as an interview with Andreas Staier, the pianist who coordinated the practical sessions of the workshop, there are essays by Gianmario Borio (on the history of the analyses of these sonatas), Hans Joachim Hinrichsen (on styles of interpretation), Janet Schmalfeldt (on compositional technique) and Martina Sichardt (on the sources of the genesis).